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IL CINEMA INDIPENDENTE IN ITALIA

IL CINEMA INDIPENDENTE IN ITALIA

In copertina Lord Drown.

Sono un attore di cinema indipendente, perché non ho voluto seguire le regole classiche del gioco. Ci provai, tanti anni fa, andai a vivere a Roma, feci i miei provini e i casting, ma presto scoprii che non era quello l’iter giusto per me.
Io avevo un sogno e un ideale che si discostavano troppo dalle valutazioni frettolose, dalle cene e dagli aperitivi, dalle conoscenze giuste…
Ho studiato e studiato tanto, corsi di recitazione in Italia e negli Usa, corsi per fare lo stuntman in Italia e in Europa, dizione, scherma, equitazione, sub, motociclismo, arti marziali, palestra, combattimento scenico, regia, sceneggiatura e ovviamente inglese.
Cominciai a lavorare con un regista di grande talento, un vero e proprio autore che è tutt’ora considerato un maestro nel suo genere, Ivan Zuccon, grazie al quale continuai a imparare e a innamorarmi del cinema. Proprio io che invece volevo fare l’attore comico da quando avevo 6 anni grazie a un film di Jerry Lewis, mi ritrovai nel settore dell’horror.
Il mio nome cominciava a essere sentito nell’indipendente italiano e dal 1997 ad oggi ho preso parte a 67 lavori video, tra cortometraggi e lungometraggi, molti dei quali distribuiti all’estero.

Innanzitutto bisogna fare una precisazione su cosa sia l’indipendente: è un tipo di cinema che segue l’iter delle grandi produzioni pur non essendo realizzato con budget importanti e quindi prevede una pre-produzione, una produzione con tutte le figure necessarie alla realizzazione di un prodotto video, una post-produzione e una distribuzione.

Diverso dal cinema amatoriale, che spessissimo viene spacciato per indipendente, viene realizzato a zero budget, senza professionisti del settore e viene reso pubblico tramite i social networks perché non può essere distribuito a causa della scarsa qualità.

In Italia questa differenza è molto poco conosciuta e trovare produttori che investono in un film indipendente è difficilissimo, ma non impossibile.
Il cinema indipendente italiano è quasi esclusivamente dell’orrore, perché è un genere particolare, con più mercato e nel quale non è necessaria la presenza di un attore di richiamo. Se infatti ci pensate un attimo, quando si parla di cinema, è quasi un must che ci sia un attore dello star system, a meno che non sia un film horror.

Le produzioni indipendenti italiane trovano sponsor e produttori esclusivamente nei privati che amano il cinema o in alcune piccole aziende che vogliono inserire un loro prodotto all’interno del video a scopi promozionali, attirati magari dal curriculum del regista che ha vinto premi in festival prestigiosi e ha già buoni contatti di distribuzione in Italia.

Il cinema indipendente italiano quasi sempre viene esportato e girato direttamente in lingua inglese, costringendo la produzione a scegliere spesso attori madrelingua a discapito di quelli italiani.
A differenza del cinema indipendente straniero, che ha un circuito preciso e persino una distribuzione nelle sale cinematografiche con incassi di tutto rispetto, quello italiano non ha sbocchi importanti, non ha pubblicità e può aspirare al massimo a essere distribuito in Bluray o Dvd in paesi esteri (se si trova un agente di vendita che acquisisce i diritti sul film, azzerando in pratica l’eventuale guadagno) o su qualche piattaforma minore di Vod, che acquista i prodotti per pochissime migliaia di euro, spesso insufficienti a coprire anche i costi di produzione.

Vi faccio un esempio chiarificante: negli Stati Uniti un film viene definito indipendente se è realizzato con meno di 5 milioni di dollari. Io in Italia ho fatto lungometraggi costati circa 10.000 euro.
Quindi perché esiste? Perché si fa cinema indipendente in Italia?
La risposta è: la passione e l’amore per il cinema. Una risposta che dimostra una scarsa propensione al business, ma riflette una sorta di missione quasi sacra e un desiderio artistico di esprimersi a tutti i costi, sperando nel miracolo. La tecnologia a buon mercato ha trasformato chiunque in un regista e, purtroppo, chiunque in un attore.

Ebbene, in Italia le società di produzione più famose, nella maggioranza dei casi, producono film con soldi pubblici o europei, di fatto non rischiando il temuto flop al botteghino. La fortuna di un film però viene determinata dal distributore, che ha la forza economica e i canali giusti per far arrivare un film in un numero cospicuo di sale, di pubblicizzarlo adeguatamente e di farlo restare esposto per il tempo che serve al pubblico di accorgersi della sua esistenza e di andare a vederlo. I distributori in Italia sono un numero davvero esiguo e detengono in pratica il monopolio distributivo, decidendo effettivamente cosa verrà visto e cosa no.
La qualità dei prodotti italiani deve quindi essere adeguata, l’attore di richiamo deve essere presente e il film deve essere prodotto dalle case conosciute e già rodate.
Alla fine diventa un lavoro come un altro, composto da professionisti tecnici del settore e da imprenditori che studiano a tavolino il modo per trarne un profitto.

Da qui si capiscono le debolezze del cinema indipendente italiano (quello amatoriale non va neppure preso in considerazione), insieme al fatto che spesso per risparmiare sui costi e non potendo contare su un budget adeguato, si scelgono attrezzature non sufficienti, tecnici e attori che non sono in grado di svolgere il loro lavoro al massimo perché non hanno ricevuto alcun addestramento per affrontare uno dei lavori più duri che si possa immaginare e che, pur di apparire, si offrono gratuitamente o addirittura a spese loro, disintegrando il mercato, gli studi, le scuole e il personale con talento e preparazione. Ovviamente, questa mentalità di risparmio è malvista dai professionisti e solamente alcuni registi indipendenti preferiscono fare le cose al massimo o non farle proprio.

Quindi, per concludere, l’amore per il cinema alle volte mi fa paura. Come un film dell’orrore.

L'Autore

Michael Segal

Studi di recitazione, due anni a Ferrara con Massimo Malucelli, attore diplomato all'Actor's Studio, Scuola di Cinema di Ferdinando De Laurentiis, un anno a Los Angeles alla Beverly Hills Studios. Corso da stunt-man in Danimarca e a MIlano. Sub, paracadutismo, snowboard, Judo, Jeet Kune Do, MMA, equitazione, vela, motociclismo, abilità da stunt-man.

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