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I POTERI DELLA MENTE (2)

I POTERI DELLA MENTE (2)

Continuiamo il discorso sui film che trattano dei poteri mentali iniziato nella prima parte di questo articolo.

Nel prolifico 1985 trova posto anche il film di Sergio Corbucci dall’ammiccante titolo Sono un fenomeno paranormale, interpretato da Alberto Sordi nel ruolo di un uomo che ha passato tutta la vita a combattere strenuamente allo scopo di smascherare dei ciarlatani che sfruttavano l’ingenuità delle persone con i loro finti poteri ai quali lui per primo non crede affatto. Il problema ora è che si è accorto di essere in possesso di quelle doti che ha sempre ritenuto inesistenti.

L’anno successivo si apre e si chiude con Ai City – La notte dei cloni di Koichi Mashimo, ennesimo film d’animazione che parla di un detective privato dotato di poteri extrasensoriali e dei suoi due amici alla ricerca di misteriosi nemici di nome Fraud, le cui origini si perdono nella notte dei tempi.

Avevamo già parlato di Lucio Fulci e citato alcuni suoi film. Tra questi ne abbiamo un altro che appartiene al genere che ci interessa. S’intitola Aenigma e parla di una ragazza che giace in coma profondo in un ospedale e fin qui potremmo credere che siamo tornati al Patrick già citato o a Carrie, visto che la fanciulla di cui sopra era stata precedentemente sempre presa in giro dalle sue amiche. Be’, ora può finalmente vendicarsi di loro poiché ha il potere di staccare il proprio spirito dal corpo e… sono cavoli amari.Aenigma

Se non l’abbiamo ancora detto, Lucio Fulci ci ha appena introdotto nel 1987 e possiamo spendere due parole anche per la pellicola canadese Mind Killer o Brain Creature di Michael Krueger nel quale uno studente scopre il metodo per acquisire il potere di controllare la propria mente spostando a distanza gli oggetti e controllando le persone. Il potere è cumulativo, tanto è vero che il suo cervello comincerà ad agire indipendentemente dai suoi voleri.”

Dello stesso anno, ma apparso da noi due anni dopo, è È quasi magia Johnny (Kimagure Orange Road), serial giapponese che in quarantotto episodi ci parla di un ragazzo dotato di poteri extrasensoriali, il quale è ossessionato per tutta la storia da un atroce dilemma, perché diviso tra l’amore di due fanciulle: la sensuale Sabrina, una pericolosa teppista e la dolce Tinetta. Non sappiamo chi sceglierà alla fine ma credo non ce ne freghi proprio nulla… dico bene?

Il Canada, la Germania e la Danimarca si uniscono per produrre il film La ranocchietta e la balena (La Grenouille et la Baléne) di Jean-Claude Lord. Lo sforzo dà vita a una dolce storia imperniata su una ragazzina che riesce, grazie ai suoi poteri extrasensoriali, a comunicare con le balene e fa amicizia con dei delfini riuscendo a salvare il delfinario che li ospita da uno spregevole sfruttamento a opera di individui senza scrupoli.

Lasciamo senza troppi rimpianti questa annata e portiamoci nella successiva con un altro film canadese di soggetto standard. Si tratta di Una luce nelle tenebre (Black Light o anche Dark Light) di Michael Storey dove una donna cieca, ma dotata di poteri extrasensoriali, è di aiuto alla polizia per trovare un serial killer. Mentre più interessante risulta essere la pellicola realizzata in coproduzione tra Ungheria e e Germania La notte dei maghi (Hanussen) per la regia di Istvàn Szabò e interpretata da Klaus Maria Brandauer nel ruolo di un soldato austriaco durante la Prima Guerra Mondiale, il quale si rende conto di avere poteri mentali particolari: è in grado di prevedere gli avvenimenti che accadranno. La cosa interessa molto a un certo Hitler…

Divertente e avventurosa è la pellicola statunitense Il segreto della piramide d’oro (Vibes), diretto da Ken Kwapis e interpretato da Jeff Goldblum. Con uno stile alla Indiana Jones, ma con minore impatto, il film ci porta tra le foreste dell‘Ecuador dove, nascoste tra le montagne e le grandi foreste, ci sono le rovine di una misteriosa città con una piramide di pietra che contiene un elemento misterioso e sconosciuto dagli strani poteri. Un gruppo di sensitivi parte alla ricerca del misterioso oggetto, inseguito di nascosto da qualcuno con gli stessi poteri.

