Seleziona Pagina

ENIGMI DALLO SPAZIO E DAL TEMPO: I FANTASMI

ENIGMI DALLO SPAZIO E DAL TEMPO: I FANTASMI


… quando leggerete questa io sarò disteso ai vostri piedi, ucciso dalla pistola che si era inceppata. Nessuno è responsabile: la mia morte era certa quanto gli altri eventi che avevo annunciato. Qualcuno di voi che ora mi ha visto morire dubiterà di me, crederà che questi eventi siano stati da me truccati o che siano il frutto di inspiegabili coincidenze, ma voi non vi accontenterete di questa spiegazione. Il mio strano destino deve avervi fatto riflettere, deve convincervi che sulla Terra vi sono cose… cose segrete, oscure, misteriose…

(La Notte ha Mille Occhi – 1948)


Che ci crediate o no, le conoscenze che abbiamo sul nostro pianeta, sui suoi misteri, sulle creature grandi o piccole che nascono, vivono e muoiono sul nostro mondo, sono inferiori alle conoscenze che stiamo accumulando su Marte e gli altri pianeti del sistema solare. Ancora oggi non sappiamo con esattezza da dove provenga la Luna, ancora oggi non sappiamo come è nata la vita e come si siano estinti i dinosauri, cosa c’è con esattezza al centro del nostro pianeta, come funziona il nostro corpo e quali sono le forze latenti che sono in lui.

Molti di questi misteri sono stati trattati dai registi e dagli sceneggiatori alla ricerca di una spiegazione fantastica che tale è proprio perché presentata come opera di fantasia e non spacciate come autentiche attraverso “bufale” presentate dai soliti ciarlatani che con le loro idiozie stanno rovinando le vere e serie ricerche scientifiche le quali, come tali, hanno bisogno di testimonianze attendibili e comprovate e non di farneticazioni di idioti che negano le cose più evidenti per inventarsene delle altre ancora più incredibili.

Se siete amanti di cialtronerie, non leggete questi articoli o al massimo leggete le storie fantastiche dei film citati, ma, se volete sapere quello che si conosce di sicuro, almeno fino a questo momento, allora questo testo fa per voi, per voi che volete informarvi senza distorsioni o castronerie e che sanno distinguere una storia fantastica da una realtà comprovata o, almeno da quello che si sa per certo, fino a questo momento…

Giovanni Mongini

1: ENTITA’ MISTERIOSE

…può anche darsi che gli abitanti di questo pianeta vivano su un differente piano di vibrazione. Uomini di carne e ossa come noi non possono vederli, tranne in certi momenti, guardando di traverso, con la coda dell’occhio…

Terrore nello Spazio di Mario Bava (1965)

 

23 Dicembre 1574. Caterina de’ Medici era appena andata a dormire. Siamo ad Avignone e intorno alla nobile c’erano dame e nobiluomini per aiutarla a rilassarsi e a prendere sonno. A un tratto la regina urlò indicando un punto della stanza e con voce strozzata assicurava che stava vedendo il Cardinale di Lorena che le stava tendendo la mano.

Nessuno degli astanti vide qualcosa e, nel caso del Duca di Lorena, ciò era ancora più difficile in quanto egli era gravemente ammalato presso la propria abitazione. La regina si calmò e mandò qualcuno a casa del Cardinale per ottenere informazioni sulla sua salute ed ebbe così modo di sapere che era deceduto poco prima.

Questo episodio è stato trascritto e riportato fedelmente da Agrippa d’Aubignè e fa parte di una serie di visioni tendenti ad annunciare la morte di qualcuno. Di questo tipo di apparizione le storie dei fantasmi sono piene e potremmo continuare a lungo, ma, in questo caso, c’interessava citare un esempio tra i più classici.

I fantasmi possono manifestarsi in altri modi: essi vagano sofferenti nei luoghi dove hanno trovato un’improvvisa e brusca morte, ma, questo è importante, noi siamo in grado di valutare serenamente e senza preconcetti la loro eventuale esistenza?

Nel 1966 una curiosa sentenza fu emessa in Inghilterra dal giudice James Devey e questa sentenza evitò il carcere a William Haywood, un giovane turbolento, non nuovo a vicende del genere, infatti era la seconda volta che veniva trovato alla guida di un’auto senza patente e il suo avvocato difensore sostenne che non era giusto che il suo cliente finisse in galera perché la sua giovanissima moglie era in attesa di un bambino ed era sola in casa, continuamente perseguitata e terrorizzata da un fantasma. Questo bastò affinché il giudice gli infliggesse solamente una multa e un’ammonizione.

Il nostro passato vive nel ricordo di magiche apparizioni, di strane luci e ombre, di esseri incorporei che attraversano il nostro presente e che potrebbero essere le testimonianze visive, se non tangibili dell’esistenza di un altro piano di esistenza oltre al nostro, un mondo diverso nel quale continuare a vivere o quantomeno a esistere, una speranza per chi crede la morte la fine di ogni cosa, la fine di tutto, il buio eterno oltre il quale esiste solo il nulla e la dissoluzione.

Alcuni di noi, in uno stato anomalo, hanno varcato, o creduto di varcare la soglia dell’aldilà e hanno trovato pace o dolore, luce o buio, una luce immensa e calda li ha avvolti, una figura li ha accompagnati attraverso i primi, incerti passi nell’aldilà, un senso di pace quale mai abbiamo avuto e, alla fine, un doloroso ritorno…

Un nuovo mondo ci attende oltre le frontiere della morte? O, molto più semplicemente, è la nostra mente che sogna nuovi mondi per non vivere il dolore della fine? Questo, nessuno può saperlo, nessuno è veramente, indiscutibilmente, tornato indietro per raccontarcelo e, purtroppo, il mondo è pieno di ciarlatani più o meno abili che, per soldi o per vanto, ti danno un mondo nuovo da vivere, una speranza.

Nel mondo noi viviamo assieme a queste creature del nostro domani, la cui epigrafe: “Noi siamo come voi sarete. Dimenticarsi di noi è dimenticarsi di voi stessi” rappresenta il futuro verso cui ogni essere vivente sta involontariamente puntando, ma se esiste un altro mondo, un altro piano di vita, cerchiamo di raggiungerlo con il nostro animo più sereno o, quantomeno, crediamo in esso per la nostra pace sulla terra che ora stiamo attraversando.

