Il 23 marzo è morto Larry Cohen, uno degli ultimi giganti del cinema horror-fantascientifico di serie B, anche se per molti le sue opere, dalla fortunata serie low budget Baby Killer (It’Alive, 1974) al poco conosciuto ma geniale The Stuff (1985), appartengono di diritto al pantheon dei cult movie di qualità.

Nato a Kinston, nei dintorni di New York, l’11 luglio 1941, Lawrence G. Cohen detto Larry, se ne è andato serenamente con il conforto della numerosa famiglia: la moglie Cynthia Costas e i figli avuti anche dalla prima moglie Janelle Webb, Jill Gatsby, Melissa Cohen, Bobby Cohen, Pam Cohen, Louis Cohen.

Dopo che la famiglia si era trasferita nel Bronx, Larry si diplomò al City College e si lanciò in una prolifica carriera di scrittore e sceneggiatore. Lavorò per serie televisive action quali Il fuggiasco (1963-1967) e il fantascientifico Gli invasori (1967-1968).
Nel 1972 debutta alla regia con la commedia Bone. È quest’anno che il grande Samuel Z. Arkoff, presidente della American International Picture gli propone di girare quelli che diventeranno due cult della blaxploitation, Black Caesar – Il padrino nero e il sequel Tommy Gibbs criminale per giustizia, entrambi interpretati dalle star Fred Williamson e da Gloria Hendry.
Cohen tuttavia era più attratto da altri territori e in particolare da un horror e da una fantascienza originale e particolare. Nel 1974, così, firmò quello che rimane a tutt’oggi il suo film più famoso, Baby Killer, apologia e riflessione sul sesso, sull’aborto e sul modello della famiglia americana. Una pellicola con una straordinaria colonna sonora di Bernard Herrman, un classico low budget che incassò più di 7 milioni di dollari ed ebbe ben due sequel, It’s Alive Again (1978) e Baby Killer III (1987), entrambi firmati dal regista, e un remake.
Passato alla New World di Roger Corman, realizza God Told Me To (1976), un altro horror che ha il focus sulla religione e che per questa ragione incontrò dei problemi in fase di distribuzione.
Torna di nuovo alla fantascienza, prima con Q – Il serpente alato (1982) con David Carradine, e poi con l’ironico ma sempre significativo The Stuff – Il gelato che uccide (The Stuff, 1985), dove immagina, con sinistri riferimenti al marketing mass-mediatico, un’invasione aliena mediata da uno yogurt gelato.
Nel 1988 dirige l’ultima interpretazione di Bette Davis nella commedia fantastica Strega per un giorno (Wicked Stepmother). Nel 1996 ritrova Fred Williamson in un nuovo blaxploitation intitolato Sfida finale (Original Gangstas) con Pam Grier, mentre nello stesso decennio firma le sceneggiature di Ultracorpi – L’invasione continua (Body Snatchers, 1993) di Abel Ferrara, e quelle dei film della serie cult horror Maniac Cop (1988-1993). Nel nuovo millennio firma le sceneggiature di ottimi action quali In linea con l’assassino (Phone Booth, 2002), Cellular (2004) e Captivity (2007).

Nel ricordare l’amico e collega scomparso, Joe Dante l’ha definito uno dei talenti più originali! Di sicuro un vero gigante il cui impatto nell’immaginario collettivo del cinema, della televisione e della multimedialità in genere, non è ancora finito…