Articolo tratto dal libro di Giovanni Mongini della Serie Chi li ha visti?
numero 2 edito dalla Edizioni Scudo.

Tit. Messico: El Monstruo de Piedras Blancas
Regia: Irvin Berwick
Int.: Les Tremayne, Forrest Lewis, John Harmon, Jean Carmen, Don Sullivan, Joseph LaCava, Jack Kevan (Il mostro), Pete Dunn (Il mostro)
Sceneggiatura: H. Haile Chace
Produttore: Jack Kevan
Fotografia: Philip H. Lathrop Durata: 71’ USA 1958

INEDITO

 

The Monster of Piedras BlancasDi The Monster of Piedras Blancas, che ho potuto vedere anni dopo la sua uscita, ho un ricordo tipicamente… modellistico, se mi si passa il termine non propriamente italiano. Come dicevo, avevo visto il film e ne cercavo il modellino, su Internet ero riuscito a trovarlo. Avevo preso da poco un bellissimo modello del Rhedosauro che distrugge il faro, tipica e famosa scena tratta dal film di Eugene Louriè Il risveglio del dinosauro. Ero riuscito a procurarmelo rapinandolo all’asta all’ultimo secondo, per cui tentai lo stesso metodo. Purtroppo non ebbi lo stesso risultato perché il computer, in quel disgraziato momento, si bloccò e quando la linea ebbe il buon gusto di tornare, l’oggetto era già stato venduto. Solo un anno dopo ebbi la fortuna di ritrovarlo, non era proprio gratis, duecento dollari, ma da bravo maniaco non cedetti e ora è qui che mi guarda torvo anche se è in compagnia di tanti suoi amici mostri. Sembra che mi dica: “Solo un pirla come te poteva spendere tanto. Mio fratello maggiore, quel vanitoso de Il mostro della Laguna Nera costa molto meno persino nella sua versione più umanoide di Terrore sul mondo, però, dai, sono contento, a parte le arie da mostro classico che si dà: ho ritrovato tanti amici qui.”

Beh, meno male, visto il caratterino che possiede…

La storia si svolge su un faro isolato appollaiato su un tratto di scogliera marina nel sud della California. Siamo vicini al tramonto e Sturgis (John Armon), il guardiano del faro, vede due uomini che portano un’attrezzatura da pesca e che camminano sulla scogliera. Malgrado Sturgis dica loro che la scogliera non è sicura, i due lo ignorano. Non sappiamo di preciso a cosa quell’uomo si riferisca. O forse sì, vediamo che depone del cibo in una ciotola metallica tenuta ferma da una catenella fissata alla roccia vicina a una grotta. Il giorno successivo, a cavallo della sua bicicletta, Sturgis si dirige al negozio del paese dove incontra il Connestabile George Matson (Forrest Lewis), in pratica l’unico poliziotto della zona. Matson e altri due stanno esaminando i corpi decapitati dei fratelli Renaldi, i due pescatori avvisati la sera prima. Sturgis non dice nulla al Connestabile e si dirige verso il piccolo e unico negozio di alimentari gestito da Kolchek (Frank Avidson), uno straniero che ha trovato i corpi dei due pescatori. Convinto che sia stato un animale ad ucciderli, non prende in considerazione l’ipotesi di Matson di un incidente in barca, questo almeno fino a che non verranno fatti esami più approfonditi. Lui è convinto che i due fratelli abbiano avuto un incontro non proprio gradito, con il mostro di Piedras Blancas che, si dice, abiti nelle grotte sotto il faro.

Non ho mai visto niente del genere nella mia vita. Le teste sono state strappate via! Che cosa pensi, Connestabile?

Non so cosa pensare, sono bianche come lenzuola, non sembra sia rimasta una goccia di sangue nei loro corpi”.

