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THE INCREDIBLE PETRIFIED WORLD (1957)

THE INCREDIBLE PETRIFIED WORLD (1957)
Trama

Il professor Millard Wyman (John Carradine) ha addestrato un equipaggio di due uomini, Paul Whitmore (Allen Windsor) e Craig Randall (Robert Clarke), e due donne, Lauri Talbott (Sheila Noonan) e Dale Marshall (Phyllis Coates), per scendere, in una campana a pressione, nelle profondità dell’oceano mai esplorate prima. Improvvisamente il cavo che collega la campana con la superficie, si spezza e la missione sembra perduta. Miracolosamente l’equipaggio sopravvive all’incidente, ma la loro morte sembra inevitabile proprio a causa della rottura del cavo di collegamento e la conseguente mancanza di comunicazioni con la base. Dal loro abitacolo esplorano con un faretto il fondo oceanico attorno alla campana e, seppur increduli, ipotizzano che la corrente li abbia spostati dal luogo dell’incidente. Sembra anche che la pressione sia tollerabile, dato che si vede la luce della superficie. I quattro decidono di lasciare la campana e, grazie alla loro attrezzatura, di avvicinarsi alla luce. Raggiunta quella che credono essere la superficie dell’oceano, si trovano invece all’interno di una grande caverna. L’equipaggio esplora la grotta e trova una sorta di lucertola preistorica, quindi uno scheletro e poi un uomo che parla la loro lingua correttamente. Egli racconta di essere scampato a un naufragio quattordici anni prima e di aver trovato queste grotte dopo l’affondamento in mare. Sostiene anche che non vi sia nessuna via d’uscita e che un vulcano fornisce aria alle grotte. Nel frattempo, gli uomini addetti alla missione che lavorano in superficie intravedono alcune forme insolite in movimento vicino alla campana immersa, ma sembra un fenomeno senza significato. Il fratello minore del Prof. Wyman intanto mette a punto una seconda campana con delle modifiche rispetto alla prima. La missione è annullata ma, nonostante ciò, Wyman Junior s’immerge ugualmente. Purtroppo il vulcano diventa instabile e la seconda missione forse non riuscirà a trovare i superstiti in tempo…

La regia

Jerry Warren (1925 – 1988). Con tutto il dovuto rispetto per l’uomo, è difficile pensare a un qualsiasi regista di horror che ha girato film così economici o ridicolizzati come quelli di Jerry Warren. Basterebbe citare il film suddetto, o anche Teenage Zombies (1959), per poter considerare Warren, tra la fine degli anni ‘50 e i primi anni ‘60, come colui che era in grado di offrire il più basso denominatore comune nel cinema orrorifico. Il regista dichiarò che era cresciuto con la stessa inclinazione naturale di ogni altro ragazzo che cresce a Los Angeles: poter entrare nel business del cinema. Iniziò a seguire questa ambizione interpretando piccole parti negli  anni ‘40, come quelle in Caccia al fantasma (Ghost Catchers, 1944), Due marinai e una ragazza (Anchors Aweigh, 1945) e Gli invincibili (Unconquered, 1947). Un produttore fece una grande impressione su Warren quando gli disse, “In questa città, i produttori sono quelli che hanno tutto”. Così Warren iniziò la carriera di produttore nel 1956 con l’avventura horror Man Beast (1956).

Filmografia: Regista e produttore. Man Beast (1956), The Incredible Pietrified World(1959), Teenage Zombies (1959), Face of the Screaming Werewolf (1964), Attack of the Mayan Mummy (1964), Curse of the Stone Island (1965), Creature of the Walking Dead (1965), House of the Black Death (1965), The Wild World of Batwoman (1966), L’isola del dottor Frankenstein (1981)

Gli attori

The Incredible Petrified WorldJohn Carradine. Il suo vero nome era Richmon Reed Carradine, nato il 5 febbraio del 1906 a Greenwich Village, un quartiere di New York, figlio di una reporter e artista e di un chirurgo. Fu un ottimo caricaturista e si pagò il viaggio fino a New Orleans proprio realizzando disegni nelle hall degli alberghi. Dopo aver recitato in teatro, andò in California ed esordì nel cinema nel 1930. Fino alla sua morte, avvenuta a Milano il 27 novembre del 1988 per cause naturali, continuò a lavorare totalizzando una carriera di quasi duecento film. Ebbe cinque figli e tre di essi sono diventati attori con alterne fortune David, Keith e Robert Carradine.

