Gabriella Scialdone e i Curatori italiani
Ottava puntata del nostro podcast dedicato alla fantascienza in tutte le sue forme ed espressioni. Un appuntamento con i protagonisti della scena nazionale ed internazionale alla scoperta di storie, aneddoti e curiosità di ieri e di oggi raccontati dalla voce di personaggi noti e meno noti del genere.
Questo è un elenco delle puntate fin qui trasmesse dal nostro podcast con Gabriella Scialdone:
- Gabriella Scialdone e la Fantascienza
- Gabriella Scialdone le sue letture
- Gabriella Scialdone e il fandom
- Gabriella Scialdone e gli eventi
- Gabriella Scialdone e i film
- Gabriella Scialdone – battute folgoranti
- Gabriella Scialdone – Personaggi
- Gabriella Scialdone e i Curatori italiani
- Gabriella Scialdone e la sua opera preferita
- Gabriella Scialdone e l’astrologia
- Gabriella Scialdone e il copyright
- Gabriella Scialdone e il cibo
Ed ecco l’ottava puntata con Gabriella Scialdone.
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Siamo sempre con Gabriella Scialdone e siamo sempre con il nostro podcast. Parlando di curatori, a parte Malaguti di cui abbiamo già parlato in un altro podcast, curatori italiani di collane, riviste, quali sono quelli che tu ricordi con maggior affetto, serietà eccetera eccetera?
Con maggior affetto non saprei dire perché non ne ho conosciuti tantissimi, se non magari per telefono. Sicuramente un personaggio che non si può non citare è Inisero Cremaschi che ha dato veramente tantissimo e ha varato alcune iniziative che poi sono durate troppo poco secondo me. D’altra parte, la fantascienza italiana è così, muor giovane colui che al cielo è caro… Non c’è niente da fare… Tantissime riviste purtroppo erano splendide, ma non sono riuscite ad emergere per i costi degli autori non italiani! Perché a noi non è che proprio ci paghino sempre.
E invece parlando di rapporto che hai avuto con Lippi, con Curtoni, con Montanari?
Ma erano tutte persò… anzi erano, hai ragione purtroppo! Sono tutte persone più o meno della mia età quindi è un tipo di rapporto che sfocia facilmente in amicizia, risse da bar su no è meglio quello lì, no è meglio quell’altro e anche cene. Quindi non è proprio un rapporto curatore-autore. Molto spesso, anzi, come autore mi potevo sentire anche trattata un po’ male, perché mi chiamavano sempre all’ultimo minuto. E anche Lippi me lo fece a suo tempo. Io buttai giù un’idea per lui e lui: “Perché non la scrivi tu?” Io ero nei guai fino al collo, ma non c’è stato verso di fargli cambiare idea e così l’ho scritto io.