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5 – I Fantasmi

5 – I Fantasmi

23 Dicembre 1574. Caterina de’Medici era appena andata a dormire. Siamo ad Avignone ed intorno alla nobile c’erano dame e nobiluomini per aiutarla a rilassarsi ed a prendere sonno. Ad un tratto la regina urlò indicando un punto della stanza e con voce strozzata assicurava che stava vedendo il Cardinale di Lorena che le stava tendendo la mano. Nessuno degli astanti vedeva qualcosa e, nel caso del Duca di Lorena la cosa era ancora più difficile in quanto egli era gravemente ammalato presso la propria abitazione. La regina si calmò e mandò qualcuno a casa del Cardinale per ottenere informazioni sulla sua salute ed ebbe così modo di sapere che era deceduto poco prima. Questo episodio è stato trascritto e riportato fedelmente da Agrippa d’Aubignè e fa parte di una serie di visioni tendenti ad annunciare la morte di qualcuno. Di questo tipo di apparizione le storie dei fantasmi sono piene e potremmo continuare a lungo, ma, in questo caso, c’interessava citare un esempio tra i più classici.

In altri modi i fantasmi possono manifestarsi, essi vagano sofferenti nei luoghi dove hanno trovato un’improvvisa e brusca morte, ma, questo è importante, noi siamo in grado di valutare serenamente e senza preconcetti la loro eventuale esistenza?

Nel 1966 una curiosa sentenza fu emessa in Inghilterra dal giudice James Devey e questa sentenza evitò il carcere a William Haywood, un giovane turbolento, non nuovo a vicende del genere, infatti era la seconda volta che veniva trovato alla guida di un auto senza patente ed il suo avvocato difensore sostenne che non era giusto che il suo cliente finisse in galera perché la sua giovanissima moglie era in attesa di un bambino ed era sola in casa, continuamente perseguitata e terrorizzata da una fantasma. Questo bastò affinché il giudice gli infliggesse solamente una multa ed un’ammonizione.

Il nostro passato vive nel ricordo di magiche apparizioni, di strane luci ed ombre, di esseri incorporei che attraversano il nostro presente e che potrebbero essere le testimonianze visive, se non tangibili dell’esistenza di un altro piano di esistenza oltre il nostro, un mondo diverso nel quale continuare a vivere o quantomeno ad esistere, una speranza per chi crede la morte la fine di ogni cosa, la fine di tutto, il buio eterno oltre il quale esiste solo il nulla e la dissoluzione.

Alcuni di noi, in uno stato anomalo, hanno varcato, o creduto di varcare la soglia dell’aldilà ed hanno trovato pace o dolore, luce o buio, una luce immensa e calda li ha avvolti, una figura li ha accompagnati attraverso i primi, incerti passi nell’aldilà, un senso di pace quale mai abbiamo avuto e, alla fine, un doloroso ritorno…

Un nuovo mondo ci attende oltre le frontiere della morte? O, molto più semplicemente, è la nostra mente che sogna nuovi mondi per non vivere il dolore della fine? Questo, nessuno può saperlo, nessuno è veramente, indiscutibilmente, tornato indietro per raccontarcelo e, purtroppo, il mondo è pieno di ciarlatani più o meno abili che, per soldi o per vanto, ti danno un mondo nuovo da vivere, una speranza.

Nel mondo noi viviamo assieme a queste creature del nostro domani, la cui epigrafe: “Noi siamo come voi sarete. Dimenticarsi di noi è dimenticarsi di voi stessi” rappresenta il futuro verso cui ogni essere vivente sta involontariamente puntando, ma se esiste un altro mondo, un altro piano di vita, cerchiamo di raggiungerlo con il nostro animo più sereno o, quantomeno, crediamo in esso per la nostra pace sulla terra che ora stiamo attraversando.

Assieme a noi vivono creature che seguono i nostri movimenti, che consigliano il nostro modo d’agire, che solleticano il nostro pensiero con idee. Quando, in certi momenti, e con la coda dell’occhio ci sembra di aver captato un movimento vicino a noi, dice una leggenda, abbiamo intravisto un angelo custode.

