Spurs (Speroni) è il titolo di un racconto pubblicato nel febbraio 1923 sulla rivista Munsey’s Magazine. Il suo autore è Tod Robbins, un poliedrico scrittore che prima di darsi alla letteratura “weird” fece molti lavori fra cui l’artista circense. E infatti Spurs è ambientato nella sua prima parte nel mondo del circo.

Jacques Courbé è un nano che si esibisce in un circo itinerante francese, il Circo Copo, facendo numeri in groppa al suo fido cane-lupo St. Eustache. Di carattere scontroso, è malvisto dai suoi colleghi cosidetti “freaks”, cioè artisti affetti da malformazioni che esibiscono per attirare la curiosità degli spettatori, e lo stesso Jacques alla loro compagnia preferisce rifugiarsi nei suoi sogni di cavaliere romantico. Nel circo si esibiscono come acrobati cavallerizzi anche la bellissima Jeanne Marie e il muscoloso Simon, e Jacques si innamora della donna, ingelosendosi di Simon.

Un giorno uno zio di Jacques muore, lasciando il nano erede di una cospicua fortuna. Con il suo costume di scena, Jacques chiede a Jeanne Marie di sposarlo. La cavallerizza all’inizio lo deride, ma quando Jacques gli rivela della sua eredità, la donna accetta subito la sua richiesta, fingendosi innamorata. Jeanne Marie e Simon in realtà sono amanti, e sono convinti che Jacques morirà presto, permettendo loro di godersi la sua ricchezza. Al banchetto di nozze di Jacques e Jeanne Marie sono invitati tutti i membri del Circo Copo, e i commensali ben presto si ubriacano, lasciandosi andare a rivalità più o meno “artistiche” e a reciproche gelosie da “primadonna”, e fra due di loro scoppia una rissa. I due cavallerizzi, anch’essi ubriachi, umiliano Jacques davanti ai convitati: Simon lo costringe a salire sulle spalle di Jeanne Marie, che lo porta così fino alla fattoria dove vivranno, seguiti da tutti gli invitati in un bizzarro corteo.

Un anno dopo Simon riceve la visita di una terrorizzata e irriconoscibile Jeanne Marie che lo supplica di nasconderla da Jacques. Suo marito da un anno mette in pratica una perfida vendetta: minacciandola con il feroce St. Eustache, la costringe a camminare tenendolo in spalla fino a che non avrà coperto l’equivalente della superficie della Francia. Ma di colpo arrivano Jacques, armato di spada, e il suo cane. Simon cerca di scacciarli ma St. Eustache lo azzanna alla gola e lo uccide. Il tormento di Jeanne Marie ricomincia, aggravato da un paio di speroni che ora Jacques indossa. Quella sera, il signor Copo esce dalla stessa locanda dove s’era tenuto il banchetto di nozze e vede passare gli sposi e il cane-lupo, e biasima Jeanne Marie per le angherie a cui sottopone il marito.

Tutto il racconto è scritto con uno stile vivace e un tono grottesco, che stemperano con un’ironia acre situazioni e tematiche dolorose (come la solitudine e l’emarginazione dei diversi) o efferate (la vendetta di Jacques).

Nel 1931 Irving Thalberg, presidente della Metro Goldwyn Mayer, già allora una delle più importanti case di produzione hollywoodiane, rimase colpito dal successo che un film come Dracula di Tod Browning, interpretato da Bela Lugosi, stava avendo nelle sale americane, e decise che l’horror era il genere che avrebbe conquistato il pubblico negli anni seguenti. Incaricò così lo sceneggiatore Willis Goldbeck di escogitare una vicenda che superasse gli altri film del genere in carica raccapricciante. Goldbeck fu contattato proprio da Tod Browning, che gli propose Spurs, racconto che gli era stato segnalato anni prima da Harry Earles, un attore nano che aveva già interpretato un precedente film del regista: The Unholy Three (1925), anch’esso tratto da un romanzo di Tod Robbins.

Browning voleva da tempo trarre un film da quel racconto, e vide nelle intenzioni di Thalberg l’occasione giusta. Browning aveva compiuto da poco un viaggio in Europa, dove aveva raccolto vari aneddoti relativi alla vita nei circhi, e li mise a disposizione di Goldbeck, ed essi andarono a integrare la trama del suo copione. Per una revisione finale Goldbeck chiese aiuto al suo collega Leon Gordon, e la stesura finale fu così proposta a Thalberg. Secondo Goldbeck, dopo averlo letto il produttore commentò: “Bene, è orribile.” E la produzione del film partì. Browning, con il succeso di Dracula ancora caldo, non aveva impegni contrattuali all’epoca,, e aveva già fornito alla MGM un grosso successo proprio con The Unholy Tree: con queste credenziali Thalberg non ebbe alcuna esitazione ad affidargli la regia del film, che aveva già assunto il titolo definitivo: Freaks.

Browning, nato nel 1880, lasciò la sua città natia, Louisville nel Kentucky, per lavorare in un circo viaggiante nel quale si esibì come clown e acrobata. Questo spiega quindi il suo interesse per l’ambiente del circo che aveva già fatto da sfondo a due suoi film precedenti: The Show (1927) e The Unknown (1927).