Nell’ormai lontano 1980 una pellicola diretta da Sean S. Cunnigham ottenne un ottimo successo commerciale presentando per la prima volta un personaggio che si sarebbe poi affiancato con pieno diritto alle icone horror del periodo: Freddy Krueger e Michael Mayer. Stiamo parlando di Jason Voohres che diventerà il protagonista di una decina di pellicole nelle quali questa creatura maligna, immortale, invulnerabile, che indossa una maschera da Hockey sopra un volto deforme e semidecomposto, squarta, uccide e smembra tutte le vittime che gli capitano a tiro. Lontano da ogni forma di ironia, silenzioso come un’ombra mortale, agghiacciante nella sua spietatezza, questo personaggio nasce da un luttuoso evento accaduto alcuni anni prima in un campeggio sulle rive del Crystal Lake, nel New Jersey, quando dei ragazzi decidono di riaprire il campeggio che era stato chiuso per dei misteriosi omicidi rimasti impuniti. Come i giovani arrivano al camping gli efferati assassinii ricominciano… Questa creatura dal volto mascherato, proveniente dalle tenebre,  agisce, si muove e risorge come un novello Frankenstein uccidendo nei modi più svariati ed efferati. Ha collezionato fino a oggi, come abbiamo detto, parecchi episodi. In uno di questi si è incontrato addirittura con Freddy Krueger, ma in un altro incontra anche un’avversaria di tutto rispetto. Accade in Venerdì 13: Il sangue scorre di nuovo (Friday the 13th: Part VII: The New Blood) diretto da John Carl Bluecher, nel quale il nostro assassino immortale si trova davanti una ragazza dotata di poteri paranormali che lo contrasta con efficacia.

Andiamo avanti di un anno per parlare di A.A.A. detective chiaroveggente offresi (Second Sight) di Joel Zwick, nel quale troviamo un’agenzia investigativa che annovera tra i suoi elementi un medium in grado grazie ai suoi poteri di risolvere i casi e, tra questi poteri, c’è anche la facoltà di prevedere il futuro. Lo spirito guida di questo medium entra in crisi quando all’agenzia si presenta la donna che lo ha assassinato. Puntuale come la morte ritorna Lucio Fulci con uno dei suoi ultimi film: La dolce casa degli orrori, nel quale i due figli di una coppia assistono all’uccisione dei propri genitori da parte di un misterioso assassino che si è introdotto nella loro casa per rubare. I due vengono affidati agli zii, ma, grazie ai loro poteri extrasensoriali riescono a prendere contatto con gli spiriti dei propri genitori smascherando il colpevole. Entriamo così negli anni ’90 dove le opere sul genere si intensificano a scapito della originalità dei soggetti; ecco perché Paura (Fear) di Rockne S. O’Bannon ci ricorda quasi totalmente una storia già vista. Giudicate voi: una psicologa, dotata di poteri paranormali, ha collaborato spesso con la polizia nei casi d’omicidio e le sue indicazioni sono sempre state utilissime per risolvere dei casi. Ora, però, si presenta una situazione quanto mai inconsueta e pericolosa: il serial killer a cui stanno dando la caccia possiede i suoi stessi poteri.

Visioni assassine (Face of Fear), diretto da Farhad Mann, appartiene di diritto al genere ESP perché parla di individui dotati di poteri paranormali. Infatti il protagonista di questo film è un editore il quale possiede la capacità di avere delle strane visioni, quando non addirittura riesce a essere presente con la mente quando si verificano fatti straordinari.

Saltiamo al 1991 con il fin troppo fantasioso Lightning incident di Michael Switzer. La trama è leggermente complicata e il film inizia con una donna preoccupata per gli strani incubi che la perseguitano, va da una psicanalista la quale conclude che i suoi sogni sono un avvertimento portato dal suo latente potere psichico. Il pericolo in effetti è vicino, così come avvenne quando suo figlio Alex nacque; ora c’è di nuovo una banda di cultori voodoo che vuole rapire nuovamente il piccolo il cui sacrificio riporterebbe le donne della tribù alla fertilità.

