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L’ULTIMA STELLA DI QUESTO NATALE

L’ULTIMA STELLA DI QUESTO NATALE

Sergio Giuffrida: un ricordo

Malgrado le nostre strade s’incrociassero inizialmente solo per corrispondenza (cercavo i numeri della sua fanzine ‘Il Re in Giallo’), la prima volta che incontrai Giuseppe fu a Milano in occasione delle mega rassegne del cinema Argentina, durante una delle cene di fantascienza di quel periodo insieme a Andrea Ferrari, Giuseppe Caimmi, Sergio Sessa e Giuseppe Festino creammo la SAGA italiana che Lippi ribattezzò come Società dei Guerrieri e delle Artimagiche d’Ausonia…

Poi l’ho intervistato per il programma ‘La strada delle stelle’ di Telenova mentre in parallelo ero entrato nello staff dei collaboratori di ‘Robot’ e quindi ci vedevamo abbastanza spesso in redazione.

In quel periodo, correva l’anno 1982, ero entrato al Dipartimento TV Spettacolo della Rusconi come giornalista incaricato della sezione cinema insieme a Paolo Mereghetti e così quell’estate magica (per i mondiali di calcio vinti dall’Italia) mi accreditai al Festival di Fantascienza di Trieste dove con Giuseppe come chaperon visitai le mostre di digital art (tra le prime mai fatte in Italia) da cui era nato il manifesto ufficiale di quell’edizione e partecipai alle proiezioni ospitate nel cortile del castello di San Giusto. Insieme a Vittorio Curtoni eravamo ospiti del Jolly Hotel vicino alla stazione.

La sera della finale dei mondiali contro la Germania nessun seguì il programma ufficiale mentre “au contraire” finimmo tutti in strada come ragazzi a gridare entusiasti ‘Italia, Italia, ITALIA!’ con Vittorio in testa!

Successivamente con Giuseppe ci siamo incrociati alla Mondadori e a presentazioni varie … ultima in ordine di tempo quella in cui al WOW di Milano venne per presentare un romanzo italiano vincitore del Premio Urania.

 

Un ricordo spagnolo di Giuseppe Lippi di Luigi Valerio

Era il 1985 quando decidemmo quell’ottobre di affrontare i 1200 chilometri che ci separavano da Sitges in Spagna a 30 chilometri da Barcellona per partecipare al Festival Internacional del Cinema Fantastico y del terror. L’audace comitiva era composta da Vanni (Mongini), Giuseppe (Lippi), io e la mia signora.

Partimmo a bordo della mia nuova Fiat Regata bianca e fu un viaggio tranquillo passato a parlare di fantascienza, la passione che ci accomunava, e questo fece sì che la strada scivolasse senza che quasi ce ne accorgessimo. Con la precisione di un piccione viaggiatore arrivammo nel paese Catalano (dopo una serata ad abbuffarci in quel di Francia) di fronte alla porta del direttore del festival Don Antonio Rafales.

Dopo di che trascorremmo sette giorni a vedere film nuovi non ancora arrivati in Italia e vecchie pellicole di retrospettiva. Così passavamo i pomeriggi, le sere e le notti chiusi dentro al cinema a visionare pellicole sino a fare le ore piccole, poi in tarda mattinata, un po’ assonnati, una ricca colazione nel nostro albergo Los Pinos da noi rinominato Los Palos a causa del fatto che un amico del luogo aveva leggermente urtato uno dei pali che costeggiavano il giardino dell’albergo.

Le mattinate proseguivano con qualche tuffo e poi a bordo piscina a scaldarci nel sole caldo della Costa Dorada. Quindi una passeggiata nel lungomare e poi a girovagare per i vicoli fermandoci nelle “bodeghe” a bere ottima sangria. (Vanni, notoriamente astemio, ingurgitava succo di pomodoro).

Ricordo un buffo episodio capitato in occasione di una gita a Barcellona con il treno, quando il bigliettaio chiese al Lippi se tenesse un duro (moneta da 5 peseta) e lui divenne paonazzo dall’imbarazzo avendo frainteso la richiesta e gli venne da rispondere “Beh, sì, ogni tanto.”

Un’altra volta al Gran Casinò di Barcellona in occasione di una serata di gala, e ricordo anche gli sforzi per convincere i formalissimi spagnoli affinché lo lasciassero passare anche se non indossava la “Jacheta y corbata” (giacca e cravatta) ma una semplice camicia sotto un golf di lana. Alla fine lo lasciarono passare constatando che non si trattava di un capriccio, ma di una necessità dovuta al fatto che, per lui, quei capi di vestiario erano praticamente sconosciuti.

Per ultimo rammento il viaggio di ritorno dove nel bagagliaio c’era, occultato, lo spadone di Conan che Giuseppe aveva acquistato in loco ma che temevamo non ci facessero portare in patria una volta scopertolo al confine; invece tutto filò liscio e lui poté tornare nella sua Trieste con il grande cimelio.