Filmografia Essenziale: Frankenstein (1931), L’uomo invisibile (1933), La moglie di Frankenstein (1935), Return of the Apeman (1942), Captive Wild Woman, (1943), Revenge of the Zombies (1943), La rivincita dell’uomo invisibile (1944), Al di là del mistero (La casa di Frankenstein) (1944)  La casa degli orrori (1945), Face of Marble (1946), Il sonno nero del dottor Satana (1956), The Voodoo Woman (1956) Il giro del mondo in 80 giorni (1956), Invasion of the Animal People (1958), L’uomo animale (1958), The Cosmic Man (1959) Assalto dallo spazio (1959) The Incredible Petrified World (1959), Sex Kittens go to College (1960) The Wizard of Mars (1964) Dr. Terror Gallery of Horrors (1967): The Mummy and the Curse of the Jackal (1967), The Astrozombies (1968) Pacto diabolico (1968), La señora Muerte (1968), Big Foot (1969), Blood of the Ghastly Horror (1971), Moonchild il figlio della Luna (1971), Sette per l’infinito contro i mostri spaziali (1971), Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso e non avete mai osato chiedere (1973), 1.000.000 A.D. (1973), Clandestino per la Luna (1975), Sentinel (1977), L’occhio del triangolo (1977), Monster (1977), Allarme nucleare (1978), The Bees (1978), Il club dei mostri (1980), Il pianeta del terrore (1981), Il Golia attende (1981), L’isola del dottor Frankenstein (1981), Horror of it Hall (1983), I pirati della galassia (1984), Evils of the Night (1985), Lugosi the Forgotten King (1985),  Non aprite quell’armadio (1986), Peggy Sue si è sposata (1986), Prison Ship (1986), Metamorphosis (1988), Shepherd (1998).

Robert Clarke (1920-2005). Ragazzo appassionato di cinema fin dai tempi in cui viveva nella sua città natale di Oklahoma City, decise di voler diventare un attore anche se nelle sue prime esibizioni scolastiche soffrì di una forma di panico da scena. Lavorò negli atelier radiofonici dell’Università di Oklahoma e sul palco presso l’Università del Wisconsin prima di trasferirsi in California per cercare di entrare nel business dell’immagine. Dopo le aver tentato con la 20th Century Fox e con la Columbia, Clarke arrivò a ottenere un contratto di tre anni con la RKO dopo i quali iniziò la libera attività. Sposò Alyce King, una cantante, nel 1956 e un decennio dopo cominciò a apparire in TV e in tour con The King Family di Alyce. La sua autobiografia, To “B” or Not to “B”: A Film Actor’s Odyssey, è stata pubblicata nel 1966.

Filmografia: Dick Tracy incontra Gruesome (1947), The Man from Planet X (1951), Captive Women(1952), Lei, il mostro (1957), The Incredible Petrified World (1959), Men Into Space(serial 1 episodio – 1959), The Hideus Sun Demon (1959), Beyond the Time Barrier (1960), L’isola del dottor Frankenstein (1981), Alienator (1990), The Naked Monster (2005).

Phyllis Coates. Nata a Wichita Falls, Texas nel 1927, si trasferisce a Hollywood da adolescente con l’intenzione di iscriversi all’UCLA. Un incontro casuale con Ken Murray in un ristorante di Hollywood & Vine  la porta nel salone del Comedian’s Vaudeville. Iniziò come ragazza del coro e lavorò in apprendistato prima di impegnarsi con il veterano dello spettacolo Earl Carroll e poi in tour con l’USO. Phyllis ottenne una parte, come prima esperienza cinematografica, in short comedy alla Warner Brothers e poi diversi ruoli in alcuni lungometraggi dei primi anni ‘50. Dopo una stagione con l’uomo d’acciaio (George Reeves in Avventure di Superman – 1952), ha cominciato a dividere il suo tempo tra TV, B-movie e serial della Republic Pictures.