A proposito di assurdità o di fin troppa fantasia eccoci a parlare del serial TV Gli acchiappamostri (Eerie, Indiana). Diciannove episodi che hanno avuto come registi, tra gli altri, Joe Dante, Tim Hunter, Bob Balaban e Todd Holland. È uno strano posto, infatti, questa cittadina di Eerie, un paese apparentemente tranquillo e che sembra invece essere il centro nevralgico di tutto ciò che di strano, magico o soprannaturale esista sulla Terra. Lì agiscono poteri paranormali: ci sono cani che parlano, mostri e alieni. Un posto veramente inconsueto per un ragazzo di quindici anni appena arrivato lì dal New Jersey… Malgrado lo scarso successo venne girato un sequel della serie e s’intitola Eerie, Indiana: The Other Dimension.

Meglio passare al 1992 con L’ultimo innocente di Pietro Nardi, nel quale uno scienziato trasforma un professore, sua involontaria cavia, in un individuo in grado di leggere i pensieri altrui, ma quando questo potere lo sta per portare a compiere cose malvagie questi preferisce il suicidio.

Scivoliamo attraverso questo scialbo anno e passiamo a quello successivo con Il triangolo di fuoco (Wilder Napalm), diretto da Glenn Gordon Caron e interpretato dal già citato Dennis Quaid. Qui abbiamo due fratelli, Wilder (Arliss Howard) e Wallace (Dennis Quaid) che hanno il potere di far scoppiare degli incendi usando solo la forza della mente. Da molto tempo Wilder non usa questi poteri, li trova pericolosi ed è contrario a usarli indiscriminatamente, mentre di ben altro parere è Wallace che anzi li usa nei suoi spettacolit realizzia sotto il nome di Dottor Napalm. Un’altra cosa ha tenuto i due fratelli distanti l’uno dall’altro per parecchio tempo, ed è la donna di Wilder che piace tanto anche a Wallace. Il loro scontro sarà estremamente caloroso…

Altro soggetto non certamente originale è quello che ci viene offerto da Codice genetico (Typhon’s People) di Yvonne Mackay, una pellicola neozelandese. Inizia con uno  scienziato che ha condotto degli esperimenti segretissimi generando così una nuova razza di esseri umani dotati di poteri particolari, ma quando lo studioso viene ucciso ecco che si scatena la caccia spietata non solo per scoprire il suo procedimento, ma anche per trovare il luogo segreto dove si nascondono queste nuove super creature. In Nuova Zelanda restiamo per citare Jack Be Nimble di Garth Maxwell, che ci racconta di una ragazza in possesso di poteri ESP molto sviluppati e, in questo modo, capta che suo fratello è in pericolo. I due poi si riuniscono per cercare i loro genitori.

Dello stesso anno è Scanner Cop di Pierre David, ma non ci dice molto di nuovo: dei cittadini normalissimi sembrano venir colti da improvvisi attacchi di pazzia e uccidono degli agenti. Un agente con poteri extrasensoriali viene incaricato delle indagini.

Nemmeno si può dire che Visioni dal delitto (Visions of Murder o The Calling) di Michael Ray Rhodes pecchi di grande originalità, ma riesce se non altro a interessare lo spettatore con una storia dotata di un buon ritmo. Il soggetto ci parla di una psichiatra che si trova ad avere visioni del futuro e, in questo modo, essa “vede” la morte di un suo paziente. Gli amici credono che, a forza di curare dei malati mentali, la dottoressa sia impazzita a sua volta e quando, grazie al suo aiuto, la polizia arriva a scoprire un cadavere, viene pure sospettata di essere un’assassina.

