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“LA FORZA INVISIBILE” DI BYRON HASKIN (1967)

“LA FORZA INVISIBILE” DI BYRON HASKIN (1967)
I poteri paranormali

La capacità di prevedere eventi, quasi sempre funesti, come immagini che appaiono all’improvviso nella nostra mente o anche semplicemente toccando un oggetto, per parlare solo dei due sistemi più eclatanti, è stata spesso al centro di testi letterari e di film i quali, per ovvie ragioni spettacolari e commerciali, ne hanno esasperato l’effetto e il problema.

La parapsicologia, cioè la materia che studia questi fenomeni, cerca non solo di darne una spiegazione scientifica, ma addirittura tenta, per ora senza successo, di farne una scienza comprovata e utilizzabile per fini pacifici o militari.

Molti episodi potrebbero essere citati, alcuni non hanno avuto riscontro mentre altri hanno riempito le cronache dei giornali e sono sempre stati poi denigrati dai cultori spesso ottusi della cosiddetta Scienza Ufficiale, i quali, come fecero molti loro colleghi secoli addietro, ne negano l’esistenza e nemmeno si provano a studiarla con rigore scientifico e obbiettività. Se non ci fossero state menti aperte e pionieristiche nel campo della medicina alla quale meglio si applica ciò che andiamo dicendo, non ci sarebbe stata l’anestesia, i raggi X, la conoscenza interna del corpo umano e delle sue funzioni e tante, tante altre iniziative e metodi di procedura ritenuti oggi indispensabili ma un tempo accusati di eresia o possessione diabolica.

Lo stesso fenomeno ufologico, per fare un esempio più alla portata, è contestato da menti ottuse come quelle di molti scienziati o astronomi i quali, senza nemmeno esaminare tutti i lati del problema, li negano a priori perché, dicono, è impossibile che esseri di altri mondi possano essere giunti sul nostro pianeta. Le distanze sono enormi e ci vorrebbero anni o secoli per poter viaggiare da una stella all’altra; in questo non aiuta certamente la ricerca ufologica e tutta quella massa di ciarlatani e pseudo contattisti di cui è fin troppo satura.

Anche se bisogna dire che indubbiamente la risposta è valida non la si deve considerare completa; basterebbe aggiungere a questo assioma la semplice precisazione: almeno secondo le nostre conoscenze attuali. Non si deve ipotecare ciò che non si conosce: il futuro è fluido, nasconde nelle sue pieghe anche la vita e la morte di una razza, le sue conquiste e le sue sconfitte, renderlo assoluto e pragmatico vuol dire negare ogni e qualsiasi forma di progresso. Vuol dire snobbare idee e ricerche le quali, ancora oggi, abbattono barriere che prima si pensavano irraggiungibili.

La storia dei fenomeni ESP fa parte della storia dell’uomo e molte sono state le segnalazioni, le leggende che ne hanno parlato inizialmente come fenomeni di stregoneria o di possessione e che sono costati spesso la condanna a morte per coloro che mostravano una sensibilità che andava al di fuori dei canoni cosiddetti normali. Ancora una volta la Chiesa, con la sua consueta apertura mentale e sociale, ne fece dei mostri, degli inviati del demonio o demoni loro stessi e li condannò al rogo e altre amenità del genere dopo che una lunga tortura li aveva obbligati ad abiurare questi doni e chiedere perdono a un Dio che gli inquisitori stessi servivano ignorandone i veri insegnamenti.

ESPL’inizio ufficiale dello studio obbiettivo e scientifico dei fenomeni ESP si può far risalire agli esperimenti condotti da Joseph Banks Rhine negli anni Trenta e condotti presso il laboratorio di parapsicologia della Duke University nella Carolina del Nord. Lo studioso, che lavorava con la moglie Luisa, condusse molti esperimenti di divinazione delle carte e confermò che molti soggetti erano più bravi di altri a indovinare di quale carta si trattasse, ma la nuova generazione di studiosi era molto più interessata a stabilire se e quali individui fossero effettivamente dotati di particolari poteri e trovarono gli esperimenti di Rhine troppo semplicistici per cui pensarono che questo tipo di test fosse adatto a un solo tipo di soggetti mentre altri avrebbero potuto dimostrare le loro eventuali doti Psi (Psychic Ability) con test di diversa natura.

