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3 – La Luna dopo il 1950

3 – La Luna dopo il 1950

La Luna dopo il 1950

Grazie a “Destinazione Luna” re-importata nel 1976, tornarono in Italia film scomparsi che conobbero nuova gloria nelle rassegne cinematografiche organizzate da appassionati…

Non stupitevi: in quel periodo non si parlava ancora di Sky e di TV private. C’era solo la RAI alla quale la fantascienza faceva lo stesso effetto di una purga devastante ma i film ispirati alla bianca Selene continuarono ad imperversare sui nostri schermi.

Ecco quindi, nel 1951, apparire sugli schermi italiani “I Conquistatori della Luna” (Radar Man from the Moon) di Fred C. Brannon. In realtà si tratta della versione cinematografica del serial TV “Radar Man“, rutilanti avventure di un uomo dotato di una particolare tuta di sua invenzione che gli permette di volare.

Il nostro supereroe giunge sul suolo lunare per combattere i seleniti bramosi di conquistare il nostro pianeta e per fare questo si avvalgono anche di terrestri traditori. Ma nulla da fare, il capo dei lunari verrà distrutto con il suo razzo mentre sta compiendo una ignominiosa fuga strategica.

Opera infinitamente minore rispetto a quella di Pal, ci permette di osservare una città lunare sospettosamente simile alla Roma antica e dotata, per di più, di un bel braciere ardente. La cosa in un mondo notoriamente senz’aria è tecnologicamente interessante…

In DVD è apparso “Quei Fantastici Razzi Volanti (Cat Women of the Moon) di Arthur Hilton, dove troviamo una Luna popolata da belle ragazze mentre più interessante risulta “Project Moonbase“, entrambi del 1953 e quest’ultimo liberamente tratto da un romanzo di Robert A. Heinlein.

Era stato concepito inizialmente come un pilot per una serie TV che doveva intitolarsi “Ring Around the Moon“, ma quando il film di fantascienza divenne improvvisamente popolare, il produttore Jack Seaman aggiunse altre riprese nel film allo scopo di farlo diventare un lungometraggio, seppure molto corto (67’).

Questo cambiamento fu fatto senza che Robert A. Heinlein ne fosse a conoscenza e per questo lo scrittore ha rinnegato il risultato, pur non potendo impedire che il suo nome apparisse nei credits.

Nella pellicola, diretta da Richard Talmadge, assistiamo alla partenza di una astronave da una base spaziale in orbita attorno alla Terra, obiettivo della missione è la Luna. I due cadetti spaziali, un uomo e una donna, raggiungono il satellite ma devono combattere i tentativi di sabotaggio di una spia che perirà nel tentativo di ucciderli.

Il primo film italiano a fregiarsi del genere “Fantascienza” è in realtà una commedia del 1954 intitolato “Baracca e Burattini” di Sergio Corbucci con Carlo Dapporto e Lauretta Masiero dove un abitante della Luna cade sulla Terra. Con i suoi poteri anima un pupazzo che gli illustra la vita sul nostro pianeta. Il pupazzo mette l’alieno dentro ad un cannone e lo rispedisce al mittente.

Nel 1955 la Walt Disney Production esce con un documentario intitolato “L’Uomo e la Luna” (Man and the Moon). Era stato preceduto da L’Uomo nello Spazio e fu seguito da Marte e oltre.

I documentari sono stati purtroppo tra i pochi non editati in Italia in DVD e L’Uomo e la Luna sarebbe stato estremamente interessante. Si trattava di un episodio di Disneyland Serial TV che originariamente è andato in onda il 28 dicembre 1955. Diretto dall’animatore della Disney Ward Kimball (1914-2002), ipotizza, uno sbarco umano sulla Luna quattordici anni prima di quando è poi successo.

Si comincia con uno sguardo umoristico, attraverso l’animazione, del fascino che la Luna ha sempre rappresentato per il nostro pianeta. Questo segmento offre un’immagine della Luna attraverso le sue sfaccettature: da William Shakespeare alle filastrocche per bambini e alle superstizioni lunari, oltre che alla ricerca scientifica.

Poi Kimball continua con qualche informazione sulla Luna, completata da grafici. Kimball ci presenta poi il Dr. Wernher Von Braun, che discute i piani per un viaggio intorno alla Luna.

Wernher Von Braun (1912-1977) in questo film e su una serie di altri film, fu impiegato da Walt Disney come consulente tecnico. Lo scienziato possedeva una grande conoscenza di razzi perché aveva contribuito a svilupparli quando lavorava per la Germania nazista

Segue, infine, una simulazione con attori che rappresentano l’equipaggio Lunar Recon Ship RM-1 e drammatizza quanto può essere pericolosa e difficile una spedizione simile, specialmente se si incontra una meteorite. Questo episodio fu integrato nel 1959 con un nuovo titolo: Tomorrow the Moon.