Browning curò personalmente la selezione degli attori del film, e ovviamente prestò particolare attenzione ai “freaks”. Quasi tutti venivano effettivamente dal mondo del circo (allora unico sbocco professionale possibile per persone con la loro disabilità), e buona parte aveva esperienze nel cinema, a cominciare dal già citato Harry Earles, scelto come protagonista insieme a sua sorella Daisy.

Le riprese andarono dal 9 novembre 1931 alla vigilia di Natale, quasi interamente svolte nel teatro 9 degli studi MGM. La presenza di tante persone affette dalle più disparate deformità non fu sempre ben vista dal personale dello studio, con grande malanimo del regista e del produttore, che furono invece sempre ben disposti verso di loro, il primo perché abituato ad avere simili compagni di lavoro fin dalla giovinezza, il secondo perché ne apprezzò fin da subito la professionalità.

Thalberg si vide così costretto ad allestire una mensa speciale per loro e ad attrezzare un servizio di trasporto che li riportasse subito al loro albergo alla fine dei turni di ripresa. Gli attori “normali” furono quasi tutti scelti con esperienze nel circo o nel vaudeville alle spalle, in modo che non provassero pregiudizi o fastidi di fronte a colleghi “freaks”: Browning si decise a questo dopo che alcui attori famosi, inizialmente interpellati, si rifiutarono sdegnati di fare da spalle a “fenomeni da baraccone”.

Myrna Loy fu inizialmente considerata per la parte di Cleo (l’equivalente di Jeanne Marie), ma la parte fu infine assegnata a Olga Baclanova, un’attrice russa che, già famosa in patria ai tempi del cinema muto, sia prima che dopo la Rivoluzione bolscevicaa, approfittò di una tournée teatrale in America nel 1926 per chiedere asilo politico e continuare la sua carriera nel teatro e nel cinema americani.

Olga era in pratica l’unica del cast a non avere lavorato in un circo o nella rivista, e i suoi primi impatti con i “freaks” furono traumatici per lei, ma Browning riuscì a farle superare le iniziali difficoltà. Jean Harlow fu la prima scelta per la parte della sua controparte buona Venus, ma poi fu sostituita da Leila Hyams. A Victor McLaglen, interprete di tanti classici di John Ford, fu offerto il ruolo di Hercules (Simon nel racconto), ma anche lui rifiutò e fu rimpiazzato da Henry Victor.

Le riprese del banchetto di nozze

La scena più difficile da girare fu quella del banchetto di nozze: le disabilità degli attori resero ancor più difficoltoso realizzarla con il ritmo serrato, gli stacchi continui, il montaggio complesso voluti dal regista. Ma alla fine il talento e l’esperienza di Browning e dei suoi collaboratori riuscirono a rendere la scena memorabile così come la vediamo.

L’anteprima di prova del film del film fu il 28 gennaio 1932, a Inglewood, e, in seguito alle reazioni del pubblico, sappiamo che subito Thalberg decise di ridurre la durata da 90′ a 60′, facendo molti tagli, aggiungendo un prologo, cambiando l’epilogo e addirittura includendo un secondo epilogo in cui i due ex-fidanzati nani si reincontrano e coronano il loro amore. Una leggenda, non confermata in realtà, vuole che una donna affermò che lo shock ricevuto dal film fu tale da procurarle un aborto e per questo minacciò di fare causa alla MGM. D’ora in avanti chiameremo la versione di 90′ come F90 e la versione di 60′ come F60.

Il 10 febbraio 1932 ci fu la première di F60 a Los Angeles, e fu un disastro, e lo stesso avvenne a Chicago e New York. Ciononostante la fama di film macabro e spaventoso si rivelò un efficace traino pubblicitario in altre città come Buffalo, Boston, Cincinnati, dove gli incassi furono ottimi. Il 28 febbraio, a San Diego il Fox Theatre proiettò F90: essendo stata programmata la prima del film in quella sala, l’esercente era riuscito a mantenere la copia lunga contro la volontà di Thalberg, e la proiettò quell’unico giorno, usando come lancio pubblicitario la frase: “La vostra ultima possibilità di vedere la versione integrale di Freaks!” La sala fu gremita di pubblico, e mai slogan pubblicitario fu più veritiero: subito dopo quella proiezione Thalberg ritirò tutte le copie di F90 e le fece distruggere, ecco perchè è praticamente impossibile sperare di vedere un giorno quello che oggi si chiamerebbe il director’s cut. Per dare un’idea delle controversie intorno al film, in Georgia Freaks fu proibito per legge e ancora lo è, ufficialmente.

Nonostante gli incassi, a conti fatti, non fossero così scarsi, le polemiche attorno a Freaks finirono con lo stroncare la carriera di Tod Browning, che girò altri 4 film, ma in condizioni produttive minori, addirittura lasciandone due senza firma, e si ritirò dalle scene nel 1939. Morì nel 1962.