Anche questo un sogno? Forse, ma ora sogniamo sulle ali della fantasia.

Cominciamo con i fantasmi per una veloce carrellata pacifica, saltiamo quindi tutto ciò che riguarda Horror e lo splatter, sfioriamoli solamente è un discorso che riprenderemo in altra sede e che fa comunque, a pieno titolo, parte della filmografia dell’orrore.

Storia elegante e divertente questo Fantasma Galante (The Gost goes West) di Renè Clair del 1936. Qui abbiamo il fantasma di un cavaliere il quale, quando una ricca ereditiera americana compra un antico castello scozzese, dimora del fantasma, lo smonta e lo rimonta negli Stati Uniti, riappare per compiere una sua vecchia vendetta grazie alla quale egli può, finalmente riposare in pace mentre il suo discendente, e sosia, si sposa la ricca ereditiera.

Una delle più belle pellicole in assoluto su case infestate da fantasmi è l’angosciante Casa sulla Scogliera (The Uninvited) di Lewis Allen (1943) il quale parla di una maledizione che incombe su una vecchia villa in Cornovaglia. Ogni notte si sente tra le vecchie mura un pianto angosciante, solo la soluzione del mistero porterà la pace tra le genti e le entità, il film è molto suggestivo perché le presenze sono sottolineate da musica, da ombre e, solo alla fine diventano visibili, il resto è tutta atmosfera.

Lo Spettro di Canterville (The Canterville Ghost) di Jules Dassin del 1944 narra le vicende di un soldato il quale si comportò da vigliacco in battaglia e fu quindi costretto a vagare per l’eternità fino a che lui o un suo discendente, non compiranno un atto coraggioso. Il dolente, ma anche divertente fantasma è interpretato da Charles Laughton, padre di Roddy McDowell.

Il Fantasma e la Signora Muir (The Ghost and Mr. Muir) di Joseph Leo Mankiewicz (1946) è una deliziosa commedia sulle vicende di una giovane vedova (Gene Tierney) che lascia la sua pettegola famiglia ed acquista una casa isolata abitata ancora dal fantasma del vecchio proprietario, un marinaio. I due fanno amicizia e lei scrive un libro sotto la sua dettatura. La donna s’innamora del suo etereo compagno, ma questi preferisce scomparire per poi riapparire al suo fianco in punto di morte per condurla con lui verso l’eternità,

Molto simili tra loro sono le storie de Gli Invasati (The Haunting) di Robert Wise (1963), di Dopo la Vita

(Legend of Hell House), tratto da un racconto di Richard Matheson e diretto da John Hough (1973) e lo spettacolare, ma mediocre Haunting – Presenze di Jan De Bont (1999). Tutti e tre trattano di case infestate nelle quali un gruppo di volontari, tra medium e scienziati, decide di passarvi del tempo per scoprirne il segreto.

Un povero assassino non può essere al sicuro nemmeno quando riesce, finalmente, a eliminare il suo peggiore nemico e cioè l’ispettore che era sulle sue tracce perché nel suo corpo s’incarna lo spirito di un agente di polizia il quale con l’aiuto della moglie del defunto, riesce finalmente ad incastrarlo. Questa, in sintesi, la trama di Indagine oltre la Vita (The Force) di Mark Rosman (1984).

Tra i più roboanti, spettacolari combattimenti contro i fantasmi ci sono quelli presentati in Ghostbuster (Ghostbuster) di Ivan Reitman del 1984, qui un gruppo di sgangherati acchiappafantasmi libera la città di New York dalla furia distruttiva di un Dio antico, la pellicola ha avuto un seguito nel 1989, ancora per la regia di Ivan Reitman dove questa volta i nostri eroi devono combattere contro un tiranno diabolico che vuole reincarnarsi dentro il corpo di un infante e da lì dominare poi il mondo. Ovviamente il titolo della pellicola non poteva che essere Ghostbuster 2 (Ghostbusters 2).