Nel frattempo Matson incontra il dottor Jorgensen (Les Tremayne) nel ristorante di proprietà del primo. Il parere del medico non corrisponde a quello di Kolchek e del suo mitico mostro, ma nemmeno è d’accordo su un possibile incidente. Non solo le teste dei due sono state tagliate in modo così pulito e preciso da far addirittura pensare che siano stati ghigliottinati, ma erano anche stati svuotati totalmente dal sangue. Sulla barca non ve n’era nessuna goccia. Sturgis entra nel ristorante in quel momento per parlare con sua figlia Lucile (Jeanne Carmen). Non solo continua a negare di aver visto i due fratelli, ma sembra molto preoccupato quando viene a sapere che sua figlia dovrà fare un doppio turno al ristorante e che quindi tornerà a casa molto tardi. In realtà Lucile sembra avere ben altri programmi e passa quasi tutta la giornata con il suo fidanzato Don (Frank Sullivan), uno studente di biologia marina. Alla sera, finito il suo turno Lucile è accompagnata a casa da Fred. Nelle vicinanze del faro la giovane prosegue da sola poi si dirige alla spiaggia e, accertatasi che non vi sia nessuno, si spoglia per fare un tuffo. Da dietro un masso una mano munita di lunghi artigli s’impossessa degli abiti. Quando la ragazza esce dall’acqua ritrova però gli abiti dove li aveva lasciati e se ne torna a casa del tutto ignara del pericolo che ha corso. La creatura decide di fare un salto in paese. Entra nel negozio di Kolchek e aggiunge un’altra testa alla sua collezione. Un bambino, Jimmy (Wayne Bervick), trova il corpo la mattina seguente e altri morti vengono trovati nei giorni seguenti tra cui quello di una ragazzina. Anche Sturgis viene attaccato ed è trovato ferito giù dalla scogliera vicino al mare, soccorso da Fred, dal Connestabile e da Jorgensen e messo a letto a riposare. Il suo cane è scomparso, più tardi Lucile lo troverà morto.

Omicidio, omicidio, omicidio… mamma, qualcuno è stato ucciso, qualcuno è stato ucciso!

Chi era, Jimmy?

Il signor Kolchek, è morto, sembra terribile.”

Dove Jimmy? Dove, dove?

Sono andato al suo negozio per comprare delle caramelle, ed era nel suo ufficio, morto, e mamma, non aveva più la testa.”

L’unico indizio è una fibra di composizione sconosciuta che Fred trova nel negozio accanto al cadavere di Kolchek. Jorgensen e Fred non hanno mai visto una cosa di quel genere: non è di un rettile e non è di un pesce. In un secondo tempo Fred e Matson tornano nel negozio assieme ad altri due che sembrerebbero inservienti nel negozio di Kolchek. Aprendo la porta dove è conservata la carne, il conestabile si trova davanti il mostro che gli dà un’artigliata al fianco mentre tiene in mano la testa di Ed, poi uccide o ferisce gli altri due e fugge. Il mostro è stato però colpito in testa da una mannaia da macellaio e, alla stessa, sono rimasti attaccati dei peli e sangue. Dagli esami che così possono essere completati sembra si tratti di un rettile marino che si presumeva estinto da millenni, classificato come Diplovertebron… Diciamo subito che la creatura in questione è realmente esistita ma il suo aspetto era completamente diverso. Era abbastanza simile a un coccodrillo e abitava principalmente fiumi e laghi. Era lungo circa sessanta centimetri e probabilmente non era molto adatto alla vita sulla terra perché le sue zampe erano poco ossificate. È vissuto oltre trecento milioni di anni fa.

Abbiamo trovato il nostro assassino”.

Che cos’è?

È inumano, è alto quasi sette piedi e ha una forza tremenda.”

The Monster of Piedras Blancas

Ora i nostri sanno con chi hanno a che fare anche se il dottore, da bravo uomo di senso, augurerebbe una sorte migliore per la creatura:

Se cercherai di aggirarlo, non si può dire quanti uomini ucciderà prima di riuscirci. Oltre a questo, Fred ha ragione: potrebbe rispondere a molte domande sull’evoluzione, oltre a rendere la nostra città famosa.”

Finalmente Sturgis confessa il suo segreto alla figlia. Aveva trovato la tana di quell’essere già molti anni fa, poco dopo che sua moglie, la madre di Lucile, era morta. Lui aveva cominciato a nutrirlo, prima con del pesce e poi con pezzi di carne ottenuti da Kolchek, tutto questo mentre la figlia era a scuola o al lavoro. Questo suo accudire quella creatura lo aveva in parte distolto dal dolore provato con la morte di sua moglie. Probabilmente il mostro, sempre più affamato, ora cerca qualcosa con cui cibarsi e quando, per la prima volta, ha ucciso i due pescatori ha trovato di suo gusto il sangue e la carne umana. Si avvicina l’olocausto finale: il mostro e cerca di rapire Lucile ma Sturgis lo blocca mentre sta salendo sul faro con lei in braccio. Viene preso a fucilate dal padre ma è solo ferito, quindi se ne scende sempre con in braccio la ragazza. Dalla cima del faro Sturgis gli tira addosso un oliatore e lo prende in testa con rara precisione, la cosa fa molto incazzare il mostro che molla la ragazza sulla sabbia e riprende a salire le scale che portano al faro. In fondo ha ragione: cosa vuoi che siano due o tre fucilate contro un oliatore sul cranio? Le fucilate non meritano vendetta ma il colpo in testa sì. Raggiunge il guardiano del faro e lo butta di sotto, per fortuna i nostri erano arrivati e Fred lancia una corda sul faro che Sturgis riesce a legare alla ringhiera giusto poco prima del suo ultimo volo. Così Fred raggiunge la cima e si trova alle prese con la creatura. Poco prima, in una grotta, lui e Matson avevano trovate le altre teste assieme a un granchio che voleva pasteggiare con quelle prelibatezze e gli aveva sparato. Ora, come prima con Sturgis, parrebbe che la produzione avesse esaurito le pallottole e allora il ragazzo grida a Lucile di accendere il faro. Il mostro, accecato, arretra verso la ringhiera e il calcio dell’arma di Fred termina l’opera facendolo precipitare in mare. Abbraccio finale dei due innamorati.

