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6 – I Mostri dei Cieli

6 – I Mostri dei Cieli

Dopo aver esplorato gli abissi del mare, dopo aver parlato dei mostri che infestavano le terre della fantasia e delle creature diafane e nebbiformi che ci circondano eteree, andiamo a dare una rapida occhiata al cielo sopra le nostre teste, misterioso e minaccioso nel mistero dei suoi venti e delle sue correnti d’alta quota.

Nel 1838, in un piccolo paese della Svizzera, una bambina, Marie Delx, fu rapita da un’aquila e, quando i soccorritori raggiunsero il nido del rapace, vi trovarono solo due aquilotti ma nessuna traccia della piccola. Solo due mesi dopo il suo corpo fu trovato, orribilmente mutilato, tra le rocce, anche una bambina in Norvegia, salvata appena in tempo da alcuni uomini, sostiene che un rapace stava per rapirla ed un caso analogo a quello svizzero accadde nel 1878 in un piccolo paese del Missouri e ne fu testimone il maestro di scuola il quale vide una gigantesca aquila calare su un ragazzino di otto anni, Jimmy Kenney, solo grazie alle urla del maestro e degli scolari il gigantesco uccello lasciò la preda, ma la caduta fu fatale al piccolo.

Però, ad un certo punto e dalla fine del XIX secolo, si cominciò a parlare di strani uccelli giganti. Nel 1882, a Dent’s Run, in Pennsylvania, Fred Murray dichiarò di aver visto nel cielo dei volatili la cui apertura alare superava i cinque metri.

E così, nel 1895, la scomparsa di un’altra piccola, Landy Junkins di dieci anni, fu attribuita ad un gigantesco rapace di origini sconosciute, le cui impronte furono l’unica traccia rimasta di lei.

Pochi giorni dopo Peter Swadley fu attaccato nella stessa zona da un gigantesco uccello e sarebbe anche morto se il suo cane non si fosse precipitato a salvarlo, ma il mostro afferrò l’animale e s’innalzò in volo. Fu descritto come un essere con un’apertura alare di oltre cinque metri e con il corpo della grandezza di un uomo adulto. Le testimonianze in questo senso continuarono nel 1940, nel 1947, nel 1975 e nel 1977 dove una strana creatura cercò di portarsi via in volo il piccolo Marion Lowe. Il fatto accadde il 25 Luglio a Lawndale, nell’Illinois mentre il piccolo stava giocando all’aperto, le sue urla attrassero l’attenzione della madre che vide due creature alate, con l’apertura alare di circa tre metri, tutti neri, tranne che per degli anelli bianchi attorno al lungo collo e dotati di un becco ricurvo simile a quello di un condor, uno di essi sollevò il bambino, ma, a causa del troppo preso, fu costretto a lasciarlo andare e quindi entrambi fuggirono alti nel cielo.

Gli uccelli cominciarono a svilupparsi nel periodo noto come terziario, ma per incontrare degli uccelli di grosse dimensioni dobbiamo arrivare a solo a qualche migliaio di anni fa, ma si tratta di specie ritenute completamente estinte…o forse no.

Non abbiamo dei rincontri storici di uccelli di forme così gigantesche, possiamo citare l’Aepyornis del Madagascar, ma aveva ali ridotte pur pesando tra i duecentocinquanta e quattrocentocinquanta chilogrammi e si nutriva di prede di piccoli dimensioni.

Un esemplare estinto solo tre secoli fa era il Moa, ma anche questi avevano ali molto ridotte e si muovevano sul terreno, perdipiù erano talmente mansueti che furono praticamente massacrati dai polinesiani. A tutto questo aggiungete che l’animale era pure erbivoro.

E allora?

