Sotto i nostri piedi, nelle profondità della Terra, vive una razza di uomini rettili soprannominati slime people per via della loro pelle coperta di fango. Sono venuti in superficie a causa delle esplosioni atomiche compiute dagli umani nel sottosuolo e creano un muro di nebbia solidificata intorno a Los Angeles e ne invadono la città. Un giornalista pilota (Robert Hutton) scende a Los Angeles dopo un volo difficoltoso e trova la città quasi deserta. Più tardi incontra altri sopravvissuti, tra cui un marine separato dalla sua unità, uno scienziato e le sue due figlie. Il gruppo fa del suo meglio per fermare l’ulteriore invasione del Popolo di fango e per penetrare il massiccio muro di nebbia per poterli colpire.

the slime people

Susan Hart e Robert Hutton

Il cast

Robert Hutton: il regista, soggettista e attore è nato l’11 giugno 1920 a Kingston (New York). Ha interpretato: L’uomo senza corpo (1957), Il Colosso di New York (1958), Assalto dallo spazio (1959), La Morte Scarlatta viene dallo Spazio. (1965), L’avvoltoio (1966), Il giardino delle torture (1967), Satana in corpo (1970), Il terrore di Londra (1970), Racconti dalla tomba (1972). È morto il 7 agosto 1994.

Les Tremayne (1913-2003): nato a Balham, in Inghilterra, e conosciuto per la sua voce in radio, l’attore si trasferì a Chicago con la famiglia all’età di 4 anni (sua madre è stata l’attrice Dolly Tremayne), nascondendo il suo accento britannico mentre cresceva. Iniziò la sua carriera con il teatro della comunità, ballando in spettacoli di vaudeville e facendo l’imbonitore nei parchi di divertimento. Ottiene il suo primo lavoro in radio nel 1930 e ha continuato ad apparire in una serie di serate e spettacoli usando una varietà di voci e accenti. Nel 1936 guadagnò la fama quando sostituì l’attore Don Ameche come protagonista sul The First Nighter, un programma settimanale di drammi radiofonici. Nel 1943, lasciò la zona di Chicago e andò prima a Los Angeles e successivamente a New York. Lì interpretò Bob Crosby sul Old Gold Show prima di servire nel servizio militare. Di nuovo a New York, fu protagonista per un breve periodo di tempo nelle serie di mistero Thin Man e Falcon. Divorziato dalla prima moglie, Lenore Kingston, recitò con la seconda moglie, Alice Reinhardt, nel talk show di The Tremaynes. Più tardi apparve sul palco con Heads or Tails nel 1947 e per 18 mesi su Broadway con Detective Story a partire dal 1949. Negli anni Cinquanta partecipò sia a film cinematografici sia in show televisivi. I film includono La gang (1951), lo sci-fi classico La guerra dei mondi (1953), Un uomo chiamato Peter (1955) e Intrigo internazionale (1959). È apparso in numerosi serial come Perry Mason (1957), Alfred Hitchcock presenta(1955), Indirizzo permanente (1958). Negli anni ‘60, recitò in diversi film horror a basso budget.

Filmografia: Francis all’accademia(1952), It Grows on Trees (1952), La guerra dei mondi (1953), La meteora infernale (1957), The Monster of Piedras Blancas (1959), The Slime People (1963), Creature of Destruction (1967), The Phantom Tollbooth (1970), The Naked Monster (2005).

Susan Hart: nata il 2 giugno 1941, è un’attrice americana, vedova del co-fondatore della James International (AIP) James H. Nicholson. È conosciuta per le sue partecipazioni a quattro film della AIP: Il castello delle donne maledette, Pijama party, Dr. Goldfoot e il nostro agente 00¼ 20.000 leghe sotto la Terra. Possiede ora i diritti di undici film realizzati dalla compagnia di suo marito: Il conquistatore del mondo (1956) e il suo remake del 1966 Zontar; The Thing from VenusInvasori dell’altro mondo(1957) e il suo remake del 1965; The eye creatures (1957); Terror from the year 5000 (1958); Apache Woman (1955); La donna dell’Oklahoma (1956); Naked Paradise ((1957); La strage di Frankenstein (1957); I Was a Teenage Werewolf (1957); I giganti invadono la Terra (1957).