Spiriti nomadi, misteriosi, capaci di efferati delitti, nel film di John McTiernan Nomads (Nomads) del 1985 dove un antropologo francese viene ricoverato ricoperto di ferite in un ospedale di Los Angeles.

L’uomo muore e le indagini conducono una dottoressa in mezzo alla follia più pura.

Suggestivo film cinese arrivato fino a noi ed i cui seguiti non sono all’altezza del primo, è questa Storia di Fantasmi Cinesi (A Chinese Ghost Story) di Ching Siu Tung del 1986, ambientato in una tenebrosa notte in un tempio abbandonato infestato dai fantasmi. L’eroe della vicenda vuole liberare e portare via una bella fanciulla prigioniera nel mondo dei morti.

Il vecchio racconto di Charles Dickens Canto di Natale, conosciuto anche come Racconto di Natale, ha offerto la possibilità al cinema di portarlo in vari modi, mentre ricordiamo un delizioso cortometraggio della Walt Disney interpretato mirabilmente dalla Banda Disney, ecco invece arrivare sugli schermi questa ulteriore versione intitolata S.O.S. Fantasmi (Scrooged) di Richard Donner (1988).

Il nostro protagonista, Frank Cross (Bill Murray), novello, astuto, diabolico presidente di una rete televisiva, senza cuore e senza affetti apparenti, viene trascinato nelle pieghe nel tempo da tre fantasmi che il mostreranno l’aridità del suo passato, la vergogna del suo presente e l’orribile futuro, sperando che questo gli possa servire a sentirsi migliore visto che il futuro non è ancora deciso. Anche in questo caso esiste la speranza di un aldilà nel quale vivere felici.

Ben altri tipi di fantasmi infestano il vecchio castello in Hight Spirits (Hight Spirits) di Neil Jordan (1989).

Un nobile e decaduto baronetto inglese ha trasformato il proprio castello in un’attrazione per turisti ed ha organizzato le cose in modo che, per divertirsi, gli ospiti possano pure vedere i fantasmi, il guaio è che i fantasmi ci sono davvero…

Ma la curiosità, la paura, il desiderio di sapere cosa possa esservi oltre la soglia della morte, ha unito tra loro storie e leggende, dichiarazioni e filmati, il desiderio dell’uomo di sapere cosa lo attende dall’altra parte resta insoddisfatto ed egli formula ipotesi, moniti, avvertimenti, timori. Ci scherza sopra, ci spera…

Ghost (Ghost) di Jerry Zucker (1990) è forse l’esempio migliore e più completo. Sotto i termini di una commedia vi sono dei momenti di struggente tristezza ed anche attimi di angoscia. Un giovane viene ucciso ed egli torna in forma di fantasma per aiutare la sua ragazza a sopravvivere perché l’assassino sta per prendersela anche con lei. Il contatto tra il mondo dei morti e quello dei vivi è reso possibile da una sedicente medium nella quale alberga veramente la possibilità di prendere contatto le anime dei trapassati.

In tempi precedenti un’altra pellicola intitolata Al di là del Domani (Beyond Tomorrow) di Edward Sutherland – 1940 ci aveva mostrato un tema relativamente similare, ma in questo caso si tratta di un cow boy e di una infermiera che vengono invitati nella ricca casa di tre benefattori che vogliono vedere se esistono al mondo ancora delle persone oneste ed hanno volutamente perso dei portafogli con dentro indirizzo ed una somma di danaro. I tre morranno per un banale incidente, ma torneranno sulla Terra per aiutare il giovane a trovare il vero amore.

In tutti e due i casi una luce intensa, luminosissima, appare avvolta da una musica, un mondo di pace e di bene, un’eternità d’amore, grande speranza per l’uomo e per chi crede, una fantasia per gli atei convinti che dopo questa parentesi li attenda il nulla.

Tanti, tanti sono gli esempi di eventi, entità superiori, di inferni e paradisi che circondano l’uomo in una giostra fantastica nella quale lui si trova inconsapevole comparsa mentre, attorno al suo mondo, brulicano mondi di entità diverse, buone o cattive pronte al perdono o alla condanna.

