Melancholia all’Opera
Melancholia è un film del noto regista danese Lars von Trier, presentato nel 2011 al Festival di Cannes. Il film si incentra sull’intenso ma problematico rapporto fra le sorelle Justine (Kirsten Dunst) e Claire (Charlotte Gainsbourg), vissuto all’ombra di una catastrofe planetaria.
Il compositore svedese Mikael Karlsson scrisse un’opera tratta dal film, su libretto del canadese Royce Vavrek. La prima fu il 21 ottobre 2023 al teatro Kungliga Operan di Stoccolma, per la regia di Sláva Daubnerová. L’orchestra fu diretta da Andrea Molino, Justine fu interpretata dalla soprano Lauren Snouffer, Claire dalla mezzo-soprano Rihab Chaieb.
La sinossi dell’opera:
ATTO 1
In un lussuoso ed enorme resort di golf, si celebra il banchetto per le nozze di Justine e Michael. I due arrivano in ritardo al ricevimento, dove la sorella di Justine, Claire, li sta aspettando, perché Justine vuole presentare al marito il suo amato cavallo Abraham, tenuto nella stalla.Sua sorella Claire li trova e li rimprovera per il loro ritardo, costringendoli a raggiungere gli invitati in attesa.
Durante i festeggiamenti vengono pronunciati discorsi, tra cui una diatriba acida da parte della madre di Justine, Gaby, e un altro da parte di Jack, suo suocero e anche datore di lavoro, che la assilla perché trovi uno slogan per una campagna pubblicitaria. Durante il ricevimento, Justine diventa sempre più isolata, colta da un attacco di depressione, immaginando un “lungo filo di lana grigia” che la avvolge. Si scusa per non partecipare ai festeggiamenti e si ritrova in una vasca da bagno con sua madre, che si lamenta dei vuoti rituali del matrimonio. Justine viene sorpresa da Michael, che in privato le fa un regalo di nozze: un frutteto di mele. Michael spera che la serenità del frutteto possa essere gradita alla mente turbata di Justine. Lei non riesce a mostrare molto interesse per le mele e si unisce alla festa.
Quando Tim, un giovane impiegato dell’agenzia del suocero, cerca di strappare uno slogan a nome di Jack, Justine lo porta invece su un campo da golf e lo seduce, senza accorgersi che Michael li sta osservando. Justine raggiunge un food truck che serve un pasto di mezzanotte, dove lei insulta Jack ed esprime il suo estremo disappunto per lavorare per lui, di fatto licenziandosi. Michael annuncia a Justine che non le perdona il tradimento e l’abbandona.
Presto tutti gli ospiti se ne vanno, lasciando solo Justine e Claire, oltre al marito di Claire, John, e al loro figlioletto Leo. Leo ha notizie di un pianeta – detto Melancholia – che, entrato nel nostro sistema solare, vaga verso la Terra, ma, secondo gli scienziati, dovrebbe evitare di poco la collisione.
ATTO 2
La mattina seguente, dopo una passeggiata a cavallo, Claire e Justine sperimentano un nuovo marchingegno, un dispositivo di misurazione realizzato da John che dovrebbe tracciare Melancholia. Jack rassicura Claire che la vista del pianeta non si sta ingrandendo. Poco dopo, la depressione di Justine divampa, quasi immobilizzandola, e Claire la aiuta a entrare nella vasca da bagno. Poi Justine immagina sé stessa fluttuando nell’acqua come Ofelia nell’Amleto di William Shakespeare. Claire si addormenta sul prato da golf, e sogna tre cacciatori con copricapi cornuti che si lamentano della loro ultima, insoddisfacente battuta.
Armato del suo congegno di misurazione, Jack comprende la realtà: il pianeta sta effettivamente precipitando verso la Terra a una velocità allarmante. Jack, non più in grado di proteggere la sua famiglia, si suicida nella stalla di Abraham. Claire trova il cadavere del marito, lo nasconde e condanna la sua vile scelta finale. Poi trova Justine e la implora di concederle un momento di vicinanza festosa mentre la fine si avvicina. Justine non desidera simili convenevoli, sceglie invece di condividere gli ultimi minuti con suo nipote Leo, e i due costruiscono una grotta “magica” che condividono con Claire quando Melancholia colpisce la Terra distruggendola.
La divisione in 2 atti segue fedelmente quella del film, anche se nel film passa molto più di un giorno fra il matrimonio fallito e il trasferimento di Justine alla casa di Claire. L’opera inoltre cancella il personaggio di Dexter, il pittoresco padre di Justine e Claire, e aggiunge le due scene oniriche
Le due sorelle sono appassionate di equitazione e nel film le vediamo spesso cavalcare. Per ovvi motivi queste scene sono improponibili a teatro e quindi nell’opera i cavalli sono menzionati ripetutamente, ma rappresentati solo con immagini su uno schermo.
Il primo atto comincia con un’aria di Justine, dal tono meditativo, che però prefigura la minaccia di Melancholia, e infatti si conclude con l’ingresso in scena del coro, il cui canto è invece aggressivo e sinistro. Tutto il primo atto alterna arie e duetti di carattere lirico e introspettivo con le scene del ricevimento, affidate a ritmi orecchiabili, talvolta ai limiti del pop. Il coro interviene in scena, sospendendo l’azione con i suoi commenti, ed è costituito dagli invitati al ricevimento. Quasi sempre Karlsson si affida a melodie tonali, senza sperimentalismi particolari, se si esclude un sottofondo elettronico, integrato e quasi “semi-nascosto” nell’orchestra, che pervade tutta l’opera.
Il secondo atto si apre con un’aria di Justine, che rievoca la minaccia del pianeta vagante, la cui sagoma appare sullo sfondo. Ora il cast è ridotto a soli 4 elementi. Le scelte musicali di Karlsson si fanno più decisamente introspettive ma anche drammatiche, man mano l’avvicinarsi di Melancholia causa scompensi climatici e tragedie private, come il suicidio di Jack, fino alla catarsi finale, in cui le due sorelle, anche per amore del piccolo Leo, ritrovano un’estrema, ritrovata unità.
Nel complesso Melancholia è un’opera lirica che si rivolge a un grande pubblico, con un’impostazione scenica che fa il possibile per sottolineare la sua origine cinematografica, sia con una vasta spettacolarità teatrale che con il ricorso a tecnologie “schermiche”. E che dal punto di vista musicale ottiene il suo scopo con melodie talvolta semplici e vicine persino alla musica di consumo moderna, ma senza rinunciare a una maggiore complessità melodica, specie nel secondo atto, nei momenti in cui il libretto richiede analisi psicologica e profondità sentimentale.
Mario Luca Moretti
Altri interessi oltre al cinema e alla letteratura SF, sono il cinema e la la letteratura tout-court, la musica e la storia. È laureato in Lingue (inglese e tedesco) e lavora presso l'aeroporto di Linate. Abita in provincia di Milano