Freaks non fu più riproposto nelle sale fino al 1949, quando Dwain Esper, che ne era stato co-produttore, ne acquistò i diritti e lo ridistribuì. Nel 1962 fu mostrato per la prima volta in Europa, al Festival di Venezia, e da allora entrò nel circuito dei cineclub europei. In Italia fu riproposto al Festival del Cinema di Fantascienza di Triestenel 1977 e di nuovo nei cineclub. Ma sempre e solo nella versione di 60′, sia pur priva del secondo epilogo fatto aggiungere da Thalberg, che Esper decise di tagliare. Nel 1983 Rai3 trasmise per la prima volta il film, doppiato per l’occasione (e con l’epilogo doppio di Thalberg), e da allora è stato proposto in tv molte volte, oltre ad aver avuto una regolare distribuzione in vhs e in dvd.

Negli archivi della MGM fu ritrovata nel 2014 una copia della sceneggiatura originale, e da lì è possibile ricostruire quella che doveva essere la versione originale del film, con le relative differenze nella trama rispetto a F60. Quello che segue è un riassunto del copione in questione, con raffronti sia al racconto Spurs che a F60. Man mano che un personaggio appare, fra parentesi viene citato il nome del suo interprete nel film.

F60 inizia con l’imbonitore di una fiera che introduce gli spettatori  a una parata di “fenomeni da baraccone” e racconta loro una macabra storia avvenuta anni prima, quella che vedremo nel film. Nel copione non c’è traccia di questo prologo ed entriamo subito nell’azione. Siamo in Francia, nella tenuta del ricco M. Duval. Il suo custode Jean lo informa che un gruppo di persone deformi è entrato nel suo bosco e si appresta a scacciarle, indignato del fatto che simili mostruosità possano girare liberamente invece di essere rinchiuse.

I due raggiungono quel gruppo e così veniamo a conoscenza di molti dei personaggi del film. Martha (Martha Morris), una nana senza braccia, e suo marito Angeleno (Angelo Rossitto), un altro nano, ballano intorno a Scheletro Umano (Peter Robinson), sdraiato sull’erba; Testa di Spillo (Schlitze), raccoglie fiorellini; la Donna Barbuta (Olga Roderick) cuce dei vestitini; le sorelle siamesi Rosie e Mamie (Daisy e Violet Hilton) danzano con Koo Koo la Donna-Uccello (Minnie Woolsey). Nel film il gruppo ha una composizione diversa: mancano la Donna Barbuta, Rosie e Mamie,  ed è presente Half-Boy (Johnny Eck), che si muove con grande destrezza sulle braccia essendo privo di gambe. M.me Tetrallini (Rose Dione), una donna “normale” che li accompagna, cammina in un ruscello vicino accanto alla Donna Tartaruga, che ha tenaglie al posto di mani e piedi. Questa scena è assente nel film, come pure la Donna Tartaruga: non sappiamo se questa scena sia stata tagliata o non sia mai stata girata.

Jean inveisce contro di loro e i “freaks” si spaventano e si raccolgono attorno a M.me Tetrallini, che chiede scusa per l’intrusione, ma chiede comprensione a M. Duval: i ragazzi sono artisti di un circo giunto da poco in zona, che si sono rifugiati nel bosco per sfuggire al caldo del tendone, e che non hanno fatto alcun danno, sono come bambini innocui. Duval si commuove a queste parole e consente agli artisti di restare nel bosco, salutato dal gruppo mentre si allontana con Duval. M.me Tetrallini rincuora i ragazzi: Dio si occupa di tutti i Suoi figli e loro non devono temere niente. Poi incarica Angeleno di rintracciare Hans e Frieda e di portarli da lei. Hans (Harry Earles) e Frieda (Daisy Earles) sono poco lontano; sono due nani elegantemente vestiti, Frieda è seduta sul ramo di un albero, Hans è sotto di lei e i due si guardano adoranti. Angeleno e Scheletro Umano li raggiungono per riferirgli il messaggio della signora. Hans vorrebbe restare ancora solo con Frieda, ma Daisy dice che finchè non saranno sposati, il circo avrà sempre la precedenza. Hans replica che dopo sposati vivranno felici in un ricco vigneto.

Questa scena romantica non c’è nel film finito, ma alcune foto di scena la confermano. Il personaggio di Frieda manca nel racconto originale ed è interpretata dalla sorella di Harry Earles. Sembra che le scene romantiche fra Hans e Frieda siano state tagliate proprio per l’imbarazzo creato dal fatto che fossero interpretate da due fratelli.

Siamo in mezzo a uno spettacolo circense. Fra gli artisti “normali” c’è Cleo (Olga Baclanova), una bellissima cavallerizza (acrobata nel film) che disprezza i colleghi “freaks”. Finita la sua esibizione, si dirige verso il suo carro, osservata da Hans e Frieda, questa prossima a esibirsi su un pony. Hans si perde a contemplarla, suscitando la gelosia di Frieda. Cleo a sua volta si sofferma a guardare la prova di Hercules, l’uomo forzuto, che libera una ragazza legata sulla schiena di un toro, poi nota l’interesse di Hans e si copre le gambe. Offesa, Frieda lascia solo Hans. Cleo, maliziosa, chiede a Hans di venire a trovarla qualche volta per un brindisi (nel film Cleo invita maliziosamente Hans a metterle il mantello sulla schiena). Poi la donna si sofferma con il clown Phroso (Wallace Ford), attraente e muscoloso, e gli chiede civettuola come trova il suo aspetto fisico, ma Phroso reagisce freddamente.