Questo diverso orientamento trovò fertile terreno negli anni Sessanta con lo studio e l’uso di droghe e allucinogeni e con le conseguenti rivelazioni negli stati di coscienza allucinatoria e nei sogni. Fin dall’antichità si era sempre ritenuto che i sogni, o una parte di essi, avessero significati profetici e facoltà paranormali e queste ricerche portarono a una incredibile scoperta: il sessanta per cento di tutti i casi ESP rilevati, era avvenuto durante  il sonno. Proprio a questo tipo di fenomenologia si dedicarono Montague Ullman e Stanley Krippner nel 1962 al Centro Medico Maimonides di Brooklyn.

Tra i più interessanti test ci furono quelli compiuti sullo psicologo William Erwin che si sottopose agli esperimenti di Ullman sulla telepatia ottenendo dei risultati incredibili riconoscendo poi da sveglio immagini che gli erano state inviate con il pensiero mentre dormiva da un’altra persona distante da lui.

espTra i ricercatori che lavorarono con Ullman vi fu Charles Honorton, il quale fu il promotore del nuovo ramo di ricerca sull’ESP. La sua tesi partiva dal punto che il Psi fosse un senso molto debole e che avesse bisogno di essere stimolato e allenato perché restasse vigile nella mente umana e per potere fare questo bisogna eliminare tutto il rumore psichico e fisico non essenziale. Tutto questo si trova, in condizioni ottimali durante il sogno e uno dei metodi di studio di questa fenomenologia, anche se in chiave ben più drammatica e fantastica, apparve nel film inglese Stati di allucinazione (Altered States) di Ken Russell, datato 1980.

Qui il protagonista Jessup (William Hurt) compie esperimenti e ricerche sull’origine della vita e viene a conoscenza di una droga che ha la possibilità di farlo regredire, però ciò avviene non solo psichicamente ma anche fisicamente e è sua moglie a recuperarlo prima che lui si annulli totalmente. Jessup compie i suoi esperimenti dentro ad una capsula totalmente immerso nell’acqua, in perfetto silenzio ed equilibrio gravitazionale. Nel nostro caso la regressione a uomo delle caverne avviene incredibilmente anche dal punto di vista fisico trasformandolo in una sorta di uomo primitivo ma, lo sappiamo, il cinema ha le sue esigenze.

Alla morte prematura di Honorton, nel 1992, successe Robert Morris che ne continuò gli esperimenti alla Università di parapsicologia di Edinburgo. Il meticoloso scienziato impiegò ben dieci anni per pianificare dettagliatamente i suoi esperimenti per poter ottenere risultati più obbiettivi e perfetti possibile, eliminando ogni minima possibilità di un qualunque tipo di interferenza. Testando più di cento soggetti, Morris pubblicò i suoi primi risultati preliminari ottenendo un indice di successo del cinquanta per cento e, tanto per capirci, la possibilità di ottenere risultati così rilevanti è di una su quattordici milioni di volte. Molti scettici hanno contrastato il lavoro di Morris e di altri scienziati ma è indubbio, mentre gli studi stanno seriamente proseguendo, che qualcosa c’è e vale la pena d’essere studiato. In fondo, le funzioni della mente umana sono quanto di più misterioso possa esservi ancora sul nostro pianeta.

Ora, lungo una linea futuristica, fantastica e ipotetica si muove il cinema fantastico e di fantascienza e uno dei suoi temi più ricorrenti è sempre stato quello della mente e dei suoi poteri, del mutante inteso come diverso, come una forma evolutiva logica della bestia uomo o come una casualità almeno per ora inspiegabile. A esempio di ciò, parliamo di un film uscito nel 1968: La forza invisibile.

LA FORZA INVISIBILE

Tit. Orig.: The Power
Tit. Francia : La guerre des cervaux
Distributore: Metro Goldwin Mayer
Produttore: George Pal
Regia: Byron Haskin
Sceneggiatura: John Grey tratta dal romanzo di Frank M. Robinson The Power
Musica: Miklòs Ròzsa
Fotografia: Ellsworth Fredericks
Int.: George Hamilton, Suzanne Pleshette, Michael Rennie, Richard Carlson, Gary Merrill, Earl Holliman, Yvonne De Carlo, Nehemiah Persoff, Arthur O’Connell, Barbara Nichols, Aldo Ray, Celia Lovsky, Vaughn Taylor, Ken Murray, Miss Beverly Hills, Miiko Taka, Lawrence Montaigne, Forrest J. Ackerman, Timoty Smith, Paul Little
Durata: 103′ USA    Colore   1967
DVD: Sinister Film
NOTE: Distribuito nel 1968