In ogni tipo di mitologia si trovano descritti essere fantastici ed alati, si parla anche di uno strano uccello umanoide che alcuni testimoni avrebbero visto in Virginia nel 1966, raffigurazioni stranamente identiche in paesi diversi come i geni alati del sepolcro dei Volumni a Perugia ed alla Vittoria di Velleja, a Piacenza, le ali sono di pietra, ma sono identiche a quelle raffigurate nel guerriero messicano di Tlaxcala dove il suo abbigliamento ci fa pensare, o potrebbe farci pensare ad una tuta e le cinghie che gli incrociano il petto servirebbero a sostenere il diadema piumato dorsale, ma a che serve quello strano zaino che sta tra la schiena e le ali? Era abbastanza ovvio che qualcuno, guardando le tute degli astronauti, potesse ipotizzare come una sorta di corredo per la sopravvivenza e, a proposito di similitudini, l’elmo coperto di piume del nostro guerriero assomiglia a quella dipinta su un murale del Palazzo di Mari, l’antica città dei Sumeri posta sulla riva dell’Eufrate, ma gli esempi potrebbero continuare all’infinito. I Signori della Fiamma che volano su uccelli di Fuoco, miti, forse ricordi arcaici nascosti dalle nebbie del tempo e della superstizione o forse eventi straordinari che le parole e le conoscenze di allora non erano in grado di spiegare. Se un’immane tragedia distruggesse quasi totalmente le vestigia della nostra civiltà e se le sue imprese, i suoi atti, i suoi costumi fossero coperti da voci, miti, leggende e superstizioni, non saremmo forse noi i viaggiatori su carri infuocati che hanno toccato la Dea della notte? Non saremmo noi i nuovi Icaro?

Il cinema si è ben poco dedicato a questi misteri per cui non ci resta che citare qualche uccello gigantesco che ha imperversato sui cieli del nostro pianeta, pochi, perché di difficile realizzazione.

Tra questi il più famoso di tutti è certamente Radon, conosciuto in Italia come Rodan, il Mostro alato (Sora no Daikaiju Radon) di Inoshiro (Ishiro Honda), pellicola giapponese del 1956.

Dei corpi straziati di operai vengono trovati in una miniera di carbone. I responsabili vengono reperiti in larve che si trovano nelle profondità della miniera. Durante l’esplorazione della cava un ingegnere assisterà alla schiusa di un uovo di un gigantesco rettile il quale, raggiunta la superficie comincerà a distruggere, con il possente battito delle sue ali e con lo spostamento d’aria della sua mole, ogni edificio. Le cose, poi diventano gravi quando si avvista anche una seconda creatura, probabilmente una femmina ed i guai raddoppiano in proporzione. I soldati bombardano la tana dei mostri e la lava che fuoriesce da un vulcano sepolto abbatte la femmina, Rodan, piuttosto che restare solo, si butterà a sua volta nel fiume infuocato.

Il nostro pterodattilo, però, tornerà alla grande in altre pellicole della Toho.

Nel 1957 due pellicole ci mostrano delle creature alate, una è nel film di Fred F. Sears Il Mostro dei Cieli (The Giant Claw), dove uno spennacchiato e gigantesco uccellaccio di antimateria assedia e distrugge gli aerei. Detto fatto viene costruito un bel cannone d’antimateria ed il volatile viene fatto allo spiedo.

Per risparmiare il produttore fece fare gli effetti speciali in Spagna ed il risultato fu quello che Fantozzi definirebbe una boiata pazzesca…magari oggi sarebbe un cult…

L’altro è di ben altro effetto e non tratta di un rapace gigantesco, ma di un insetto, una Mantide Omicida (The Deadly Mantis) di Nathan Juran, il quale firmò anche molti film come Nathan Hertz e che ci narra la storia di una gigantesca mantide, rimasta congelata dai tempi preistorici e che viene liberata dal ghiaccio da un movimento tellurico ed impazza nei cieli giungendo fino a Washington. Dopo aver ucciso varie persone nel suo percorso, colpita dal proiettile di un aereo, si rifugia in un tunnel sotterraneo dove viene definitivamente uccisa.

E, infine, arriviamo al 1981 con Il Serpente Alato (Winged Serpent) di Larry Cohen. Film curioso e che parte dal presupposto che un serial killer sta uccidendo le sue vittime seguendo degli antichi riti aztechi e, come se non bastasse, c’è una specie di uccellaccio preistorico che impazza sulla città prendendo tra i suoi artigli le vittime ed uccidendole. Due poliziotti bloccano il serial killer il quale si dichiara convinto di essere stato lui a richiamare il mostro con la sua presunta magia. L’assassino viene ucciso e così il mostro ed il suo uovo, ma, estremamente previdente, la creatura aveva un nido di riserva ed un secondo uovo.

Ora, come abbiamo visto, le creature alate fanno parte dei nostri miti e delle leggende, come la Fenice, rinascono dalle loro ceneri, forse sono sole storie, forse sono leggende o, forse, stiamo parlando di esseri di altri mondi giunti a farci visita in epoche lontane, esseri, alati o no, che a noi sembrano totalmente alieni, lontani dal nostro mondo o, nel caso dei fantasmi, lontani dal nostro tempo e dalla nostra dimensione…e forse è vero…

Torneranno?

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