Quindi compare Venus (Leila Hyams), l’ammaestratrice di foche. La donna, bionda e bellissima, dopo aver rimesso la sua foca nella sua cuccia, entra nel carro di Hercules, dove comincia a mangiare. Quando Hercules entra, fra i due nasce una lite e dai dialoghi si capisce che i due sono stati amanti e hanno un torbido passato insieme. Hercules le dice:

“Il mio amico mi ha detto che l’hai respinto ieri sera. Hai pensato che ti stavo chiedendo di commettere un omicidio. Che male può fare? Non ti può far del male. Lui non è come me quando sono arrabbiato con te. È ricco e generoso. Pensa ai soldi che significherebbe per noi.”

Si capisce insomma che Hercules vuole che Venus seduca Hans per approfittare delle sue ricchezze.

Altre grosse differenze rispetto a Spurs: il film aggiunge i personaggi di Phroso e Venus. Rispetto a F60, vediamo che il personaggio di Venus ha più sfaccettature e un passato che la fanno sembrare meno “innocente” di quanto appaia nel film finito. Lo stesso Hans appare ancor meno fedele a Frieda. I rapporti fra le due coppie “normali” appaiono in queste scene più complessi e intrecciati. Cleo è interessata a Phroso, che però diffida di lei, Hercules e Venus si rivelano ex-amanti, e Hercules nutre cinici e spietati piani per derubare Hans, che hanno svegliato in Venus problemi di coscienza. Nella versione finale del film, Hercules e Cleo sono semplicemente la coppia “cattiva” e Phroso e Venus quella “buona”.

Venus esce dal carro e incontra Phroso, al quale grida che lei odia tutti gli uomini e scoppia in lacrime. Phroso, ancora semi-truccato, la consola. Poi passano le sorelle siamesi, che incontrano Roscoe (Roscoe Ates), in abiti femminili (era la “ragazza” liberata da Hercules), che amoreggia con Mamie, la sua fidanzata. Phroso passa e scherza amichevolmente con le sorelle, insinuando che Rosie provi le stesse sensazioni di Mamie, Roscoe vede la scena e s’arrabbia con la sua fidanzata, ingelosito.

Hercules passa cantando davanti al carro di Cleo, che dalla finestra applaude e lo invita a entrare e cenare con lei. Hercules accetta e qui Cleo lo seduce e Hercules si abbandona fra le sue braccia.

Nel circo c’è un carro che funge da locanda, tenuto da M.me Bartet (Mathilde Comont), dove siedono M.me Tetrallini con il suo gruppo. Tetrallini ha alzato il gomito e spettegola con Bartet sulla relazione fra Hercules e Cleo. Hans e Frieda siedono a un altro tavolo; lei gli parla e lui non la ascolta, suscitando il risentimento di Frieda, che risponde piccato a sua volta. Poi Hans si scusa e i due si riappacificano. Hercules arriva e compra due bottiglie di vino costose. Tetrallini afferma di sapere da dove venga il denaro con cui l’uomo le paga, e poi ordina al suo seguito di andare a letto.

Alla fine di uno spettacolo, Cleo riceve dei fiori da Hans, e lei lo ringrazia con un bacio per quelli e per un altro prestito di 1000 franchi, in attesa di non meglio specificati soldi che le dovrebbero arrivare da Parigi. Nella seguente scena, tagliata, Cleo incontra Phroso e ancora gli fa delle inutili avances. Venus assiste e confessa al clown di essersi ingelosita e questi, per stuzzicarla ancor di più, scherza con Testa di Spillo, lasciandola estasiata, mentre Venus deride Phrodo. Cleo e Hercules, nella tenda di lui, ridono per il paniere di frutta che Hans le ha mandato da Parigi e lo chiamano “scimmietta”. Lei vuolo lo champagne al posto della frutta. Bussano alla porta: è Hans. Cleo ringrazia il suo “tesoro” per la frutta, e gli dice di essere in bagno e non può accogliere un uomo. Può venire di nuovo, più tardi? Hercules si distende sul suo letto, convulso dalle risate. Cleo getta le braccia attorno all’uomo, forse solo per fermare le sue risate, per timore che Hans lo senta.

Venus esce dal carro di Phroso, con le calze di lui appena rammendate. Lei gli dice di aver dormito poco negli ultimi giorni, e al suggerimento di lui di recuperare il sonno, lei replica: “Una ragazza ha bisogno di qualcosa di più del sonno!” Il clown non coglie, e Venus piccata commenta: “A una rgazza non fa bene comportarsi bene!” Phroso continua a mostrare indifferenza, ma si ricorda di averla sognata in costume da bagno, su una roccia. “Lo sai che hai un bel fisico?” le chiede. Venus si emoziona, ma poi Phroso ricorda i fasti di una sua precedente tournée parigina, le consegna un grosso martello e le chiede di colpirlo in testa per provare un nuovo numero: la testa scompare dentro al costume. Quando la testa riappare Venus si finge indifferente, ma Phroso è entusiasta del risultato (nel film Half Boy raggiunge i due e assiste divertito a questa schermaglia). Arriva quindi un freak ad annunciare che la Donna Barbuta ha partorito. Venus e Phroso corrono al suo capezzale, già circondato dal gruppo di Tetrallini, e tutti si complimentano con la neo-mamma per la sua bella bambina barbuta.

