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VIAGGIO AL CENTRO DEL TEMPO

VIAGGIO AL CENTRO DEL TEMPO

È possibile o sarà possibile viaggiare attraverso il tempo?

Nel suo ormai storico romanzo La macchina del tempo, Herbert George Wells faceva viaggiare lo scienziato attraverso le ere future a bordo di una strana macchina molto ben rappresentata nell’omonimo film di George Pal L’uomo che visse nel futuro (The Time Machine, 1960), ma, nella realtà, tutto ciò non sarebbe facilmente realizzabile. Vediamo il perché.

La Terra si sposta in continuazione nello spazio per cui se il nostro Viaggiatore si insediasse sulla sua Macchina del Tempo e volesse, per esempio, tornare indietro di qualche giorno, andrebbe a finire nel vuoto nello spazio questo perché, qualche giorno prima, la Terra si trovava in un altro punto della propria orbita. Non sarebbe affatto difficile calcolare quale punto dello spazio la Terra occupava, per esempio, sei mesi fa, e quindi iniziare il nostro viaggio apparentemente tranquilli ma, ancora una volta, ci ritroveremmo nel cosmo perché la Terra, con il Sole e tutti i pianeti, si sposta all’interno della nostra galassia diretta verso un punto che sta tra la Costellazione della Lira e quella di Ercole. Cosa ci vada a fare da quelle parti il Sistema Solare, noi proprio non lo sappiamo, sappiamo solo che così è, per cui noi dovremmo spostarci non solo nel tempo, ma anche nello spazio, quindi le cose cominciano a farsi alquanto complicate.

Procediamo con calma: dobbiamo metterci, prima di tutto, in un punto dello spazio che sia stato calcolato con assoluta precisione, dove non vi siano stati prima dei corpi celesti per cui vi voglio vedere cercare di scoprire le traiettorie di eventuali meteoriti che potrebbero essere transitati da quelle parti e se dite che la cosa non ha molta importanza, provate a ricevere, al momento del vostro ritorno dal viaggio temporale, un bel sasso che viaggia a migliaia di chilometri all’ora giusto sul naso e poi sappiatemi dire…

Sarebbe sfortuna nera, è vero, ma non è impossibile. Comunque sia, mettiamoci, per esempio a metà strada tra la Terra e la Luna, indietreggiamo nel tempo e poi scendiamo sul nostro pianeta all’epoca, per esempio, dei dinosauri. Alcuni ufologi, in effetti, sostengono che gli UFO altro non sono se non macchine che viaggiano nello spazio e nel tempo e sarebbero quindi i nostri pronipoti che ci stanno studiando con la massima attenzione. Questo spiegherebbe perché evitano come la peste ogni contatto con noi, perché questo potrebbe alterare il futuro.

Presso il Centro Nazionale di Ricerche di Meudon, vicino a Parigi, alcuni ricercatori sono arrivati a concludere che, almeno in teoria, i viaggi nel tempo potrebbero diventare una cosa fattibile e l’ingegnere Emil Drouet è addirittura convinto che possa essere costruita una temponave. Il costo del progetto era di soli due miliardi di franchi e ne fu interessato un ricco magnate denominato Il Re dei Diamanti il quale, però, abbandonò il progetto quando venne a sapere che il viaggio nel passato era di sola andata, non era previsto il ritorno e i diamanti non sarebbero venuti con lui.

TempoI paradossi temporali sono il pane della fantascienza, sia letteraria sia cinematografica, e sono anche alla base di una possibilità fattiva di un viaggio nel tempo perché le conseguenze, anche minime, potrebbero poi avere quello che viene definito l’effetto valanga dal quale un piccolo fiocco di neve genera poi un ammasso nevoso di immani proporzioni. Questi paradossi sono molto ben rappresentati dai romanzi La fine dell’eternità di Isaac Asimov e Oltre l’invisibile di Clifford Simak, i quali giustificano l’intrusione dal futuro come una cosa che doveva accadere affinché il fatto connesso avvenisse effettivamente, il pezzo di un puzzle storico mancante e inserito da un evento proveniente dal nostro domani. Se così fosse, molti avvenimenti sono accaduti così come noi li conosciamo solo perché noi stessi siamo intervenuti a manipolarli. Questa teoria, ovviamente, contrasta con quella precedente che non permette alcun intervento di nessun genere per non cambiare il corso degli eventi.