 

La storia

La forza invisibile ManifestoIl professor Jim Tanner (George Hamilton), un biochimico, scopre le prove che esiste una persona con abilità psichiche tra i suoi collaboratori e colleghi. Questi sono la genetista Margery Lansing (Suzanne Pleshette), il fisico Carl Melkinen (Nehemiah Persoff), il biologo Talbot Scott (Earl Holliman) e il presidente Norman E. Van Zandt (Richard Carlson). Tutti lavorano per l’ufficiale di marina Arthur Nordlund (Michael Rennie ).

Dopo un avvertimento di Henry Hallson (Arthur O’Connell), che uno tra di loro possiede una super-intelligenza in grado di distruggere, questi viene trovato ucciso con il nome “Adam Hart” scarabocchiato nelle vicinanze.

La sua vedova Sally Hallson (Yvonne De Carlo) dice che è il nome di un amico d’infanzia del marito. Tanner è il primo sospettato da un investigatore di polizia chiamato Corlane (Gary Merrill). Quando Tanner tenta di fare uscire Hart allo scoperto, i suoi colleghi iniziano a essere assassinati uno dopo l’altro.

Dopo aver spiegato tutto a Talbot, Scott, in preda al panico per quello che sta succedendo, viene assassinato mentre sta parlando con la polizia. Alla resa dei conti, Tanner affronta l’apparentemente invincibile Adam Hart, che si rivela essere Arthur Nordlund. L’attacco psichico di Hart su Tanner tuttavia fa risvegliare i poteri mentali latenti di quest’ultimo, che infine riesce ad uccidere Hart. Tanner si rende conto che era lui stesso la persona con poteri psichici che i test di Hallson avevano rilevato.

Il regista

Byron Haskin: nato a Portland, nell’Oregon, il 22 aprile del 1899. Dopo aver compiuto gli studi universitari in California divenne cartoonist del St. Francisco Daily News, poi fotografo di scena, operatore e aiuto regista. Nel 1923 divenne direttore della fotografia. Nel 1927 e nel 1928 dirige due film per poi tornare a fare l’operatore. Debutta ufficialmente come regista nel 1947. È morto a Montecito, California il 16 aprile 1984.

Filmografia Essenziale: L’isola del tesoro (1950), La guerra dei mondi (1953), Furia bianca (1954), La conquista dello spazio (1955) Dalla Terra alla Luna (1959), S.O.S. naufragio nello spazio (1964), La Forza Invisibile (1967).

Gli attori:

George Hamilton: è nato a Memphis, Tennessee, USA negli Stati Uniti il 12 agosto 1939. La sua principale attività nel mondo del cinema fu inizialmente quella di interprete e tra i lavori più interessanti possiamo citare la partecipazione nel film Milius (2013) di Joey Figueroa e Zak Knuston dove ha interpretato la parte di sé stesso. Nel 2004 ha inoltre lavorato con Sam Irvin nel film fantastico Un Babbo Natale…di gran classe, dove ha interpretato proprio la parte di Babbo Natale. Oltre alle prestazioni come attore, George Hamilton ha lavorato come produttore esecutivo nel film commedia di Richard Loncraine Viaggio d’estate (2009) e come produttore esecutivo nel film di Daniel Junge Being Evel (2015).

Filmografia: La forza invisibile (1968), La morte non esiste (1975), Amore al primo morso (1979), The Little Unicorn (2002), Un Babbo Natale…di gran classe (2004)