Il 1994 si apre e si chiude con qualcosa di buono e, almeno in parte, originale rispetto a tanti altri. Il film in questione si intitola: Oltre la morte (The Lifeforce Experiment) di Piers Haggard. Qui abbiamo un agente della CIA il cui scopo è quello di prendere informazioni su uno scienziato e sugli esperimenti che vengono compiuti in un laboratorio. La scoperta è agghiacciante, pericolosa e… mostruosa: la costruzione di una macchina in grado di immagazzinare l’energia vitale dell’uomo subito dopo il decesso, preservandola dall’estinzione. Le sue cavie sono il giovane malato terminale Ken e Niki, bambina autistica dotata di poteri extrasensoriali. Grazie a lei, collegata al meccanismo, Mac vuole seguire il flusso vitale di Ken oltre le soglie della morte, guardando con gli occhi della bimba il mistero celato al di là. Jessica, che ha perduto un figlio, si oppone agli esperimenti e riferisce dunque tutto alla CIA, interessata alle scoperte di MacLean per ottenere informazioni segrete scoperte dai suoi agenti caduti in missione prima di fare rapporto, ma non resiste alla tentazione di tornare dallo studioso. L’esperimento cruciale ha luogo, Ken muore e la macchina di Mac ne cattura lo spirito, imprigionandolo. Niki, collegata a lui tramite il meccanismo, fa comprendere a tutti che quell’energia imbrigliata è davvero l’anima dell’uomo e supplica affinché sia liberata. L’intervento della CIA induce Mac a distruggere la sua opera, liberando l’energia vitale di Ken nell’infinito.

Il 1995 si apre con il solito riciclato soggetto: quello di una detective dotata di poteri paranormali per cui un assassino cercherà di sfruttare proprio questi poteri per i suoi scopi. Questo capolavoro sui poteri ESP si intitola Dream Man – Premonizione omicida (Dream Man) di Rene Bonniere e non crediate che le cose migliorino con Karine e Ari (Karine et Ari), commedia francese composta da ben 52 episodi durante i quali ci rendono edotti sul fatto che un astronomo, lasciato dalla propria moglie alle prese con due figli, deve forzatamente assumere una baby sitter. Così, senza saperlo, assume Karine, una ragazza con poteri paranormali e accompagnata da un cane parlante. Per restare sullo scontato e il prevedibile, andiamo negli Stati Uniti a trovare Lisa ha Visto L’assassino (Haunting of Lisa), diretto però con mano sicura da Don McBrearty e nel quale facciamo conoscenza di una bambina di nove anni, Lisa appunto, che è vittima di strane visioni: una signora le appare e le annuncia dei delitti che verranno compiuti e tutto questo accade con orribile regolarità. La piccola possiede gli stessi poteri che resero difficile la vita della madre e della nonna e ora il paese nel quale vive è sotto l’incubo di un uccisore di bambini.

Ci troviamo meglio l’anno successivo con l’interessante La stirpe del futuro (Yesterday’s Target) e trasmesso sulle nostre reti come La stirpe di fuoco di Barry Samson, perché il film è la curiosa storia di tre viaggiatori temporali, dotati di poteri paranormali, che vengono spediti nel tempo per poter evitare la nascita di una nuova stirpe di bambini manipolati geneticamente. Una volta giunti nell’epoca prefissata i tre che hanno il potere di muovere gli oggetti, di vedere il futuro e di provocare incendi, si trovano inseguiti da uno strano individuo che vuole eliminarli.

Citiamo velocemente e forzatamente Blond Justice (Sworn to Justice) di Paul Maslak dove una psicologa esperta in arti marziali, e in più dotata di poteri ESP, vendica la sorella uccisa da un’organizzazione criminale.

Scorrendo il 1997 non troviamo nulla che possa particolarmente interessarci e quindi ce ne andiamo verso il 1998 per imbatterci in un film co-prodotto dagli Stati Uniti e dalla Nuova Zelanda, che se non fosse stato girato sarebbe stato meglio. Sentite un poco la storia: un travestito lavora come ballerina nel night “Paradise” e ha dei poteri paranormali perché è in grado di “vedere” il futuro. L’incontro con un alcolista piantato dalla moglie innescherà una spirale di oscuri pericoli… Sappiamo che s’intitola Heaven, che la regia è di Scott Reynolds, ma non ne sappiamo molto di più e non ce ne vergogniamo affatto. Non che Visioni di morte (Last Rites), girato da Kewin Dowling, migliori poi di tanto la situazione. Ecco qua: a causa di un guasto alla sedia elettrica un condannato a morte diventa in grado di vedere il futuro. Abbiamo ragione?