Filmografia: Superman and the Mole Man (1951), Invasione USA (1952), Panther Girl of the Congo (1955), La strage di Frankenstein (1957), The Incredible Petrified World (1959).

Ritagli

In un’intervista, l’attore Robert Clarke ha dichiarato che il direttore della fotografia della pellicola è in realtà un noto cameraman di Hollywood che ha usato lo pseudonimo Victor Fisher per non avere problemi con i sindacati. Le sequenze nelle caverne sono state girate a Colossal Cave a Tucson, Arizona. Il film, completato attorno al marzo 1957, è rimasto inedito per 3 anni fino a quando non è stato aggiunto in un doppio programma con un altro film di Jerry Warren, Teenage Zombies, nel 1960. Clarke ha anche affermato che Phyllis Coates non è mai stata pagata da Jerry Warren per la sua performance nel film.

Robert Clarke ha fatto tutto questo e altro come attore, produttore, regista e/o scrittore di un gruppo di film di fantascienza e horror come quelli sopra descritti, prima di girare questo film con il co-protagonista John Carradine e la ex Lois Lane, Phyllis Coates. La trama non è tanto una storia horror o di fantascienza, bensì una storia d’avventura volta alla scoperta di una regione cavernosa e sconosciuta sotto l’oceano.

Parlando di John Carradine Clarke dice:

Carradine è un attore estremamente capace, che realmente entra nella parte: in questo film, sia come cattivo sia in parti più ridotte, ha dato tutto il suo meglio, inoltre aveva e ha una grande capacità di concentrarsi e creare un ruolo. Era sempre un po’ in disparte, come se non volesse avere gente intorno per essere felice – è un uomo a sé stante.

(Famous Monsters of Filmand n. 136 by Robert Skotak)

Intervista a Jerry Warren:

Quanto ti è piaciuto lavorare con John Carradine in questo film?

John Carradine è un grande vecchio. La prima foto che ho usato per la scelta degli attori era quella di Carradine per questo film. Quando ho saputo che potevo ottenere John, ho trascorso tutta la notte a espandere la sua parte, perché a quel punto il suo ruolo non era diverso da quello degli altri, era solo uno degli scienziati. La possibilità di ottenere Carradine è avvenuta d’improvviso ecco perché ho trascorso tutta la notte a costruire quello che volevo girare con lui nei vari giorni. Ho scritto tutti i tipi di motivazioni per spiegare perché un cavo si è spezzato e una campana subacquea è stata persa. Ho convogliato il dialogo dove viene spiegato cosa è successo, era immensamente lungo e complicato e non aveva alcun senso, proprio perché avrei avuto Carradine! La cosa divertente è che quando l’ho scritto ho detto a me stesso: Spero che lo possa imparare, perché tutta la cosa era lunga e piena di frasi ridicole che non avevano alcun senso. Pensavo, nessuno può ricordare tutte queste cose, ma devo provare. Prende (Carradine) la sceneggiatura e la recita parola per parola, assolutamente perfetto. Poi, quando arriva dietro la cinepresa e riesco a inquadrarlo, la recita di nuovo e non guarda nemmeno lo script! Ha una memoria fotografica ed è assolutamente incredibile. Questa era la mia prima esperienza con lui; è un attore meraviglioso e puoi contare su di lui per qualsiasi cosa.”

Sei apparso in una di queste scene?  

