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Punta e clicca in… Syberia

Punta e clicca in… Syberia

Non c’è che dire se volete acquistare un video-game, e andare sul sicuro, meglio rivolgersi agli americani o ai giapponesi, è una questione di budget (i loro sono molto simili a quelli messi in campo per i film più impegnativi). Detto questo, è una questione di gusti, come per i cibi, magari la pizza piace a tutti, ma non si può dire lo stesso per le trippe o i piatti a base di funghi.

Tuttavia, se siete stanchi delle stesse ricette che mangiate da anni e volete assaggiare qualcosa di nuovo, magari anche un po’ pazzerello, l’Europa è un terreno fertile. Dovete però avere un po’ di spirito d’avventura, perché i minori fondi disponibili vi metteranno in mano anche un gioco con qualche “difettuccio”, tipo caricamenti di lunghezza snervante o vedere i personaggi che si ficcano parzialmente nei muri – su questo aspetto consiglio di visionare i lavori di un blogger di Youtube che fa un esilarante rubrica dal titolo “Giochi brutti”, alla fine della presentazione, immancabilmente il conduttore distrugge la confezione del gioco… a fucilate!

Ma dato che stiamo parlando di spiriti avventurosi, scopriamo che la mancanza di fondi aguzza l’ingegno e vediamo che gli europei sono divenuti maestri in un genere di videogiochi che si chiamano Avventure Grafiche, o “Punta e clicca” perché pensati principalmente per il pc con uso del mouse. In sostanza, pilotiamo un personaggio che si muove come un paralitico, ma che sopperisce a questo utilizzando una buona dose di ingegno (che però, ahimè, è il vostro!). La vicenda, infatti, si avvia con una bella introduzione per poi arenarsi immediatamente di fronte ad una sorta di enigma, che spesso è un vero e proprio rompicapo; solo risolvendolo è possibile far evolvere la trama. Ci vuole parecchio ingegno per sapersi districare nei vari enigmi del gioco, che si complicano mano a mano che il gioco avanza.

Molto spesso, la chiave che ci serve per aprire il cofanetto misterioso è ben nascosta in mezzo a un mucchio di carabattole (o magari era già in tuo possesso e l’avevi scambiata per un fischietto). Oppure si tratta di convincere una persona a fare qualcosa per noi, questa però in cambio vuole una cosa difficilissima da trovare. La semplicità tecnica del gioco, tuttavia, è spesso bilanciata da trame avvincenti, belle musiche e scenografiche ricche e piacevoli.

Nella preistoria di questi giochi non possiamo non citare l’indimenticabile Myst. Un gioco in prima persona – a cavallo tra l’Avventura grafica ed il Puzzle game – che inizia catapultandoci su un’isola deserta senza uno straccio di spiegazione e di indirizzo. Veramente difficile anche solo poter sbloccare qualcuno dei meccanismi dell’isola, per giungere alla fine allo svelamento del mistero e della domanda fondamentale sottesa al gioco: ma che ci faccio io in questo strano posto?

Uno dei titoli oggi più noti del genere è di produzione francese, “Syberia” realizzato dal Benoît Sokal, fumettista ormai prestato in pianta stabile al mondo dei videogiochi.

La protagonista di queste avventure, che al momento consta di tre capitoli, è Kate Walker, una giovane avvocatessa di New York, che è dotata di un senso della giustizia così spiccato da sacrificare ad esso praticamente ogni altra cosa. Tutto inizia quando, per lavoro, si reca a Valadilène, fantasioso paesino delle Alpi francesi, dove si trova la fabbrica di giocattoli dei Voralberg. Qui scopriamo che il gioco, anche se ambientato all’incirca negli anni ‘70, ha una tendenza fortemente steampunk, per cui spesso Kate, col nostro aiuto, dovrà utilizzare o rimettere in funzione stranissimi meccanismi che servono a risolvere le ingarbugliate situazioni che le si parano d’innanzi.

Per districare le complicate questioni ereditarie di questa famiglia di giocattolai, arriveremo fino in Siberia, luogo inospitale di cui Kate si innamora decidendo di non tornare più indietro. Il motivo di questo è che Kate Walker vuole seguire Hans Voralberg nella ricerca di una fantomatica isola chiamata Syberia. Così, nel secondo capitolo della saga i due, insieme al simpatico automa Oscar, corrono incontro al mistero. La Russia del gioco è un mondo decisamente anni cinquanta dove Kate deve scontrarsi con militari pericolosi o svogliati burocrati ma, per fortuna, vi trova anche degli amici nell’antica popolazione locale degli Youkol. Mille sono le peripezie che dovrà affrontare prima di giungere col suo amico nell’isola agognata, dove potrà incontrare persino dei redivivi mammut. Quando il terzo capitolo si apre, la troviamo in fin di vita nella tormenta, anche se una carovana Youkol la ritrova e la consegna a una clinica che però subito ci pare assai strana.

Il tutto ruota intorno a un pellegrinaggio rituale degli Youkol, che le autorità vogliono impedire, per ricondurre questo popolo nel più controllabile alveo della civiltà occidentale. Kate riuscirà ad aiutarli, ma a caro prezzo, perché l’episodio si conclude con la nostra eroina catturata dai suoi nemici e condotta verso un brutto destino, a noi ignoto. Non sappiamo cosa le accadrà, ma per questo non resta che attendere il prossimo episodio, già annunciato, che si intitola: The World Before.

Punta e clicca non è solo Syberia e quindi non possiamo non citare una saga che la precede, ormai celeberrima, di produzione inglese: “Broken sword” i cui protagonisti sono l’inglese George Stobbart e la francesina Nicole Collard. Del gioco sono apparsi diversi titoli, su altrettante piattaforme di gioco: Il segreto dei Templari, La profezia dei Maya, Il sonno del drago, L’angelo della morte, nonché, La maledizione del serpente. Sono storie che, pur avviandosi per lo più a Parigi, dove i due eroi vivono, ci portano un po’ a spasso per il mondo, ma con una vena più decisamente umoristica (anche perché il vecchio George ha una lingua che taglia e cuce). La grafica è molto meno realistica del gioco di Sokal, ma le trame sono egualmente avvincenti.

Concludendo, se avete molta pazienza e vi piacciono le sciarade, non dimenticate di partire per l’avventura insieme a Kate e George. Se non altro, l’atmosfera è garantita.

 

L'Autore

Giorgio Sangiorgi

Sangiorgi lavora e vive a Bologna. Dopo un esordio nel campo del fumetto, ha vinto alcuni premi letterari locali per poi diventare uno degli autori e dei saggisti della Perseo Libri Il suo libro "La foresta dei sogni perduti" ha avuto un buon successo di pubblico. Ora pubblica quasi esclusivamente in digitale e alcuni suoi racconti sono stati tradotti e pubblicati in Francia e Spagna.

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