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LE MEDUSAE DI JACK WILLIAMSON

LE MEDUSAE DI JACK WILLIAMSON

Jack Williamson è lo pseudonimo di John Stewart Williamson (Bisbee, 29 aprile 1908 – Portales, 10 novembre 2006), uno scrittore e autore di fantascienza statunitense.

Jack Williamson

Williamson fu tra i primi autori a specializzarsi nello scrivere fantascienza. I suoi primi scritti, infatti, risalgono alla fine degli anni Venti, quando questo genere, al di là dell’opera dei precursori (H. G. Wells, Jules Verne, J. H. Rosny Aîné, etc.), era appena nato e definito sulle riviste pulp, grazie soprattutto all’opera di Hugo Gernsback.

Il primo grande successo di Jack Williamson è il ciclo che va sotto il nome di Legione dello spazio (Legion of Space), pubblicato per la prima volta negli Stati Uniti nel 1934. In Italia fu pubblicato nel numero 6 della collana I romanzi di Urania della Mondadori nel 1952. La storia si evolse nei successivi Quelli della cometa (The Cometeers, 1936) e L’enigma del basilisco (One Against the Legion, 1939). Il ciclo è considerato ancora oggi uno dei classici fondamentali della space opera. La saga sarà ripresa nel 1967 con un nuovo racconto, L’incognita di spazio-no (Nowhere Near, 1967), e poi con un romanzo del 1983 intitolato La regina della Legione (The Queen of the Legion).

Il romanzo è ambientato nel XXX secolo, dopo che il genere umano ha colonizzato diversi pianeti. La sicurezza della Federazione è affidata alla Legione dello spazio, un corpo costituito appositamente dopo che il genere umano si è affrancato dalla supremazia di una dinastia tirannica. Per conquistare la libertà gli uomini avevano utilizzato un’arma chiamata AKKA, il cui segreto sarebbe stato tramandato  di madre in figlia, di generazione in generazione. L’ultima discendente e custode del segreto è la bella Aladoree Anthar, che è però rapita da una razza aliena. Il soldato John Ulnar, guardia del corpo della custode e membro della legione, parte alla sua ricerca. Insieme a tre ardimentosi compagni, si dirige verso il pianeta delle mortali creature aliene, le Medusae.  Queste l’hanno presa allo scopo di aiutare il malvagio zio del protagonista nelle sue ambizioni di conquista del potere.

Edward Emerson Barnard

La patria di queste orribili creature è la Stella di Barnard, una nana rossa della costellazione dell’Ofiuco, distante da noi solo 5,96 anni luce. Il suo nome deriva dall’astronomo Edward Emerson Barnard. Nel 1916, Barnard scoprì che questa possedeva un moto proprio maggiore di qualsiasi altra stella conosciuta (a parte il Sole), pari a 10,3 secondi d’arco. In 180 anni ha coperto una distanza pari al diametro apparente della Luna. Proprio per questo motivo, è a volte citata, esattamente come nel romanzo di Williamson, come Stella fuggiasca o Stella freccia di Barnard.

Poco tempo fa, a un convegno dell’American Astronomical Society a Seattle, gli astrofisici Edward Guinan e Scott Engle della Villanova University hanno annunciato la scoperta di un mondo abitabile orbitante attorno alla suddetta Stella. Si tratterebbe di un piccolo pianeta, lo Star B.

La stella, come detto, è una delle più vicine alla Terra: solo le tre componenti del sistema di Alpha Centauri sono più vicine, ovviamente non considerando il Sole. Essendo però una debole nana rossa di magnitudine 9,51, non è visibile a occhio nudo, ma solo tramite telescopi. Di classe spettrale M4V, la stella possiede, rispetto a quella del Sole, una massa del 16%, un raggio di circa un quinto e una luminosità di appena lo 0,34%. La sua età si può considerare di diversi miliardi di anni superiore a quella della nostra stella.

Pur avendo una massa tre volte superiore a quella della Terra, Star B sarebbe più freddo di Saturno ed è ricoperto da una sottile coltre di ghiaccio. Sotto la superficie gli astronomi sospettano vi sia uno strato di nichel e ferro che potrebbe sostenere forme primitive di vita grazie alla sua attività geotermica. Secondo Paul Butler, coautore dello studio, “la Stella di Barnard è la grande balena bianca della caccia ai nuovi pianeti“. A causa della sua vicinanza alla Terra e della sua favorevole posizione vicino all’equatore celeste, è probabilmente la nana rossa più osservata. In particolare si è cercato, sin dagli anni Quaranta, di studiarne le caratteristiche astrometriche e di rilevare l’esistenza di possibili pianeti extrasolari.

Ora sappiamo che almeno un pianeta che le ruota attorno c’è, speriamo che non ci siano anche le Medusae o Meduse, come sono state indicate nelle successive riedizioni del romanzo.

L'Autore

Giovanni Mongini

Tra i maggiori specialisti mondiali di cinema SF (Science Fiction) è nato a Quartesana (Fe) il 14 luglio 1944 e fino da ragazzino si è appassionato all'argomento non perdendosi una pellicola al cinema. Innumerevoli le sue pubblicazioni. La più recente è il saggio in tre volumi “Dietro le quinte del cinema di Fantascienza, per le Edizioni Della Vigna scritta con Mario Luca Moretti.”

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