Assieme a noi vivono creature che seguono i nostri movimenti, che consigliano il nostro modo d’agire, che solleticano il nostro pensiero con idee. Quando, in certi momenti, e con la coda dell’occhio ci sembra di aver captato un movimento vicino a noi, dice una leggenda, abbiamo intravisto un angelo custode.

I fantasmi esistono davvero?

Non esiste, ovviamente, una risposta certa, ci sono coloro che vi credono, chi è scettico e chi scarta a priori la loro esistenza e poi c’è chi dice di averne avuta esperienza diretta e chi trova spiegazioni razionali a ogni fenomeno che potrebbe avere origine soprannaturale.

Circolano centinaia di fotografie di fantasmi, ma… quante sono vere? Quanti fotomontaggi? E quante si possono spiegare grazie a effetti ottici? Sicuramente la percentuale di immagini che non hanno spiegazioni è davvero bassa. Però, a quanto pare, esistono anche foto che qualche dubbio sull’esistenza dei fantasmi la lasciano.

Già all’inizio della caccia ai fantasmi, nel XIX secolo, i diversi tipi di manifestazione venivano distinti in base alle caratteristiche li distinguevano. Riportiamo pedissequamente le varie categorie diversificate da Lord Halifax:

Fantasma: è la manifestazione di energie residue di fatti storici o vicende familiari particolarmente forti, come morti violente, lutti non elaborati ecc, che si ripresenta in determinati luoghi. Sarebbero fantasmi quelle apparizioni che ripropongono ai malcapitati spettatori alcune scene avvenute in passato. Lord Halifax riporta varie testimonianze di persone che, per esempio, si sono ritrovate nel mezzo di liti furiose fra esseri impalpabili, così come nei cortili di alcuni castelli si possono sentire rumori inspiegabili, come il rumore di zoccoli di cavalli, il clangore di spade o pianti. Non si tratterebbe, dunque, di anime intrappolate, ma dell’energia rimasta, una sorta di impronta della storia che rimane legata e si ripresenta a persone particolarmente sensibili.

Spettro: lo spettro sarebbe invece la definizione delle anime dei defunti che, per vari motivi, dopo la morte non sono passate oltre. Si tratta ad esempio di anime di bambini o di persone morte prematuramente che non hanno preso coscienza della propria dipartita e sono rimaste nei posti dove hanno vissuto o accanto alle persone amate. “Spettri” diventerebbero anche coloro che hanno lasciato qualcosa in sospeso e secondo questa definizione, sono gli spettri quelli in grado di interagire ancora con i viventi e con gli oggetti, prendendo energia dall’ambiente (le loro manifestazioni si accompagnano a un brusco abbassamento della temperatura e da un senso di disagio dei presenti) e utilizzandolo per compiere tale interazione.

Poltergeist: si tratta di un fenomeno provocato dall’esubero di energia di alcune persone. Il poltergeist ha manifestazioni eclatanti, come spostamento di oggetti talvolta violento, ma non ha nulla a che vedere con defunti o passato: le sue origini di solito si cercano fra i membri delle famiglie colpite, soprattutto se comprendono adolescenti, perchè le manifestazioni sembrerebbero dovute a un involontario sfogo di energia mentale, scatenato da situazioni di disagio.

Prima di andare avanti conosciamo colui che fu il creatore di questa distinzione: Charles Lindey Wood, II Visconte Halifax (Londra, 1839 – Hickleton, 1934), che è stato un religioso inglese e apparteneva ad una lunga e nobile famiglia. Il suo libro “Guida ai Fantasmi inglesi” contiene un ricchissimo repertorio di aneddoti, di fatti ultraterreni (ora gai, ora macabri, ora drammatici) riferiti da “testimoni oculari”. Una serie di racconti del mistero, uno dei quali è stato scritto dal padre.

Torniamo a noi. La storia umana è piena di queste apparizioni e molte sono le spiegazioni, più o meno attendibili, che sono state date, ma sono solo teorie più o meno fantastiche.

La scienza ufficiale è assolutamente precisa in questo senso: Non vi è alcuna prova dell’esistenza del soprannaturale e di una forma di vita ultraterrena; tali concetti sono privi di fondamento razionale, empirico e sperimentale; ovvero, restano semplice oggetto di fede o credenza.

Come accade per altri campi di ricerche più o meno misteriose e non ufficiali come, ad esempio, l’ufologia, frequentissime nella storia del paranormale sono state le vere e proprie frodi escogitate per svariati interessi, in particolare per ciò che riguarda le apparizioni dei fantasmi. Sono numerosi, ad esempio, i medium che si sono vantati della capacità di produrre materializzazioni di ectoplasmi, durante le proprie sedute medianiche, ma nessuno di questi sensitivi è stato in realtà in grado di produrre una prova oggettiva della natura soprannaturale di questi “fantasmi” (in molti casi è stato invece dimostrato trattarsi di garze, veli e altre sostanze del tutto naturali). Anche le apparizioni documentate fotograficamente, oppure connotate da varie forme di interazione fra fantasmi e oggetti circostanti (ad es. spostamento di oggetti, rumori notturni ecc.), come abbiamo già evidenziato, sono state spesso correlate, e successivamente spiegate, con l’intenzione di determinati soggetti di attirare l’attenzione dei media e del pubblico su particolari luoghi, località o situazioni, per esempio a scopi turistici o commerciali, (Lock Ness) o per interessi del tutto individuali.

Nella maggior parte dei casi l’apparizione di fantasmi è classificata come allucinazione (quantomeno dopo avere scartato l’ipotesi di una frode). La spiegazione si basa sul fatto che chiunque si rechi in un luogo particolare per assistere ad un’apparizione, se abbastanza convinto e suggestionato, potrebbe realmente assistere ad un’apparizione. La mente infatti, se posta sotto un forte stimolo di stress, potrebbe creare delle illusioni di vario genere, che possono essere diverse a seconda della persona.