“In questo film, mi sono seduto in aereo accanto a John Carradine. Pensavo di fare un cameo alla Hitchcock. Questo film è probabilmente quello più compiuto rispetto agli altri, ma ciò che lo ha paralizzato è la sua storia solo di sopravvivenza e salvezza. Avevamo un mostro che avrebbe dovuto svolgere un ruolo molto importante nel film, un vero e proprio mostro dall’aspetto terrificante. Abbiamo fatto l’abito del mostro a Hollywood, prima di andare in Arizona per le riprese. La base della creatura era una tuta da immersione in gomma nera; l’abbiamo verniciata con colori vivaci, abbiamo realizzato una grande testa, grandi occhi con degli occhiali, grandi artigli e tutto quello che poteva servire. Era un mostro di terra, qualcosa che doveva vivere al centro della terra. La cosa divertente è che quando siamo arrivati in Arizona, il vestito si è ridotto, in particolare le gambe. Jack Haffner, l’attore che doveva indossarlo, aveva polpacci grossi e muscolosi. Il vestito era stato progettato e adattato a lui. Quando andammo in Arizona e siamo scesi nella Colossal Cave, ha detto: ‘Non posso chiudere la cerniera delle gambe, questa cosa si è ridotta! Puoi avere qualcuno con polpacci piccoli?’ Così abbiamo iniziato a guardarci intorno per cercare qualcuno che potesse avere le gambe magre. Avevamo preso un giovane di colore chiamato Willie dall’ufficio dei richiedenti lavoro di Tucson per lavorare come operaio. Tutti stavano sollevando i suoi pantaloni per guardare i suoi polpacci. E lui era così spaventato che gli dissi: ‘Willie, metterò il tuo nome sullo schermo! Puoi dire ai tuoi amici: sono io in quel vestito da mostro.’ Ma era terrorizzato e non lo avrebbe messo! Infine lo mettemmo a mia moglie, Brianne Murphy, che svolgeva il compito di supervisore alla produzione, le cui gambe, essendo piccole, entrarono perfettamente nel costume, però non riempiva la parte superiore ed era troppo pesante per lei. Abbiamo girato il filmato con Bri che indossava il vestito del mostro ma sembrava così terribile che abbiamo dovuto tagliarlo completamente dalla pellicola. Robert Clarke è stata una buona scelta come co-protagonista. Bob Clarke è una delle persone più belle di Hollywood. Gli attori sono una sorta di un grappolo fioco; Bob Clarke ha molto più intelligenza della maggior parte di loro ed è un ragazzo molto simpatico. Non solo, è anche un attore che sa adeguarsi: è affidabile ed è in grado sempre di dare una buona prestazione.”

Sembra certamente che hai perso più tempo e fatica con questo film che con la maggior parte dei tuoi primi film.

“Probabilmente l’ho fatto. Ho avuto un sacco di pubblicità con Man Beast e alcune delle recensioni erano sconsolanti, si sono davvero scatenati con quel film. Mentre facevo la seconda ripresa, ho pensato che avrei dovuto cercare di renderlo meglio. Ma in quei giorni i giornalieri erano accettabili. Avrei dovuto impegnarmi meglio e fare delle riprese veramente buone; bastava girare quello che era strano, ma con questo film ho provato a fare qualcosa che fosse un po’ meglio.”

(Jerry Warren – Fangoria n. 45 – 1985 by Tom Weaver)

Jerry Warren è conosciuto per l’importazione di film a basso budget, stranieri, di horror e fantascienza, tagliandoli poi a pezzi per modificarli con frammenti di nuovi filmati. In questo modo ha travestito dei film in modi incomprensibili come Invasion of the Animal People e Attack of the Mayan Mummy. Warren ha girato dei film, tutti abbastanza sconvolgenti. Tra i suoi primi sforzi c’è stato The Incredible Petrified World, una storia d’avventura nello stile di quello che immagino Warren possa definire alla Jules Verne, anche se, in realtà, non c’è niente di pietrificato.