Purtroppo poi negli anni non abbiamo avuto altre occasioni di poterci incontrare, ma sempre mi rimarrà caro il ricordo di una persona gentile, di un grande conoscitore della fantascienza con il quale trascorremmo, divertendoci, quei giorni di avventura giovanile. Negli ultimi anni avemmo un riavvicinamento grazie a FB, oggi che non c’è più la nostalgia ci prende e ci riporta al passato, a ricordi di quando la passione per la fantascienza ci accomunava come dei fratelli.

 

In breve:

Marco Paolo Previati

Un pilastro della fantascienza che ha contribuito in modo fondamentale alla mia passione…Sinceramente addolorato

 

Fabio Calabrese

Un giorno qualcuno scriverà la sua biografia e vedrà che gli si può attribuire solo una grossa colpa: quella di aver spinto Fabio Calabrese, che ha conosciuto sui banchi del liceo, a scrivere fantascienza.

 

Fabio Novel‎ 

Grazie per tante cose, Giuseppe. Se credessi in un aldilà, ti immaginerei ora a chiacchierare, e simpaticamente battibeccare, con altri pilastri della sf nazionale: Vittorio, Ernesto, Riccardo, Gianfranco.

 

Джанлука Чезаре Маркези‎ 

Grazie infinite per tutte le meravigliose opere che hai curato e ci hai fatto conoscere. Te ne sei andato troppo presto…riposa in pace.

 

Alexandra Fischer

Ciao Giuseppe, per me è un arrivederci. Quindi ora sei in compagnia di H.P. Lovecraft e un giorno sarò anch’io della partita. Ti ricorderò sempre con grande affetto. Sei stato un insegnante e sì, anche un amico con il quale ho condiviso parecchi interessi comuni.

 

Luigi F. Bona

Ciao, Giuseppe. C’è una stella in più, da oggi, nell’iperspazio, e ha il tuo nome.

 

Alfonso F. Dama‎ 

Addio, Giuseppe. Ti ho conosciuto come grande direttore di collana, uno dei massimi esperti di Sci-Fi in Italia e, poi, come simpaticissimo amico, qui su Facebook. Spero che tu sia da qualche parte, in un magnifico Universo parallelo, migliore di questo. Condoglianze alla famiglia.

 

Bruno Vitiello

Io ho avuto l’onore e il piacere d’incontrarlo molte volte … in questo sono stato fortunato.

 

Roberto Comelli‎ 

Poche parole, caro Giuseppe. So che non amavi la retorica. Ti ricordo quando, con curiosità ed intelligenza, amavi esplorare mondi fantastici e sconosciuti. Ricordo la tua colta e garbata umanità. Ora prego che un amore più grande ti protegga mentre ti immagino sfogliare tutti i tuoi amati libri, questa volta in una biblioteca infinita.

 

Vincenzo Barone Lumaga‎ 

Il mio sincero cordoglio a tutti i familiari e gli amici intimi del caro Giuseppe. È un giorno tristissimo per me e tanti altri ragazzi ed ex tali che sono cresciuti grazie alle storie meravigliose che tu ci hai fatto conoscere e amare. Che tu possa esplorare finalmente libero dai vincoli terreni i meravigliosi spazi siderali che ci hai insegnato a sognare

 

Lucia Paretti Curtoni‎

Ciao Giuseppe. Sono annichilita. Anche tu così presto! R.I.P.

 

Romualdo Gianoli‎ 

Solo pochi giorni fa ci eravamo scambiati qualche battuta sulle sue condizioni di salute nella sua pagina. Non ci posso credere. Era stato un costante punto di riferimento negli anni della mia adolescenza per le mie letture di fantascienza. Le sue introduzioni, le sue note ai Classici Urania che divoravo con ansia in quei tempi, erano la guida alla scoperta di fantastici e straordinari mondi dove il gusto del l’invenzione e del fantastico si accompagnava all’eterna curiosità mossa dall’intelligenza. Addio Giuseppe, ci siamo conosciuti troppo tardi, mi mancheranno le tue parole, le tue donnine in peplum e i tuoi improbabili eroi forzuti del cinema!

 

Emanuela Valentini

Ciao Giuseppe, io voglio ricordarti così. Quando in un selfie giocoso ridevi. Perché mi sembra assurdo oggi sapere che non ci sei più e fa male. Non sempre si era d’accordo su tutto, ma una cosa è certa: si andava, si va, nella stessa direzione, verso l’infinito. Buon viaggio, buon viaggio.

L'Autore

Giovanni Mongini

Tra i maggiori specialisti mondiali di cinema SF (Science Fiction) è nato a Quartesana (Fe) il 14 luglio 1944 e fino da ragazzino si è appassionato all'argomento non perdendosi una pellicola al cinema. Innumerevoli le sue pubblicazioni. La più recente è il saggio in tre volumi “Dietro le quinte del cinema di Fantascienza, per le Edizioni Della Vigna scritta con Mario Luca Moretti.”

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