Note, curiosità, commenti

Girato presso lo studio televisivo Ktla, il film sforò il budget dopo soli nove giorni di riprese. Il cast completò il film senza essere pagato. Altre sequenze furono girate all’aeroporto di Whitman Field a Pacoima, Los Angeles e Mandeville Canyon.

Il produttore Joseph F. Robinson ha ricordato che i mostri avrebbero dovuto possedere dei giganteschi e feroci animali simili ai lupi, chiamati Voles, addestrati per essere l’avanguardia dell’invasione, ma la sequenza che li riguardava venne così male da essere tagliata. Robinson ha dichiarato, inoltre, che il film fu girato con 80.000 dollari e con otto costumi indossati dalle comparse. Come vedremo, il regista non è d’accordo con quest’affermazione.

A causa del basso budget della pellicola, l’attrice Susan Hart (esclusivamente a causa del suo aspetto) ricevette ben 35 dollari per acquistare il proprio guardaroba. Non doveva nemmeno fare quella parte, ma la scelsero immediatamente quando si presentò… In un’intervista Hutton ha affermato che né lui né gli stuntmen furono pagati per il loro lavoro nel film e che i costumi costarono più della metà del bilancio del film.

Richard Arlen era la scelta originaria per interpretare il Prof. Galbraith, ma Robert Burton ne prese il ruolo. Purtroppo Burton morì di cancro poco dopo le riprese.

Quando il pilota sta tentando di sbarcare a Los Angeles, sta volando con un tempo brutto e senza visibilità, ma le riprese esterne mostrano un cielo limpido e senza nuvole.

La scena di devastazione presumibilmente causate dalla lotta con le creature, mostrata brevemente mentre il gruppo si sta allontanando dall’aeroporto, è in realtà una ripresa delle colline di Hollywood poco dopo un incendio. Le sequenze nella macelleria e nel congelatore sono state girate in un vero macello di proprietà del suocero di Robert Hutton a Lancaster in California.

I due personaggi che appaiono nel teatro sono interpretati rispettivamente da Joseph F. Robertson e Edward Finch Abrams, rispettivamente produttore e produttore associato.

Blair Robertson, una delle sceneggiatrici nonché moglie di Joseph, interpreta la signora Steel nel filmato dove vengono commentate le notizie alla tv.

Il film usa in maniera sconsiderata le macchine della nebbia, a un certo punto non è possibile nemmeno vedere gli attori.

TV Guide ha dato al film una recensione negativa, aggiudicandogli 1 su 4 stelle.

Anche Allmovie condanna The Slime People, definendolo “a buon mercato” e “inetto”, e ha poi affermato che il film funzionava solo in brevissimi momenti.

the slime people

Personalmente parlando, devo dire il modellino è fatto molto bene, ovviamente in Italia vi potete scordare di trovarlo!

Intervista a Robert Hutton

Come entrò in The Slime People?

Un produttore di nome Joe Robertson trovò alcune persone che gestivano una catena di lavanderie e li convinse a investire dei soldi in The Slime People. Joe e sua moglie avevano scritto la sceneggiatura, ma la scrissero sotto pseudonimo perché non volevano essere accreditati. Li capisco! Avevano bisogno di un regista, e lui sapeva che ero ansioso di dirigere, così ansioso che l’avrei fatto praticamente gratis. Fu un gran divertimento farlo. Avevamo un budget davvero ristretto, ma avevo sempre voluto dirigere un film e me ne diedero l’opportunità. Potevamo permetterci solo due costumi per gli slime people, e avrebbero dovuto conquistare il mondo! C’era un ubriacone nel costume e non faceva che muoversi! Ma fu divertente e fece soldi, che era tutto quello che contava.”