A voi sembrerà facile dire che se ci sono stati dei viaggiatori nel passato, essi non lo hanno manipolato perché, per esempio, è da sempre che la scoperta ufficiale dell’America è attribuita a Cristoforo Colombo. Da sempre secondo quale concetto? Quello della nostra memoria? Ammettiamo, solo per amore dell’ipotesi, che lo scopritore del continente americano fosse, per esempio, Gigetto Rossi, se noi avessimo manipolato il passato fino a ottenere come scopritore Cristoforo Colombo solo quello ci ricorderemmo da sempre, solo il suo nome sarebbe scritto in ogni volume, e Gigetto Rossi ci farebbe solo sorridere come se fosse una battuta.

Noi dobbiamo uscire dal concetto che il passato sia qualcosa di… passato, di già vissuto. Esso è reale come il presente e come il futuro. Paragoniamo il tempo a una pellicola srotolata della quale vediamo, essendoci posti al di fuori di essa, sia l’inizio, sia la fine. Noi possiamo rientrare in qualunque punto di questa pellicola e, in qualunque punto noi vogliamo tornarne dentro è un presente perché tutto il film che sta sulla pellicola è reale e presente in quel momento, visto che noi ne abbracciamo con lo sguardo tutto l’insieme. Forse, in questo modo, potrebbe essere possibile viaggiare nel tempo, uscire dalla pellicola e poi rientrare nel punto da noi desiderato e il difficile sta nel creare una sacca di distorsione temporale da usare come tramite.

Non è facile capire, ma i nostri sensi sono stati creati in modo da poter percepire quella parte della realtà che ci è indispensabile per poter sopravvivere, i nostri sensi fanno parte del nostro corpo e si sono formati assieme a lui e le informazioni che ci danno sono quelle che servono e garantiscono la vita del corpo stesso. Proprio per questo ci è estremamente difficile capire la natura dello spazio-tempo, anche se lo possiamo fare usando dei simboli matematici.

Per quello che noi conosciamo, normalmente, del concetto di tempo possiamo dire che esso è la misura di un cambiamento, da quello delle posizioni del Sole e della Luna rispetto alla Terra e quindi il giorno e la notte a, quello delle nostre cellule che, passato il periodo di tempo che abbiamo chiamato notte o giorno, sono invecchiate ulteriormente.

Questo ci potrebbe portare a pensare che il tempo sia una questione di materia che si sposta o che si logora, ma questo non è esatto perché l’energia che produce questi spostamenti e questo logorio subisce a sua volta dei cambiamenti per cui se noi avessimo un universo dotato di sola energia, il suo consumarsi sarebbe un altro segno del passare del tempo, un tempo ben diverso da come noi lo conosciamo.

Senza soffermarsi sugli sproloqui filosofici che portano, per poter innestare una misura umana a un universo rigido il quale, come tale, non può esistere perché esso è in continua e costante evoluzione, cambiamento e consumo su vari fronti, ecco che, grazie ad Albert Einstein, noi possiamo avere un concetto di spazio e di tempo alla portata della scienza anche se ciò che si è scoperto ha, se possibile, reso l’idea ancora più difficile da comprendere.

Spazio e tempoSecondo la sua ormai famosa Teoria della Relatività lo spazio e il tempo non sono tra loro indipendenti, ma sono la parte essenziale per poter localizzare un evento. Questo è facile da comprendere perché quando noi ricordiamo un avvenimento lo associamo, per esempio, al luogo dove esso è avvenuto e le circostanze che lo hanno causato, di conseguenza noi dobbiamo avere un’idea del luogo dove questo avvenimento è accaduto, lo spazio e lo spazio temporale dove esso è accaduto; quindi abbiamo le tre dimensioni dello spazio dove l’avvenimento e collocato più il tempo, come quarta dimensione. Un oggetto occupa un luogo con le sue tre dimensioni: altezza, larghezza, lunghezza e lo occupa anche nel tempo perché oggi, in questo tempo c’è, domani potrebbe non esservi più. Se noi lo spostiamo ecco che esso non occupa più quello stesso spazio nel tempo, ma lo ha occupato nel passato e se noi potessimo arretrare nel tempo in quello spazio lo ritroveremmo, ma in un altro tempo.

