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“CTHULHU, CHI ERA COSTUI?” DI YURI ABIETTI

“CTHULHU, CHI ERA COSTUI?” DI YURI ABIETTI

Cthulhu va di moda: è una delle più famose creazioni dello scrittore americano Howard Phillips Lovecraft. Compare su t-shirt, in “motivational” su Facebook, in film, telefilm e cartoni animati; è il protagonista di giochi di ruolo, videogame, giochi di carte e da tavolo e possiamo acquistare peluche e giocattoli con le sue sembianze… Ma siamo sicuri di conoscerlo? Cosa ci raccontano i testi dei racconti originali del Solitario di Providence sulla sua identità e sul suo ruolo? Scopriamolo insieme in questo ebook: il tentativo di ripercorrere una strada ricca di manipolazioni, cambiamenti e semplificazioni operate nel corso degli ultimi ottant’anni.

Un saggio “indie”

Viaggiando nel mare magnum delle auto-pubblicazioni più capitare d’imbattersi in opere che non ti aspetti scritte con professionalità e non solo per passione, che pure traspare in ogni pagina. Ed è quello che è successo a me scorrendo il catalogo ebook di Amazon. Un titolo ha attirato la mia attenzione: Cthulhu: chi era costui? Viaggio alle origini di un mito pop moderno, pubblicato da Yuri Abietti nel 2016.

Di solito, onde evitare paccottiglia, scarico prima l’estratto gratuito e poi, se la cosa riesce a stimolare il mio interesse, l’intero libro. Inizialmente pensavo al solito saggio su Lovecraft e le sue opere, ma l’introduzione mi convinse ad andare avanti, perché mi sembrava di capire che il fulcro non era tanto il Solitario di Providence, ma l’immagine che oggi abbiamo della sua opera e del personaggio di Cthulhu in particolare, in relazione a quello che Lovecraft ha realmente scritto.

Ma, sull’argomento facciamo parlare l’autore in persona, da cui ho avuto la formale autorizzazione a pubblicare passaggi estratti del suo testo:

“[…] la figura di Cthulhu, negli ultimi anni, è stata “sdoganata” nella cultura popolare […]. Il mostro verde, tentacoluto e alato, gigantesco e terrificante, è comparso in film, fumetti, romanzi e racconti di continuatori ed emuli di Lovecraft, in giochi di ruolo, giochi di carte, boardgame, strip comiche online. È diventato protagonista di interi concept album rock e ha ispirato centinaia di band progressive, hard rock e heavy metal.

[E se] andassimo a vedere cosa scrive Lovecraft nei testi originali? Siamo sicuri che troveremmo ciò che siamo convinti di sapere? La sorprendente risposta è: no. Troveremmo cose molto differenti. E, per molti versi, decisamente più interessanti.”

Cioè, con gli anni la mitologia, che nei racconti di Lovecraft emergeva in maniera spesso abbozzata e confusa, è stata sistematicamente rielaborata e organizzata in una forma coerente dall’opera dei continuatori della sua opera e, ognuno di loro, vi ha aggiunto qualcosa di suo.

La figura di Cthulhu

Cthulhu chi era costuiDa questo punto di vista, la figura di Cthulhu è emblematica. Come mai un essere che compare in un solo racconto (Il richiamo di Cthulhu, trasposto in un bel film della H.P. Lovecraft Historical Society) ed è citato in pochissimi altri, ha acquistato tanta fama che tutto il lavoro di Lovecraft e quello dei suoi successori viene generalmente definito Ciclo di Cthulhu o Miti di Cthulhu? Inoltre, citando ancora Abietti:

 Cthulhu è davvero un Grande Antico? E Lovecraft aveva effettivamente ipotizzato una distinzione così netta e precisa delle creature della sua immaginazione? Esistono Grandi Antichi e Dèi Esterni? E cosa li contraddistingue?

A questo e ad altri quesiti il piccolo saggio di Abietti (quaranta pagine digitali), ben scritto e piacevole da leggere tutto di un fiato, cerca di dar risposta facendo ordine e chiarezza su un personaggio del Pantheon lovecraftiano le cui caratteristiche più profonde e interessanti, nella cultura popolare, sono andate perdute o si sono trasformate in qualcosa di più banale e appetibile da parte della massa di consumatori di fantasy e fantascienza, più conforme all’idea moderna di mostro (gradualmente trasformato in una sorta di Godzilla alieno, scrive ironicamente l’autore).

E allora scopriremo che Lovecraft si riferiva ai suoi racconti di orrore cosmico, in modo scherzoso, come Yog-Sothothery o, più seriamente, ciclo di Yog-Sothoth e, vista la frequenza che questa creatura compare nei suoi racconti appare una denominazione decisamente più calzante di Ciclo Cthulhu, imposto da August Derleth, il principale divulgatore dell’opera lovecraftiana ma anche con una visio mundi decisamente antitetica a quella del Solitario di Providence. A proposito di travisamenti, Lovecraft era tutt’altro che Solitario…

A chiudere il saggio, un breve elenco ragionato con le opere che riguardano Cthulhu, dai film ai videogiochi.

L’autore

CthulhuYuri Abietti è nato a Torino nel 1971 e vive a Milano. Ha fondato Edro, una delle prime fanzine di giochi di ruolo e letteratura fantastica realizzate in Italia. Collabora con svariate riviste di computer, videogiochi e giochi di ruolo. Si occupa anche di traduzioni, localizzazioni e stesura di moduli per diversi sistemi di role-playing e videogame, nonché della creazione di siti web a livello professionale.

Ha pubblicato diversi racconti in diverse raccolte, tra le quali: Creepypasta (2014) nonché il suo seguito Creepypasta 2 (2016), L’ultimo incantesimo (2016), tutti editi da dBooks, e Ritorno a Oniria (2017), primo volume di una saga urban-fantasy ispirata alle Terre dei Sogni di H. P. Lovecraft edito da Oniria Edizioni. Oltre a Cthulhu: chi era costui? ha pubblicato altri saggi quali Slenderman – Mito o realtà? Una nuova mitologia sfuggita alla rete (2017) e Degyr Feredrin – Le battaglie del nord: la campagna militare settentrionale di Sauron (2018), sempre per Oniria Edizioni.

Attualmente sta lavorando a diversi nuovi libri tra i quali il sequel di Ritorno a Oniria, nuovi racconti horror e fantasy, un paio di idee per romanzi e il primo libro di una serie di saggi dedicati alla Magia Cerimoniale, arte che pratica dal 2017.

Yuri Abietti, Cthulhu: chi era costui?: Viaggio alle origini di un mito pop moderno, Oniria Edizioni (2016), è disponibile qui.

Roberto Azzara
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(Caltagirone, 1970). Grande appassionato di cinema fantastico, all'età di sette anni vide in un semivuoto cinema di paese il capolavoro di Stanley Kubrick “2001: odissea nello spazio”. Seme che è da poco germogliato con la pubblicazione del saggio “La fantascienza cinematografia-La seconda età dell’oro”, suo esordio editoriale. Vive e lavora a Pavia dove, tra le altre cose, gestisce il gruppo Facebook “La biblioteca del cinefilo”, dedicato alle pubblicazioni, cartacee e digitali, che parlano di cinema.

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