Nei casi in cui due o più persone condividono la stessa esperienza illusoria si parla di allucinazione collettiva. Secondo alcune teorie parapsicologiche sarebbe spiegabile con il fatto che un individuo psicologicamente forte, in caso di forte stress, può trasmettere telepaticamente l’immagine che è stata registrata dal suo cervello: quest’ipotesi non ha però riscontro scientifico. L’allucinazione collettiva è spesso frutto di suggestione da parte di alcuni componenti del gruppo o della folla, che con il loro comportamento (parole, grida ecc.) finiscono per suggestionare gli altri.

Ma l’identificazione più popolare della natura dei fantasmi è legata al fatto che essi siano identificabili come apparizione dei defunti. Questa interpretazione non ha alcun fondamento scientifico; in essa è riposta la fede, ovvero la volontà di credere, di coloro che vi aderiscono. Credere ai fantasmi significa spesso credere che l’anima di una persona defunta possa in qualche modo riuscire a manifestarsi nel mondo terreno, non di rado per chiedere aiuto nel portare a termine qualcosa che il defunto non è riuscito ad ultimare. È sicuramente l’ipotesi più legata alla tradizione del folclore riguardante i fantasmi e, per alcune persone, è quella più rassicurante, dato che presuppone che possa esistere una vita dopo la morte ed una continuazione dell’amore provato nei confronti dei propri cari.

Altre ipotesi, francamente più assurde sono sostenute da coloro che si interessano di parapsicologia e che sostengono che i fantasmi potrebbero essere un frutto della telepatia. In casi di forte stress mentale e/o emotivo, il nostro cervello, a detta di questa teoria, potrebbe in qualche modo “sdoppiare” la nostra persona che andrebbe così a manifestarsi sotto forma telepatica. Secondo alcuni esperti e molti siti internet che trattano l’argomento, questa ipotesi coprirebbe addirittura la maggioranza dei casi esaminati, ma non è accettabile in campo scientifico.

Arriviamo addirittura ai buchi spazio temporali e questo grazie ai padri di questa teoria che sono fondamentalmente due: il cacciatore di fantasmi Peter Underwood e il professore Hermann Wilkins dell’Università dell’Ohio (USA). Essi, infatti, sostengono che, grazie a particolari situazioni ambientali, si possa creare una sorta di “buco nella luce” che renderebbe possibile vedere nel passato per pochi istanti. Questo infatti sarebbe la spiegazione perché i fantasmi vengono visti oltrepassare i muri, fluttuare nell’aria e a camminare immersi per metà nella strada; questo perché molto probabilmente nel passato non esistevae  quel determinato muro, c’era una duna oppure la strada non era ancora stata costruita. Questa teoria sta prendendo piede negli ultimi anni, pur non avendo alcun fondamento scientifico e mancando di ogni possibilità di verifica. Inoltre, vista la natura unica dello spaziotempo, questa teoria non spiega il motivo per cui si avverrebbero questi slittamenti solo in termini di tempo e non di spazio. Questa teoria ha una variazione negli “universi paralleli” sempre più vicini ad una spiegazione realistica che ci dice che noi vediamo, a volte, coloro che vivono e abitano in un altro universo, forse anche in un altro tempo, ma questo non spiegherebbe il perché sarebbero stati visti i volti e le figure di parenti e amici scomparsi sempre, a meno che, l’identificazione in questo senso sia opera della nostra immaginazione.

La Chiesa Cattolica è stata comunque chiara in questo senso: la destinazione dell’anima di un defunto può essere la felicità eterna (Paradiso) o la pena eterna (Inferno). Se l’anima non è libera da ogni peccato veniale, allora può scontare un tempo più o meno lungo nel Purgatorio (dove per tempo non si intende quello fisico con unità di misura propria). Essendo queste tre le uniche destinazioni delle anime previste dalla Chiesa Cattolica, non può esistere il fatto che un’anima defunta sia collocata nel nostro mondo. Tutto questo sempre per chi ci crede. Comunque sia nel Catechismo della Chiesa Cattolica non si parla di fantasmi, mentre nella Bibbia sono narrate apparizioni di spiriti (Saul fa evocare lo spirito di Samuele; durante la Trasfigurazione di Gesù appaiono Mosè ed Elia), il che, poi non è altro che il solito modo della Chiesa di dire qualcosa per poi, subito dopo, girarci attorno smentendo quello che era stato detto poco prima..

Ma, allora, lo spiritismo, le sedute spiritiche e i “Cacciatori di Fantasmi”?

Secondo lo spiritismo e il ricercatore Allan Kardec che studiò a fondo i relativi fenomeni, i fantasmi sono manifestazioni degli spiriti, i quali si rendono visibili grazie a un fenomeno del tutto naturale che lui studiò e approfondì, ossia rendono più “denso” il loro corpo inimico, formato cioè da sostanza materiale estremamente rarefatta, e grazie a particolari circostanze medianiche (tra cui l’ectoplasma del medium), appaiono a chi desiderano. Kardec descrisse il fenomeno esemplificandolo come un gas che in condizioni normali non è visibile, ma che raffreddandolo diviene immediatamente semi-trasparente e raffreddandolo ulteriormente diventa solido e tangibile.

Per quanto riguarda I cosiddetti ghost hunter (cacciatori di fantasmi) sono persone che appaiono mosse da una grande passione per tutto ciò che riguarda il mondo degli spiriti. Con il termine ghost hunter sono indicate persone, più o meno serie perché anche qui abbondano i ciarlatani, dedite allo studio e alla ricerca dei fantasmi, con metodi più o meno scientifici o para-scientifici. Loro scopo dichiarato è in genere cercare di esaminare in modo più neutrale e preciso possibile i documenti che hanno in proprio possesso, spesso recandosi in determinati luoghi considerati come luoghi di apparizioni. Tra i più celebri cacciatori di fantasmi va segnalato almeno Harry Price (1881 – 1948).