Fu soddisfatto del suo lavoro come regista?

Scoprii che dirigere non è un lavoro così facile. C’erano molte cose che non sapevo e penso che decisi di non provarci più, ma l’ho fatto e mi sono divertito. E ho fatto il meglio che ho potuto con il denaro che avevo a disposizione, cioè niente!

Quant’era niente?

Il nostro budget era 56.000 dollari, una nullità anche allora. Nel fare il film andai da tutti i miei amici perché non potevamo pagare alcun salario. Prendemmo in prestito un ufficio a Hollywood Blv. per scegliere la protagonista, e la prima ragazza che arrivò fu Susan Hart. Aveva un maglione e un bell’aspetto, e non le chiesi di leggere o alcunché. Le dissi solo: “Hai la parte!” Era molto attraente e sapevo che era una fotomodella affermata. Susan Hart si comportò bene con noi e fece un ottimo lavoro; poi sposò uno dei dirigenti della AIP, Jim Nicholson. Presi Les Tremayne perché era un amico. “Per favore, aiutami, è la mia prima possibilità come regista!” Lo pagammo il minimo sindacale. Richard Arlen doveva all’inizio interpretare il professore. Era un vecchio amico, ma se la stava passando male. Penso che avesse problemi con il bere, e non lavorava regolarmente da parecchio. Alle 11 della sera prima che cominciassimo le riprese stavo andando a letto e suonò il telefono. Era un’infermiera dell’ospedale che disse: “Mr. Hutton, abbiamo qui mr. Arlen e sta molto male. Vuole dirle che non può fare il film.” Così chiamai Robert Burton e gli chiesi di fare il film e iniziare l’indomani, e disse sì. Era un bravo attore e lavorò come un mulo. Morì poco dopo per un infarto, e ne soffrii molto; era un brav’uomo. Avemmo dei buoni attori, anche se non fu un gran film.” “Il film è accreditato come Hutton-Robertson production. Vuol dire che ci ha investito dei soldi?” “No, Joe e io semplicemente formammo una nostra compagnia. Volevamo continuare e fare altri film, ma non andò così. E Robertson era tutto matto, come un ragazzino. Stava producendo un film, e voleva che lo dirigessi io. Ricordo che lo accompagnai a prendere i costumi dei mostri, le maschere da lupo e anche i costumi degli slime people. Li mettemmo nella sua auto e io guidai la mia. Al ritorno mi fermai a un semaforo, e guardai fuori. Quel matto s’era messo la maschera di lupo e mi stava ululando dalla sua auto.

Cos’erano queste maschere da lupo?

Furono tagliate dal film. Era in realtà la maschera di un avicolo, un roditore scavatore. Gli avicoli appartenevano agli slime people e se li portavano dietro per qualche ragione, non so bene. Non facemmo molte ricerche per quel film. L’unica ricerca che facemmo era immaginare da quale tana potessero uscire senza dare troppo nell’occhio. In quel periodo ci fu uno dei ricorrenti incendi a Bel-Air, e alcune belle ville furono distrutte. Burt Lancaster perse casa sua e anche Zsa-Zsa Gabor, gente così. Joe mi chiamò e disse: “Ascolta, ottieni un permesso dalla polizia e vai sul posto con una camera a mano e riprendiamo il tutto e usiamo la scena nel film.” E facemmo così. Grazie a Dio per quell’incendio!

Dove altro giraste?

Le scene all’aeroporto furono girate al Van Nuys Airport, la stazione tv era la KTTV. La macelleria era a Lancaster, California, e apparteneva a mio suocero. Disse che sì, potevamo usare il suo negozio, ma rifiutò di chiudere la refrigerazione e quasi congelammo nella scena del congelatore. Ragazzi, che freddo! Scritturammo due nani per la scena degli avicoli e li facemmo saltare dal soffitto sui clienti del negozio. Mio suocero non volle chiuderlo! Lo avevamo pagato, ma non capiva perché dovesse chiudere il negozio e danneggiare gli affari. Così non impedì ai clienti di entrare e li spaventammo a morte!

