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Gli alieni sono un branco di pirla (sezione 2)

Gli alieni sono un branco di pirla (sezione 2)
gli alieni che caddero sulla terra
Alieni e fantasmi da Marte
Gli alieni tre: Body Snatchers

II Sezione: Dominano noi

– L’organismo muore… a meno che la sua energia non s’introduca in una cosa che sia in grado di vivere nella nostra atmosfera. Un veicolo umano. –

– E cosa accade al veicolo umano? –

– Perde subito il controllo del suo sistema nervoso. Viene dominato da qualcosa, un istinto, una forza cieca che lo spinge ad agire per loro.-

(I Vampiri dello Spazio di Val Guest)

Gli alieni due: seconda puntata!

Siamo ai primordi della Hammer Film.

La casa di produzione inglese che diventerà un’icona del cinema dell’orrore realizzando i famosi remake dei personaggi della Universal: Dracula, la Mummia, l’Uomo Lupo, Frankenstein, Jekyll & Hyde e anche la Gorgone.

Gli alieni e Peter Cushing

Peter Cushing

Praticamente tutti passeranno sotto le mani di registi come Terence Fisher, Freddie Francis, Roy Ward Backer, Jimmy Sangster lanciando attori come Peter Cushing, Christopher Lee e Donald Pleasence.

Eppure, gli esordi della Hammer non furono nel versante Horror anche se la componente orrorifica era pur sempre alla base dei suoi primi film i quali invece devono considerarsi di fantascienza.

Realizzatori del “Ciclo di Quatermass” sono lo scrittore Nigel Kneale, il regista Val Guest e l’attore Bryan Donlevy.

Kneale, scrittore e poi sceneggiatore, aveva ideato un personaggio, il professor Bernard Quatermass che stava ottenendo molto successo quando fu presentato sia come serial radiofonico sia negli sceneggiati televisivi.

Anthony Hinds, produttore della Hammer, aveva acquistato i diritti sulla creatura di Kneale ed era interessato a farne un film. Presentò il personaggio a Val Guest il quale, proprio in quel momento, stava per partire in vacanza.

La moglie di Guest, Yolande, lesse la storia e convinse il marito a girare la pellicola.

Nacque così il primo dei due film basati su questo personaggio L’astronave Atomica del Dottor Quatermass (Quatermass Experiment – 1956) e fu subito un successo.

A dirigere c’era dunque Val Guest, nato nel 1911 a Londra, passato alla regia dal giornalismo e poi con le sceneggiature.

Per quanto riguarda Kneale,  invece, la sua fama resta tuttora legata alla serie di Quatermass, lo scienziato tutto dedito alla scienza e che diede vita in tutto a quattro pellicole.

Oltre alla prima già citata abbiamo infatti: I Vampiri dello Spazio (Quatermass II – 1957), ancora di Val Guest, L’astronave degli Esseri Perduti, (Quatermass and the Pit – 1968), di Roy Ward Baker e Quatermass Conclusion: La Terra Esplode, (Quatermass Conclusion – 1980) di Piers Haggard, ultimo episodio, dove lo scienziato muore cercando di ritrovare la nipote scomparsa.

Più recentemente è stato girato un remake televisivo basato sulla prima storia, ma con risultati mediocri

Il personaggio fu inizialmente interpretato su pellicola da Bryan Donlevy, un attore americano voluto proprio dalla distribuzione americana per assicurarsi il mercato, il quale, pur essendo quasi sempre in uno stato di etilismo acuto, rese con toni credibili e robusti il personaggio di Kneale.

Uomini che si trasformano nel primo film, uomini dominati nel secondo, uomini schiavizzati nel terzo e uomini invasi nell’ultimo.

Seminascosti nel corpo umano questi alieni usano i terrestri come veicoli, come operai, come mezzi di comunicazione così come accade all’Edgar-Abito di MIB, dove un alieno indossa la pelle di un umano o, meglio ancora come succede nel film di Roger Corman Il Conquistatore del Mondo (Conqueror of the World- 1956), dove un extraterrestre possiede al suo servizio degli esseri alati capaci di attaccare gli umani e di dominarli.

Cugini prossimi, se non fratelli sono gli alieni del film di Stuart Orme Il Terrore Dalla Sesta Luna (The Puppet Masters- 1994), tratto da un romanzo di Robert A. Heinlein.