Il Poltergeist deriva dal tedesco Polter (chiasso, rumore) e Geist, “spirito”. In italiano significherebbe spirito chiassoso. La caratteristica principale di una manifestazione di tipo “poltergeist” è prettamente di carattere uditivo. Il poltergeist è uno spirito invisibile che, come dice il nome, si manifesta emettendo forti rumori come dei battiti contro il muro o facendo sbattere porte e finestre in modo violento. Il poltergeist interagisce in un determinato ambiente di appartenenza (dove si pensa presumibilmente sia stato legato in vita) spostando oggetti come mobili, soprammobili, rompendo piatti e rovesciando bicchieri e bottiglie. L’attività di un poltergeist non è di tipo ostile, ma vi è una celebre testimonianza nel caso di John Bell, abitante del Tennessee che nel 1817 dichiarò di essere stato vittima di un poltergeist che aveva infestato la sua casa; tale manifestazione non solo si sarebbe divertita a colpirlo in viso durante le ore di sonno, ma sembra che alla fine riuscisse a sostituire una boccetta di sciroppo con del veleno, il che costò la vita a Bell. L’azione di un poltergeist è circoscritta in un particolare luogo (come case, cimiteri o altre costruzioni) e talvolta in una singola stanza. Secondo la parapsicologia il poltergeist non sarebbe l’anima di un defunto, ma tale manifestazione sarebbe da attribuirsi all’inconscio di persone con forti capacità psichiche le quali interagirebbero a propria insaputa con il mondo materiale circostante.

Il Fantasma galante, fantasmiMolte storie letterarie e cinematografiche si svolgono in castelli o case infestate che altro non sono che la presunta manifestazione spiritica forse più presente tra i molti fenomeni descritti. L’infestazione avviene anch’essa in luoghi ben determinati e si può manifestare sia in luoghi chiusi che all’aperto. Nella maggior parte dei casi, gli spiriti che infestano un luogo agiscono ripetendo sempre le stesse azioni, ignorando del tutto gli umani presenti nel luogo. Durante queste manifestazioni, gli spiriti vengono visti con contorni sfumati, ma altre volte con i lineamenti del viso e del corpo ben definiti, arrivando persino a essere scambiati per persone vive. Le leggende popolari ed il folklore sono pieni di storie di fantasmi di questa tipologia, e vi sono moltissime persone, anche in Italia, che sostengono di essersi imbattuti in questo tipo di apparizione, avvenuta prevalentemente in antichi luoghi quali castelli, manieri, case abbandonate o cimiteri vuoti. Alcuni ritengono comunque che, contrariamente a ciò che comunemente si pensa, i principali luoghi di avvistamenti di questo tipo siano stati in prossimità di costruzioni militari o campi di battaglia, ed anche in campagna.

I nostri ricordi, i nostri timori i mostri dell’Id che popolano la nostra mente hanno dato la possibilità alla letteratura e al cinema di poter far lavorare la nostra fantasia e di vedere con i nostri occhi il realizzarsi dei nostri incubi peggiori. Parliamo quindi di questi spiri inquieti o almeno di quelli principali cercando di tenere da parte il più possibile tutto ciò che riguarda l’horror e lo splatter, sfioriamoli solamente è un discorso che riprenderemo in altra sede e che fa comunque, a pieno titolo, parte della filmografia dell’orrore.

Storia elegante e divertente questo Il fantasma galante (The Gost goes West) di Renè Clair del 1936. Qui abbiamo il fantasma di un cavaliere il quale, quando una ricca ereditiera americana compra un antico castello scozzese, dimora del fantasma, lo smonta e lo rimonta negli Stati Uniti, riappare per compiere una sua vecchia vendetta grazie alla quale egli può, finalmente riposare in pace mentre il suo discendente, e sosia, si sposa la ricca ereditiera di cui sopra.

Una delle più belle pellicole in assoluto su case infestate da fantasmi è l’angosciante La casa sulla scogliera (The Uninvited) di Lewis Allen (1943) il quale parla di una maledizione che incombe su una vecchia villa in Cornovaglia. Ogni notte si sente tra le vecchie mura un pianto angosciante, solo la soluzione del mistero porterà la pace tra gli inquilini della casa gente e le entità, il film è molto suggestivo perché le presenze sono sottolineate da musica, da ombre e, solo alla fine diventano visibili, il resto è tutta atmosfera.

Il Fantasma di Canterville

Il Fantasma di Canterville

Lo spettro di Canterville (The Canterville Ghost) di Jules Dassin del 1944 narra le vicende di un nobile scozzese del cinquecento il quale si comportò da vigliacco in battaglia e fu quindi costretto a vagare per l’eternità fino a che lui o un suo discendente, non compiranno un atto coraggioso. Il dolente, ma anche divertente fantasma è interpretato da Charles Laughton (1889 -1962), padre di Roddy (Il Pianeta delle Scimmie) McDowell (1928 -1998). Il film ha avuto un remake nel 1975 (The Canterville Ghost ed era interpretato da David Niven, nel 1986 con John Gielgud e nel 1996 con Patrick Stewart e fu anche spesso rappresentato in teatro. Il soggetto è stato tratto da Il fantasma di Canterville (The Canterville Ghost del 1887, scritto da Oscar Wilde e il film è stato girato a Busch Gardens di Pasadena, in California. Il fantasma e la signora Muir (The Ghost and Mr. Muir) di Joseph Leo Mankiewicz (1946) è una deliziosa commedia sulle vicende di una giovane vedova (Gene Tierney – 1920/1991) ambientata ai primi del novecento, che lascia la sua pettegola famiglia ed acquista una casa isolata abitata ancora dal fantasma del vecchio proprietario, un marinaio. I due fanno amicizia e lei scrive un libro sotto la sua dettatura. La donna s’innamora del suo etereo compagno, ma questi preferisce scomparire per poi riapparire al suo fianco in punto di morte per condurla con lui verso l’eternità, l’ambientazione della pellicola, così suggestiva, e stata girata, per gli esterni a Carmel, a Paolos Verdes, in California, dal film venne tratta una serie televisiva, La signora e il fantasma (The Ghost and Mrs. Muir) con Hope Lange al posto di Gene Tirney ed è durata 50 episodi..

