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La fantascienza italiana senza Malaguti e altri

La fantascienza italiana senza Malaguti e altri

Cari Amici, anche Ugo Malaguti si è unito alla purtroppo lunga schiera di soci che stanno mettendo su una succursale celeste della World. Personaggio a volte scomodo, a volte inviso, ma in ogni caso un personaggio.

Gli ultimi addii mi hanno costretto a una riflessione: da quando non lo vedevo? Non vedevo lui, come non ho visto Catani, Lippi, Mongai, Valla, ecc. ecc.. E questo mi ha lasciato un profondo senso di… sconfitta. Come quando hai molte occasioni di incontrare un amico o un parente ma non lo fai, rinvii. Sino a quando non è più possibile.

Ma che stiamo combinando? La scusa è il Covid, ma noi… che stiamo combinando?

Ci siamo rinchiusi nelle nostre webgabbie dorate, con uno schermo davanti e nessun contatto umano, veramente umano. Ebbene dobbiamo scrollarci di dosso la convinzione che vederci in questo schermo piatto, assolutamente freddo e fagocitante, sia la stessa cosa che chiacchierare di persona.

fantascienza italiana: Ernesto Vegetti

Ernesto Vegetti

Che bei tempi quando si passavano le notti a parlare di fantascienza, con Ugo che raccontava di tutto con un bicchiere di superalcolico in una mano e l’immancabile sigaretta nell’altra, o con Viviani che non lesinava consigli mai astrusi, sempre concreti… ve l’assicuro io che ne ho approfittato, o Curtoni che ha voluto fortemente che mi fosse assegnato il mio primo Premio Urania e a cui devo ancora scuse per avergli pestato un piede (e lui era la mia metà) … fallo da ammonizione. E Mongai? Lo ascoltavo spesso parlare di fantascienza che profumava di cibo e io lo rimproveravo perché ingrassavo soltanto a leggere i suoi racconti. E il grande Ernesto? Lo chiamavo homo ridens. La sua risata roboante la si sentiva all’inizio del paese della convention ed era contagiosa. Dov’era lui c’era allegria. Ed era Il Catalogo vivente, sapeva tutto. Con loro e con tanti altri si respirava fantasticamente fantastico, dopo un anno passato in attesa di incontrarsi.

E voi? Che vi muovete solo per voi stessi…  cosa pensate di raccontare ai nuovi appassionati o addirittura ai vostri nipoti che vivranno la nostra fantascienza tra trenta o quarant’anni?

Chi? Altomare? Ma certo che lo conosco, anni fa ho chattato con lui almeno un paio di volte. E Pestriniero? Grande fotografo, ho visto una sua raccolta di foto di Venezia… E tutti gli altri vecchietti che sono la storia della fantascienza italiana? Come no, ho letto un racconto di… di… non lo rammento, ma mi è piaciuto. Avrei voluto dirglielo di persona, ma non mi andava di andare (e perdonate il secondo calembour).

E vi basta?

Tra quarant’anni (inguaribile ottimista sono) non ci saremo più e voi che racconterete di noi?

Sì… come no… ho persino visto una foto… d’una vecchia assemblea, dove c’è lui e…

Una… foto? D’una… vecchia… assemblea? Sul web ovviamente.

Poi tornate a contare gli amici (ma quanti conoscete davvero, a quanti avete semplicemente stretto la mano, insomma, quanti amici veri avete?), e i tanti mi piace (caspita! È l’ottantesimo mi piace che mette mia sorella…). Effimere falene che muoiono molto presto. Perché sul web si viene dimenticati in fretta.

Allora rivolgo un invito. A noi vecchietti. Muoviamoci, seminiamo quei preziosi germogli che abbiamo accumulato in tanti e tanti anni di appassionata presenza, regaliamo a chi ci ascolta quel po’ di ricca saggezza che ci inorgoglisce, perché non si prosciughi e scompaia con noi. Facciamolo, o si continuerà a invitare cariatidi straniere incartapecorite che ci ridono alle spalle per tutti i soldi che regaliamo loro, senza che la fantascienza italiana faccia un solo passettino in avanti.

E a voi, più o meno giovani neo-autori ramparti… non richiudetevi nelle vostre webcelle luccicanti di ipnotici colori, perché conoscere davvero è ciò che fa evolvere l’uomo, sia nella sua vita quotidiana che nelle sue passioni.

E lo schermo a volte (spesso troppe) mente.

Ugh! Ho detto.

L'Autore

Donato Altomare

Nasce a Molfetta nel 1951. È laureato in Ingegneria Civile. Narratore, saggista, poeta, ha vinto due volte il Premio Urania, il premio della critica Ernesto Vegetti e otto volte il Premio Italia. Autore del genere fantastico è stato pubblicato dalla maggior parte degli editori. Nel maggio 2013 è stato nominato Presidente della World SF Italia, l’associazione italiana degli operatori della fantascienza e del fantastico.

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