Oggi un drabble di Paolo Marongiu, che avevamo già letto in un altro suo racconto brevissimo di cento parole qui.

In questa storia fantastica ci sono note calde, marine e solari, che potrebbero diventare nostalgiche, se non fosse che…

t.c.b.

 

Mare d’autunno, di Paolo Marongiu

 

Mi piace osservare le onde in autunno e ricordare le nostre passeggiate nell’immensa spiaggia solitaria. Lui parlava di mondi paralleli, di entità fatte di luce e movimento, dei segreti dell’entropia. Io lo ascoltavo per ore, catturato dalla sua voce calda e dal rumore della risacca.
Finché, durante una delle nostre lunghissime nuotate, si allontanò verso l’orizzonte e non tornò mai più.
Mi piace camminare nella spiaggia deserta.
Ogni tanto arriva un’onda più grande delle altre. Ricopre la battigia, mi sfiora e si ritrae, lasciando un disegno sulla sabbia. Un disegno inconfondibile. Il disegno delle sue orme.

 

Questo racconto è World © di Paolo Marongiu. All rights reserved.

 

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Nell’immagine, una fotografia di Rodolfo Angelosante