Cleo si sta esercitando nella tenda principale, e alcuni lavoranti che stanno giocando a carte provocano Hans con pesanti insinuazioni sulla donna. Hans adirato li affronta. Cleo vede la scena divertita, poi si siede con Hans, e si lamenta di una spalla dolorante e chiede a Hans di massagiargliela, facendosi toccare il seno. Gli uomini scoppiano a ridere. Hans insulta quegli uomini e durante la scena Cleo fugge, per nascondere le proprie risate. Hans la segue.

Venus rammenta delle calze, mentre Frieda stende il bucato. Le due donne chiaccherano e Frieda ammette di essere gelosa di Cleo, che secondo lei ronza attorno a Hans. Venus cerca inutilmente di rassicurarla, ma poi arriva Phroso che cattura tutta l’attenzione di Venus.

In F60 la cronologia di queste ultime scene è diversa. Dopo la mancata visita di Hans a Cleo, c’è il dialogo fra Venus e Frieda, quindi il battibecco fra Hans e gli operai, poi la scena del martello e la nascita della bambina barbuta, a cui segue una scena assente nel copione in cui lo Scheletro Umano (marito della Donna Barbuta) offre sigari agli operai e li informa che si sta dando da fare per avere un maschietto.

Nel frattempo, Roscoe e Mamie si sono sposati, e c’è una strana complicazione domestica. Le gemelle stanno facendo il letto mentre Roscoe si sta vestendo. Mamie rimprovera Rosie perchè ride della balbuzie di Roscoe. In risposta a qualcosa che non abbiamo sentito, Roscoe afferma che faranno come dice lui, perché è l’uomo di casa. Non vuole che i corteggiatori di Rosie ronzino attorno anche a Mamie! E Rosie esce a sbronzarsi tutte le sere: non vuole che Mamie passi a letto mezza giornata per le sbornie di Rosie! Rosie chiede a Mamie di uscire, e quando Roscoe glielo proibisce Rosie insiste che deve andare. L’uomo si arrende: Rosie la spunta sempre! Mentre si allontanano, Rosie promette a sua sorella che non lo farà più. Nel film segue una scena mancante nel copione: Angeleno nella sua carrozza brinda con sua moglie Martha e i due parlano di Cleo. La donna è scettica sulla buona fede della cavallerizza e mentre lei beve da un calice tenuto con i piedi, Angeleno afferma: “non è una di noi, ma imparerà a conoscerci.”

Dopo uno spettacolo, Cleo è sdraiata sul suo letto in negligé (del tutto vestita nel film), mentre il sempre elegante Hans le versa un bicchiere di vino raro che ha portato per lei, che lui chiama “la donna più bella del mondo!” Nel film invece la scena inizia con il primo piano di un cocktail preparato da Hans.

Venus esce dal suo carro e incontra Phroso, che allìapparenza sta facendo il bagno in una vasca all’aperto. Lei è vestita elegante perchè sta per andare in città, e lui le dice che la gag del martello è stata un successo come lui aveva previsto. Mentre parla, Venus guarda all’interno della vasca (con l’aria di non vedere granchè di interessante) e lo rimprovera di pensare sempre solo al lavoro. Phroso esce  quindi esce da sotto la vasca con una ruota in mano, e così ci accorgiamo che porta i pantaloni e la vasca è un attrezzo di scena. Phroso è convinto che quel nuovo sketch lo renderà famoso e gli permetterà di allevare una famiglia. Venus non capisce che Phroso lo dice pensando a lei, e dice che andrà in città a cercarsi “un paio di marinai.” Phroso le augura di trovarne quattro e Venus, furiosa, torna al suo carro sbattendo la porta. Nel film la scena va diversamente: Venus dice che aveva un appuntamento con Phroso quella sera; il clown si scusa per essersene dimenticato, ma dice che lo sketch a cui lavora è troppo importante, quindi la bacia, suscitando l’entusiasmo di Venus che ricambia il bacio. Nel film a questo punto Rosie riceve da un suo spasimante “normale” una proposta di matrimonio, mentre accanto a loro Mamie legge un libro. Rosie accetta e i due fidanzati si baciano, e il volto di Mamie assume un aspetto estatico, ulteriore segno che le due sorelle condividono tutte le emozioni.

Tornando alla sceneggiatura, Roscoe si avvicina a Phroso e gli mostra comprensione: tutte le donne sono uguali. Sulla porta del suo carro, Cleo saluta Hans che la lascia. Roscoe commenta che la donna deve essere a dieta. Phroso ride, e Venus, ancora nelle vicinanze, pensa che il clown rida di lei e, irata, grida: “Adesso so di essere stata una stupida e grazie di avermi aperto gli occhi!”

Roscoe rimprovera Phroso perchè permette a una “simile sgualdrina” di trattarlo così. Per tutta risposta Phroso trascina lontano Roscoe e lo abbatte con un pugno. Il nuovo battibecco fra Phroso e Venus e la lite fra Phroso e Roscoe mancano nel film, e non sappiamo se siano state girate e, se sì, con quanta fedeltà rispetto al copione, visto che nel film finito la storia fra Phroso e Venus prende una piega lieta.