I costumi degli slime people furono costosi?

Sì, costarono parecchio, dai 3 ai 4000 dollari, cioè una bella fetta dei 56000. Avevamo due costumi completi e due teste di avicola. Erano fatti bene, cioè erano fatti al meglio possibile in questo genere di film.”

È mai stato pagato per la regia e l’interpretazione in The Slime People?

Non ho ricevuto neanche la prima settimana di salario.”

Abbiamo parlato con i due stuntman che hanno fatto gli slime people e, se può consolarla, neanche loro sono stati pagati.

Ah, adesso mi sento molto meglio. L’uomo che usammo più spesso fu un amico di Jock che era sempre ubriaco. Fu veramente bravo come slime man, perché barcollava. Funzionava davvero! Anche lui mise qualche soldo nel film.”

(Dall’intervista a Robert Hutton del 1989, Fangoria n. 87 – Traduzione di Mario Luca Moretti)

Intervista a Susan Hart

Oggi posso dire che mi sono divertita tantissimo a interpretare The Slime People. Avevamo come regista Robert Hutton che aveva girato molti film per la Warner durante gli anni ‘40 e voleva fare quel film perché aveva trovato, in un certo Don Hansen un finanziatore che era proprietario di una catena di lavanderie a secco. Quello che mi viene subito in mente quando parlo di lui è, che quando veniva sul set portava un cappello enorme, di quelli che chiamano” alla Fedora”. Ero veramente emozionata quando incontrai Hutton nell’ufficio del mio agente… dipendeva da lui se sarei stata scelta o no e già sapevo che non avrei avuto la paga sindacale, ma molto meno ed ero preoccupata anche per un’altra cosa: mi avevano detto che prima di dare la parte ad una attrice i registi se la portavano a letto. Ero a conoscenza, dopo averlo constatato di persona, che in televisione non era così, ma non avevo mai lavorato in un film, ecco perché, oltre emozionata, ero anche preoccupata. Quell’uomo mi avrebbe chiesto di andare a letto con lui se volevo la parte? Proprio per questo avevo chiesto di poterlo incontrare nell’ufficio del mio agente, invece che alla produzione e non immaginavo certo che, in realtà, gli avevo probabilmente fatto un favore perché non sarebbe stato in grado nemmeno di affittare un ufficio. Beh, mi tranquillizzai non solo perché disse che gli sembravo perfetta per la parte di protagonista, ma fu veramente gentile e non mi fece nessuna proposta fuori luogo. Io e il mio agente sapevamo già che dal lato economico quello che poteva pagare era veramente poco per cui accettammo e firmammo subito il contratto. Non ricordo la cifra, non credo che fossero novecento dollari la settimana, piuttosto potevano essere trecento dollari alla settimana per tre settimane di lavoro e, comunque sia, per me in quel periodo, era una bella cifra che con i ruoli secondari che avevo interpretato, non avevo mai preso. Il mio primo ed unico vestito che indossai per tutto il film, costò 34 dollari e poiché lui non aveva soldi con sé li anticipai io e mi furono resi. Dovevo portare con me, sempre, una borsa nera in tutte le scene anche quando lottavo con gli uomini di fango. Non ho mai capito il perché. Poiché dovevo recitare con lui, mi chiese d’invecchiarmi un poco in modo che si vedesse meno la differenza di età per cui resi il trucco più pesante e mi tirai su i capelli. Dovetti anche portare dei tacchi a spillo e, quando dovevo correre, non riuscivo a fare che qualche passo senza inciampare, fu una vera tortura per i miei piedi. Il mostro era interpretato da un ragazzo simpaticissimo. Si chiamava Jock Putman e suo patrigno era un medico molto conosciuto, conosciuto addirittura come il padre della neurologia. Si