Il 1999 si apre con Amore senza tempo (Evolution’s Child) di Jeffrey Reiner che ha dovuto attendere fino all’ottobre del 2005 per esordire sui nostri schermi televisivi, quelli di Italia 1 per la precisione, e mai attesa fu così disattesa perché il film non solo dimostra di possedere ben poco di originale, ma addirittura si impasticcia con il magico e il mistico, ma se volete la trama eccovi accontentati: una modernissima e famosa clinica accoglie due coniugi desiderosi di avere un figlio. Il loro sogno si avvera e nasce così il giovane Adam il quale, con il passare degli anni, dimostra di possedere dei poteri particolari. I due coniugi scoprono che lo sperma usato appartiene a uno sciamano vissuto nell’età del bronzo e che l’equipe medica tiene il fanciullo sempre sotto stretto controllo impedendogli una vita normale e cercando, invece, di affinare i suoi poteri.

I POTERI DELLA MENTE (2)Di ben altro spessore è il suggestivo Il miglio verde (The Green Mile) di Frank Darabont, tratto da un romanzo di Stephen King e mirabilmente interpretato da Tom Hanks nel ruolo di una guardia carceraria che svolge le sue mansioni nel braccio della morte di un penitenziario della Louisiana. Il titolo del film è dato da un lungo corridoio coperto di piastrelle di un verde scuro, un percorso di morte, quello che i detenuti compiono per arrivare fino alla sedia elettrica. L’uomo, interpretato da Tom Hanks, instaura un’insolita amicizia con uno dei detenuti, e in seguito scopre che questi è dotato di poteri paranormali e misteriosi utilizzati sempre a fin di bene

Un altro film, in quest’anno in fondo fortunato, s’innalza sopra gli altri di qualche spanna ed è Il sesto senso (The Sixth Sense) di M. Night Shyamalan, regista, almeno inizialmente, presentatosi con soggetti fuori dagli schemi consueti. L’interprete, Bruce Willis, è surclassato dal piccolo Haley Joel Osment che proprio per questa formidabile interpretazione non solo verrà candidato all’Oscar, ma sarà il protagonista del film di Steven Spielberg AI – Intelligenza Artificiale. Qui il suo ruolo è quello di un ragazzino che, a causa dei suoi poteri, “vede le persone morte” e i loro disperati appelli. Willis, almeno apparentemente, è lo psichiatra che lo ha in cura. Apparentemente…

Torniamo alla piatta normalità con Nightmare Man di Jim Kaufman che ci presenta Ed Cody, di professione poliziotto. Sua moglie è misteriosamente scomparsa lasciandolo con due figli e, a tutt’oggi, non è mai stata trovata nessuna traccia o nessuna ragione plausibile per la sua scomparsa. In più Ed possiede dei poteri psichici e la sua prossima missione consiste nell’andare alle isole Fiji dove lo attende un caso che ha molte analogie con quello che gli è accaduto.

Ora, stanchi delle solite osservazioni, prendetevi la trama di La prima vittima (After Alice), presentato in televisione come Alice – La prima vittima di Paul Marcus e commentatela voi. Eccola qui: un poliziotto stanco e deluso dà la caccia a un serial killer e riesce a catturarlo grazie ai suoi poteri extrasensoriali.

Niente di eclatante ma più gradevole è il film televisivo canadese Spiriti inquieti (Dead Aviators), girato per le famiglie e non privo di un suo piccolo fascino: In visita alla nonna mentre la mamma sta per risposarsi, una ragazzina scopre tra le foreste canadesi i fantasmi di due aviatori precipitati con il loro aereo nel 1927 e che solo lei e il fratellino possono vedere, perché dotati di particolari poteri extrasensoriali così come li aveva il padre, un collaudatore di aerei morto quattro anni prima in un incidente. I due spiriti non si rendono conto del loro stato perché, ogni volta che scende la nebbia, il loro dramma ricomincia. La ragazza li aiuta a riparare l’aereo ed essi possono completare il viaggio verso il loro nuovo ed eterno mondo. Molto meglio il titolo italiano, una volta tanto, di quello originale, troppo funereo.

Nel nuovo secolo le cose non cambiano poi molto e il nostro compito di segnalatori diventa sempre più monotono. Non possiamo certo sottacere che What women want – Quello che le donne vogliono (What Women Want), comunque una divertente commedia. La regia di Nancy Meyers procede sicura e l’interpretazione di Mel Gibson e Helen Hunt rendono questa pellicola ancora più gradevole anche se si basa su una trovata estremamente semplice perché parla di un uomo che, a causa di una potente scossa elettrica, riesce ad ascoltare i pensieri delle donne alle quali si avvicina e la cosa gli procura parecchi guai…

Niente male, invece, Waiting for the Giants di Phillip Lacy che pone l’angosciante problema del “diverso” e che non si limita, come ben sappiamo, solo al colore della pelle e qui, infatti, abbiamo un uomo di gigantesche proporzioni che ha il potere di vedere il futuro. Egli inizia la ricerca di altri esseri come lui perché è braccato e non compreso dai cosiddetti uomini normali che gli uccidono la moglie e lo trattano con malvagio razzismo.