Frieda raggiunge Hans nel suo carro e qui Hans le rivela di essere innamorato di Cleo e che intende sposarla. Lei gli rivela che Cleo ride di lui alle sue spalle, ma Hans non vuole crederci. Frieda, afflitta, gli augura comunque di essere felice. Nel frattempo Cleo e Hercules ammirano la preziosa  collana regalatale da Hans e ridono alle sue spalle, chiedendosi da dove arrivi la sua ricchezza. Bussano alla porta. Hercules di nuovo si nasconde credendo che sia Hans. In realtà è Frieda, decisa ad affrontare la sua rivale e a smascherare la sua malafede. Nel concitato dialogo che segue, Cleo ammette che intende sposare Hans per la carica pubblicitaria che deriverà da una coppia così assortita, e c’è uno scambio di battute assente nel film:

Frieda: “Una donna normale che sposa un nano riceverà una pubblicità di ben altro tipo.”

Cleo (fremendo): “Vattene! Sposerò Hans anche se avesse il sangue di un mulo!”

Frieda si lascia sfuggire una notizia che Hans voleva tenere segreta: Hans è così ricco grazie a un’eredità ricevuta da poco. Cleo finge di esserne già al corrente. Sconfitta, Frieda se ne va. Hercules esce dal nascondiglio. A questo punto Cleo concepisce il piano di uccidere Hans dopo averlo sposato. Due elementi importanti di Spurs entrano nel film; l’eredità di Hans fonte della sua ricchezza e il piano dei due amanti per uccidere Hans e impossessarsene.

Si passa direttamente al banchetto di nozze di Hans e Cleo, sotto il tendone del circo. Il film qui segue fedelmente la sceneggiatura originale, la quale però contiene un intermezzo assente in F60. Phroso finisce di disegnare il poster che annuncia il suo nuovo sketch e chiama Venus per vederlo, ma un acrobata gli riferisce un messaggio della ragazza: “Sono andata a cercare 4 marinai!”

Al banchetto Cleo e Hans siedono a capotavola, Hercules è a a destra della donna. La tavolata è gremita di “freaks” e all’altro capotavola siede una mesta Frieda. In una scena mancante in F60, Roscoe invita Mamie a ballare, che lui chiama “la mia metà migliore”. Ma Rosie si rifiuta di alzarsi, offesa: “Non c’è una metà migliore, siamo la stessa persona!”. Tutti i presenti scoppiano a ridere. Il mangiatore di spade e il mangiafuoco si esibiscono. Un altro episodio che non c’è in F60: Cleo, sempre più ubriaca, bacia Hans dopo una discussione su chi dei due sia più fortunato. Poi afferma che è pronta a baciare tutto il mondo. Gli invitati si apprestano a mettersi in fila per baciare la sposa, ma Hercules si intromette: lui darà un bacio a Cleo per ognuno degli invitati, e bacia Cleo a ripetizione, suscitando la gelosia di Hans, acuita dalla vista di Frieda, che mostra di compatire l’ex-fidanzato. Cleo continua a bere, e Hans la invita a smettere, suscitando l’ira della sposa che si alza dalla tavola, accusandolo di essere geloso. F60 e il copione qui tornano a coincidere: Angeleno, forse per placare gli animi, dà il via a una specie di rito d’accettazione per Cleo. Mentre tutti i commensali cantilenano “Gooble gobble, una di noi, ti accettiamo”, Angelano offre a tutti da bere da una grossa coppa di cristallo, fino ad arrivare a Cleo per ultima, simboleggiando che lei è stata intordotta nella comunità dei freaks. Cleo assiste inorridita a questa cerimonia (fra le risate di Hercules), e quando è il suo turno di bere, inveisce contro gli invitati: “Sporchi, viscidi mostri! (Freaks)! Mostri! State lontano da me! Andate via!” e, presa la coppa, lancia il vino contro Angeleno. Mortificati, gli invitati se ne vanno, mentre Cleo chiede al marito se intende difenderla o no contro di loro, quindi riprende la sua invettiva e poi ancora rimprovera il marito: “Sei un uomo o un bambino, la mamma deve portarti alla cavallina?” Questa battuta dà un’idea all’ubriaco Herules: prende Hans e lo mette in spalla a Cleo, che lo porta in giro per il tendone mentre Hercules strimpella una tromba.

Nella scena del banchetto, il film riprende fedelmente da Spurs la trovata dell’umiliazione di Jacques, ma se ne allontana in un aspetto importante. Nel racconto la comunità dei freaks è descritta come segnata da rivalità e gelosie, nel film invece è coesa e solidale, e l’accettazione al suo interno è considerata un onore. E questo senso di solidarietà si rivelerà ancor più importante in seguito.

Nella sceneggiatura segue una scena che manca nel film, ma che è anche l’unica ambientata al di fuori dell’ambito del circo. Venus siede sola e ubriaca in una taverna, il cui proprietario aspetta solo che lei se ne vada per chiudere. Dopo un’ultima richiesta, Venus si alza e proclama: “Spero che tutte le mie figlie soffrano per amore, e tutti i miei figli siano dei clown.” Quindi c’è uno stacco su Phroso, che attende il ritorno di Venus all’ingresso del proprio carro.