Pessimo, questo: I Fantasmi non possono farlo… (Ghosts can’t do it) di John Derek (1990) Scott (Antony Quinn) è il defunto marito della bella Kate (Bo Derek) ed è condannato a vagare sulla Terra in veste di fantasma cercando un corpo dove potersi incarnare per potersi fare la bella moglie.

Simpatica, la commedia di Sidney Poitier ed interpretata da Bill Cosby Papà è un Fantasma (Ghost Dad) del 1990. Il nostro protagonista è un uomo troppo impegnato a causa del suo lavoro e non trova mai il tempo per dedicarsi ai suoi tre figli. Alla vigilia di un grande affare egli, a causa di un incidente, muore e, come fantasma, cerca in tutti i modi di sistemare le cose in modo che i suoi figli non abbiamo a sentire, almeno economicamente, la sua mancanza…

Noioso film questo inedito cinematografico intitolato Il Fantasma Innamorato (Truly, Madly, Deeply) di Anthony Minghella del 1991. Storia di una inconsolabile vedova, ma quando il suo amato riappare come fantasma, gli si installa in casa con gli amici e comincia a fare i suoi comodi…beh era meglio morto e basta.

In guerra ed in amore, si dice, tutto è lecito. Ne è un esempio questo film di Bob Balaban Fantasma per Amore (My Boyfriend’s Back) del 1993 dove un giovane, pur di far colpo su una ragazza, s’inventa una finta rapina da sventare, ma la rapina è invece autentica e lui si prende un proiettile in pieno petto e muore, ma nemmeno questo lo ferma, lui ama troppo la sua Missy…

E non vogliamo dire due parole su Casper (Casper), almeno sul primo? Qui il simpatico e buonissimo piccolo fantasma, celebre per i cartoni animati e per i fumetti, riceve la visita di un Terapista dei fantasmi (Bill Pullman) e della sua giovane e graziosa figlia Cat (Christina Ricci). L’uomo deve disinfestare la casa dalla presenza dei fantasmi e cioè da Casper e dai suoi antipaticissimi zii in modo che la malvagia ereditiera possa entrare in possesso di un favoloso tesoro…Il film è diretto da Brad Silberling ed è datato 1995.

Sospesi nel Tempo (The Frighteners), di Peter Jackson (1996) ci presenta fantasmi buoni e cattivi, ma pur sempre ci parla e ci tranquillizza sull’esistenza di un aldilà. Un questo caso si tratta delle vicende di Frank Bannister (Michael J.Fox), il quale ha il compito di scacciafantasmi, compito per lui abbastanza facile perché i fantasmi li vede sul serio ed anzi ne ha due come assistenti i quali fingono di infestare le case. Il problema è che, ad un certo punto, un’entità maligna proveniente dal mondo degli spiriti, comincia ad uccidere i viventi e, allora sono cavoli amari….

Elfi, folletti e fate appartengono al mondo del fantastico, ed anche gli angeli hanno ricominciato ad apparire in mezzo a noi, non possiamo dimenticarci del delizioso film di Frank Capra La Vita è meravigliosa (It’s a Wonderful Life) del 1946, storia di un uomo, sul punto di suicidarsi, al quale un angelo mostra come sarebbe stata la vita senza di lui o come La Moglie del Vescovo (Bishop’s Wife) di Henry Coster (1947) dove un angelo custode scende sulla Terra per aiutare un vescovo protestante ad ottenere i fondi per costruire una nuova cattedrale, ma egli comincia ad innamorarsi della moglie del suo protetto. Il film ha avuto un mediocre rifacimento nel 1996 con il film Uno sguardo dal cielo (The preacher’s Wife) di Penny Marshall.