Nel 1960 abbiamo il curioso I 13 fantasmi (13 Ghosts) di William Castle. Alla trama semplicistica su un uomo che riceve in eredità dallo zio, uno scienziato, una splendida casa e quando si trasferisce nella nuova abitazione con tutta la famiglia, fa riscontro il fatto che egli scopre che lo zio era un appassionato dell’occulto e che aveva effettuato degli studi riguardanti i fantasmi rimasti imprigionati sulla Terra, spiriti che aveva trovato il modo di scovare, attraverso dei particolari occhiali, e addirittura di collezionare. La casa ereditata infatti è infestata da 12 fantasmi, ma il peggio deve ancora venire: gli spettri sono in cerca del tredicesimo…Al pubblico in sala Castle, non nuovo a trovate del genere, faceva indossare degli speciali occhiali, definiti ghost-viewer, che avrebbero permesso di vedere gli spettri sullo schermo in quanto il film era stato girato in una particolare tecnica chiamata “Illusion-O”; gli spettatori venivano addestrati all’entrata delle sale ad indossare gli occhiali quando sul lato dello schermo compariva un particolare scintillio dell’immagine. Le lenti blu non mostravano alcun effetto speciale, mentre le lenti rosse schiudevano al pubblico un misterioso mondo di fantasmi permettendo di visualizzare i terrificanti protagonisti della pellicola. Al termine del film compariva l’immagine del mefistofelico Castle il quale suggeriva di conservare i ghost-viewer che sarebbero potuti tornare estremamente utili per svelare inaspettati coinquilini. Nel 2001 ne fu fatto un rifacimento intitolato 13 spettri (Thir13en Ghosts) per la regia di Steve Beck.

Molto simili tra loro sono le storie de Gli invasati (The Haunting) di Robert Wise (1963) e di Dopo la vita (Legend of Hell House), tratti da un racconto di Richard Matheson e diretto da John Hough (1973) e lo spettacolare, ma mediocre Haunting – Presenze (Haunting) di Jan De Bont (1999). Tutti e tre trattano di case infestate nelle quali un gruppo di volontari, tra medium e scienziati, decide di passarvi del tempo per scoprirne il segreto.

Nel 1966 abbiamo un film italiano intitolato Operazione paura di Mario Bava. La storia è ambientata verso la fine del XIX secolo quando, accolto con ostilità perché straniero dagli abitanti di un paese, un giovane medico condotto indaga su una catena d’inspiegabili decessi e scopre che la responsabile è una vecchia pazza che abita isolata in una vecchia villa, nel ricordo della figlia morta durante una festa.

Uno dei migliori film sui fantasmi deve essere considerato A Venezia… un Dicembre Rosso Shocking (Don’t Look Now), una pellicola datata 1973 e dovuta alla regia di Nicholas Roeg: Dopo la tragica morte della figlioletta per un banale incidente davanti la loro casa in Inghilterra, i coniugi Baxter si trasferiscono per lavoro a Venezia; il marito, John, dirige i lavori di restauro nella Chiesa di San Nicolò. Durante questo soggiorno la loro strada s’intreccerà prima con due anziane sorelle scozzesi, di cui una cieca ma con poteri medianici che è convinta di vedere lo spirito della figlia defunta e poi con un misterioso serial killer che non sembra aver nulla a che fare con loro…

Amityville Horror (Amityville Horror) è del 1979 e ha avuto l’onore di ben venti sequel circa. La storia, ambientata a Long Island nel 1975, narra di una famiglia che si trasferisce in una nuova casa, già luogo di una strage un anno prima, scoprendo che è infestata da uno spirito maligno. A nulla valgono gli avvertimenti di Padre Delaney, sacerdote amico di Kathy, la moglie. Lasceranno spaventati la casa. Da questo momento in poi in quella casa, con altri inquilini, accadrà di tutto. La storia originale è tratta dal romanzo di Jay Anson nel 1977, ispirato a fatti realmente accaduti nella casa al numero 112 Ocean Avenue di Amityville, Long Island. In effetti la notte del 13 novembre 1974 Ronald Junior De Feo sterminò a colpi di fucile tutta la sua famiglia: il padre, Ronald Senior, la madre Louis, i fratellini Mark e John di 12 e 7 anni e le sorelle Allison e Dawn di 13 e 18 anni. Il massacro avvenne ad Amityville, Long Island, e da quel momento la villa “Grandi speranze” dei De Feo, al 112 di Ocean Avenue, divenne per tutti quanti la casa più infestata d’America. Il tutto deve intendersi una manovra da parte dell’autore del libro e dalla famiglia che acquistò la casa fuggendone dopo soli 28 giorni dicendo, terrorizzati, che la casa era infestata e dai presunti demonologi che la esaminarono.

Un classico del genere è indubbiamente Shining (Shining) di Stanely Kubrick e tratto da un romanzo di Stephen King. La storia è nota: Libro e film raccontano la storia di Jack Torrance, un insegnante e scrittore al quale viene offerto di fare da guardiano invernale a un hotel senza ospiti né dipendenti. Torrance accetta e si reca nell’hotel con la moglie Wendy e il figlio Danny. Nell’hotel sembrano però svolgersi fenomeni paranormali (chiaramente percepiti da Danny) e dopo alcuni giorni dal suo arrivo Jack impazzisce e tenta di uccidere moglie e figlio in un crescendo di paura e misteri. In passato King ha raccontato che nel descrivere l’Overlook Hotel si è ispirato allo Stanley Hotel, che visitò nel 1974 insieme a sua moglie. Negli ultimi anni lo Stanley Hotel ha saputo sfruttare a suo vantaggio la grande fama di Shining: Il resort ha un sensitivo che lavora sempre lì, alle decine di migliaia di visitatori che arrivano ogni anno offre visite guidate in cerca di fantasmi e ospita un festival cinematografico in cui le persone si vestono da zombie e mangiano “cervella”». Il New York Times spiega che i dipendenti dell’hotel e le guide dei tour in cerca di fantasmi incoraggiano gli ospiti a condividere le loro “esperienze soprannaturali” sulla pagina Facebook dell’hotel, che ha anche un negozio online in cui sono in vendita souvenir legati a Shining. Nel 1997 è uscita una miniserie in sei puntate da 45 minuti l’una. Fu Adattata per la televisione dallo stesso Stephen King e diretto da Mick Garris, e venne trasmesso per la prima volta nel 1997. In Italia giunse nel 2001 grazie ad Italia 1 e ne fu fatta anche un’edizione in VHS. Rispetto al celebre film di Stanley Kubrick questa versione è più fedele al romanzo originale. La creazione di questa miniserie fu dovuta all’insoddisfazione di Stephen King verso l’omonimo film di Stanley Kubrick. A parte il motivo dietro alla creazione di questa miniserie, la versione del 1997 fu ambientata allo Stanley Hotel. King usò l’hotel che lo ispirò a scrivere il libro per la parte esterna e per la progettazione dei set interni. Le scene furono girate all’interno; tuttavia, parti specifiche di arredamento del set furono usate per migliorare il vecchio stile dell’edificio. Lo scrittore appare in un piccolo cameo durante la festa nella sala da ballo, interpretando il direttore d’orchestra con lo smoking bianco.

