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MILES MORALES: SPIDER-MAN (OSCAR FANTASTICA, 2018)

MILES MORALES: SPIDER-MAN (OSCAR FANTASTICA, 2018)

In occasione dell’uscita del film Spider-Man – Un nuovo universo, nelle sale cinematografiche lo scorso Natale, Oscar Fantastica ha portato in libreria un interessantissimo romanzo per ragazzi dedicato a Miles Morales, l’alter ego parkeriano, afro-americano e latino del supereroe con superproblemi inventato da Stan Lee nei lontani anni ’60.

miles morales spider-manIl personaggio, creato nel 2011 da Brian Bendis, è il quarto ad assumere l’identità de l’Uomo Ragno e appartiene all’universo Ultimate. Per i più addentro alle questioni fumettistiche della Marvel, Morales opera su Earth-1619, e qui potete trovare un suo profilo completo, se masticate l’inglese.

Miles Morales: Spider-Man racconta una classica avventura del giovane supereroe. Attanagliato da incombenze scolastiche, incomprensioni con i genitori, guai indesiderati sul lavoro e amori che sbocciano, Morales è sempre più convinto che sia giusto dover appendere la maschera al chiodo. Nel romanzo vengono raccontate a mo’ di flashback le origini dei superpoteri: un ragno rubato dallo zio Aaron in un laboratorio scientifico pizzica il ragazzo sul dorso della mano. Fin qui nulla di troppo originale, direte, ma questo evento non sarà l’unico legato alla figura dello zio, all’apparenza solo un delinquente che non è riuscito a emergere nella sua vita e che muore in un incidente al quale Miles assisterà.

L’autore del libro, Jason Reynolds, è abilissimo a tessere la sua, di ragnatela. Sono costanti infatti i rimandi alla famiglia del giovane, e non solo al nucleo ristretto, ma anche al suo senso di appartenenza etnico e alle piccole e pungenti offese razziste che deve subire da parte del professore di storia, il signor Chamberlain. In un vortice di eventi sfortunati, Morales, studente provetto ma dalla discendenza non proprio idilliaca, inizierà a dubitare della sua buona condotta e a convincersi di una destinalità che porta direttamente sulla strada del crimine. Se non sono super problemi questi…

“Se vuoi avere il tempo per fare il supereroe, devi avere il resto della tua vita già bello e risolto. Non puoi uscirtene là fuori a salvare il mondo mentre la gente non riga dritto nemmeno nel tuo quartiere.”

Il ragazzo scoprirà poi di avere un cugino, rinchiuso in un carcere minorile, e che lo zio, nella realtà delle cose, non era poi quel criminale senza cervello che dipingevano. Da qui la svolta dal sapore profondamente classico che porta l’eroe ad affrontare le sue paure, e il suo senso di ragno, in uno scontro finale con un supervillain dai tratti inquietanti ed esoterici.

Quello che ho apprezzato di più dello stile narrativo di Reynolds è la semplicità. L’autore dà per scontato una serie di cose ormai note ai fan del supereroe. Non si perde nei dettagli descrittivi di un costume che viene indossato sì e no tre volte in tutto il romanzo ma, piuttosto, incalza sulle questioni personali, sul legame con i suoi amici e con la famiglia, e sull’annoso problema dell’appartenenza a un gruppo e il retaggio, arma a doppio taglio delle minoranze statunitensi.

Un bellissimo libro per ragazzi che ha dalla sua sicuramente la forza di un personaggio classico e che, grazie agli autori dell’universo Ultimate, è riuscito però a rinnovarsi in continuazione, sia nelle storie a fumetti sia in ambito cinematografico, e infine, come si vede, anche da un punto di vista puramente della prosa letteraria.

L'Autore

Stefano Spataro

Una laurea in filosofia, un dottorato in Storia della Scienza e un box pieno di libri e fumetti. Collaboratore scientifico dell'Edizione Nazionale delle Opere di Antonio Vallisneri ha prodotto diverse pubblicazioni di carattere storico-scientifico. Nel 2015 ha deciso di dedicarsi alla scrittura di genere fantascientifico. È musicista attivo da quasi dieci anni nell'underground italiano, sia con band che da solo.

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