Suzanne Pleshette (1937-2008): Suzanne Pleshette ha raggiunto l’immortalità televisiva nel ruolo della moglie di Bob Newhart nella situation comedy del 1970, The Bob Newhart Show (1972). Per il suo ruolo di Emily Hartley, moglie dello psicologo Bob Hartley (interpretato da Bob Newhart), Suzanne è stata nominata due volte per il premio Emmy nel 1977 e nel 1978. È stata anche nominata per l’Emmy nel 1962 per la serie televisiva Dottor Kildare (1961) e nel 1991 quando ha interpretato il ruolo di Leona Helmsley in The Queen of Mean (1990) in un film televisivo del 1990. La sua carriera di attrice è durata per quasi cinquant’anni. Suzanne Pleshette è nata, infatti, il 31 gennaio 1937 a New York, da Eugene Pleshette, dirigente di una rete televisiva che aveva gestito i cinema della Paramount a Manhattan e Brooklyn, e l’ex ballerina Geraldine Kaplan, conosciuta sotto il nome di Geraldine Rivers. I suoi nonni paterni erano immigrati ebrei russi e quelli materni erano immigrati ebrei dall’Austria-Ungheria e dalla Russia.  Suzanne frequentò l’Università di Syracuse per un semestre prima di tornare a New York City per frequentare il Finch College, una scuola di perfezionamento d’élite per le giovani signore benestanti. Dopo un semestre a Finch, Susan è andata a prendere lezioni dal famoso insegnante di acting, Sanford Meisner, presso la Playhouse del Quartiere. Ha debuttato a Broadway nel 1957 come parte del cast di supporto per il film Frenesia del delitto (1959). Grazie alle sue doti fisiche e artistiche riuscì rapidamente a raggiungere sia il piccolo che il grande schermo. Fece il suo debutto televisivo, all’età di vent’anni, in Harbormaster (1957), poi fu scelta come protagonista da Jerry Lewis nella sua commedia del 1958 Il ponticello sul fiume dei guai (1958).

Una volta che iniziò a recitare, la sua carriera non si è mai fermata fino a quando non ha scoperto di avere il cancro. Il suo ruolo cinematografico più famoso è stato nel classico di Alfred Hitchcock Gli uccelli (1963), dove interpretava un’insegnante innamorata di Mitch Brenner (interpretato da Rod Taylor). La calda bellezza bruna di Suzanne Pleshette è stata un perfetto contrasto con la bellezza bionda glaciale di Melanie Daniels (Tippi Hedren). Ma è per Emily Hartley che lei sarà meglio ricordata.

Suzanne Pleshette è stata sposata tre volte: nel 1964 con l’adolescente Troy Donahue, suo co-protagonista del film Gli amanti devono imparare (1962) e di Far West (1964), ma il matrimonio durò meno di un anno. Al contrario, la sua unione con il magnate del petrolio del Texas, Tom Gallagher, è durata dal 1968 fino alla sua morte nel 2000. Dopo essere diventata vedova, lei e il vedovo Tom Poston, hanno riacceso una vecchia storia che avevano vissuto in precedenza e si sposarono nel 2001 fino alla morte di Poston, nell’aprile 2007. All’attrice fu diagnosticato un cancro ai polmoni e subì la chemioterapia nell’estate del 2006; si era rimessa, ma alla fine del 2007  sopravvisse a stento a un attacco di polmonite. È morta di arresto respiratorio il sabato del 19 gennaio 2008, qualche giorno prima del suo 71 ° compleanno.

Filmografia: Gli uccelli (1963), Il fantasma del pirata Barbanera (1968), La forza invisibile(1968), Quello strano cane…di papà (1976).

la forza invisibile

Michael Rennie (1909-1971): prima di diventare attore, il britannico Michael Rennie lavorò come venditore di automobili e direttore di fabbrica. Un incontro con un direttore di casting della Gaumont-British Studios lo portò al suo primo lavoro: Amore e mistero (1936) diretto da Alfred Hitchcock.

Tenne in sospeso la sua carriera cinematografica per alcuni anni per ottenere un’esperienza recitativa sul palco, lavorando in repertorio a York e Windsor. Successivamente, tornò al cinema e ottenne lo status di attore in Sarai il mio amore (1945). A Hollywood, nel 1950, firmò un contratto con il capo dello studio Darryl F. Zanuck. Interpretò il suo ruolo più popolare come Klaatu in Ultimatum alla Terra (1951), quando la prima scelta di Robert Wise, Claude Rains, non fu disponibile. Dopo di che lavorò come attore di supporto per otto anni fino al suo ritorno in Inghilterra nel 1959. A quel tempo, ottenne il ruolo di Harry Lime nella serie televisiva The Third Man (1959). Durante la sua carriera, ha fatto numerose apparizioni come ospite in televisione, in particolare sui programmi americani.

