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L’UOMO INVISIBILE, IL ROMANZO E IL FILM

L’UOMO INVISIBILE, IL ROMANZO E IL FILM

Articolo tratto dal libro di Giovanni Mongini della Serie Chi li ha Visti? numero 11, edito dalla Edizioni Scudo e intitolato Omaggio a Herbert George Wells.

L’UOMO INVISIBILE
Tit. Orig.: The Invisible Man
Tit. Francia: L’Homme Invisible
Tit. Belgio: L’Homme Invisible   De Onzichtbare Man
Produttore: Carl Leammle Jr.
Produzione: Universal Pictures
Regia: James Whale
Sceneggiatura: R.C. Sheriff tratta dal romanzo di Herbert George Wells L’Uomo invisibile
Musica: Heinz Roemheld
Fotografia: Arhur Edeson
Montaggio Ted J. Kent
Int.: Claude Rains (uomo invisibile), Gloria Stuart, Henry Travers, William Harrigan, Una O’Connor, Holmes Herbert, John Carradine, Forrest Harvey, Doudley Digges, E.E.Clive, Dwight Frye
Durata: 71’   USA  1933 DVD: UniversalNOTE: Distribuito il 13 novembre 1933 e il budget era di 323.000 dollari

L’uomo invisibile, diretto dallo stesso regista di Frankenstein, James Whale, è tratto dall’omonimo romanzo di Herbert George Wells pubblicato nel 1897. Doveva essere interpretato da Boris Karloff ma questi rifiutò la parte che richiedeva un’ottima voce e una buona dose di modestia, poiché l’attore sarebbe apparso soltanto in pochissime sequenze.

Il regista propose la parte anche a Bela Lugosi (1882-1956) che la rifiutò sdegnosamente per lo stesso motivo.

Per tutto il resto della pellicola, il tecnico degli effetti ottici, John P. Fulton (1902-1966), avrebbe fatto agire l’attore coperto da un panno nero in modo che sullo sfondo, altrettanto nero, fossero visibili solo i suoi vestiti. Sovrapponendo poi dei trucchi ottici realizzati prima con dei fili sullo sfondo nero e tenendo conto che in questo modo il negativo non s’impressionava, avrebbe potuto realizzare le scene degli oggetti che si muovevano con un realismo uguagliato e superato solo recentemente e grazie al computer.

Il film fu prodotto dalla Universal Pictures ed è considerato uno dei grandi film di Mostri degli anni Trenta. Diede origine a vari seguiti e molti altri film trassero spunto dal personaggio Fu la prima volta che la storia venne portata sullo schermo seguendone il romanzo molto da vicino.L'uomo invisibile

Un misterioso individuo dal volto nascosto da bende e da un paio di spessi occhiali da sole prende alloggio nella locanda del villaggio di Imping, nel Sussex, tra lo stupore dei presenti e dei locandieri. Chiede di essere lasciato solo senza essere disturbato tranne per il pranzo e la cena che gli saranno serviti in camera.
Nei giorni seguenti l’uomo si rinchiude nella stanza per condurre strani esperimenti ed è molto scontroso con i locandieri quando gli portano i pasti o gli domandano di pagare l’affitto.
La situazione presto degenera e l’uomo assale il locandiere quando prova a spostare le sue cose, quindi viene chiamato un poliziotto allo scopo di poterlo cacciare dalla stanza.
Accade però che, quando questi si presenta per compiere il suo dovere, sotto gli sguardi increduli dei locandieri, dell’agente e di un gruppo di curiosi, l’uomo si rimuove gli occhiali e le bende rivelano la sua invisibilità.