Un altro angelo custode aveva già fatto la sua apparizione nel film di Alexander Hall del 1941 intitolato L’Inafferrabile Signor Jordan, ma conosciuto anche come Mille cadaveri per Mr. Jordan (Here Comes Mr. Jordan) dove l’anima di un pugilatore viene prelevata da un angelo prima dell’effettiva morte del corpo. È stato un errore ed ora la vittima rivorrebbe il suo corpo, ma purtroppo è stato cremato. Bisogna trovarne un altro temporaneamente, nell’attesa di trovarne uno veramente adatto, compito che spetta al signor Jordan (Claude Rains), addetto allo smistamento dei trapassati. Il pugile (Robert Montgomery) si adegua in un corpo che è stato però ucciso dalla moglie. Il film ha avuto un divertente remake nel 1978 con il titolo: Il Paradiso può attendere di Warren Beatty

Citiamo in ordine sparso film come La Scala al Paradiso (A Matter of life and Death) di Michael Powell (1946) dove un pilota della Royal Air Force (David Niven) viene abbattuto, ma si salva in maniera fin troppo miracolosa, però, forse è sogno, forse è realtà, egli si trova spesso davanti ad un angelo che lo vuole portare nel paradiso, perché lui è morto. Lui rifiuta perché si è innamorato di una brava ragazza e vuole restare sulla Terra per cui la sua causa verrà giudicata in un processo celeste.

E, a proposito di piloti, non dobbiamo dimenticarci di Joe, il pilota (A Guy Named Joe) di Victor Fleming (1943) che narra la storia di un pilota (Spencer Tracy), abbattuto durante un’azione di guerra, torna a far da angelo custode alla propria ragazza e deve aiutarla a dimenticarlo e fare in modo che s’innamori di un altro, all’inizio il neo angelo non vuole capire l’importanza della sua missione, poi accetta e la rende felice. Il film ha avuto un prestigioso remake nel 1990 con Always (Always) per la regia di Steven Spielberg, il quale si segnala, inoltre, per essere l’ultima apparizione della grande attrice Audrey Hepburn.

Ma, come abbiamo detto, continuiamo in ordine sparso, ed andiamo nel 1985 con Un Magico Natale (One Magic Christmas) di Phillip Borsos. Un’ancora giovane madre non crede nella bontà e nella magia del Natale, ma a rimediare le cose ci penseranno sua figlia ed un angelo custode.

Ricordate il piccolo negretto, Arnold, protagonista della famosa e collaudata serie? Se calcolate che sua sorella adottiva, (l’attrice, intendiamo), è morta per overdose ed il fratello è in galera per omicidio, a lui è andata fino troppo bene visto che faceva il posteggiatore. Il suo nome è Gary Coleman, è rimasto purtroppo piccolo ed è interprete del comunque simpatico Angioletto senza Ali (The Kid with the broken halo) di Leslie Martinson (1982), storia di un angioletto che, imitando un suo illustre predecessore, deve guadagnarsi le ali, ma è capace solo di combinare pasticci. Purtroppo, nel 2010, è morto di emorragia celebrale

Sempre a proposito di angeli, nel 1957, reduce dal gran successo di Marcellino Pane e Vino, il piccolo Pablito Calvo (1948-2000) interpreta Un Angelo è sceso a Brooklyn (Un angel paso por Brooklyn), una coproduzione italospagnola diretta da Ladislao Vajda.  Un avvocato avaro e tirannico (Peter Ustinov) si erge minaccioso sugli emigrati italiani nel povero quartiere di Brooklyn, vessandoli in ogni modo, ma le sue prepotenze vengono punite da una misteriosa vecchia signora la quale trasforma il perfido avvocato in un grosso cane. La bestia viene scacciata e maltrattata dagli abitanti del quartiere e solo il piccolo Filippo (Pablito Calvo) gli dimostra dell’amicizia.

Nel 1985 un curioso angelo custode in giacca di pelle e jeans, morto anni prima in una stupida gara in macchina, è incaricato di istruire e difendere un giovane in modo da farlo diventare, da adolescente goffo ed impacciato, ad un giovane bravo e sicuro. Il nostro angelo scopre che il suo protetto è suo figlio e la madre è la donna che amava. Per guadagnarsi le ali bisogna sopportare questo ed altro. Il film, ingiustamente inedito sugli schermi, s’intitola Passaggio per il Paradiso (The Heavenly Kid) di Gary Medoway.

