Adriano Muzzi, che già tempo fa aveva pubblicato su queste pagine un drabble, Il muro, oggi ci porta in atmosfere ballardiane.

T.C.B.

 

Specchi, di Adriano Muzzi

La casa aggiungeva una stanza nuova ogni giorno; senza regole apparenti. Di fatto anche Luis, che ci era nato, si perdeva in quel labirinto. Ogni giorno doveva imparare come arrivare alla sua stanza, al bagno o alla cucina.

Una notte Luis si svegliò di soprassalto: una figura enorme lo fissava dalla porta; aveva gigantesche corna e spine acuminate sugli arti. Luis urlò e iniziò a correre attraversando porte mai viste prima. Il mostro lo seguiva con i suoi passi pesanti. I corridoi si piegavano in spirali auree; specchi incurvati dal tempo riflettevano senza pietà tutte le sue paure e i suoi mostri interiori.

 

Questo racconto è World © di Adriano Muzzi. All rights reserved.

 

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Nell’immagine, un allestimento ottico dell’artista austriaco Peter Kogler