I sistemi di ripresa non sono sempre un segno negativo, ma The Incredibile Petrified World ce ne offre uno che è insolitamente lungo e avulso dal punto presunto del film. Mentre pesci spada e squali si battono con un polipo fino alla morte (sequenza che è stata utilizzata per lo stesso scopo in Il risveglio del dinosauro). Una voce fuori campo ci dice cose che non hanno la più tenue connessione con ciò che sarà presentato durante l’ora successiva. Immagino che l’idea sia stata quella di metterla sullo schermo fornendo una sbirciatina per farci capire le curiosità che motivano i nostri eroi, esploratori nella prossima missione. Non avremmo potuto essere più poveri se ci fosse stato subito introdotto l’ingegnere Jim Wyman (Joe Maierhouser), che sta attualmente costruendo una campana di immersione avanzata per il dottor Matheny dell’Istituto Californiano di ricerca Oceanografica (George Skaff). Il programma di Matheny ha un progetto gemello sulla costa opposta, un’impresa privata del fratello maggiore di Wyman, Millard (John Carradine), che ha progettato il design della campana subacquea, ma che è piuttosto lontana dall’essere pronta. Devo confessare a questo punto che tutta questa attività su due programmi di ricerca che usano entrambi la campana di immersione di Millard Wyman confonde adeguatamente il tutto, perché Millard stesso ripeterà che il motivo per cui ha costruito la sua versione con il suo proprio denaro è che non ha potuto convincere nessuna delle società oceanografiche, dotate di attrezzature, che la macchina avrebbe funzionato, o addirittura che c’era in progetto di inviare in primo luogo un uomo nelle profondità dell’oceano. Eppure il suo giovane fratello sulla West Coast costruisce esattamente lo stesso equipaggiamento con 98.000 dollari di qualcun altro. Ma è così che Millard è ancora sul ponte di una nave nel Mar dei Caraibi, preparandosi a mandare tre dei suoi allievi più fidati, insieme alla fotografa Dale Marshall (Phyllis Coates), nelle profondità dove nessun raggio di sole è mai penetrato. La ripresa dell’immersione non è particolarmente efficace. Qualcosa è andato storto e, quando la campana scende sotto i 1700 piedi, il cavo si spezza spedendo i componenti l’equipaggio sul fondo del mare, interrompendo la comunicazione tra i subacquei e la superficie. Wyman non ha modo di recuperare la campana o di salvare i suoi occupanti, e in generale, tutta l’intera missione.

The incredible Petrified WorldQuando Craig, Paul, Lauri e Dale si riprendono, gli uomini notano che c’è luce nell’acqua, anche se erano ben al di sotto della soglia dell’oscurità quando l’incidente si è verificato. La probabile spiegazione è che una corrente sconosciuta deve averli spinti sulla colonna d’acqua e li ha depositati su un pianoro di fondali marini più bassi, per cui i subacquei prendono il loro equipaggiamento ed escono dalla campana. L’uomo del sonar sulla nave in superficie rileva i loro movimenti perdendone quasi subito le tracce. Wyman teme che ciò che si vedeva nel sonar fossero i corpi morti dei subacquei che risalivano verso la superficie. Ma non è così perché quella luce, vista da Craig dall’oblò della campana, non era luce solare, bensì una fosforescenza emessa da una formazione rocciosa vicina. Non c’è modo che lui e i suoi compagni possano nuotare per raggiungere la superficie data la loro profondità attuale, però il mare luminoso è pieno di grotte e la maggior parte di esse sono piene di ossigeno intrappolato. I quattro possono non essere vicini al salvataggio ma almeno potranno sopravvivere più a lungo. Non solo, hanno compagnia! Dopo aver girato per un po’ all’interno delle grotte, gli esploratori incontrano un vecchio pazzo (Maurice Bernard) vestito da cavernicolo (purtroppo gli sforzi dei truccatori lo hanno fatto assomigliare a Babbo Natale). Il vecchio racconta di essere affondato con la sua nave ed essere scampato alla morte nello stesso modo dei nostri eroi. Secondo il naufrago, l’aria nelle grotte non deriva da alcuna connessione con la superficie, ma da emissioni gassose di un vulcano subacqueo a circa due miglia di distanza. Non esiste la possibilità di uscire dalle caverne, altrimenti lo avrebbe certamente trovato durante i quattordici anni trascorsi dall’affondamento della sua nave. Nel frattempo, Millard Wyman vola in California per parlare con Matheny. Pensa di aver capito perché il cavo della campana subacquea si è rotto e vuole prendere la copia da suo fratello, ovviamente apportando  alcune modifiche, per recuperare i suoi subacquei dispersi (che crede erroneamente essere morti). Meglio però farlo velocemente, perché un salvataggio, o quantomeno un tentativo smorzerebbe le polemiche che stanno nascendo…