Molto più realistico, anche se scontato, è The Gift diretto da quel Sam Raimi che dopo averci ossessionato con La Casa e i suoi sequel ora si è specializzato in supereroi aracnoidi. In questo piccolo, ma corretto film, ci presenta Annie Wilson, una donna con poteri fuori dal comune. È in grado di vedere cose che avverranno e di scoprire dove è nascosto il cadavere di una giovane donna, oltre a fornire una precisa indicazione alla polizia, ma da quel momento non avrà più un attimo di pace…

Speriamo che questo serial inglese venga importato in Italia perché la storia lo meriterebbe proprio: si intitola Life Force, è composto di tredici episodi e il suo incipit è quanto mai attuale: Il continuo alzarsi della temperatura sulla Terra ha sciolto i ghiacci polari che hanno sommerso il pianeta. Gran parte di quella regione conosciuta una volta come Inghilterra è sotto l’acqua. Gli scienziati sono stati incolpati di questi eventi e molti di loro ora lavorano segretamente allo scopo di formare un nuovo Governo Federale la cui dura legge venga fatta eseguire da un’apposita agenzia detta “La Commissione”. Vi sono inoltre dei senza tetto e dei “Senders” , un prodotto della ingegneria genetica dotati di poteri telepatici, ma sulla piccola isola di Black Combe vi sono due sopravvissuti che hanno fondato una scuola per creare una nuova e ben diversa generazione di scienziati e tra questi allievi vi sono pure dei Senders. La Commissione vigila e fa un’incursione nella scuola arrestando i due sovversivi insegnanti…

Ora è l’horror che si sposa con i poteri ESP. Non è la prima volta, in fondo, ma è la prima volta che i due argomenti partono disgiunti senza commistioni poco chiare. D’altronde giudicate voi dal soggetto: un’infermiera si ritrova in casa la figlia della propria sorella. La ragazza non solo non ne conosce il padre, ma è pure afflitta da problemi di droga. La bimba è nata da pochi giorni e la madre sparisce lasciandola alla sorella che la alleva amorevolmente. Durante i sei anni in cui la bambina cresce si dimostra una creatura dotata di poteri paranormali e queste sue capacità interessano il capo di una setta di adoratori di Satana che vuole fare di lei la nuova adepta, guidandola verso il dominio delle forze del male. Il film si intitola La mossa del diavolo (Bless the Child) e la sicura regia è di Chuck Russell, così come sono convincenti Kim Basinger e Christina Ricci.

Questo prolifico anno ci porta anche The Sight, diretto da Paul Anderson. Niente di particolarmente originale, in realtà: un architetto americano riceve l’incarico di ristrutturare un vecchio albergo a Londra. Quando scopre di avere dei poteri extrasensoriali li usa per stanare un serial killer colpevole di aver già ucciso sette persone. Il regista ci aveva convinto di più in Punto di non Ritorno che qualcosina con il genere che stiamo trattando ce l’ha.

Il primo anno del ventunesimo secolo si apre con la pellicola franco tedesca Gli amanti del Nilo (Les Amants du Nil) di Eric Heumann, nel quale la protagonista Anna possiede il potere di prevedere gli avvenimenti. Tutto ebbe inizio da sua nonna la quale previde, nel 1908, il terremoto di Messina. La sua mente è in grado di trasportarla in altri luoghi e così si trova nel 1943, in Tunisia, mentre sta camminando lungo una spiaggia e vede un soldato francese morto. I ricordi di quella vita che sarà stroncata affiorano improvvisi nella sua mente. Anna vuole evitare questa morte e quindi, grazie a una zia archeologa, se ne va in Egitto e cerca di incontrare quell’uomo per impedirgli di arruolarsi e di andare così incontro alla morte.