Un altro importante concetto che riguarda il tempo è come esso possa essere relativo e questo è un concetto facile da spiegare. Il tempo può, apparentemente, passare in maniera più o meno veloce a seconda di ciò che stiamo facendo: lentamente se si tratta di un’attività noiosa, velocemente se ci stiamo divertendo. Noi percepiamo il tempo come un qualcosa che ci viene incontro e che ci oltrepassa velocemente diventando storia. Ora immaginiamo un’astronave lanciata nello spazio profondo a una velocità vicina a quella della luce. Abbiamo avuto modo di verificare che il tempo all’interno di essa scorra molto più lentamente che all’esterno per cui un anno trascorso a bordo potrebbe corrispondere ad anni, secoli, sulla Terra e, tornando su essa abbiamo viaggiato nel tempo verso il futuro.

La luce delle stelle arriva a noi con anni, secoli di ritardo. Quando osserviamo le stelle noi osserviamo il loro passato, cioè come erano. Se una di esse fosse esplosa noi ce ne accorgeremmo solo quando la luce della sua esplosione giungesse fino a noi. Se il Sole si spegnesse di colpo, noi ce ne accorgeremmo solo dopo otto minuti. Se un osservatore fosse posto su un pianeta distante da noi mille anni luce e avesse un telescopio abbastanza potente, potrebbe osservare la Terra come era mille anni fa perché la luce che arriva alle lenti del suo strumento è quella di mille anni addietro.

In questo modo possiamo o potremmo viaggiare nel tempo o forse potremmo tornare nel passato di un universo parallelo così come il fluttuante futuro ha molte ramificazioni e possibilità davanti a noi, ma solo una di esse diventerà reale.

Per capirci meglio citeremo uno dei più chiari e semplici esempi, quello del Paradosso dei Gemelli. Si tratta di una delle conseguenze più popolari (spesse volte anche eccessivamente semplificata) della teoria della relatività di Einstein. In realtà non si tratta di un vero e proprio paradosso, bensì di un esperimento ideale volto a illustrare come alcuni aspetti della teoria di Einstein siano contrari al senso comune.

L’esperimento ideale è il seguente: sulla Terra vi sono due gemelli, uno parte per un viaggio interstellare di andata e ritorno per una stella lontana, mentre l’altro rimane ad aspettarlo. Teorizzando che il viaggio interstellare possa essere compiuto a velocità prossime a quelle della luce, la stessa teoria prevede che, al ritorno sulla Terra, il gemello viaggiatore è invecchiato molto meno di quello terrestre. Va innanzitutto specificato che, sebbene contrario al senso comune, non vi è nulla di paradossale nel fatto che il tempo scorra in modo diverso per i due gemelli. Questa è proprio una delle previsioni fondamentali della relatività: non esiste un tempo assoluto, ma lo scorrere del tempo dipende dal sistema di riferimento in cui lo si misura. E non si tratta solo di una previsione teorica: quasi quotidianamente gli scienziati verificano che i tempi di decadimento delle particelle subatomiche, misurati in laboratorio, diminuiscono quando le particelle viaggiano nel laboratorio a velocità prossime a quelle della luce.

Il tempo

L’aspetto che forse può sembrare paradossale nella storia dei due gemelli è l’apparente simmetria del sistema: scegliendo l’astronave come sistema di riferimento è la Terra che si allontana o si avvicina a velocità prossime a quelle della luce. Dunque perché alla fine del viaggio c’è una differenza tra i tempi misurati dai due gemelli? La soluzione è molto semplice: i due sistemi di riferimento, la Terra e l’astronave, NON sono equivalenti. L’astronave deve infatti subire forti accelerazioni e decelerazioni rispetto alla Terra, che in prima approssimazione possiamo assumere come un sistema di riferimento inerziale (ovvero un sistema di riferimento che non subisce accelerazioni). Una spiegazione dettagliata di ciò che dovrebbero misurare i due gemelli durante le varie fasi del viaggio richiede una discreta dose di matematica, che è impossibile riportare in poche righe. Ciò nonostante, a livello qualitativo, la situazione può essere riassunta nel modo seguente: nella fase di allontanamento dalla Terra, ciascuno dei due gemelli dovrebbe vedere l’ipotetico orologio dell’altro scorrere più lentamente, mentre durante l’avvicinamento dovrebbe vederlo scorrere più rapidamente. Ma le fasi di allontanamento e avvicinamento misurate dai due gemelli hanno durate differenti: il viaggiatore realizza subito l’inversione di moto quando raggiunge la stella, mentre il terrestre deve aspettare il lungo tempo che la luce impiega a coprire la distanza stella-Terra.