Era un grande fumatore, ebbe problemi respiratori per molti anni. Durante la messa in scena della commedia di Broadway Mary, Mary, agli inizi degli anni Sessanta, fu ricoverato più volte in ospedale; questo non gli impedì di essere assunto per rifare il suo ruolo nella versione cinematografica di Te la senti stasera? (1963). La sua voce fu doppiata in La battaglia di El Alamein (1969) a causa dei suoi problemi di salute cronica. Allo stesso modo, la sua voce non è in realtà la sua originale, nel suo ultimo film Operazione terrore (1970).

Nel suo film più conosciuto, lo sci-fi classico Ultimatum alla Terra (1951), è stata tagliata una scena che mostrava il suo carattere alieno: Klaatu in uno stato emotivo.

Filmografia: L’uomo dei miracoli (1936), Ultimatum alla Terra (1951), Mondo perduto (1960), Cyborg 2087 – metà uomo metà macchina…programmato per uccidere (1966), La forza invisibile (1967), Operazione terrore (1970).

Richard Carlson (1909-1971): nato ad Albert Lea nel Minnesota (USA) il 29 aprile 1912, è morto per cirrosi epatica il 24 novembre del 1977. Laureatosi con lode, divenne lettore della locale università. Abbandonò poi l’incarico accademico per il teatro di posa (mise in scena come regista e protagonista il Riccardo III di Shakespeare) e scrisse una commedia in tre atti rappresentata a New York nel 1937. Nel 1938 fu chiamato ad Hollywood e nel 1954 esordì nella regia cinematografica con la sua casa di produzione. È apparso anche in uno degli episodi del serial tv Avventure in fondo al mare (Village of guilt del 1964).

Filmografia: Al di là del domani (1940), Il Labirinto (1953), Destinazione… Terra (1953), Il mostro della Laguna Nera (1954), Il mostro magnetico (1954), Esploratori dell’infinito (Anche Regia, 1954), The Strange Case of the Cosmic Rays (1957),  Il delitto del faro (1960), La forza invisibile (1967), La vendetta di Gwangi (1969).

La forza invisibile

Earl Holliman (1929-): nato in Louisiana, Earl Holliman, dopo aver lavorato in Marina, ha studiato presso UCLA e il Playhouse di Pasadena prima di guadagnarsi la sua parte nel film di Dean Marin & Jerry Lewis Morti di paura (1953). Ha guadagnato notorietà dopo aver ritratto una varietà di personaggi giovani e virili in western e dramma di guerra. Ha vinto un Golden Globe per la sua prestazione di supporto come un fidanzato pazzo in Il mago della pioggia (1956), con Burt Lancaster e Katharine Hepburn. Si distinse in un certo numero di film di serie A nello stesso periodo, tra cui La lancia che uccide (1954) con Spencer Tracy, Sfida all’O.K. Corral (1957), con Burt Lancaster, Il gigante (1956) con Elizabeth Taylor e Rock Hudson, Un marziano sulla Terra (1960), con Jerry Lewis, Estate e fumo (1961) con Geraldine Page e I quattro figli di Katie Elder (1965) con John Wayne. Quando i ruoli nei film cominciarono a diradarsi negli anni ’60, trovò nella TV un mezzo più accogliente, interpretando un certo numero di western. Tutto culminò con un periodo di quattro anni come partner di Angie Dickinson nel serial Pepper Anderson agente speciale (1974), un ruolo che lo ha aiutato a ottenere definitivamente un nome familiare. Holliman ha gestito il Teatro alla Festa per molti anni a San Antonio, Texas.  È stato ospite nel Mystery Science Theatre 3000 (Nell’episodio 418 – Attack of the Eye Creatures) dedicato a lui e alla sua carriera. Ha interpretato il personaggio principale nel primo episodio della famosa serie Ai confini della realtà: La barriera della solitudine ( Where Is Everybody?) trasmessa il 2 ottobre 1959 negli Stati Uniti e in Italia il 14 gennaio del 1971.

Filmografia: Morti di paura (1953), Il pianeta proibito (1956), Un marziano sulla Terra (1960), La forza invisibile (1968).

Note, curiosità, commenti:

La trama del romanzo di origine è stata sostanzialmente cambiata nella sceneggiatura di John Gay, spostando l’ubicazione a San Marino, in California, cambiando la maggior parte dei nomi dei personaggi (pur mantenendo i cognomi di Tanner, Nordlund e il direttore di reparto Professor Van Zandt) ed eliminando diversi sottotipi e personaggi, Presumibilmente per adattarsi al minutaggio del film, 108 minuti.