Nel 1982 esce uno dei film migliori del genere rifatto, peraltro nel 2015. Si tratta di Poltergeist – Demoniache Presenze (Poltergeist), brillantemente girato da Tobe Hooper. Per quanto riguarda la storia essa inizia con Steve e Diane Freeling, genitori della piaccola Carol Annie i quali non possono fare a meno di preoccuparsi quando scoprono la bambina a parlare da sola con l’apparecchio televisivo. Poi lei scompare, inghiottita dallo stesso televisore e, da quel momento, strane presenze provenienti dall’oltretomba cominciano a manifestarsi nella casa. Il film ha avuto due sequel: Poltergeist II – L’altra dimensione (1986) e Poltergeist III – Ci risiamo (1988); nel 1996 è stata realizzata la serie televisiva Poltergeist, consistente in uno spin-off di questo film. La serie cinematografica è stata funestata da incidenti dove sono morti quattro attori dando così il via a quella che venne definita “La Maledizione di Poltergaist”.

È morta Heather O’Rourke, la bambina protagonista di tutti e tre i film a soli 12 anni per una rara malattia poco prima dell’uscita dell’ultimo film della serie poi Dominique Dunne, che nel primo film interpretava il ruolo della sorella maggiore, strangolata a 22 anni dall’ ex-fidanzato che non accettava la fine della loro storia. Quindi è toccato a Julian Beck,  che nel secondo film interpretava il ruolo di un malefico reverendo, consumato da un tumore allo stomaco e infine Will Sampson, deceduto in seguito a delle difficoltà dovute ad un trapianto e che interpretava la parte di un indiano dotato di poteri paranormali.

Un povero assassino non può essere al sicuro nemmeno quando riesce, finalmente, a eliminare il suo peggiore nemico e cioè l’ispettore che era sulle sue tracce perché nel suo corpo s’incarna lo spirito di un agente di polizia il quale con l’aiuto della moglie del defunto, riesce finalmente ad incastrarlo. Questa, in sintesi, la trama di Indagine oltre la vita (The Force) di Mark Rosman (1984).

Tra i più roboanti, spettacolari combattimenti contro i fantasmi ci sono quelli presentati in Ghostbuster (Ghostbuster) di Ivan Reitman del 1984, qui un gruppo di sgangherati acchiappafantasmi libera la città di New York dalla furia distruttiva di un Dio antico, la pellicola ha avuto un seguito nel 1989, ancora per la regia di Ivan Reitman dove questa volta i nostri eroi devono combattere contro un tiranno diabolico che vuole reincarnarsi dentro il corpo di un infante e da lì dominare poi il mondo. Ovviamente il titolo della pellicola non poteva che essere Ghostbuster 2 (Ghostbusters 2). In tempi recenti le imprese dei cacciatori di fantasmi sono state riprese in un remake con cast tutto al femminile.

Spiriti nomadi, misteriosi, capaci di efferati delitti, nel film di John McTiernan Nomads (Nomads) del 1985 dove un antropologo francese viene ricoverato ricoperto di ferite in un ospedale di Los Angeles: l’uomo muore e le indagini conducono una dottoressa in mezzo alla follia più pura.

Suggestivo film cinese arrivato fino a noi ed i cui seguiti non sono all’altezza del primo, è questa Storia di fantasmi cinesi (Sien nui yau wan) di Ching Siu Tung del 1986, ambientato in una tenebrosa notte in un tempio abbandonato infestato dai fantasmi. L’eroe della vicenda, vuole liberare e portare via una bella fanciulla prigioniera nel mondo dei morti.

Paperone Scrooge, fantasmi

Il vecchio racconto di Charles Dickens Canto di Natale, conosciuto anche come Racconto di Natale, ha offerto la possibilità al cinema di portarlo in vari modi sullo schermo, mentre ricordiamo un delizioso cortometraggio della Walt Disney interpretato mirabilmente dalla Banda Disney, ecco invece arrivare sugli schermi questa ulteriore versione intitolata S.O.S. Fantasmi (Scrooged) di Richard Donner (1988).

Il nostro protagonista, Frank Cross (Bill Murray), novello, astuto, diabolico presidente di una rete televisiva, è senza cuore e senza affetti apparenti e viene trascinato nelle pieghe nel tempo da tre fantasmi che gli mostreranno l’aridità del suo passato, la vergogna del suo presente e l’orribile futuro, sperando che questo gli possa servire a sentirsi migliore visto che il futuro non è ancora deciso. Anche in questo caso esiste la speranza di un aldilà nel quale vivere felici. Ben altri tipi di fantasmi infestano il vecchio castello in Hight Spirits (Hight Spirits) di Neil Jordan (1989): Un nobile e decaduto baronetto inglese ha trasformato il proprio castello in un’attrazione per turisti ed ha organizzato le cose in modo che, per divertirsi, gli ospiti possano pure vedere i fantasmi, ovviamente finti, però il guaio è che i fantasmi ci sono davvero…

La curiosità, la paura, il desiderio di sapere cosa possa esservi oltre la soglia della morte, ha unito tra loro storie e leggende, dichiarazioni e filmati, il desiderio dell’uomo di sapere cosa lo attende dall’altra parte resta insoddisfatto ed egli formula ipotesi, moniti, avvertimenti, timori. Ci scherza sopra, ci spera…

Ghost (Ghost) di Jerry Zucker (1990) è forse l’esempio migliore e più completo. Sotto i termini di una commedia vi sono dei momenti di struggente tristezza ed anche attimi di angoscia. Un giovane viene ucciso ed egli torna in forma di fantasma per aiutare la sua ragazza a sopravvivere perché l’assassino sta per prendersela anche con lei. Il contatto tra il mondo dei morti e quello dei vivi è reso possibile da una sedicente medium nella quale alberga veramente la possibilità di prendere contatto con le anime dei trapassati.