Alieni da titanoNon solo il modo di queste creature di dominare gli esseri umani è molto simile, con l’unica differenza che il parassita di Kneale penetra all’interno del corpo umano, mentre quello di Orme si piazza nella schiena della sua vittima introducendo delle terminazioni nervose dalla base del collo fino al cervello del proprio schiavo, ma anche e soprattutto perché entrambi provengono dalla sesta Luna di Saturno, il misterioso e nebbioso Titano, il satellite più grande del sistema solare.

Un’altra dominazione a scopo apparente d’invasione avviene nella pellicola di Freddie Francis La Morte Scarlatta viene dallo Spazio (They come from beyond Space – 1965).

Anche in questo caso delle creature penetrano nel cervello umano e ne guidano pensieri e movimenti.

L’eroe di turno, non dominabile perché ha una placca d’acciaio in testa, scopre le intenzioni degli alieni, i quali possiedono un’astronave da riparare parcheggiata sulla Luna e usano gli uomini come mano d’opera. Il protagonista convincerà gli alieni a chiedere aiuto invece di pretenderlo e tutto si risolve a tarallucci e vino.

Ma torniamo a quella che è la produzione migliore sul genere, dicendo subito che I Vampiri Dello Spazio (Quatermass II), sempre di Val Guest, vede ancora una volta Bernard Quatermass alle prese con una minaccia proveniente dallo spazio e ancora una volta sventata grazie alla sua testardaggine e alla volontà di non arrendersi mai.

L’eroe è pronto a combattere non solo contro le faziosità burocratiche e politiche e contro l’ottusità umana, ma soprattutto con chi vorrebbe invadere questo mondo senza praticamente chiedergli il permesso.

Alieni scoperti da QuatermassIl film, negli Stati Uniti, ebbe il titolo di  Enemy from Space al posto di quello originale e cioè Quatermass II ed è circolato in Italia in versione integrale solo la prima volta perché, quando ne fu fatta la riedizione, furono tolte le sequenze iniziali prima dei titoli dove si vede Quatermass fermare due giovani in macchina, dopo aver evitato un incidente, per rendersi conto che uno dei due ha un misterioso taglio sulla guancia provocato da uno sbuffo di fumo proveniente da una roccia altrettanto misteriosa.

Noi sapremo presto che quella roccia è in realtà un missile usato dagli alieni per giungere sul nostro pianeta e che lo sbuffo di fumo è l’atmosfera mortale che sta all’interno della piccola nave, la quale fuoriesce di colpo quando la creatura si precipita all’esterno per infilarsi nella pelle umana entrando così nel corpo della sua vittima allo scopo di guidarne i pensieri e le azioni.

Joe Dante era un estimatore del film e cercò di recuperarne la copia ma la United Artists aveva perso di diritti nel 1965 e nessuno si era più preoccupato di rinnovarli.

Tutte le copie erano andate distrutte tranne una in 35mm tagliata in due da una macchina da proiezione guasta per cui non fu possibile trovare più una copia originale e si rese necessario farne un controtipo da quelle inglesi.

Abbiamo accennato precedentemente ai problemi di alcoolismo di Donlevy e, a dire la verità, la faccenda risultò parecchio tragica in quanto l’attore era impossibilitato a girare qualunque scena che comportasse l’avvicinamento a una parete o l’attraversamento di una porta, perché andava a sbattere in continuazione.

Era necessario girare la stessa scena fino a cinquanta volte.

Ma alla fine Guest, stanco di sprecare pellicola, inquadrò Donlevy che si allontanava senza seguirlo con la cinepresa ma lasciandolo andare a sbattere dove volesse mentre la macchina restava ferma sull’inquadratura iniziale.

Allo stesso genere appartiene il più recente Fantasmi da Marte (Ghosts of Mars) di John Carpenter perché anche qui gli antichi e barbari abitatori del pianeta entrano nel corpo dei terrestri per riprendersi il loro mondo che sta per essere colonizzato da quello che per loro è un invasore: l’uomo.

L'Autore

Giovanni Mongini

Tra i maggiori specialisti mondiali di cinema SF (Science Fiction) è nato a Quartesana (Fe) il 14 luglio 1944 e fino da ragazzino si è appassionato all'argomento non perdendosi una pellicola al cinema. Innumerevoli le sue pubblicazioni. La più recente è il saggio in tre volumi “Dietro le quinte del cinema di Fantascienza, per le Edizioni Della Vigna scritta con Mario Luca Moretti.”

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