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IL CARRETTO FANTASMA (1921)

IL CARRETTO FANTASMA (1921)

Il carretto fantasma è uno degli ultimi film di quella che viene definita l’età dell’oro della cinematografia svedese, iniziata nel 1912 e conclusasi proprio nel 1921, anno d’uscita della pellicola. Un decennio fertile che vide la produzione di film che coniugavano perfettamente l’elemento spettacolare al dramma e all’approfondimento psicologico dei protagonisti.

Il carretto fantasma/ShiningL’opera del regista Victor Sjöström ne rappresentò un fulgido ed emblematico esempio. Oltre che per la storia, tratta fedelmente dal romanzo omonimo di Selma Lagerlöf del 1912, la pellicola è ricordata soprattutto per il grande esercizio di sperimentazione linguistica messo in atto dal regista. Montaggio alternato, narrazione a scatole cinesi, flashback, sovrimpressioni e altre raffinatezze all’avanguardia per l’epoca, riuscirono nell’intento di amalgamare la componente surreale del racconto a una caratterizzazione estremamente realistica dei personaggi e delle situazioni. Qualità che ne fecero uno dei più importanti e influenti nello sviluppo della settima arte; citato, per esempio, da Stanley Kubrick nella famosa scena in cui Jack Nicholson sfonda una porta a colpi d’ascia, inseguendo la moglie con intenti omicidi, in Shining (che era a sua volta un omaggio al film del 1919 Giglio infranto, in originale Broken Blossoms, di David W. Griffith).

Il carretto fantasmaLa storia, dal chiaro intento morale (cosa che l’accomuna in qualche modo al Canto di Natale di Charles Dickens), si basa su una leggenda nordica secondo la quale chi muore allo scoccare della mezzanotte dell’ultimo giorno dell’anno, è condannato a guidare per un anno (ma per lui i giorni sembreranno secoli) il carretto che raccoglie le anime dei defunti per conto della morte. Il protagonista è un ubriacone tubercolotico, David Holm, cui capita proprio la sventura di morire la notte di San Silvestro. Raggiunto dal carrettiere di cui deve prendere il posto, questi lo pone di fronte alle conseguenze delle sue malefatte: dalla morte per tisi di Edit, soldatessa dell’Esercito della Salvezza contagiata per aver rammendato il suo cappotto infetto; a quella del fratello, portato sulla cattiva strada e morto in prigione; agli intenti suicidi della moglie, esasperata dal suo comportamento.

Victor Sjöström, che oltre a girare il film interpretò la parte del protagonista, lasciò la carriera di regista con l’avvento del sonoro e si dedicò esclusivamente a quella di attore. Lo ricordiamo protagonista nel film di Ingmar Bergman Il posto delle fragole (1957), sua ultima apparizione sugli schermi prima della morte avvenuta nel 1960.

Selma Lagerlof

Selma Lagerlof

Selma Lagerlöf, prima donna ad aver vinto un premio Nobel per la letteratura, scrisse il romanzo in seguito alla richiesta di un’associazione svedese di realizzare un saggio sulla tubercolosi e su come evitarne il contagio. La scrittrice decise che gli intenti divulgativi potevano essere meglio espressi in forma narrativa e integrò le nozioni in una trama che, com’era nel suo stile, descriveva la condizione degli strati più bassi e miserabili della società svedese, con l’aggiunta di un elemento fantastico mutuato dalla tradizione popolare locale.

Il romanzo ha avuto altre due trasposizioni cinematografiche: Il carro fantasma (La charrette fantôme, 1939), film francese di Julien Duvivier, e Körkarlen (1958) dello svedese Arne Mattsson.

In Italia è pubblicato dalla Robin Edizioni nella collana Biblioteca del Vascello.

Il film è uscito nel 2010 in un DVD prodotto dalla Ermitage Cinema, andato ormai fuori catalogo.

 

Titolo originale: Körkarlen
Paese di produzione: Svezia
Anno: 1921
Durata: 100 minuti
Regia: Victor Sjöström.
Sceneggiatura: Victor Sjöström dal romanzo di Selma Lagerlöf Körkarlen, 1912 (Il carretto fantasma).
Interpreti: Victor Sjöström, Hilda Borgström, Tore Svennberg, Astrid Holm, Tor Weijden, Einar Axelsson, Concordia Selander, Lisa Lundholm.

 

 

L'Autore

Roberto Azzara

(Caltagirone, 1970). Grande appassionato di cinema fantastico, all'età di sette anni vide in un semivuoto cinema di paese il capolavoro di Stanley Kubrick “2001: odissea nello spazio”. Seme che è da poco germogliato con la pubblicazione del saggio “La fantascienza cinematografia-La seconda età dell’oro”, suo esordio editoriale. Vive e lavora a Pavia dove, tra le altre cose, gestisce il gruppo Facebook “La biblioteca del cinefilo”, dedicato alle pubblicazioni, cartacee e digitali, che parlano di cinema.

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