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MODELLISMO: TUTTO INIZIÒ COSÌ!

MODELLISMO: TUTTO INIZIÒ COSÌ!
Quando nasce il modellismo?

Non si conosce esattamente quando iniziò la produzione di modelli in scatola di montaggio (model kit o kit in inglese) inerente ai personaggi del mondo del cinema o dei fumetti. Si presume che il primo kit sia stato un Bela Lugosi degli anni ’30/’40 nelle vesti di Dracula, forse scolpito addirittura da Bela Lugosi stesso!

Quello che è sicuro, però, è il motivo di tale produzione: poter avere in casa i propri eroi, oppure i propri attori preferiti, in scala ridotta, cosa che affascinava le menti degli appassionati americani. Volendo fare un paragone, è come quando per i bambini si creavano giocattoli con le sembianze degli eroi Disney oppure di altri cartoni animati in tutto il mondo…

Il paragone, che può sembrare un po’ dissacrante per questo genere di modellismo e di collezione, in realtà ci fa capire come anche gli adulti avessero piacere a poter costruire i propri personaggi preferiti per collezionarli, magari per riandare con la mente a quel film o a quel fumetto che li aveva particolarmente colpiti.

La produzione di massa e la diffusione di questi modelli iniziò negli U.S.A. per merito di una ditta chiamata Aurora

L’Aurora

L’ Aurora Plastic Company fu dagli anni ’50 fino agli anni ’70 la leader indiscussa del mercato del modellismo plastico mondiale. Creata negli Stati Uniti, distribuiva in tutto il Canada e in Europa. Principalmente, all’inizio, produceva modelli classici come aerei, macchine, civili e militari ma anche i primi soggetti umani, come guerrieri, cavalieri medievali, presidenti degli Stati Uniti, etc. (e già questa era una discreta novità in quel settore).

ModellismoI modellisti di tutto il mondo rimasero veramente colpiti da questa ondata di modelli di varia natura. Nel 1961 accadde una cosa impensata per l’epoca: uscì il primo kit dedicato a un mostro del cinema, Frankenstein!

Bisogna però fare un piccolo passo indietro parlando della cultura e della mentalità americane di quel periodo storico. Tutto veniva molto spesso censurato per i più giovani: le riviste che parlavano di cinema horror o di fantascienza avevano un loro seguito tra gli adulti, ma erano proibite alle giovani generazioni pensando che potessero nuocere al loro sviluppo mentale. Solo alcuni fumetti e alcuni film potevano essere “Per Tutti”.

La forza dei bambini

Ma, si sa, i bambini e gli adolescenti sono attirati dal macabro e dal “diverso”, perciò la scommessa dell’Aurora fu quella di realizzare una serie che attirasse i giovani modellisti e magari coinvolgendo anche i genitori a lavorare e a collezionare insieme ai loro figli.

Per prima cosa presero un illustratore bravissimo, James Bama, a cui commissionarono tutti i disegni da realizzare per questa nuova linea di kit. Poi realizzarono questi modelli in maniera che non fossero pericolosi da maneggiare per i più piccoli. In ultimo, fecero una campagna pubblicitaria senza precedenti.

Il grande successo

Modellismo

Fu un successo clamoroso. I genitori videro che i figli erano attirati da un hobby molto interessante e creativo, che poteva coinvolgere entrambi. Così l’Aurora produsse negli anni a seguire Dracula, Wolfman, The Mummy, Godzilla, King Kong, ma anche tutta una serie dedicata agli eroi dei fumetti come Batman, Superman, Spiderman, Capitan America, Vampirella, etc.

Purtroppo, come tutti i bei sogni, anche quello dell’Aurora finì verso la fine degli anni ’70, quando la ditta chiuse definitivamente. Fu uno shock per due generazioni di modellisti: i padri e i figli, che erano a loro volta diventati padri. Anche se, nel frattempo, altre ditte avevano provato a eguagliare l’Aurora, nessuna ci era riuscita con lo stesso successo.

I Garage Kits

Il desiderio di poter continuare quel tipo di modellismo era, però, veramente forte e si era ben radicato nelle menti di quelle persone, tanto che verso l’inizio degli anni ’80 si creò, sempre negli Stati Uniti, la produzione dei cosiddetti Garage Kit!

I Garage Kit erano definiti così proprio perché venivano molto spesso realizzati privatamente nei garage di casa in maniera totalmente artigianale; sia scolpendo e sia facendo delle copie. In questa maniera, nel giro di pochissimo tempo, si vennero a conoscere scultori di incredibile talento e si crearono anche ditte specializzate nella realizzazione di queste opere, anche in Giappone. La lista sarebbe lunghissima, ma tra gli scultori possiamo ricordare Randy Bowen, Shawn Nagle, Steve Wang, John Dennett, Thomas Kuntz, Mike Parks, William Paquet, Joe Laudati e Chris Walas. Tra le ditte: Billiken, Argonauts, Volks, Horizon, Geometric Design, Screamin, Dark Horse, Dimensional Design, Lunar Models, Classic Plastic, Mad Lab Models, Resin from the Grave. Probabilmente ne ho scordati moltissimi, ma vi assicuro che quella fu la silver age del modellismo di quel genere, dopo la golden age dell’Aurora!

Insieme ai modelli, uscirono anche molte riviste e libri dedicate a questo settore: Amazing Figure Modeler, Modeler’s Resource, Hobby Japan, The Garage Kit that ate my Wallet, etc.

Resin Kit e Vinyil Kit

Bisogna fare una piccola distinzione tra Resin Kit e Vinyil Kit, che iniziarono in contemporanea l’invasione del mercato. I resin kit erano realizzati in resina, appunto, e permettevano a chiunque di poter realizzare una piccola produzione dentro le mura del proprio garage. La qualità delle fusioni non sempre era all’altezza della scultura originale, soprattutto se si trattava di produzioni improvvisate. I vinyl kit, invece, erano prerogativa delle medie/grosse aziende perché, per poter realizzare un modello, bisognava usare anche degli stampi in acciaio, molto costosi, che garantivano una qualità superiore di dettagli e di resa finale, oltre a un peso minore dell’oggetto perché risultavano vuoti all’interno.

La situazione oggi

Negli ultimi anni, il modello in vinile è quasi scomparso tranne che nei paesi asiatici, in favore di quello in resina. I costi per fondere e realizzare copie si sono abbassati e la qualità di fusione della resina è salita in maniera esponenziale, soprattutto con la tecnica 3D.

La nostra è stata una breve storia sulla nascita di questa branca del modellismo, se ne potrebbe parlare e scrivere per delle ore, ma avremo sicuramente l’occasione per farlo in seguito. Intanto, vi preannuncio che nel prossimo articolo si parlerà di un italiano che sta seguendo proprio le impronte dei pionieri dei Garage Kit americani e lo fa anche bene: Gianluca Gianfaldoni!

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