L’uomo invisibile si sveste completamente e fugge nella campagna. Il nome di quest’uomo misterioso è dottor Jack Griffin, un chimico che ha scoperto il segreto dell’invisibilità mentre conduceva una serie di esperimenti facendo uso di una sostanza misteriosa chiamata Monocaina.
Flora, la fidanzata di Griffin e figlia del suo collega dottor Cranley, è preoccupata dalla sua assenza prolungata.
Cranley e il suo assistente Kemp ispezionano il laboratorio appartenuto a Griffin trovando solo una lista di elementi chimici e il dottore rimane scosso nel trovarci la Monocaina.
Cranley spiega a Kemp che la Monocaina è una sostanza ricavata da un fiore indiano che decolora completamente qualsiasi tessuto.
Dopo essersi rivelata un pessimo candeggiante, gli scienziati sperimentarono la Monocaina iniettandola a un cane che divenne completamente bianco prima di impazzire del tutto.
Di notte, Griffin ritorna dai suoi conoscenti e si intrufola nella casa di Kemp. Colto da manie di onnipotenza, lo costringe ad aiutarlo nel suo piano per conquistare il mondo sfruttando la sua invisibilità per uccidere persone importanti e innocenti e per far strisciare la gente ai suoi piedi.
Con l’aiuto di Kemp, Griffin ritorna alla locanda a Imping per recuperare gli appunti sui suoi ultimi esperimenti che aveva lasciato indietro quando era scappato.
Prima di andarsene, Griffin nota una riunione dei carabinieri locali condotta da un ufficiale convinto che la storia dell’uomo invisibile sia una frottola. Questo manda su tutte le furie Griffin, che fa scappare i presenti spaventandoli per poi assassinare l’ufficiale strangolandolo.
Tornato a casa, Kemp non ne può più e telefona a Cranley per aiutarlo, poi contatta la polizia. Quando Cranley decide di andare a incontrare Griffin, Flora riesce a persuaderlo ad andare con lui.
Con la presenza di Flora, Griffin si calma e le promette di trovare una soluzione per tornare visibile.
Purtroppo quando Griffin scopre che Kemp lo ha tradito chiamando la polizia, è costretto a scappare e gli promette di ucciderlo la sera seguente alle dieci in punto. Questi sfugge quindi ai poliziotti e poi commette una serie di omicidi: spinge due volontari che lo stavano cercando in un burrone, causa un terribile disastro ferroviario manipolando le rotaie della stazione ferroviaria e rapina una banca per poi spargere i soldi per le vie della città. Verso sera, la polizia escogita delle trappole nella casa di Kemp per riuscire ad individuare e catturare Griffin e consigliano a Kemp di allontanarsi dalla propria casa per stare al sicuro.
Solo quando arriva fuori città, Griffin rivela a Kemp di essersi nascosto in macchina e, dopo averlo legato, lo uccide brutalmente lasciando che l’auto precipiti in un dirupo e prenda fuoco dopo lo schianto.
Non molto tempo dopo, però, si scatena una fitta nevicata e Griffin è costretto a nascondersi nel fienile di una fattoria. Il contadino ode il russare di Griffin e la paglia che si muove sotto il suo corpo invisibile, quindi contatta la polizia.
Gli agenti circondano il fienile e lo incendiano, costringendo Griffin a uscire. Non appena gli agenti vedono le impronte dei suoi piedi sulla neve, aprono fuoco e lo colpiscono a morte.
Condotto in un ospedale, Griffin si confida con Flora sul suo letto di morte, ammettendole di avere commesso l’errore di occuparsi di cose che l’uomo dovrebbe lasciare stare. Dopo la sua morte, il corpo di Griffin ridiventa visibile. (Wikipedia)

Questo fu il primo film di Claude Rains (1889-1967) che sostenne benissimo il ruolo, sorretto anche dal dialogo serrato. La sua carriera comprende anche film come: L’uomo che vide il futuro, L’inafferrabile signor Jordan, L’uomo lupo, Il fantasma dell’opera (1943), Mondo perduto (1960) e Il pianeta degli uomini spenti.

La trama è fedele al libro: Griffin, scoperto il modo di diventare invisibile, compie tutta una serie di nefandezze per poi essere ucciso da una folla che lo identifica seguendo le sue impronte sulla neve (nel film doveva essere a piedi nudi ma le impronte sono di un uomo con le scarpe). A differenza del libro, però, si basa molto sulla megalomania di Griffin, in quanto la droga che lo rende invisibile l’ha reso un pazzo assetato di potere.

Ottimo è l’uso degli effetti speciali, messi a punto da John P. Fulton, soprattutto la scena in cui Griffin si toglie le bende e mostra per la prima volta la sua invisibilità, realizzata con una tecnica che ancora oggi è valida e convincente. Il trucco fu perfezionato da sovrimpressioni e sovrapposizioni, con lo stesso procedimento usato da Willis O’Brien per il suo Il Mondo Perduto: si gira la scena con un paesaggio sul fondo nero (che non impressiona il negativo) e poi a fianco o dietro, dove è necessario, si aggiungono altri particolari, in modo da avere l’effetto desiderato. Il trucco cinematografico consisteva, quindi nel far indossare a Rains una tuta di velluto nero che ne copriva tutto il corpo, incluso il volto, e riprendere l’attore su uno sfondo nero. Dopo veniva ripreso il set senza Rains, quindi le due riprese venivano combinate grazie all’utilizzo del matte painting. Per coprire il volto (rendendo cieco l’attore) era utilizzato un particolare elmetto, che permetteva all’attore di respirare attraverso tubi infilati lungo le gambe, nascosti sotto i pantaloni.L'uomo invisibile