Non potrei scrivere una recensione spiegando in modo adeguato quanto è disastroso e poco interessante The incredible Petrified World. C’è un certo livello minimo di competenza tecnica  per quanto riguarda la recitazione, la cinematografia e simili, ma non viene in alcun modo a compensare la totale assenza di finalità del film. La maggior parte della pellicola è composta da scene interminabili di persone che vagano in grotte e nuotano da e per il relitto della campana subacquea più e più volte. Non riesco semplicemente a concepire chi sia stato tanto affascinato dagli interni delle gallerie sotterranee, facendo sì che The Incredibile Petrified World possa tenere tutta la loro attenzione per il pur breve periodo di svolgimento del film e altresì non posso immaginare come Jerry Warren sia riuscito a ricevere soldi per questo.

(Scott Ashlin)

La storia non ricorderà mai Jerry Warren per essere stato un grande regista, infatti sarà probabilmente il contrario. Lui era ancora più economico di Roger Corman quando si parlava di bilanci e quando distribuiva un film che sarà mai un grande successo. Anche con il suo peggiore film, quelli ottenuti tagliando e incollando varie immagini provenienti dal Messico o con immagini che non hanno senso, il risultato finale è stato sempre almeno leggermente divertente, anche se non voluto. Ciò non significava che i film fossero buoni ma che comunque c’era sempre qualcosa per cui valeva la pena vederli. Per Warren The Incredible Petrified World è stato sicuramente un film originale, fatto da zero e con la mastodontica interpretazione di John Carradine.

Sorprendentemente, il film non è così male anche se non ha effetti speciali che danno l’illusione dell’incredibile. Non esiste nulla di nuovo sul racconto, essendo stati girati già molti film con il tema “straniero in un luogo strano”, ma Warren fa un lavoro competente per renderlo valido. Nonostante sia un piccolo cliché, riesce comunque a essere un buon film e gli attori, con le loro prestazioni, aiutano a legare il tutto. Carradine  è riuscito a trattenere la prestazione esagerata che di solito dà, forse per il fatto che non stava interpretando un cattivo, una volta tanto.

Sebbene The Incredible Petrified World non sia per niente male, è altamente dimenticabile e vale solo la pena cercarlo solo se si è un grande fan di Carradine o un seguace del lavoro di Jerry Warren.

Produttore: Jerry Warren
Distribuzione: Governor Film Inc.
Regia: Jerry Warren
Soggetto: John W. Stainer
Musica: Josef Zimanik
Fotografia: Victor Fisher
Int.: John Carradine, Robert Clarke, Phyllis Coates, Allen Windsor, Sheila Noonan, George Skaff Durata: 70’ USA 1957-1960
DVD: V.O.
NOTE: Distribuito nel 1960, ma il film è del 1957.

Articolo tratto dal libro di Giovanni Mongini della Serie Chi li ha visti? numero 6 edito dalla Edizioni Scudo

L'Autore

Giovanni Mongini

Tra i maggiori specialisti mondiali di cinema SF (Science Fiction) è nato a Quartesana (Fe) il 14 luglio 1944 e fino da ragazzino si è appassionato all'argomento non perdendosi una pellicola al cinema. Innumerevoli le sue pubblicazioni. La più recente è il saggio in tre volumi “Dietro le quinte del cinema di Fantascienza, per le Edizioni Della Vigna scritta con Mario Luca Moretti.”

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