Il drabble di oggi è stato scritto da Samaang Ruinees.

“Classe 1970, mi divido tra musica, grafica e scrittura. Attualmente il tutto concentrato nel progetto Insania.11 (death metal). Appassionato di cinema di genere (horror e sci-fi e quello che ci sta nel mezzo) ho nel cassetto anche un paio di soggetti/sceneggiature in embrione. Ho all’attivo un racconto pubblicato sulla antologia Meccano e altri, più o meno lunghi, nel cassetto.”

Insania.11 ha una pagina facebook qui, ed è stato aperto da poco il sito omonimo, ancora in versione beta, in cui confluiranno i contenuti visuali e testuali a corredo dell’Ep “di Sangue e di Luce”, oltre alle tracce incise in passato. La pagina facebook Orroreitaliano, invece, raccoglie contenuti di carattere cinematografico. L’antologia di cui ci parla Samaang è “Meccano. Poesie e racconti scelti da Franz Krauspenhaar, Raul Montanari, Aldo Nove, Andrea G. Pinketts, Elisabetta Sgarbi, Gianni Turchetta” (“Autori italiani”; Arpanet, 2004).

T.C.B

 

D-rabble finale in 101

 

Aveva a disposizione cento parole per giustificare la propria esistenza nel terzoverso di Qallach. I Giudici Rossi erano disposti davanti a lui, i Neri della Milizia dietro. La garrota quantica gli cingeva il collo: se le sue parole non avessero convinto i 13 Rossi, tre Miliziani avrebbero attivato il Dispositivo secondo il corretto protocollo e Sam Aang, Ultimo della sua dinastia, avrebbe cessato di esistere in tutti e undici i piani del Multiverso.

Era un vecchio rancoroso e bastardo. Non avrebbe mai spiegato le proprie ragioni. La notte precedente aveva invertito le polarità del Dispositivo: Ultimo di Qallach rise da solo.

 

Questo racconto è World © di Samaang Ruinees. All rights reserved.

 

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(L’immagine è dell’illustratore Mohzart)