Dobbiamo aspettare il 1958 per poter vedere un altro film ambientato sulla Luna. Parliamo di “Missili sulla Luna” di Richard Cunha che è uno dei più brutti di tutta la storia del cinema di fantascienza.

Si pensi che, a un certo punto, uno degli astronauti, appoggiato alla scaletta di discesa del razzo, si muove leggermente… e il razzo con lui! Il film è stato appositamente realizzato solo per incassare i soldi della prevendita e darsi alla fuga.

Gli effetti speciali consistono in documenti autentici di partenze di razzi, V-2 per la maggior parte, e la scena del decollo è quella di “RXM Destinazione Luna” di Kurt Neumann. Il film possiede anche una citazione arnoldiana perché, ad un certo punto, gli astronauti s’imbattono in un ragno gigante che altri non è che il modello usato per le riprese ravvicinate di “Tarantola.” Il povero aracnide finisce bruciato e già era stato accoltellato a morte in “Quei Fantastici Razzi Volanti” ma, novella fenice, risorse dalle ceneri e, debitamente ridipinto, andò a fare pubblicità al film probabilmente vergognandosene moltissimo.

Le scene in esterni furono girate nelle stesse zone scelte per “RXM Destinazione Luna” e la grotta dove vive il popolo lunare è veramente una grotta.

La difficoltà stava nel fatto che doveva essere simulato un crollo nella caverna e un masso gigantesco finiva per bloccare temporaneamente i nostri eroi. Non era possibile ricostruire in studio la grotta dato che non c’erano soldi a sufficienza e le rocce di polistirolo se ne volavano via, ragione per cui decisero di andare nel più vicino “drugstore” a prendere della creta e della plastilina.

Il proprietario si vide così piombare dentro al negozio un gruppetto di scalmanati che acquistò, a credito, il materiale che serviva. Questo fu debitamente messo in conto alla produzione ma mai pagato.

Comunque, i nostri tornarono sul luogo per realizzare con l’aiuto di sabbia, creta e plastilina la scena in cui un grosso masso doveva bloccare la caverna. Gli attori erano dentro a grotta, al fresco a leggere il giornale in attesa che si fosse pronti a girare ma, a causa del caldo, la creta doveva essere continuamente tenuta umida e la troppa acqua scioglieva il lavoro fatto per cui la troupe s’ingegnò ad inserire nel maledetto “blob” lattine, giornali e quant’altro potesse servire a mantenere più denso il finto masso.

Ma che ti succede nel frattempo?

Accade che cala la notte e la temperatura scende precipitosamente, come è tipico di quelle zone, per cui il masso s’indurisce come una vera pietra con gli attori dentro la grotta che strillavano per uscire.

Non rimase altra soluzione che andare a prendere un piccone dal sempre più sconcertato proprietario del drugstore e liberare gli infelici dopo cinque ore d’allucinante prigionia! Ma allora, a quel punto, come fu risolto il problema?

Con il polistirolo… nei brevi istanti in cui il vento non se lo portava via. E, quando succedeva, i tecnici rincorrevano il finto pietrone e lo rimettevano a posto… fino alla prossima folata!

Un altro giochetto della produzione fu quello di dire che le fanciulle lunari erano le vincitrici di un concorso di bellezza… le avete viste? Beh, se guardate il film date loro un’occhiata e scoprirete non solo da dove sono state prese, ma anche che sono state reclutate tutte quelle che c’erano, ma proprio tutte, anche le… meno avvenenti!

E poi: quando si gira un film e quando si ha la possibilità di avere tutti gli attori a disposizione, come in questo caso, in genere conviene girare il film scena dopo scena ma non in questo caso naturalmente!

S’incominciò girando l’inizio e poi la fine e tutte le altre scene furono create sul momento quando si trovava un luogo adatto per girare una sequenza che veniva inventata in quello stesso istante. Non esistevano né sceneggiatura, né storyboard!

Passiamo ad altro, che è meglio.

Persino il nostro popolarissimo Antonio De Curtis, in arte Totò, decise di fare una capatina sul suolo selenita e lo fece nelle ultime sequenze del film del 1958 di Steno intitolato appunto “Totò nella Luna“. anche se avrebbe dovuto debuttare ben otto anni prima con un film peraltro mai realizzato “Totò e i Dischi volanti.

Per il resto il film gioca sui due protagonisti, Totò ed Ugo Tognazzi, clonati, anzi baccellati con un chiaro riferimento a “L’invasione degli Ultracorpi“, da un’entità aliena che vuole impedire i voli spaziali.

Una misteriosa sostanza, detta Glumonio, è presente nel sangue di Achille (Ugo Tognazzi), fattorino della casa editrice condotta dal Cavalier Pasquale Belafronte (Totò) e innamorato della figlia del cavaliere: Lidia (Sylva Koscina).