Jeepers Creepers – Il canto del diavolo

Jeepers Creepers – Il canto del diavolo

Jeepers Creepers – Il canto del diavolo (Jeepers Creepers) di Victor Salva non ha apparentemente a che vedere con quello di cui ci stiamo occupando e, in effetti, il lato parapsicologico è sostenuto brevemente da una donna in grado di sognare il futuro. Essa entra in scena dopo che i protagonisti scoprono che ogni ventitré anni e per ventitré giorni una misteriosa creatura di provenienza ignota e simile a un uomo pipistrello, percorre su un vecchio e velocissimo furgone una lunga e semideserta strada provinciale alla ricerca di vittime di cui cibarsi. La creatura si nutre di corpi per rigenerare i suoi organi e le sue vittime sono ora due fratelli che stanno percorrendo quei luoghi per dirigersi a casa dai propri genitori. Sembra invulnerabile e ha accumulato, dentro a una vecchia chiesa in disuso, centinaia di vittime. Ore le sue prossime prede sono proprio i due fratelli che cercano di scampare alla orrenda morte grazie anche all’aiuto della donna di cui sopra.

Anthony Hopkins è il protagonista del prossimo film. Lasciati, almeno temporaneamente, i panni di Hannibal the Cannibal, lo troviamo in Cuori in Atlantide (Hearts in Atlantis), sapientemente diretto da Scott Hicks e tratto da una raccolta di racconti di Stephen King. Una storia triste, ma dolce al tempo stesso che comincia quando, a causa della morte di un suo amico, un fotografo ritorna nel suo paese natio. Nel rivedere il suo mondo giovanile gli tornano ovviamente alla memoria i ricordi d’infanzia e l’incontro con un uomo adulto (Hopkins) che lo aveva quasi adottato, lui che era orfano di padre e con una madre che quasi non lo considerava. Ted Brautigan, si chiamava, ed era dotato di poteri paranormali e, per una volta, riuscì a fargli provare la bellezza di questo suo dono in un’estate di ormai tanti anni fa…

Il film canadese Mindstorm – Fuga dal passato (Mindstorm), passato sui nostri schermi televisivi come Progetto Mindstorm e diretto da Richard Pepin al quale siamo debitori di pellicole dimenticabili come T – Force, Firepower, Cyber Tracker, The Silencers, Hologram Man, Cyber Tracker II, Dark Breed, non aggiunge e non toglie nulla a quanto abbiamo detto fino a ora, anzi, semmai conferma l’unicità di certi soggetti ormai scontati: Un uomo, dotato di potenti poteri mentali acquisiti durante un esperimento top secret, (può addirittura abbattere un elicottero) è alla ricerca della scomparsa figlia di un Senatore, ma Russia e Stati Uniti sono interessati a lui e gli danno la caccia.

Un’ulteriore dimostrazione ci viene data nel 2002 con il film Momentum di James Seale nel quale un vecchio esperimento segreto governativo archiviato con il nome di codice Momentum, ha creato dei soggetti dotati di forti poteri mentali. Una volta annullato il progetto, il direttore ha iniziato la caccia a tutti i mutanti con lo scopo di eliminarli per timore che essi possano avere velleità di dominio sul mondo. Al massacro è sfuggito un solo telecinetico il quale ha incontrato poi altre persone come lui dotate di questi poteri, ma in modo naturale. Per poter fermare questi pericolosi individui viene dato incarico ad un altro telepate di infiltrarsi nella banda, ma questi si rende ben presto conto che il pericolo non è solamente costituito da questi mutanti, ma che anzi gli stessi governativi sono dei mostruosi assassini senza scrupoli.

Ci stiamo avvicinando alla fine del nostro excursus e siamo anche passati al 2003 e il film che dobbiamo citare è il complesso The Butterfly Effect, girato a due mani da Eric Bress e Mackye Gruber che gentilmente ci rendono edotti sul fatto che una delle teorie del caos dice che, se una farfalla sbatte le ali, in Sud America provocherà un uragano in Cina. Anche il nostro protagonista ha questo potere: la facoltà di provocare delle reazioni a catena che mutano totalmente la vita di coloro che gli stanno vicino. Successivamente egli scopre la possibilità di viaggiare nel tempo con la propria memoria e di modificare dei fatti del passato, ma malgrado i suoi tentativi i risultati sono peggiori di quelli precedenti.