Nel carro di Hans, Cleo e Hercules cercano di convincere Hans che non deve arrabbiarsi, si erano solo voluti divertire un po’. Hans quasi giustifica i due e incolpa se stesso se la situazione è degenerata, e poi sviene: è l’effetto del veleno che Cleo gli somministra progressivamente per portarlo alla morte. Quindi Cleo scaccia Hercules e porta Hans a letto. I due non si rendono conto di essere stati spiati da Angeleno. Nel film la donna è spiata anche da Torso Vivente (Prince Randian), un nero privo dei 4 arti, ma che ha sviluppato negli altri suoi muscoli una formidabile agilità, tali da renderlo autonomo nelle incombenze quotidiane, ma anche capace di spostarsi (e nascondersi) facilmente. Quest’ultimo personaggio non c’è nella sceneggiatura, e nel film era stato introdotto da una breve sequenza in cui si accende da solo una sigaretta.

Nel copione c’è un altro episodio assente in F60. Anche Venus vede la donna che trasporta l’esanime Hans. Cleo non la vede ma Phroso sì e fa per andare da Venus, ma si ferma quando Hercules la nota e le chiede perchè non fosse al banchetto. La invita a entrare nel carro di Cleo con la scusa che le racconterà la festa. Venus accetta e Phroso si allontana sconsolato. Dentro Hercules le offre vino pregiato e dichiara festoso: “Quel vermiciattolo ne ha casse intere.” Venus rifiuta, dichiarandosi disgustata da Hercules e ancor più da Cleo.

Il mattino dopo un medico visita Hans e dichiara a M.meTetrallini e a Cleo che è un caso di avvelenamento, e che quest’ultima gli ha salvato la vita dandogli acqua di senape. Frieda invece ricorda a Venus che la donna dava continuamente da bere al suo sposo la sera prima. Venus va da Hercules e accusa apertamente lui e Cleo. Hercules afferra Venus minacciosamente, ma la lascia quando vede che i freaks lo guardano con ostilità. Venus dice una battuta cancellata dal film: “È molto apprezzato nello show, non è vero? Peccato se gli succede qualcosa!”

Una settimana dopo Hans è ancora a letto, curato da Cleo che gli somministra una medicina, mostrandosi con lui dolce e premurosa, ma in realtà di nascosto allunga la medicina con del veleno… non sa che Angeleno la spia ancora dalla finestra. E lo stsso Hans, non visto, sputa in un fazzoletto l’intruglio datogli da sua moglie. Cleo poi esce per esibirsi, e subito Angeleno entra dalla finestra e i due confabulano su un piano che hanno per quella sera (dialogo tagliato in F60). Un’altra scena mancante in F60: Hercules prova il suo numero, Venus lo vede e scimmiotta il piegamento di una sbarra, dicendogli sarcastica: “Scommetto che potresti piegare le sbarre di una finestra: le sbarre di una prigione! Buon per te che tu sia così forte, se succede qualcosa a Hans!” Hercules tace ma la guarda con odio.

È scesa la notte.. Anche un altro carro è occupato da freaks che scimmiottano gli insulti di Cleo alla festa: “Sporchi, viscidi mostri.” Frieda convoca al suo carro Phroso, che arriva in silenzio. Cleo e Hercules si preparano per lo spettacolo della sera ma sono agitati. Al suo capezzale, Hans chiede scusa a Cleo per la lite di una settimana prima; la donna simula affetto, ma di nascosto continua ad avvelenarlo. Quando la donna esce per l’esibizione, Angeleno entra di soppiatto nel carro di Hans, e gli conferma che tutto è pronto per quella notte. Dopo lo spettacolo, sotto uno dei carri, i freaks confabulano, sembra sotto la guida di Angeleno. Il circo riparte, attorno al letto di Hans ci sono Angeleno, Testa di Spillo e Scheletro Umano (nel film vediamo invece vediamo Angeleno, che strimpella un’ocarina, Half Boy e il nano Bozo). Cleo cerca di controllare la paura, tanto più dopo che Testa di Spillo mostra un coltello e Scheletro una pistola. Hans si alza dal letto, vestito, e dice: “Il veleno deve essere ingoiato, perché agisca.” (nel film si fa dare da Cleo la boccetta del veleno, svelando i suoi piani per ucciderlo). Cleo, spaventata, cerca di scappare – e Angeleno continua a suonare! Frieda intanto riferisce a Phroso la riunione tenutasi sotto il suo carro, alla quale non le è stato permesso di partecipare. Dal canto suo, Phroso ha sentìto Ercole dire a Cleo che Venus “sa troppo!”, e teme che possano farle del male. Hercules rimugina nel suo carro, prende una decisione e indossa un impermeabile. Phroso è uscito sotto la pioggia e cammina a fianco dei carri.

Ercole scende dal suo carro e si arrampica sul sedile del carro di Venere. Offre da bere al guidatore, e poi lo strangola. Così Hercules può entrare nel carro di Venus. Venus vede muoversi la maniglia della sua porta. Silenziosamente prende una pistola. Hercules sfonda la porta con un calcio e la sua mano armeggia con il chiavistello.