Il regista

Irvin Berwick (1914-1997) fu un bambino prodigio: suonava il pianoforte nei concerti prima di avere dieci anni. Anche se non ha mai smesso di suonare in privato, la sua carriera doveva però essere nel cinema. Il suo primo incarico a Hollywood, verso la fine degli anni ‘40, fu come dialoghista sotto contratto ai Columbia Studios, spesso con William Castle. Poi Berwick lavorò alla Universal International per tutta la maggior parte degli anni ‘50, spesso con Jack Arnold, su diversi thriller e western di fantascienza. Fu dialoghista in Contro tutte le bandiere (1952) con Errol Flynn, che gli diede una cassa di costosi liquori per i suoi servizi (anche se Berwick non beveva). Durante lo stesso periodo, ha lavorato (non accreditato) nella serie televisiva Topper (1953). Nel 1958-59 la Universal International licenziò molti dei suoi dipendenti. Berwick, quindi, con l’esperto di make-up Jack Kevan, formò una società di produzione, la Vanwick Productions. Il primo film dell’azienda, Il mostro di Piedras Blancas, fu un tentativo deliberato di emulare il successo de Il mostro della laguna nera (1954). Il team Vanwick girò altri film come The Street is my Beat (1966), ma The Monster of Pedras Blancas, ben caratterizzato dal personaggio di John Harmon, apparso in quasi tutti i suoi film, fu il suo film preferito. Harmon fu anche il padrino del figlio di Berwick: Wayne Berwick (che interpretò il ragazzino, Jimmy, nel film). Berwick lavorò spesso anche come produttore, e direttore di seconda unità sui propri film e su altri durante gli anni ‘60 e ‘70. All’inizio degli anni ‘70 iniziò a insegnare la produzione di film attraverso l’UCLA Adult Extension e lo ha fatto per quasi un decennio.

Attori

Les Tremayne (1913-2003): nato a Balham, in Inghilterra, e conosciuto per la sua voce in radio, l’attore si trasferì a Chicago con la famiglia all’età di 4 anni (sua madre è stata l’attrice Dolly Tremayne), nascondendo il suo accento britannico mentre cresceva. Iniziò la sua carriera con il teatro della comunità, ballando in spettacoli di vaudeville e facendo l’imbonitore nei parchi di divertimento. Ottiene il suo primo lavoro in radio nel 1930 e ha continuato ad apparire in una serie di serate e spettacoli usando una varietà di voci e accenti. Nel 1936 guadagnò la fama quando sostituì l’attore Don Ameche come protagonista sul The First Nighter, un programma settimanale di drammi radiofonici. Nel 1943, lasciò la zona di Chicago e andò prima a Los Angeles e successivamente a New York. Lì interpretò Bob Crosby sul Old Gold Show prima di servire nel servizio militare. Di nuovo a New York, fu protagonista per un breve periodo di tempo nelle serie di mistero Thin Man e Falcon. Divorziato dalla prima moglie, Lenore Kingston, recitò con la seconda moglie, Alice Reinhardt, nel talk show di The Tremaynes. Più tardi apparve sul palco con Heads or Tails nel 1947 e per 18 mesi su Broadway con Detective Story a partire dal 1949. Negli anni Cinquanta partecipò sia a film cinematografici sia in show televisivi. I film includono La gang (1951), lo sci-fi classico La guerra dei mondi (1953), Un uomo chiamato Peter (1955) e Intrigo internazionale (1959). È apparso in numerosi serial come Perry Mason (1957), Alfred Hitchcock presenta (1955), Indirizzo permanente (1958). Negli anni ‘60, recitò in diversi film horror a basso budget.