chiamava Tracy Putman e fu lui a scoprire il Dilantin che devono prendere tutti coloro che soffrono di epilessia. In quel film Jock era in realtà il microfonista, ma era anche uno del popolo del fango. Riuscì persino a far fare un breve cameo al suo patrigno che, nel film interpreta la parte di un grande scienziato. Jock, fra le altre cose si occupava degli effetti speciali e correva avanti e indietro per il set spargendo della nebbia artificiale che otteneva con il ghiaccio secco dentro a dell’acqua, il bidone era talmente pesante che era compito solo degli uomini il portarselo in giro, ma quando lui era impegnato con il microfono la nebbia, ovviamente, la facevano gli altri. La troupe era talmente piccola che tutti noi dovevamo arrangiarci. Le tute che indossavano le comparse per fare i mostri per me non erano affatto paurose, anzi, facevano proprio schifo ed erano assolutamente ridicole, ma per farle fare credo che, in pratica, avevano prosciugato il budget. Un altro problema che avevano quei “cosi” è che erano dannatamente pesanti e molto spesse per cui quando Jock la indossava sudava maledettamente e, se non avevate mai visto un mostro sudare e imprecare… dovevate essere lì. Il poveretto soffriva per davvero, stare lì dentro era una tortura: il caldo era soffocante e più volte è stato sul punto di svenire… poi c’era un’altra comparsa per i mostri e costui fumava sempre… no avete idea come era assurdo e divertente, durante le pause vedere uno dei mostri con la sigaretta in bocca, considerate che quando indossavano quelle tute dovevano tenersele fino alla fine delle riprese e questo perché per tirarli fuori ci voleva oltre mezz’ora ed era un tempo che non si poteva perdere… anche i minuti erano contati. Judee Morton, che nel film faceva la parte di mia sorella perché nel film doveva solo scappare dai mostri che la inseguivano e m’invidiava perché io potevo almeno urlare e avevo anche qualche battuta. Di quel film ricordo con piacere Les Tremayne, un grande attore e un vero signore. So che Robert Hutton non è mai stato pagato, per quanto mi riguarda mi pagarono regolarmente la prima settimana poi, lentamente, giorno dopo giorno la troupe cominciò a diminuire di personale e dalla seconda settimana non presi più un dollaro, ancora oggi avanzerei sui 1.400 dollari. Nel mio curriculum non ho mai messo quel film, ho sempre cercato di evitarlo. La settimana che il film uscì a Los Angeles io partii per una vacanza strategica a Seattle dove era mio fratello, ma il mio agente mi telefonò per dirmi che quel capolavoro della cinematografia sarebbe uscito anche lì. Io stavo organizzando la mia evasione quando mio fratello mi trattenne. Era al settimo cielo sapendo che sua sorella aveva fatto la protagonista in un film che stava per uscire anche nella sua città. Non aveva idea di che razza di schifezza stessimo parlando. Fui costretta ad accompagnarlo in una sala mezzo vuota. Fortunatamente fu soporifero per quasi tutti. Io volevo convincere mio fratello ad uscire perché, devo dire, la sua emozione si era alquanto sopita, ma restò coraggiosamente fino alla fine pur annoiandosi a morte…

Regia: Robert Hutton

Int.: Robert Hutton, Les Tremayne, Robert Burton, Judee Morton, Susan Hart, Tom Laughlin, William Boyce
Fotografia: William Troiano
Musica di: Lou Forman
Sceneggiatura: Vance Skarstedt (Joseph F. Robertson) e Blair Robertson
Produttore / Produzione: Joseph F. Robertson Productions
Durata: 60’ Usa 1964
DVD: V.O.

Articolo tratto dal libro di Giovanni Mongini della Serie Chi li ha visti? numero 4
edito dalla Edizioni Scudo