George Hamilton ne è stato protagonista nel ruolo del professor Jim Tanner, con Suzanne Pleshette nel ruolo della sua compagna Margery Lansing (Marge Hanson nel romanzo) e con Michael Rennie (famoso tra i fan di fantascienza come Klaatu in Ultimatum alla Terra) nel ruolo di Nordlund.

La storia si svolge in modo simile al romanzo, a eccezione di una svolta un po’ diversa nella conclusione. Nel film Tanner sconfigge Hart ma conserva la sua umanità; nel romanzo, Tanner si spoglia della sua umanità dopo aver ucciso Hart e attende con impazienza di “giocare a fare Dio” con gli umani normali, proprio come stava facendo Hart.

Inizialmente a George Hamilton era stata proposto il ruolo che sarà poi di Earl Hollman il quale, invece, doveva essere il protagonista principale, ma l’agente di Hamilton e poi lo stesso Hamilton risposero che un attore così famoso non poteva essere relegato a un ruolo secondario, ragion per cui i due si scambiarono i ruoli e Hollman, umilmente, si mise da parte.

La forza invisibile vide la riunione del produttore George Pal e del regista Byron Haskin, ma non fu un’occasione facile per nessuno dei due.

“L’attrito personale fra la MGM e George Pal era all’apice, non ci credereste a quanto si odiassero, finirono con l’influenzare il risultato del film. Fu distribuito senza grande pubblicità e controvoglia. Fu lasciato a sé stesso, con chiunque alla MGM che sperava finisse in un fiasco perché cercavano di liberarsi di Pal.”

Disse Haskin. In seguito poi aggiunse:

“Non penso che il film fosse tanto male, sebbene puoi perdere il filo della trama se non lo segui con molta attenzione. Entrai nel progetto quando era già del tutto preparato. Assistetti lo sceneggiatore John Gay nel rifinire un punto o due, ma non ebbi l’autorità di cambiare niente di più.

Sentivo che un paio di cose potevano essere cambiate ma non insistetti perché ero contento anche solo di fare qualcosa. Ottenemmo l’effetto finale, con Hamilton che ruota a velocità incredibile con il montaggio di Hamilton e del Potere mettendo Hamilton su un tavolo girevole e lo riprendemmo dal soffitto con la lente di uno zoom.

La sfortuna del film fu di uscire nello stesso anno di 2001: odissea nello spazio, e avere certi elementi che lo facevano sembrare come una specie di Alice nel paese delle meraviglie a un pubblico impreparato.”

La forza invisibile è l’adattamento piuttosto interessante di un romanzo minore dello scrittore di fantascienza Frank M. Robinson, e riguarda uno scienziato (George Hamilton) che lavora a un laboratorio di ricerche spaziali e scopre, tramite un esperimento di telecinesi, che uno dei suoi collaboratori è un mutante con spaventosi poteri mentali. Sebbene il copione sia incoerente e il film piuttosto lento in certi punti, non è un completo fallimento.

(Dal libro Future Tense: The cinema of science fiction di John Brosnan, St. Martin’s Press, New York, 1978 – La citazione di Haskin è tratta dalla rivista Cinema Papers, marzo 1975)

Questo film è memorabile per una serie di scene intriganti, tra cui l’omicidio nella centrifuga, un semaforo pedonale apparentemente posseduto “Walk / Do not Walk“, soldati giocattoli che sparano con una vera polvere da sparo e strizzatine d’occhio di oggetti inanimati (gli ultimi due anche nel romanzo).

La colonna sonora memorizza anche un cuore che pulsa per segnare i tentativi di controllo della mente e la musica spaventosa da un cymbalum (uno strumento martellato come dulcimer) che accompagna i momenti più sorprendenti del film. La forza invisibileLa musica, scritta dal compositore Miklós Rózsa, contribuisce a un divertente quarto momento in cui Tanner, ascoltando quel suono, sembra aspettarsi un nuovo disastro, solo per essere visibilmente sollevato quando scopre un duetto di cembalo-violino è in esecuzione nella hall dell’hotel. Questo è stato il risultato finale di Rózsa per un film prodotto da MGM, per la quale ha musicato numerosi film durante tutta la sua carriera.