Questa asimmetria è alla base della differenza dei tempi misurati fra partenza e ritorno dai due gemelli, nei loro rispettivi sistemi di riferimento.

(Fonte Scienza per tutti)

Comunque siamo scettici sui viaggi nel tempo, rischieremmo di incontrarci con noi stessi e la stessa materia non può occupare lo stesso spazio due volte, la fantascienza ce lo ha insegnato, almeno questo.

Diversi film hanno trattato il tema del viaggio nel tempo. Di seguito parliamo di uno di quelli meno conosciuti, continuando nella nostra politica di riscoperta delle pellicole meno note da riscoprire.

VIAGGIO AL CENTRO DEL TEMPO

“Durante il periodo dell’evoluzione dell’uomo il Tempo è stato misurato dal viaggio dei nostri pianeti attraverso il buio dello spazio. Gli scienziati usano il nostro Sistema Solare e le vaste regioni fredde dell’universo come giganteschi orologi. Il Tempo ha la qualità di essere evanescente e distante come il perimetro della nostra galassia. L’evaporazione, in genere, fornisce una spiegazione per coloro che si chiedano quale sia la vera natura del materiale del tempo stesso e viene rivelata una parte del suo significato. Il Tempo, dalla Creazione ai giorni nostri, gira verso il passato quasi con la stessa forza con cui va verso il futuro e tutta l’eternità. Un giorno l’uomo metterà una bilancia tra queste due grandi forze universali: il passato e il futuro…e allora l’uomo potrà fare il fantastico…”

Tit. Orig.: Journey to the Center of Time
Tit. Alt.: Time Warp
Produzione: David L. Hewitt e Ray Dorn
Distribuzione: Borealis Enterprises
Regia: David L. Hewitt
Sceneggiatura: David L. Hewitt
Int.: Scott Brady, Anthony Eisley, Abraham Sofaer, Gigi Perreau, Poupée Gamin, Austin Green, Andy David, Lyle Wagoner
Durata: 82′    USA   Colore   1967
DVD: Cult Media

scena da Il viaggio al centro del tempo

Stanton (Scott Brady) ha assunto la responsabilità di una società di ricerca dopo la morte di suo padre. I suoi dipendenti sono gli scienziati Mark Manning (Anthony Eisley), Doc Gordon (Abraham Sofaer) e Karen White (Gigi Perreau). A meno che non provino che i loro esperimenti sui viaggi nel tempo possono produrre alcuni risultati, i loro finanziamenti saranno tagliati. Disperati, spingono le loro attrezzature operative oltre il livello di sicurezza e viaggiano per cinquemila anni nel futuro. Lì incontrano alieni guidati da Vina (Poupée Gamin) che stanno cercando un pianeta da colonizzare. Gli alieni non trovano un benvenuto sulla Terra, che è nel mezzo di una guerra globale che minaccia la razza umana. Lei li esorta a tornare indietro e mettere in guardia l’umanità dal pericolo, poi muore in un attacco dei terrestri. Cartellone de Il TempoI viaggiatori del tempo si ritirano nella loro camera e tornano indietro. Lungo la strada, individuano un’altra macchina del tempo in rotta di collisione. Manning cerca di comunicare con loro; quando fallisce, gli sparano, ma la loro arma è troppo debole. Stanton prende in mano la situazione, aumenta il potere dell’arma e distrugge l’altra nave.

I quattro superano il presente e finiscono nel lontano passato, nell’era dei dinosauri. Il loro rubino gigante, un componente chiave della macchina, viene distrutto, lasciandoli bloccati. Quando esplorano una grotta vicina, la trovano costellata di tutti i tipi di gioielli, inclusi i rubini. Sopraffatto dall’avidità, Stanton afferra manciate delle preziose gemme, torna alla macchina del tempo, rimpiazza il rubino e se ne va senza gli scienziati. Tuttavia, durante il suo viaggio di ritorno, incontra un’altra nave in rotta di collisione. Mentre ascolta una trasmissione radiofonica da Manning, Stanton si rende conto con orrore che sta correndo verso la versione precedente della macchina del tempo. Quindi viene distrutto dall’esplosione avviata dal suo io precedente.