Rains, che soffriva di claustrofobia, faticava a respirare nella tuta utilizzata per le riprese e pertanto al suo posto venne spesso usato uno stuntman, leggermente più basso di lui. Il make-up era di Jack Pierce. Per rendere l’effetto delle orme sulla neve provocate da piedi invisibili, invece, Fulton realizzò delle porzioni del pavimento dello studio a forma di piedi e abbassabili a comando di modo che l’impressione di un essere invisibile che camminasse nella neve fosse realmente perfetta

Nel cast figurano caratteristi di notevole spessore, tra cui Una O’Connor: 1880-1959 (la governante di Olivia de Havilland ne La leggenda di Robin Hood con Errol Flynn e non solo: era anche precedentemente apparsa in La moglie di Frankenstein e poi ne Lo spettro di Canterville e in due episodi di Tales of Tomorrow), poi c’era Henry Travers, 1874-1965 (l’angelo custode di James Stewart ne La vita è meravigliosa), quindi due attori che avrebbero conosciuto una lunga e fortunata carriera, Walter Brennan, 1894-1974 (La moglie di Frankenstein e tre Oscar come miglior attore non protagonista) e John Carradine che ebbe una lunghissima carriera.

Carradine era nato il 5 febbraio del 1906 a Greenwich Village, un quartiere di New York con il suo vero nome: Richmon Reed Carradine. Figlio di un reporter, artista e un chirurgo, ottimo caricaturista si pagò il viaggio fino a New Orleans, realizzando disegni nelle hall degli alberghi. Dopo aver recitato in teatro andò in California ed esordì nel cinema nel 1930. Fino alla sua morte, avvenuta a Milano il 27 novembre del 1988 per cause naturali, continuò a lavorare totalizzando una carriera di quasi duecento film. Ebbe cinque figli e tre di essi sono diventati attori con alterne fortune: David (1936-2009), Keith e Robert Carradine.

Questa è la sua filmografia essenziale: Frankenstein, L’uomo Invisibile, La Moglie di Frankenstein, Return of the Apeman, Captive Wild Woman, Revenge of the Zombies, Al di la’ del Mistero, La Rivincita dell’Uomo Invisibile, Al di là del Mistero (La Casa di Frankenstein,) La Casa degli Orrori, Face of Marble, Il Sonno Nero del Dottor Satana, The Voodoo Woman, Invasion of the Animal People, The Half Human, The Cosmic Man, Assalto dallo Spazio, The Incredible Petrified World, Sex Kittens go to College. The Wizard of Mars, Dr.Terror Gallery of Horrors, The Mummy and the Curse of the Jackal, The Astrozombies, Pacto Diabolico, La Senora Muerte,  Big Foot, Blood of the Ghastly Horror, Moonchild il Figlio della Luna, Sette per l’Infinito contro i Mostri Spaziali, Tutto quello che avreste voluto sapere sul Sesso e non avete mai osato chiedere, 1.000.000 A.D.,1977: Sentinel, L’Occhio del Triangolo, Clandestino per la Luna, Monster, Allarme Nucleare, The Bees, Il Club dei Mostri, Il Pianeta del Terrore, Il Golia Attende, L’Isola del Dottor Frankenstein, Horror of It Hall, I Pirati della Galassia, Evils of the Night, Lugosi the Forgotten King, Non Aprite quell’Armadio, Peggy Sue si è sposata, Prison Ship, Metamorphosis, Shepherd

Come dicevamo inizialmente, la trama della storia e i nomi dei personaggi sono sostanzialmente gli stessi del romanzo dal quale il film è tratto, sussistono comunque delle differenze importanti.
Il romanzo è ambientato negli anni Novanta del XIX secolo, mentre il film si svolge nel 1933. Nel romanzo, Griffin (l’uomo invisibile) è un emarginato del quale non viene specificata la professione, senza fidanzata o amici; invece nel film è uno scienziato ed è legato ad una bellissima donna. Nel romanzo, Griffin è già praticamente pazzo anche prima di rendersi invisibile ed è motivato da una inesauribile sete di potere. Nel film, Griffin diventa pazzo a causa del siero che si inietta per diventare invisibile. Il Dr. Kemp sopravvive nel romanzo, mentre nel film viene ucciso da Griffin che si vendica del suo tradimento.

