IL FUTURO IN BILICO DI ELISABETTA DI MINICO

Elisabetta di Minico

Il futuro in bilico è un interessantissimo saggio di Elisabetta Di Minico pubblicato da Meltemi Editore nel 2018. Senza troppi giri di parole, la protagonista indiscussa del libro è la distopia, intesa in tutte le sue sfaccettature. Come però emerge già dal suo sottotitolo Il mondo contemporaneo tra controllo, utopia e distopia, l’attenzione a ciò che ci circonda, all’attualità che stiamo vivendo, è molto forte.

La giovane autrice ha studiato Letteratura e Storia contemporanea presso l’Università La Sapienza di Roma e ha conseguito cum laude un PhD in Storia contemporanea presso l’Università di Barcellona. Il libro di cui vi parlo è infatti una parte della sua tesi di dottorato. Fa attualmente parte del gruppo di ricerca Histopia, coordinato dall’Università Autonoma di Madrid. I temi di cui si occupa nei suoi studi sono quello del controllo, della violenza e della loro eventuale cornice distopica.

Il tema distopico ha negli ultimi anni riscosso un successo indiscutibile. Un numero molto alto di fiction, intesa in senso lato per tutti i media, ha come nucleo un principio distopico. Il termine stesso, fino a qualche tempo fa un neologismo, oggi è di pubblico dominio, talvolta persino abusato. Ma sappiamo davvero cosa sia la distopia? Un po’ come tutte le cose dell’uomo, se la vediamo la riconosciamo, ma quali sono le sfumature di significato tra diverse distopie? C’è una differenza tra il 1984 di George Orwell, V for Vendetta di Alan Moore o la serie Tv Black Mirror? Cosa significano queste proiezioni di futuri in bilico nella lettura del presente? A questi e ad altri quesiti Di Minico sarà in grado di rispondere, mettendo “i puntini sulle i” (come afferma Francesco Muzzioli nella prefazione al libro), in un libro della cui intelligente lettura della finzione distopica avevamo oggi bisogno.

“Oscuro e disincantato opposto dell’ottimistica utopia, essa descrive il peggiore dei mondi possibili e racconta di popoli pesantemente manipolati, disperati e repressi. Nelle opere distopiche, ambientate solitamente in contesti futuri o fantascientifici, ogni elemento, interno o esterno ai protagonisti, dal corpo all’architettura, può essere un agente dell’incubo, funzionale alla costruzione di una realtà spaventosa. La forza e il successo della distopia sono racchiusi nella sua chiara volontà di critica. L’intenzione dichiarata del genere, infatti, è di mettere in guardia la sua audience usando mondi immaginari, lontani nel tempo o nello spazio. Nella maggioranza dei casi, però, il male esposto non è altro che la trasfigurazione di una paura o di un problema reale, drammaticamente contemporaneo a chi scrive, disegna o dirige”

Nei primi due capitoli l’autrice prende in rassegna le origini e lo sviluppo della letteratura distopica e le forme di controllo che esse denunciano. In particolare, nel secondo capitolo affronta alcuni capisaldi della fantascienza dal XIX secolo fino ai giorni nostri, mettendo in evidenza le voci degli autori che ci avevano visto lungo e che hanno provato a rappresentare una sorta di allegoria di un futuro esecrabile.

Il saggio, tuttavia, non vuole limitarsi a delineare limiti e potenza del genere, ma prova a essere esso stesso un chiarimento su come funzioni il potere e i suoi strumenti, oltre ai danni che può provocare alle società e alla specie. Pur diventando per certi versi un trattato di socio-politica, la narrazione non è mai pedante né banale. Riesce, in pratica, ad affrontare con dimestichezza temi piuttosto complessi ma che ci coinvolgono in quanto cittadini di una contemporaneità in bilico sin dal presente.

In conclusione, quindi, Il futuro in bilico è una lettura che consiglio agli appassionati di fantascienza e non. In particolar modo mi sento quasi di imporlo come lettura obbligatoria a tutti gli autori contemporanei che NON scrivono romanzi distopici e che invece li pubblicizzano come tali. scrittori che credono basti un futuro post-apocalittico e qualche telecamera per aver realizzato un qualcosa di visionario e soprattutto una metafora del presente. Ecco, le cose sono più complesse, e Di Minico ce lo spiega bene, ci fa capire che c’è qualcosa in più, quel tenero terrore che Orwell e pochi altri hanno saputo insinuare nella mente dei lettori, quella vertigine che solo lo stare in un equilibrio precario può dare.

Ad arricchire il volume ci sono dodici splendidi disegni originali e a tema realizzati da: Francesco Biagini, Manuel Bracchi, Marika Cresta, Gary Erskine, Arianna Florean, Claudia Ianniciello, Grazia La Padula, Annapaola Martello, David Messina, Bryan Talbot e Dario Tallarico.

 

Il futuro in bilico – Il mondo contemporaneo tra controllo, utopia e distopia

Meltemi Editore, 2018