Nel frattempo, mentre gli scienziati lasciano la caverna e percorrono un corridoio di roccia sopra della lava, Gordon incespica e cade. Mark e Karen trovano il luogo dove era la macchina del tempo che è partita con Stanton a bordo, ma, all’improvviso, riappare misteriosamente. S’imbarcano e ritornano dal passato verso il loro presente, ma arrivano il giorno prima della loro partenza iniziale; di conseguenza, si trovano in una dimensione parallela dove il loro io passato e tutti quanti vivono a un ritmo molto più lento. Sapendo che la presenza simultanea dei loro se stessi passati e attuali nella stessa linea temporale potrebbe fatalmente interrompere il continuum spazio-temporale, Mark e Karen si affrettano a tornare alla macchina del tempo per correggere il problema, finendo disperatamente persi nel tempo e nello spazio. Nella scena finale, la macchina, con i due scienziati a bordo, viene mostrata alla deriva tra le stelle verso un destino sconosciuto.

Il film è apparso, inizialmente, solo in televisione, su Italia Uno, è interessante, ma confuso e si serve anche di spezzoni tratti, oltre che da documentari, da Marte distruggerà la Terra e da I viaggiatori del tempo.

La regia

David L. Hewitt: nacque il 18 dicembre 1939 a San Francisco, in California USA, come David Lee Hewitt. Fu autore di effetti speciali, regista, produttore e attore.

Effetti speciali: Viaggiatori del tempo (1964), The Mighty Gorga (1969), Sette per l’infinito contro I mostri spaziali, (1970), Doomsday Machine (1972), Monster (1980), The Devonsville Terror (1983), Superman IV (1987), La lampada (1987), Baby Killer III (1987), Willow (1988), Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi (1989), Millenium (1989), Critters 4 (1992), Mirror, Mirror 2: Raven Dance (1994), Leprechau 2 (1994), Dark Future (1994), Demon Keeper (1994),  The Stranger (1995), Earth Minus Hero (1996), Inspector Gadget 2 ( 2003)

Regia: The Wizard of Mars (1965 – anche produttore), La galleria degli orrori (1967 – Anche produttore), Viaggio al centro del tempo (1967 – anche produttore), The Lucifer Complex (1978)

Gli attori

Abraham Sofaer: nato il 1 ° ottobre 1896 a Rangoon, in Birmania, da genitori ebrei birmani, il famoso attore veterano Abraham Sofaer è stato un insegnante sia a Rangoon sia a Londra. Passò rapidamente alla recitazione e fece il suo debutto sul palcoscenico come walk-on in Il mercante di Venezia di William Shakespeare nel 1921. La sua prima apparizione a Londra fu con La dea verde nel 1925 e, a partire dagli anni ’30, lavorò tra Londra e Broadway, interpretando un assortimento di ruoli shakespeariani (Othello, Lear, Cassius, ecc.) tra le altre commedie classiche. Sofaer ha ottenuto un trionfo personale a New York con Benjamin Disraeli al fianco di Helen Hayes in Victoria Regina nel 1936. L’anno seguente ha diretto la signora Hayes in Il mercante di Venezia, ​​in cui ha interpretato il ruolo principale di Shylock. Protagonista del repertorio teatrale, si è anche concentrato sul grande schermo e ha esordito nel cinema britannico con Dreyfus (1930). Riconosciuto per il suo sguardo strabico e la sua figura imponente, nel corso degli anni si è costruito una solida reputazione per la produzione di strane e interessanti etnie orientali. Dai sultani e dagli swami fino ai dittatori e persino ai capi indiani, i suoi personaggi potevano essere interpretati come saggi e di buon cuore, astuti o malvagi e cattivi. A metà degli anni ’50, Sofaer si stabilì a Hollywood dove divenne un punto fermo nelle avventure esotiche e in costume, apparendo quasi esclusivamente nei film e in TV. Alcuni delle sue pellicole più note americane comprendono Quo Vadis (1951), Il trono nero (1954), La pista degli elefanti (1954), Taras il magnifico (1962) e Chisum (1970). Nel corso degli anni ’60, fece ruoli episodici in molti serial popolari tra cui Perry Mason (1957), Carovane verso il west (1957), Gunsmoke (1955), Daniel Boone (1964) e Star Trek (1966). Sofaer morì di insufficienza cardiaca in California all’età di 91 anni nel 1988.