Fu il film d’orrore di maggior successo della Universal dalla realizzazione di Frankenstein.
Il New York Times scrisse: “La storia possiede momenti cinematografici così belli che ci si chiede come mai Hollywood non lo abbia realizzato prima. Ora che è stato fatto, è un risultato straordinario”. L’elenco di fine anno del New York Times lo classificò come uno dei dieci migliori film del 1933. Variety definì il film: “qualcosa di nuovo e rinfrescante nei film realizzati per spaventare” che “sarà più che soddisfacente per il pubblico”, ma ha suggerito altresì che alcune delle risate nelle riprese non fossero intenzionali. Film Daily scrisse: “Sarà soddisfacente per tutti coloro che amano il bizzarro e il sorprendente per il pubblico in sala”. John Mosher del New Yorker ha definito il film: “un po’ ‘strano, ma la vera stranezza è che non è stato mai apprezzato prima. “

Nonostante l’acclamazione critica, H.G. Wells, l’autore del libro, disse durante una cena organizzata in suo onore che “mentre amava l’immagine sofferta realizzata da Claude Rains, il film aveva preso una mente brillante e l’aveva trasformata in un lunatico, una libertà che non poteva accettare .“ James Whale rispose che il film è stato indirizzato al “pubblico con immagini cinematograficamente razionali” perché “nella mente dei popoli razionali solo un lunatico vorrebbe rendersi invisibile comunque.
Nel romanzo originale, come detto, il protagonista Griffin era amorale fin dall’inizio e non esitò a spogliare il proprio padre quando questi si suicidò. Fu in questo modo che ottenne il denaro per acquistare determinati farmaci e quant’altro gli poteva servire per condurre i suoi studi sull’invisibilità. Nel film, un sostituto essenziale di rimozione dei colori nel processo ha avuto l’inevitabile effetto collaterale di sbilanciamento della sua mente. Nonostante i suoi dubbi, Wells ha elogiato la performance di Una O’Connor.

Whale, che aveva precedentemente diretto Frankenstein e la prima versione di Waterloo Bridge, ricevette una menzione speciale dal Festival del Cinema di Venezia del 1934 in riconoscimento del suo lavoro su L’uomo invisibile e la carriera cinematografica di Rains decollò dopo questo ruolo nel film che è stato il suo primo film americano.

Bloopers da Bloopers:

Quando Claude Rains vuole fuggire dalla polizia, si leva i vestiti e scappa nella neve. Ma la polizia lo trova seguendo le sue orme… di scarpe.

L’uomo invisibile si presenta a casa dell’amico ed ex collega. Si veste con un pigiama e si accende una sigaretta che fuma. Però (almeno in teoria) si dovrebbe vedere il fumo aspirato che gli percorre la gola fino ai polmoni dove dovrebbe essere assorbito. Ma ciò non avviene. La perplessità viene poi avvalorata con quello che poi il protagonista stesso dice più tardi nel film a riguardo del cibo. Mentre la figlia esprime le sue preoccupazioni al padre per la scomparsa del protagonista, il dottore tiene una provetta all’altezza del petto. Nello stacco successivo la provetta è più in basso, fuori dal campo.

Dopo aver tentato di strangolare il poliziotto, l’uomo invisibile fa per fuggire dalla stanza della locanda. Davanti alla porta ci sono tre uomini: quello in mezzo riceve un pugno nello stomaco e cade. Nello stacco successivo, ne è rimasto uno solo dei tre, quello che prima era sulla sinistra e che ora viene spinto sul divano. Degli altri due non c’è più traccia.

L’uomo invisibile si reca alla locanda con Kemp per recuperare i libri. Arrivati nel vicolo, gli dice di restare lì “fino a che non si aprirà quella finestra” e Kemp si gira subito verso la finestra giusta. Ma come fa a sapere che si tratta di quella e non di una delle altre? Non può certo aver visto l’uomo invisibile che gliela indicava.

Quando il commissario viene macchiato con l’inchiostro dall’uomo invisibile, la forma delle macchie sul viso è diversa in due successive inquadrature.

La macchina di Kemp viene spinta giù dal dirupo ma prende fuoco stranamente prima di urtare contro le rocce.

Per ovvi motivi di limiti tecnologici, molte delle scene sono visibilmente artefatte. Per esempio, nelle strepitose sequenze di danza della sola camicia c’era ovviamente un uomo dentro la camicia, la cui immagine è stata rimossa probabilmente attraverso un paziente lavoro di forbici sulla pellicola… Ebbene si vede solo la parte anteriore del colletto, non quella posteriore che dovrebbe essere visibile, non essendo nascosta dal collo.

L'Autore

Giovanni Mongini

Tra i maggiori specialisti mondiali di cinema SF (Science Fiction) è nato a Quartesana (Fe) il 14 luglio 1944 e fino da ragazzino si è appassionato all'argomento non perdendosi una pellicola al cinema. Innumerevoli le sue pubblicazioni. La più recente è il saggio in tre volumi “Dietro le quinte del cinema di Fantascienza, per le Edizioni Della Vigna scritta con Mario Luca Moretti.”

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