Simpatico, ingombrante, impacciato, invisibile amico di un bambino orfano, lo stesso che successivamente interpreterà Il Sesto Senso, è il protagonista di Bogus, l’amico immaginario (Bogus) di Norman Jewison (1996). Il nostro Bogus (Gerard Depardieu) segue il piccolo Albert fino a che non arriva da Harriet (Woopy Goldberg) sorellastra della mamma scomparsa. La nuova vita sconvolge inizialmente il piccolo, ma Bogus è lì per aiutarlo.

In 4 fantasmi per un sogno (Heart and Souls) di Ron Underwood, assistiamo alla morte accidentale di 4 sfortunati passeggeri di un autobus. Quattro persone frustrate per non avere potuto realizzare ciascuno il proprio sogno, ma l’aldilà della speranza dà sempre una possibilità, il guaio è l’essere costretti a chiedere aiuto ad un mortale che si ostina a non credere nella loro esistenza e pensare che, in tutti quegli anni, i quattro gli hanno fatto da angeli custodi attraverso la vita.

Non sempre gli angeli sono così dolci, così eteri, così umani, immaginatevi una creatura alata, spennacchiata, e pure dotata di una certa pancetta. Un angelo che fuma come un turco, beve birra e racconta barzellette non proprio pulite. Egli è giunto sulla terra con un compito ben preciso, ma ha uno strano modo per svolgerlo. D’altra parte, cosa si pretende quando quest’alata creatura dal nome di Michael (Michael), titolo anche del film di Nora Ephron del 1996, ha il volto e l’aspetto di John Travolta?

Il desiderio di sapere cosa accade dopo la vita continua ad alimentare pellicole fantastiche, ma deliziose: è il caso di Prossima Fermata: Paradiso (Defending Your Life) di Albert Brooks del 1991.

L’aldilà è una pacchia, si beve, si mangia quello che si vuole e non s’ingrassa, e ci si diverte, solo che chi non ha avuto un’esistenza coraggiosa e proficua deve tornare indietro e riprovare di nuovo.  La cosa non va per niente a genio a Daniel Miller (Albert Brooks) il quale ha incontrato la donna dei suoi sogni, Julia (Meryl Streep) e vuole restare con lei…per sempre…

È un angelo o non è un angelo, quello interpretato da Paul Hogan in Un Angelo da quattro soldi (Almost an Angel) di John Cornell (1990). Lui è convintissimo di esserlo, crede fermamente di essere un angelo e di avere un compito, quello di aiutare il prossimo…però sapete una cosa? Forse lo è davvero…

Un’eternità di gioia, ma anche di dolore attende il nostro domani. La vediamo nel suggestivo ed angosciante Al di là dei Sogni (What dreams my come) di Vincent Ward del 1997.

Un grande amore unisce Chris (Robin Williams) e Annie (Annabelle Sciorra) e nemmeno la morte dei loro figli sembra poterli separare. Quando Chris muore in un banale incidente e raggiunge il paradiso da lui immaginato e rappresentato dai dipinti di Annie, saputo che la donna si è tolta la vita ed è quindi in un altro e ben più tenebroso punto dell’aldilà, parte per un lungo e difficile viaggio allo scopo di riaverla con sé.

Gli angeli sono tra noi, camminano tra noi, non possiamo vederli, ma ci sono. Sanno anche innamorarsi e rinunciare a quest’immortalità per amore. Questo è quello che capita a Seth (Nicolas Cage), che s’innamora di una mortale, Maggie (Meg Ryan). Seth sa come raggiungere la mortalità, come entrare nel mondo dei vivi, ma non troverà Maggie ad aspettarlo…Dolce e triste storia d’amore diretta da Brad Silberling nel film del 1998: La Città degli Angeli (City of Angels).

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