Filmografia: Vita Futura – Nel 2000 non sorge il Sole (1936), Scala al paradiso (1946), The Ghosts of Berkeley Square (1947), Pandora (1951), Ai confini della realtà (Serial TV – 1 episodio 1960), L’esperimento del dottor Zagros (1963), The Outer Limits (Serial TV – 1 episodio 1964), Kronos (Serial TV – 2 episodi 196/64), Viaggio al centro del tempo (1967), Lost in space (Serial TV – 1 episodio 1968), Strega per amore (Serial TV – 3 episodi 1967/1968), Star Trek (Serial TV – 2 episodi 1967/1968).

Scott Brady: nato a Brooklyn il 13 settembre 1924, l’irlandese-americano Scott Brady fu battezzato Gerard Kenneth Tierney (chiamato Jerry) dai genitori Lawrence e Maria Tierney. Suo padre era capo della forza di polizia degli acquedotti di New York, entrambi i fratelli maggiori e più giovani di Scott, Lawrence Tierney e Edward Tierney, furono anch’essi attori. La promettente carriera noir di cattivo ragazzo di Lawrence fu sabotata da un grave disturbo del bere che lo portò a numerose schermaglie con la legge. Lo stesso Scott ha affrontato una denuncia per stupefacenti nel 1957 (le accuse furono ritirate, Scott ha sempre sostenuto di essere stato incastrato) e in seguito (1963) è stato coinvolto in attività illegali di bookmaking. Fortunatamente, Scott è stato più accorto e ha evitato le insidie ​​che hanno colpito il fratello maggiore, realizzando una vita molto lucrosa a Hollywood negli anni ’50 e nei primi anni ’60.

DVD de Il viaggio nel centro del tempoScott crebbe nella contea di Westchester e frequentò le scuole superiori di Roosevelt e St. Michael. Come il fratello maggiore Lawrence, Scott è stato un atleta a tutto tondo a scuola e ha guadagnato apprezzamenti nel basket, nel calcio e ha espresso i primi progetti per diventare un allenatore di calcio o un annunciatore radiofonico. Invece si arruolò prima di diplomarsi al liceo e prestò servizio come meccanico dell’aviazione navale all’estero. Durante il suo mandato ha guadagnato una medaglia per la boxe dei pesi massimi leggeri. Fu congedato nel 1946 e decise di dirigersi verso Los Angeles, dove suo fratello maggiore Lawrence stava facendo passi da gigante incoraggianti come attore. Faticando in lavori umili come tassista e manovale diurno, il bel guardiano dagli occhi blu fu notato mentre pranzava in un bar dal produttore Hal B. Wallis che gli offrì un provino. Il test non andò bene ma non si arrese e s’iscrisse alla scuola di recitazione di Bliss-Hayden e sotto la sua guida studiò recitazione riuscendo a liberarsi del suo profondo accento di Brooklyn.

Firmò poi un contratto con la Eagle-Lion, e fece il suo debutto In This Corner (1948) utilizzando le sue abilità di boxe fin dai suoi primi giorni di servizio. Mostrò più promesse con il suo secondo e terzo film Ultima tappa per gli assassini (1948) e Egli camminava nella notte (1948), quest’ultimo come detective che aiuta a catturare l’assassino psicotico Richard Basehart. Scott passò attraverso storie d’azione di livello superiore per la Fox e la Universal. I western e le storie del crimine sarebbero stati i suoi generi vincenti con La bella preda (1949) al fianco di Yvonne De Carlo e John Russell e Chicago, bolgia infernale (1949), di nuovo con Russell. Passava spesso da eroe a villain durante i suoi anni di punta. In un film avrebbe lavorato con Jeanne Crain in Mariti su misura (1951) e con Mitzi Gaynor in Paradiso notturno (1952), mentre nel successivo riduceva Shelley Winters in una poltiglia in La frontiera indomita (1952). Raggiunse il ruolo di cult minor nei panni di un cattivo hombre, The Dancin’ Kid, nell’eccentrico western Johnny Guitar (1954). Lui e gli altri uomini virili, tuttavia, erano un po’ oscurati nel film dalla diatriba freudiana tra Joan Crawford e Mercedes McCambridge. Altri ruoli gli hanno permesso di gestire con fermezza le scene d’azione mentre partecipava a film con Barbara Stanwyck, Mala Powers e Anne Bancroft.