Filmografia: Francis all’accademia (1952), It Grows on Trees (1952), La Guerra dei Mondi (1953), La Meteora Infernale (1957), The Monster of Piedras Blancas (1959), The Slime People (1963), Creature of destruction (1967), The Phantom Tollbooth (1970), The nacked monster (2005).

John Harmon (1905 – 1985): John Harmon fu attore e direttore di produzione, noto soprattutto per Funny Girl (1968), Monsieur Verdoux (1947) e The monster of Piedras Blancas (1959). Negli anni successivi divenne un rivenditore di libri usati. Il suo negozio occupava la metà dello spazio degli Antiquari di Shirley sul Topanga Canyon Blvd, appena a sud di Ventura Blvd, a Woodland Hills, CA. Possedeva la raccolta delle prime edizioni di Mark Twain. Sopravvissuto al figlio, è morto nel 1985, circa un anno dopo aver subito un infarto.

Forrest Lewis (1899 – 1997): nato a Knightstown, Indiana, fu un attore noto per Secondo amore (1955), Un professore tra le nuvole (1961) e Lo sport preferito dall’uomo (1964). Morì nel 1997 a causa di un attacco cardiaco.

Jeanne Carmen (1930 – 2007): trascorse la sua prima infanzia a Paragould, Arkansas con la sua famiglia che raccoglieva il cotone. All’età di tredici anni scappò da casa per arrivare a New York, dove trovò lavoro come ballerina in una compagnia off-Broadway. Gli anni ‘50 la vedono a Las Vegas, Nevada, in compagnia di gente come il mafioso Johnny Roselli. Scoprì poi di avere un talento naturale per il gioco del golf con il quale divenne famosa. All’inizio degli anni ‘50, mollò il gioco del golf e si recò a Hollywood dove spesso era in compagnia di alcuni degli sciupafemmine più noti della città, uomini come Elvis Presley, Frank Sinatra e molti altri. Mantenne inoltre un rapporto stretto con Marilyn Monroe. Jeanne non ha mai fatto nei film grandi ma apparve in molte produzioni di serie B che comunque la resero celebre e conosciuta Dopo la morte della sua amica Marylin Monroe, Carmen  risiedette in Arizona per oltre un decennio. È morta all’età di 77 anni di linfoma nella sua casa di Orange County, California, dove abitava fin dal 1978. Poco prima di morire apparve in The Naked Monster (2005) accanto ai più famosi interpreti di film di fantascienza quali Kenneth Tobey, John Agar, Robert Clarke, Robert Cornthwaite, Lory Nelson, Ann Robinson, Gloria Talbott e lo stesso Les Tremayne.

Note e curiosità

La Universal fornì a buon prezzo macchinari e troupe per realizzare il film che, in effetti, era una produzione indipendente. Fu girato interamente a Point Concepcion, in California, per quanto riguarda le scene del faro, e nella vicina Cayucos, per quanto riguarda la spiaggia e le scene in città. Il mostro, creato da John Kevan, utilizzava pezzi di altri mostri di altri film della Universal Pictures: Nel tempio degli uomini talpa (1956) per gli artigli; Cittadino dello spazio (1955) per i piedi (del mutante di Metaluna); Il mostro della Laguna Nera (1954) per la sagomatura di base del corpo. Solo la testa fu una creazione ex novo. Evan ha fornito una trama completamente originale nel creare Il mostro di Piedras Blancas. Ironia della sorte, il film non fu girato nella vera Piedras Blancas ma a circa cinquanta miglia di distanza. Il luogo fu giudicato fotograficamente non  molto interessante.

Il giovane Wayne Berwick, il figlio del regista, che nel film interpretava il  Jimmy, dichiarò a proposito del padre:

Piedras Blanca era l’orgoglio e la gioia di mio padre. Fu il suo unico successo. Avevo otto anni allora e sul set c’erano almeno cinquanta o sessanta persone a guardare le riprese. Vi ricordate la scena in cui l’uomo sta camminando per la strada con sua figlia morta in braccio? Beh, la figlia morta ero io con scarpe da ragazza e l’uomo che la trasporta era mio padre. Non volevo dire la mia ultima battuta: “Gli manca la testa, è brutta, non vorrei dirla” e mio padre rispose: “Oh no … è proprio quello che colpisce il pubblico!

Il mostro fu deliberatamente tenuto fuori schermo per costruire tensione, ma per il giovane Berwick, che lo vedeva quotidianamente, fu fonte di ripetuti incubi.