Grazie a questa sostanza egli può essere lanciato nello spazio senza alcun pericolo per la sua vita. Viene quindi contattato da due agenti del Governo Americano ÒConnor e Campbell (Jim Dolen e Richard McNamara) affinché firmi un contratto per essere mandato nello spazio. Achille crede che i due siano editori e che vogliano lanciare il suo romanzo “Il Razzo nello Spazio”.

Una volta chiarito l’equivoco e dopo che il Cavalier Pasquale ha firmato una montagna di cambiali per poter stampare l’edizione italiana del libro, ci si mette contro Achille anche una “potenza straniera senza scrupoli” rappresentata dal suo agente Von Braut (Luciano Salce) che lo vuole utilizzare per i suoi lanci spaziali, lo voglia o no.

A rompere le uova nel paniere a tutti ci si mettono pure gli alieni che non vogliono terrestri nello spazio. Essi clonano, anzi baccellano Pasquale e Achille. Il Cavaliere finisce sulla Luna con la copia di Achille, condannato a restarci, ma solo dopo che gli alieni hanno cambiato il clone in una bella ragazza.

L’ispirazione al film L’Invasione degli Ultracorpi è quindi palese. Nella storia originale il nostro comico doveva finire sul pianeta Venere, ma gli stessi scenari sono invece stati utilizzati per la Luna, più consona agli interessi dei mass-media dell’epoca. Doveva essere poi girato un seguito del film intitolato Totò in orbita, ma non se ne fece nulla.

È dello stesso anno una pellicola che presentava, almeno all’apparenza, molte carte a suo favore: prima di tutto l’ispiratore della storia era nientemeno che Jules Verne, il regista era Byron Haskin, proveniente dalla ormai mitica “La Guerra dei mondi” e i protagonisti, una volta tanto, non erano due illustri sconosciuti ma attori veterani come George Sanders (Il Villaggio dei Dannati) e Joseph Cotten (Latitudine Zero). Il tutto condito con una non certo sconosciuta Debra Paget.

Eppure “Dalla Terra alla Luna” (From the Earth to the Moon) fu un film mediocre ed inverosimile, con i due protagonisti nei ruoli che Verne rese famosi di Nicholl e Barbicane, tutti presi a combattersi per poter realizzare la miglior corazza impenetrabile. I due alla fine partono alla volta della Luna in un viaggio senza ritorno.

La Luna viene usata come campo di battaglia e come base aliena per sferrare un attacco alla Terra nel film di Ishiro (o Inoshiro) HondaInferno nella Stratosfera” (Uchu Daisenso). Un anno dopo, nel 1960, appare sugli schermi americani “12 to the Moon” di David Bradley.

Il film resta un inedito nel nostro paese ed è la storia di una spedizione terrestre che giunge sulla Luna e, dopo, molte traversie, raggiunge un gruppo di caverne dove vive un popolo deciso a distruggere la Terra se i suoi abitanti non smetteranno le loro guerre e le loro dispute. L’equipaggio della nave spaziale riparte portando con sé l’ultimatum Selenita, dopo aver constatato il potere dei lunari che sono in grado di provocare tremende glaciazioni sul nostro mondo.

Per dovere di cronaca, in quanto della Luna se ne parla ma non la si vede mai, citiamo pure il film di Basil Dearden del 1961 “Il Primo Uomo sulla Luna” (Man in the Moon), una commediola inglese che vede un astronauta ricadere sulla Terra credendo di essere sceso sul suolo selenita. Un anno dopo abbiamo ancora una commedia inglese ma di ben altra levatura, si tratta del film di Richard LesterMani sulla Luna” (Mouse on the Moon), il sequel di un film di Jack Arnold intitolato “Il ruggito del Topo” dove gli abitanti di un oscuro e piccolo staterello giungono sul suolo lunare usando come carburante dello speciale vino fermentato e battendo nella corsa allo spazio i russi e gli americani.

Tra gl’interpreti, ci fa piacere notare Ed Bishop, il futuro comandante Straker del serial “U.F.O.” questa volta nel ruolo di un astronauta americano in attesa futura di utilizzare il suolo lunare di proprietà della mitica S.H.A.D.O. come base di attacco contro i maligni rotori alieni che rapiscono i terrestri per usare i loro organi a scopo di trapianto.

La Luna è un luogo di avventure per “Il Barone di Munchausen” (Baron Prasil) di Karel Zeman, già portato sugli schermi nel 1943. Ora siamo nel 1962 e il nostro mitico Barone sulla Luna ci vive e lì incontra un’astronauta che lo aiuta a liberare una principessa prigioniera.

 

Vanni Mongini
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Tra i maggiori specialisti mondiali di cinema SF (Science Fiction) è nato a Quartesana (Fe) il 14 luglio 1944 e fino da ragazzino si è appassionato all'argomento non perdendosi una pellicola al cinema. Innumerevoli le sue pubblicazioni. La più recente è il saggio in tre volumi “Dietro le quinte del cinema di Fantascienza, per le Edizioni Della Vigna scritta con Mario Luca Moretti.”

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