Scott avrebbe recitato in film dello stesso genere anche in TV: western e crimine, trovando un lavoro più stabile sul piccolo schermo negli anni ’60. Ha recitato come l’eroe del titolo nella serie western Shotgun Slade (1959) e con produzioni come The Moon Is Blue, Detective Story e Picnic. In seguito, ha interpretato un dramma politico The Best Man con il suo ritratto di un senatore.

Scapolo apparentemente incallito, cambiò idea dopo aver incontrato e sposato Mary Tirony nel 1967 all’età di 43 anni. Prima di questo era stato legato a bellezze luminose come Gwen Verdon e Dorothy Malone. La coppia ebbe due figli. Le parti si ridussero negli anni successivi a causa di un progressivo aumento di peso ma apparve sempre qua e là come personaggio occasionale, pesante o duro, in film meno importanti come Le mogli (1971), Il genio della rapina (1971), La polizia non perdona (1972) e Wicked, Wicked (1973). Anche in ruoli minori della TV. Verso la fine è stato visto in film su grande schermo di alto profilo come Sindrome cinese (1979) e Gremlins (1984). Scott ha avuto un collasso nel 1981 e gli è stata diagnosticata una fibrosi polmonare, una malattia respiratoria progressiva. È morto quattro anni dopo, nel 1985, e fu sepolto nel cimitero di Holy Cross a Culver City, in California.

Filmografia: L’invasione: Marte attacca Terra (1966), Viaggio al centro del tempo (1967), Il mostro del museo delle cere (1969), Abbandonati nello spazio (1969), L’immortale (Serial TV, 1 episodio, 1970) The Invisible Man (Serial TV, 1 episodio, 1975), Fantastic Journey (Serial TV, 1 episodio, 1977), Sindrome cinese (1979), Gremlins (1984).

Anthony Eisley (1925-2003): il suo vero nome era Fred Eisley ed era nato a Philadelphia. Il padre era direttore generale vendite e risolutore di problemi per una grande azienda, che con il suo lavoro tenne la famiglia in continuo movimento (su e giù per la costa orientale) durante la gioventù di Eisley. Fin dai tempi della recita scolastica voleva essere un attore, ma poiché non aveva contatti con lo spettacolo, temeva che dalla sua aspirazione sarebbe venuto fuori nulla. In seguito, frequentò corsi di recitazione presso l’Università di Miami, “non perché pensavo di poter essere davvero un attore, ma perché stavo prendendo la via facile per ottenere una laurea“. Alla fine, seguendo la sua ambizione di lunga data, Eisley ottenne un lavoro con una società per azioni in Pennsylvania, dove lavorò al fianco di James Dunn in una produzione teatrale di A Slight Case of Murder. Seguirono ruoli in film di lunga data come Mister Roberts, Picnic e The Desperate Hours, insieme a Squalo tonante (1951), Fearless Fagan (1952) e in televisione Squadra mobile (1950).

Filmografia: The Wasp Woman (1959), The Outer Limits (Serial TV, 1 episodio, 1965), Operazione Goldman (1966), The Navy vs. the Night Monsters (1966) Gli invasori (Serial TV, 3 episodi, 1967), Viaggio al centro del tempo (1967), The mighty Gorga (1969), I seguaci di Satana (1969), The Mummy and the Curse of the Jackals (1969), Dracula Vs. Frankenstein (1971), Project U.F.O. (Serial TV, 1 episodio, 1978), Monster (1980), Nel profondo dello spazio (1988), Evil spirits (1990).

Parzialmente tratto da Chi li ha visti? N°13 – Ed Scudo 2018

L'Autore

Giovanni Mongini

Tra i maggiori specialisti mondiali di cinema SF (Science Fiction) è nato a Quartesana (Fe) il 14 luglio 1944 e fino da ragazzino si è appassionato all'argomento non perdendosi una pellicola al cinema. Innumerevoli le sue pubblicazioni. La più recente è il saggio in tre volumi “Dietro le quinte del cinema di Fantascienza, per le Edizioni Della Vigna scritta con Mario Luca Moretti.”

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