In tempi precedenti un’altra pellicola intitolata Al di là del domani (Beyond Tomorrow) di Edward Sutherland – 1940 ci aveva mostrato un tema relativamente similare, ma in questo caso si tratta di un cowboy e di una infermiera che vengono invitati nella ricca casa di tre benefattori che vogliono vedere se esistono al mondo ancora delle persone oneste che hanno volutamente perso dei portafogli con dentro il loro indirizzo ed una somma di danaro. I tre morranno per un banale incidente, ma torneranno sulla Terra per aiutare il giovane a trovare il vero amore. In tutti e due i casi una luce intensa, luminosissima, appare avvolta da una musica, un mondo di pace e di bene, un’eternità d’amore, grande speranza per l’uomo e per chi crede, una fantasia per gli atei convinti che dopo questa parentesi li attenda il nulla.

Tanti, tanti sono gli esempi di eventi, entità superiori, d’inferni e paradisi che circondano l’uomo in una giostra fantastica nella quale lui si trova inconsapevole comparsa mentre, attorno al suo mondo, brulicano mondi di entità diverse buone o cattive pronte al perdono o alla condanna.

Pessimo, questo: I fantasmi non possono farlo… (Ghosts can’t do it) di John Derek (1990) Scott (Antony Quinn) è il defunto marito della bella Kate (Bo Derek) ed è condannato a vagare sulla Terra in veste di fantasma cercando un corpo dove potersi incarnare per potersi fare di nuovo la bella moglie.

Simpatica, la commedia di Sidney Poitier, interpretata da Bill Cosby Papà è un fantasma (Ghost Dad) del 1990. Il nostro protagonista è un uomo troppo impegnato a causa del suo lavoro e non trova mai il tempo per dedicarsi ai suoi tre figli. Alla vigilia di un grande affare egli, a causa di un incidente, apparentemente muore e, come fantasma, cerca in tutti i modi di sistemare le cose in modo che i suoi figli non abbiamo a sentire, almeno economicamente, la sua mancanza, ma la realtà si dimostrerà assai diversa…

A volte ritornanoA volte ritornano (Sometimes They Come Back) è del 1991 ed è diretto da Tom McLoughlin, basato sul racconto di Stephen King che dà il titolo alla raccolta omonima. La storia ci parla di un insegnante che torna al suo paese natale per insegnare in una classe. A terrorizzarlo ci sono, tra gli alunni, tre delinquenti ufficialmente morti sotto un treno. Costoro erano deceduti poco tempo dopo aver ucciso il fratello del docente. Nel 1995 abbiamo avuto anche un A volte ritornano ancora (They Come Back) di Adam Grossman) ma non aveva nulla a che vedere con la storia precedente.

Noioso film questo inedito cinematografico intitolato Il fantasma innamorato (Truly, Madly, Deeply) di Anthony Minghella del 1991. Storia di un’inconsolabile vedova, ma quando il suo amato riappare come fantasma e gli si installa in casa con gli amici e comincia a fare i suoi comodi…beh era meglio morto e basta. In guerra e in amore, si dice, tutto è lecito.

Ne è un esempio questo film di Bob Balaban Fantasma per amore (My Boyfriend’s Back) del 1993 dove un giovane, pur di far colpo su una ragazza, s’inventa una finta rapina da sventare, ma la rapina è invece autentica e lui si prende un proiettile in pieno petto e muore, ma nemmeno questo lo ferma, lui ama troppo la sua Missy…

E non vogliamo dire due parole su Casper (Casper), almeno sul primo? Qui il simpatico e buonissimo piccolo fantasma, celebre per i cartoni animati e per i fumetti, riceve la visita di un terapista dei fantasmi (Bill Pullman) e della sua giovane e graziosa figlia Cat (Christina Ricci). L’uomo deve disinfestare la casa dalla presenza dei fantasmi e cioè da Casper e dai suoi antipaticissimi zii in modo che la malvagia ereditiera possa entrare in possesso di un favoloso tesoro…Il film è diretto da Brad Silberling ed è datato 1995. Basato su un romanzo di James Herbert ecco uscire, nel 1995,

Fantasmi (Haunted) è un film diretto da Lewis Gilbert. Questa la trama: Inghilterra, 1930. Il giovane psicologo David Ash giunge in un’antica dimora del Sussex su richiesta di Tess, un’anziana signora, che crede che la sua casa sia infestata dagli spiriti. Qui s’innamora della splendida Cristina, la nipote orfana della donna, che vive insieme ai suoi due fratelli. Ma David scopre presto che nè l’atteggiamento ambiguo dei fratelli nè il muto terrore di Tess lo aiutano a capire la natura delle apparizioni e dei fenomeni che si registrano in quella casa…

Sospesi nel Tempo

Sospesi nel Tempo

Sospesi nel tempo (The Frighteners), di Peter Jackson (1996) ci presenta fantasmi buoni e cattivi, ma pur sempre ci parla e ci tranquillizza sull’esistenza di un aldilà. In questo caso si tratta delle vicende di Frank Bannister (Michael J.Fox), il quale ha il compito di scacciafantasmi, compito per lui abbastanza facile perché i fantasmi li vede sul serio ed anzi ne ha due come assistenti i quali fingono di infestare le case. Il problema é che, ad un certo punto, un’entità maligna proveniente dal mondo degli spiriti, comincia ad uccidere i viventi e, allora sono cavoli amari….

Nel film Il sesto senso di M. Night Shyamalan, datato 1999, abbiamo un bambino capace di vedere la gente morta, anche se non sanno di esserlo. Il finale a sorpresa, anche se non è certo una novità in questo genere di storie, diverrà un marchio di fabbrica del regista di origini indiane.

