Seleziona Pagina

‘Starfleet Academy’ nuovo ingresso in ‘Star Trek’

‘Starfleet Academy’ nuovo ingresso in ‘Star Trek’

Sessant’anni dopo il debutto di “Star Trek”, ” Star Trek: Starfleet Academy ” di Paramount+ presenta l’amato franchise a una nuova generazione, rendendo omaggio alla sua eredità e a milioni di Trekkies vecchi e nuovi. La creatrice Gaia Violo introduce una nuova serie di personaggi che cercano di orientarsi e trovare la propria strada in un mondo ancora sconvolto dagli orrori e dalle disavventure del passato. Gioiosa, sincera e divertente, la serie incentrata sui giovani adulti è un delizioso punto di ingresso sia per i fan di “Star Trek” che hanno familiarità con la tradizione più profonda, sia per i nuovi arrivati ​​(come me).

Accademia della Flotta Stellare” si apre nel 32° secolo e si propone come seguito diretto di “Star Trek: Discovery“. La Federazione Unita dei Pianeti non si è ancora ripresa dai terrificanti eventi dell’Urna, che hanno distrutto la flotta della Federazione. Nahla Ake (Holly Hunter) è stata reclutata per salire a bordo della USS Athena come Capitano e per ricoprire il ruolo di cancelliere della neonata Accademia della Flotta Stellare. Ake è inizialmente titubante a portare le sue eccentricità in un ambiente più strutturato, ma la sua travagliata storia con una recluta, il ventunenne Caleb Mir (Sandro Rosta), le fa cambiare idea. Sebbene Caleb non sia esattamente entusiasta all’idea di frequentare la scuola, decide di moderare i suoi comportamenti delinquenziali e di usare invece le sue abilità ingegneristiche, duramente acquisite, e le risorse della Flotta Stellare per rintracciare la madre scomparsa, Alicia (Tatiana Maslany).

A completare questa nuova classe di cadetti ci sono Jay-Den Kraag (Karim Diané), un Klingon pacifista e aspirante ufficiale medico che entra in sintonia con il Dottore (Robert Picardo di “Star Trek: Voyager”). Darem Reymi (George Hawkins) è un Khioniano e aspirante capitano, avversario e compagno di stanza di Caleb. Ci sono anche Genesis Lythe (Bella Shepard), una Dar-Sa e figlia di un ammiraglio che dà del filo da torcere a Darem, e Sam (Kerrice Brooks), una Kasqiana, o studentessa olografica, la prima del suo genere a entrare nella Flotta Stellare. Gli studenti sono tenuti sotto il timone della maestra cadetta Lura Thok, in parte Klingon, in parte Jem’Hadar, molto più decisa e feroce dell’hippie Ake. Inoltre, la divertente interpretazione di Paul Giamatti nel ruolo del pirata spaziale Nus Braka traccia parallelismi diretti con i seminatori di paura e i negazionisti dell’empatia che permeano la nostra società reale.

La prima stagione di 10 episodi (i critici ne hanno ricevuti sei per la recensione) è principalmente episodica. Tuttavia, presenta un tema dominante: il tentativo di Caleb di ricongiungersi con sua madre, così come la tensione romantica che condivide con Zarima Sadal (Zoë Steiner), una studentessa dell’Accademia di Guerra e figlia del presidente di Betazed.

“Starfleet Academy” funziona grazie alla sua struttura: la serie ha il fascino universale di un teen drama che include anche la storia di “Star Trek”. Tuttavia, il cast di alto livello e l’analisi della realtà di vivere in una galassia tesa e pericolosa rimangono in primo piano. (Qualcosa in cui noi semplici umani possiamo sicuramente identificarci.)

Nonostante alcuni effetti digitali piuttosto tragici, “Starfleet Academy” è affascinante. L’episodio 4, “Vox in Excelso”, e l’episodio 5, “Series Acclimation Mil”, sono i punti di forza. La serie si concentra sull’angoscia e l’euforia di essere un giovane adulto determinato a prendere in mano il proprio destino. Concentrarsi su legami romantici, rivalità profonde e desiderio di connessione con il classico sfondo di “Star Trek” probabilmente impressionerà i fan di lunga data di Star Trek, che sapranno individuare facilmente gli Easter Egg, accogliendo al contempo un nuovo gruppo di spettatori che si sono fermati per vedere i giovani entrare in contatto e unirsi in una società che non sempre li comprende.

Nel complesso, “Starfleet Academy” è un’esperienza divertente ed emozionante. Probabilmente è un po’ diversa da quella a cui sono abituati i fan di lunga data di Star Trek, ma forse è proprio questo il punto. Per garantire che il franchise duri almeno altri 60 anni, deve riflettere il nostro mondo reale. Deve esserci spazio per personaggi queer, multietnici e di razza mista. È chiaro sotto molti aspetti (in televisione e nella vita reale) che la vecchia guardia ha ormai abbandonato il passato. Come dichiara “Starfleet Academy”, ora tocca a una nuova generazione sistemare il disastro che ha ereditato.

 

Sergio Giuffrida
+ posts

Classe 1957, genovese di nascita, catanese d'origine e milanese d'adozione. Collabora alla nascita della fanzine critica universitaria 'Alternativa' di Giuseppe Caimmi, e successivamente alla rivista WOW. Dai primi anni Novanta al novembre 2021 è stato segretario del SNCCI Gruppo Lombardo. Attualmente è nel board di direzione con Luigi Bona della Fondazione Franco Fossati e del WOW museo del fumetto, dell'illustrazione e del cinema d'animazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ricevi la NewsLetter

Scrivi la tua email:

Prodotto da FeedBurner