Gabriella Scialdone e Karel Thole
Ventiquatresima puntata del nostro podcast dedicato alla fantascienza in tutte le sue forme ed espressioni. Un appuntamento con i protagonisti della scena nazionale ed internazionale alla scoperta di storie, aneddoti e curiosità di ieri e di oggi raccontati dalla voce di personaggi noti e meno noti del genere.
Questo è un elenco delle puntate fin qui trasmesse dal nostro podcast con Gabriella Scialdone:
- Gabriella Scialdone e la Fantascienza
- Gabriella Scialdone le sue letture
- Gabriella Scialdone e il fandom
- Gabriella Scialdone e gli eventi
- Gabriella Scialdone e i film
- Gabriella Scialdone – battute folgoranti
- Gabriella Scialdone – Personaggi
- Gabriella Scialdone e i Curatori italiani
- Gabriella Scialdone e la sua opera preferita
- Gabriella Scialdone e l’astrologia
- Gabriella Scialdone e il copyright
- Gabriella Scialdone e il cibo
- Gabriella Scialdone: universo immaginario
- Gabriella Scialdone e la tecnologia
- Gabriella Scialdone e la moda
- Gabriella Scialdone e i fumetti
- Gabriella Scialdone e il senso della vita
- Gabriella Scialdone e la Morte
- Gabriella Scialdone e il Libro di Fars
- Gabriella Scialdone e i giochi
- Gabriella Scialdone: personaggi famosi
- Gabriella Scialdone e Roberto Benigni
- Gabriella Scialdone e Sergio Sollima
- Gabriella Scialdone e Karel Thole
Ed ecco la ventiquatresima puntata con Gabriella Scialdone.
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Una nuova puntata del nostro podcast non può non toccare un personaggio caro sia a me, che a Gabriella con cui abbiamo vissuto in parte un certo percorso della nostra vita. Ma anche della nostra avventura fantascientifica, Karel Thole.
Be’, sicuramente è stato un grande tutto, che tutti sanno. Ma anche un grande amico, perché devo riconoscere, ai suoi indubitabili meriti artistici, anche una capacità umana che lui ha avuto, non credo solo nei miei confronti… Credo che fosse un suo atteggiamento generale verso le persone e, considerata l’età che quella volta aveva lui, e una vitalità che ci mangiava tutti nel panino, ragazzi! Fra una birra e l’altra, alla fine, a tenere banco era sempre solo lui. Gli piaceva tenere banco, questo è indubbio! E valeva la pena di ascoltarlo, però, c’è anche da dire che prima o poi aspettavamo che lui si stancasse e invece no! Eravamo noi quelli che ci tenevamo gli occhi aperti con gli stuzzicadenti, perché diceva delle cose talmente interessanti che volevamo ascoltarlo sempre. Però, ci metteva a dura prova. Non parliamo delle lattine di birra, perché lì si apre un altro doloroso capitolo per molti astemi della nostra comitiva.
la copertina è una interpretazione di questi contenuti da parte di ChatGPT