Dal bellissimo romanzo di Richard Matheson, Io sono Helen Driscoll,  è stato tratto il film Echi mortali (Stir of Echoes, titolo originale del libro), sempre  del 1999 per la regia di David Koepp. Qui la vita di Tom, marito e padre come tanti altri, viene trasformata dall’inconfutabile prova che le forze paranormali esistono veramente. Tom vede cambiare il suo tranquillo, borghese sistema di vita a Chicago dopo essere stato ipnotizzato ad una festa e dopo aver scoperto che anche suo figlio è in contatto con forze paranormali. Tom è sempre più ossessionato dall’evidenza che qualcun altro vive nella sua casa. Questa esperienza lacerante porta l’uomo sull’orlo della follia, sino a quando non scopre di avere una missione da compiere. Il film ha visto anche un sequel nel 2007, non distribuito qui da noi (Stir of Echoes: The Homecoming).

Ispirato liberamente al romanzo Il giro di vite dello scrittore americano Henry James del 1898, esce, nel 2001, un altro ottimo film. S’intitola The Others (The Others) di Alejandro Amenábar: Una giovane donna e i suoi due figli si trasferiscono in una grande casa su un’isola della costa britannica per attendere il ritorno del marito dal fronte. I due bambini soffrono di una strana malattia per la quale l’esposizione alla luce diretta del sole provoca in loro strani effetti fisiologici. Il risultato è che i tre vivono segregati in casa con una serie di rigide regole imposte loro dalla madre. Tuttavia una domestica noncurante rompe accidentalmente le regole con conseguenze terribili.

Nel 2005 esce Fragile – A Ghost Story (Frágiles), un film spagnolo diretto da Jaume Balagueró: I bambini ospiti del Mercy Falls Children’s Hospital, devono essere trasferiti perché l’ospedale sta per essere chiuso definitivamente. Amy, un’infermiera, arriva da Londra per dare una mano ma non si aspetta di dover fronteggiare, oltre alle difficoltà del trasferimento, anche una oscura e misteriosa situazione che sta spaventando i bambini. Si dice infatti che al terzo piano dell’ospedale, chiuso da quarant’anni, vi sia una presenza che i bambini definiscono come “la ragazza meccanica”. L’idea del film deriva da un’esperienza vissuta dallo stesso regista. A nove anni Balaguerò fu ricoverato per sei mesi a causa di una bronchite. In quel frangente strinse amicizia con gli altri bambini ricoverati che parlavano fra loro dei fantasmi che si sarebbero dovuti trovare in una camera abbandonata di quell’ospedale.

Sempre dello stesso anno abbiamo White Noise – Non ascoltate (White Noise) di Geoffrey Sax: Jonathan Rivers, un architetto di successo, è rimasto vedovo dopo aver perso la moglie Linda in circostanze misteriose. Un giorno viene contattato da Raymond Price, un uomo che dichiara di aver intercettato un messaggio di Linda attraverso il fenomeno della Transcomunicazione Strumentale, il metodo paranormale di comunicazione con l’aldilà per mezzo della registrazione di onde radio e video. Nel 2007 è stato distribuito solo per il mercato home video un sequel intitolato White Noise: The Light.

Con il 2007 incontriamo Paranormal Activity (Paranormal Activity) di Oren Peli: Katie e Micah si sono da poco trasferiti in una nuova casa, nella periferia di San Diego, quando cominciano ad avvertire la presenza di una misteriosa entità che si manifesta soprattutto di notte. Convinti che la propria abitazione sia infestata da uno spirito malefico, i due decidono di installare una telecamera ad alta definizione e di filmare quanto avviene nella loro camera da letto mentre stanno dormendo. La presenza della videocamera sembra tuttavia scatenare un’escalation di attività paranormali. Come al solito, di questo sono stati realizzati altri cinque film tra prequel e sequel.

Ancora del 2007 è 1408 (1408) di Mikael Håfström. Il film è tratto da un breve racconto di Stephen King incluso nella raccolta Tutto è fatidico. Mike Enslin, scrittore di successo specializzatosi nella ricerca di fenomeni paranormali dopo la prematura morte della figlioletta che ha provocato anche il suo distacco dalla moglie. Mike non crede più in nulla anche perché non ha mai avuto una prova tangibile dell’esistenza degli spiriti. Finché un giorno non riceve una cartolina che gli suggerisce di prendere alloggio nella stanza 1408 dell’Hotel Dolphin a New York. Lo scrittore deve superare non poche difficoltà frapposte dal direttore dell’albergo il quale non vuole assolutamente permettergli l’ingresso in quella camera in cui sono morte, nel corso degli anni, ben 56 persone, molte delle quali per morte violenta. Enslin vince le resistenze ma viene messo al corrente che nessuno ha mai resistito più di un’ora vivo tra quelle mura.

Insidious (Insidious) è del 2010 ed è stato girato da James Wan e qui abbiamo i genitori di tre figli, Josh e Renai che trascorrono una vita felice e si trasferiscono in una vecchia casa che dovrà diventare la loro fonte di gioia. Un incidente che manda in coma il più piccolo dei loro bambini, trasforma, però, la loro vita in un incubo. Quando, inoltre, delle strane apparizioni si accompagnano alla situazione in cui é costretto il piccolo, la situazione precipita… Il film ha avuto due sequel e un prequel.

Per non dilungarci troppo possiamo concludere dicendo che poiché non siamo affatto certi di una vita oltre la vita cerchiamo di fare del nostro meglio per vivere questa… politici permettendo.

Ghost, fantasmi

Ghost

L'Autore

Giovanni Mongini

Tra i maggiori specialisti mondiali di cinema SF (Science Fiction) è nato a Quartesana (Fe) il 14 luglio 1944 e fino da ragazzino si è appassionato all'argomento non perdendosi una pellicola al cinema. Innumerevoli le sue pubblicazioni. La più recente è il saggio in tre volumi “Dietro le quinte del cinema di Fantascienza, per le Edizioni Della Vigna scritta con Mario Luca Moretti.”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ricevi la NewsLetter

Scrivi la tua email:

Prodotto da FeedBurner