Sono stato proprio lì per tutto il tempo,” ha detto. “Ho visto le macchine da ripresa e ho visto che il mostro con la testa staccata passarmi davanti e ne sono stato annientato per anni. Sono stato spaventato a morte da quel mostro.

Pete Dunn nella parte del "mostro." The Monster of Piedras Blancas

Pete Dunn, morto nel 1990, svolse due ruoli nel film: Eddie, il vice del conestabile, e il mostro. Non era il solo però, in alcune sequenze il costume fu indossato da Jack Kevan (1912-1997). Kevan si occupò di make-up e di effetti speciali di film come Il Mago di Oz (1939), Gianni e Pinotto e il cervello di Frankenstein (1948), Destinazione… Terra (1953), Gianni e Pinotto contro il dottor Jekyll (1953), Il mostro della Laguna Nera (1954), Cittadino dello spazio (1955), La vendetta del mostro (1955), Radiazioni BX: Distruzione uomo (1957), Nel tempio degli uomini talpa (1956), Il terrore sul mondo (1956), Prigionieri dell’Antartide (1957), Ricerche diaboliche (1958). Parti del costume del mostro di gomma furono usate anni più tardi nello show televisivo Flipper, nell’episodio I mostri di Flipper, diretto da Ricou Browning, che aveva eseguito le scene di nuoto del gill-man in Il mostro della Laguna Nera. La Universal diede una grande collaborazione non ufficiale alla produzione perché attraversava un periodo di problemi di bilancio. Vanwick poté usufruire di accordi molto convenienti per veicoli e attrezzature di produzione. Era il modo usato dallo studio per aiutare molti dei suoi tecnici licenziati e che avevano trovato lavoro nel film indipendente. Il budget finale del film fu di 29.000 dollari. Nella scena più sconvolgente, il mostro tiene la testa mozzata di Eddie. Una sequenza che passo alla storia del cinema per essere la prima realizzata in quel modo.

Dunn trovò difficile indossare il vestito per più di mezz’ora:

Era molto faticoso da portare ed era difficile respirare.

Janine Carmen ricorda:

Il mostro era nella parte superiore della scala e stava inseguendo mio padre, ma era molto lento, quasi addormentato, ma nella seconda ripresa, quando intervenne Jack (Kevan), sembrava impazzito: quando si avvicinò al balcone cominciò ad arrampicarsi in cima e tutti gli urlavano” Scendi, ti ucciderai. Ha agito veramente come un pazzo.”

Il padre di Lucy, l’attore John Harmon, fu scagliato dalla passerella del faro dal mostro. Anche il mostro, quando fu colpito, finì in mare come accadde ad Harmon nella scena precedente. Il regista usò lo stesso manichino in entrambe le scene.

Si chiamava Oscar,” disse Berwick. ” Era con la nostra famiglia per tutto il tempo che posso ricordare ed era di casa nell’armadio dei miei genitori, sembrava Pete Dunn, per qualche ragione lo hanno usato solo come modello

Anni dopo, il padre di Berwick ha prestato Oscar a un regista che fece un film sul mostro di Loch Ness.

Oscar è adesso in fondo al Lago Tahoe,” commentò Berwick.

Il lavoro della troupe del film iniziò prima del levar del sole al ristorante Al di Ocean Avenue e Cayucos Drive.

Ci alzavamo e andavamo in questo piccolo ristorante per la prima colazione – disse Jeanne Carmen. – Ogni giorno prendevo uno zabaione, era la prima volta che lo assaggiavo, era la loro specialità, e questo è quello che ho avuto tutto il tempo, a colazione, per il pranzo e la cena”.

Commenti

Il film ricevette recensioni miste e negative. Leonard Maltin ha assegnato al film 1 1/2 stelle su 4, chiamando il film “ovvio e dilettantesco” e criticando anche il suo ritmo lento.

La TV Guide assegnò al film -1 su 4 stelle, chiamandolo “uno sforzo decisamente modesto”, ma complimentò il disegno del mostro quale unico elemento di interesse del film.

Il revisore di film di Internet James Rolfe dichiarò che odiò il mostro di Piedras Blancas perché la creatura non vide fino al culmine del film.

Dave Sindelar di Fantastic Movie Musings e Ramblings diede al film a una recensione mista, complimentando gli effetti corali del film, la musica (eseguita dal regista) e le performance di Sullivan e Tremayne. Tuttavia, criticò la sceneggiatura , il dialogo e il disegno del mostro.

Allmovie diede al film una recensione positiva definendolo “un film horror con molti elementi familiari ma con sufficienti tocchi anticonformista per far tornare i telespettatori agli anni ‘50“.