Ma Phroso ha visto e assale Hercules, ed entrambi rotolano sulla strada fino a un dirupo (nel film la lotta avviene nel carro, e Hercules inchioda Phroso a una stufa ardente), mentre una tempesta infuria. Il carro di Hans cade in un fosso. Hercules sta strangolando Phroso, quando un altro carro si schianta sulla gamba di Hercules, che lascia la presa urlando; Phroso riesce così a fuggire strisciando.
Cleo scappa dal suo carro, inseguita dai quattro che erano con lei. Phroso arriva al carro di Venus e chiede all’autista, che lotta per trattenere i cavalli, in che direzione lei sia fuggita. Cleo continua la sua fuga disperata in mezzo al fango.

Venus tiene in braccio Frieda e chiama il clown. Ma Hercules la sente e striscia verso di lei, la raggiunge e le afferra la gonna per farla cadere. Hans, alla ricerca di Frieda entra ed esce dal carro di lei. Un fulmine abbatte un albero, che cade su Cleo, immobilizzandola. I freaks così la raggiungono, si ammassano attorno a lei: non la vediamo più, ma sentiamo il suo grido di terrore.

L’incendio di un carro è stato spento, e M.me Tetrallini chiama i lavoranti perché la seguano con le lanterne verso le grida di Cleo. All’arrivo dei soccorritori, i freaks si dileguano. Intanto Hans è finito in un fosso e Phroso lo aiuta a uscirne. I soccorritori di Cleo inorridiscono quando la vedono (nascosta agli spettatori) e urlano che deve essere portata in ospedale. Hercules nel frattempo è strisciato fino al suo carro, ma i freaks lo raggiungono prima che possa entrare.

Sono passati tre anni. Siamo a Londra, al teatro musicale di M.me Tetrallini. Phroso e Venus, sposati e benestanti, sono venuti a farle visita, e le mostrano una foto di Hans e Frieda con un bambino, e ricordano con gioia di essere stati al loro matrimonio. Tetrallini dice che il suo teatro ha successo e dà lavoro ai suoi “figli”. Anche Cleo si esibisce nel teatro, ma non sul palcoscenico principale, bensì nei sotterranei, riservati alle esibizioni dei freaks. Tetrallini accompagna lì la coppia e sentiamo uno starnazzio, che prelude alla vista di Cleo: di lei rimane solo la testa, peraltro sfigurata, innestata sul corpo di una grossa anatra. Venus la chiama per nome, ma Cleo risponde solo con un borbottio, senza riconoscerla. M.me Tetrallini commenta: “Non ricorda più niente, ma è meglio che non ricordi.”

E il suo caro Hercules? – chiede Venus. “Anche lui è qui con me,” risponde Tetrallini. “Si sta esibendo proprio adesso”. E in lontananza sentiamo un’acuta voce sopranile che canta.

A quanto si deduce dalle cronache dell’epoca e da alcune foto di scena, questo lungo finale e l’epilogo furono ricreati fedelmente da F90 (con l’unica eccezionde della lotta fra Phroso e Hercules). Ma tutto ciò che ne rimane in F60 è l’inquadratura finale di “Cleo-anatra”, calata in un contesto del tutto diverso. Al posto del music-hall di M.me Tetrallini abbiamo l’imbonitore del prologo che, concluso il suo racconto, mostra l’attuale condizione di Cleo agli inorriditi spettatori. La scena finale di F90 fa supporre che Hercules sia stato castrato, ma in F60 la sua sorte resta incerta. Thalberg aggiunse un secondo epilogo in F60, in cui Phroso e Venus accompagnano Hans da uno sconsolato Hans, nella sua lussuosa villa, dando a intendere che la loro relazione ricomincerà. Ma Esper, quando ridistribuì il film, tagliò questo secondo epilogo.

Anche il finale, in entrambe le versioni, allo stesso tempo si collega e si distacca da Spurs. Riprende il tema della vendetta, ma aggiunge, ancor più intensificandolo, il tema del cameratismo fra i freaks. Nel racconto la vendetta  di Jacques è un gesto individualistico, nel film è compiuto da tutta la comunità dei freaks in segno di solidarietà con il loro amico. Il finale di F90 è in effetti ancor più raccapricciante di quello di F60, eppure lascia ancora lo spazio per un forte senso di solidarietà. Oltre a veder rinnovata l’amicizia fra i membri del vecchio circo, vediamo come lo spirito materno di M.me Tetrallini si sia esteso anche ai due malvagi amanti, dopo le loro punizioni. Nel copione vediamo inoltre che i personaggi di Phroso e Venus e la loro relazione hanno maggior peso, come pure i loro rapporti con la coppia “cattiva”, dando ai 4 personaggi più sfaccettature e ambiguità. Per contro, in F60 (e presumibilmente anche in F90) l’umanità dei freaks risalta ancor più vivida con una serie di episodi assenti nel copione. La loro presenza nel film finito non sorprende se si considera che Browning assunse altri due sceneggiatori, Edgar A. Woolf e Al Boasberg, con l’incarico di essere presenti sul set e di trarre spunto dalla convivenza con gli attori per improvvisare nuove scene da aggiungere al film.

foto di gruppo al completo