Il film parte da una premessa interessante (la scienza può scoprire il superuomo ma non controllarne i comportamenti distruttivi) ma arranca faticosamente su un intreccio da thriller piuttosto piatto e convenzionale che inutilmente prova a riprodurre la suspense e lo stile di Alfred Hitchcock.

L’azione, che si svolge in un ipotetico domani, si frammenta in piccoli episodi che, pur essendo cinematograficamente ben costruiti, appesantiscono e talora appaiono estranei all’unità dell’insieme.

La mano di Byron Haskin si riconosce in un paio di belle sequenze (la scena sulla giostra impazzita e i soldatini giocattolo che si rivolgono minacciosi contro George Hamilton) e nell’uso del colore pastoso, ma, nel complesso, The Power si ricorda più per la presenza dei prestigiosi interpreti che per l’impatto emotivo. Prodotto da George Pal

(Mymovies)

La forza invisibile (1968) è l’ultimo film della famosa coppia Byron Haskin/George Pal, registi e produttori di alcune pietre miliari del genere Sci-Fi, come La guerra dei mondi del 1953. Si tratta di un film dalle premesse interessanti che per primo ha affrontato la tematica dei poteri della mente come telepatia e telecinesi, ispirato ad un romanzo di Frank M. Robinson The Power (1954).

Il film non ha goduto dei favori della critica e, in effetti, lo spunto originale della storia non è adeguatamente sfruttato e sviluppato anche per la regia piatta di Haskin e per una certa mancanza di unità delle singole scene che appaiono slegate l’una dall’altra. Nonostante queste pecche, che in qualche modo limitano la suspense del film, La forza invisibile è un curioso fanta-thriller che riesce a mantenere un certo mistero fino alla fine, cercando anche di riprodurre lo stile di Alfred Hitchcock in alcune sequenze.

Se nel complesso l’intreccio risulta farraginoso e con qualche illogicità, la figura misteriosa dell’assassino con manie da superuomo, in grado di manipolare le menti altrui per celare la sua identità, rendono comunque il film godibile e insolito rispetto alla media di altre pellicole Sci-Fi, in quanto si tratta di uno dei primi film che fonde elementi propri del genere giallo con quelli fantascientifici.

Ci sono un certo numero di scene interessanti, tra cui l’omicidio con la centrifuga, il protagonista Jim Tanner intrappolato nel poligono militare che deve sfuggire ad un bombardamento aereo (chiaro omaggio a Cary Grant inseguito da un biplano in Intrigo internazionale), il duello mentale tra i due antagonisti rappresentato in modo piuttosto psichedelico.

La musica, scritta dal compositore premio Oscar Miklós Rózsa, contribuisce a vivacizzare il tutto. La colonna sonora si avvale anche di un memorabile cuore pulsante per sottolineare i tentativi di controllo mentale e la musica inquietante di un cimbalo accompagna i momenti di maggiore suspense.

Notevole anche la fotografia dai toni caldi e luminosi, valorizzata dal formato Panavision. Nel ricco cast troviamo parecchi veterani del genere fantascientifico quali Michael Rennie (l’alieno Klaatu di Ultimatum alla Terra), Richard Carlson, Earl Holmann, Gary Merrill. Non mancano vecchie glorie come Yvonne De Carlo che esibisce ancora le gambe o solidi caratteristi come Aldo Ray noto per i suoi ruoli di rude soldato in vari film bellici. La star del film è però George Hamilton nella parte del protagonista Jim Tanner, anche se come scienziato detective risulta poco credibile infatti sembra trovarsi più a suo agio nelle scene mondane. Nella sua carriera Hamilton ha incrociato il genere fantastico altre due volte: nel nono episodio della serie TV The Veil  (1958) e nella parodia vampiresca Amore al primo morso (1979).

(FantastiCinema)

 

 

Tratto dal numero 8 di “Chi li ha visti?” – Omaggio a George Pal – Ed Scudo – 2018

L'Autore

Giovanni Mongini

Tra i maggiori specialisti mondiali di cinema SF (Science Fiction) è nato a Quartesana (Fe) il 14 luglio 1944 e fino da ragazzino si è appassionato all'argomento non perdendosi una pellicola al cinema. Innumerevoli le sue pubblicazioni. La più recente è il saggio in tre volumi “Dietro le quinte del cinema di Fantascienza, per le Edizioni Della Vigna scritta con Mario Luca Moretti.”

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