Ritorniamo nello scontato con Code 46 di Michael Winterbottom e andiamo nel futuro prossimo venturo dove un dipendente di una compagnia assicurativa viene mandato a Shanghai per indagare su una possibile truffa. L’uomo, grazie a un virus, ha il potere di leggere nella mente altrui. Individuata la colpevole non la denuncia, anzi, se ne innamora.

I POTERI DELLA MENTE (2)

L’Acchiappasogni

Sarebbe stato un film interessante L’acchiappasogni (Dreamcatcher) di Lawrence Kasdan, per di più tratto da un romanzo di Stephen King e interpretato da un sempre bravo Morgan Freeman, se non fosse così oscuro e confuso.  Fino alla fine non si riesce a comprendere la storia e anche a pellicola finita dei dubbi irrisolti restano. Andatelo a vedere e poi spiegatecelo, grazie. Eccone intanto la trama: un gruppo di amici si riunisce per una partita di caccia al cervo e si trova invece in mezzo a un’invasione da parte di extraterrestri, alle prese anche con un misterioso individuo con poteri paranormali e con un generale fuori di testa a capo di una speciale squadra il cui compito precipuo è quello di dare la caccia agli alieni.

Neppure il serial televisivo Carnivàle risolleva le sorti anche se la trama non è consueta: la serie è ambientata nel 1934, durante il periodo della grande depressione americana, e parla di un giovane dotato di ampi poteri che si nasconde e vive in un circo. Incontrerà la sua nemesi con la quale combatterà per il destino della Terra. Il tutto in dodici episodi.

Orchidea nera (Night Orchid) di Mark Atkins e targato 2004. Non aggiunge né toglie nulla di quanto abbiamo detto fino a questo momento. Si tratta della storia di un vagabondo che possiede il potere di vedere con la mente episodi di violenza che sono accaduti nel passato. Capitato per caso nella paludosa cittadina di Ochopee, in Florida, si innamora di una misteriosa e giovane donna che abita in una casa abbandonata in mezzo a una piantagione di arance. Le visioni non lo hanno lasciato e gli parlano di un omicidio continuando a tormentarlo, fino a quando la ragazza scompare ed egli capisce di dover affrontare questo suo potere per giungere alla verità.

Passiamo subito all’anno successivo saltando, come abbiamo detto fin dall’inizio, il nuovo film dei Fantastici 4 così come abbiamo fatto per i vari Superman, Hulk, L’Uomo Ragno eccetera, in quanto non siamo in cerca di supereroi dai poteri fantastici e anche alieni ma solo, nei limiti del possibile, di facoltà particolari indotte o geneticamente o naturalmente esistenti.

Così arriviamo a parlare del serial Medium, liberamente ispirato alla vita della sedicente medium Allison Dubois, in realtà uno dei tanti ciarlatani (questo più abile di altri) che prendono in giro i media con furbizia. Comunque sia, in questa serie Allison è dotata di poteri particolari: prevede il futuro, legge nel pensiero e parla con i defunti. Sono doti, le sue, che suscitano sospetto e curiosità, ma che risultano utili nel suo ruolo di assistente a un procuratore distrettuale. Mentre il soggetto di Suspect Zero di E.Elias Merhige è quanto di più scontato si possa avere: un detective dotato di poteri extrasensoriali cerca di catturare un serial killer.

È invece del 2006 uno degli ultimi prodotti nel campo dei serial, apparso l’anno successivo sui nostri teleschermi e attualmente un grande successo che ha sfornato 78 episodi in quattro stagioni. Si tratta di Heroes. I personaggi principali della serie sono tutti dotati di poteri particolari, ma proprio a causa loro sono anche degli emarginati pieni di problemi. La serie li mostra alle prese con questi problemi e anche coinvolti nella caccia a un serial killer dotato anche lui di superpoteri, legato apparentemente a una sinistra profezia che lo vede coinvolto nella futura distruzione di New York a causa di una esplosione nucleare.

Andiamo avanti con lo spettacolare ma incredibile Ultraviolet (Utraviolet) di Kurt Wimmer, sempre del 2006, ambientato verso la fine del XXI secolo, quando un virus mutato in laboratorio ha generato una nuova stirpe di esseri dotati di straordinari poteri, più forti, più veloci, più resistenti. Essi costituiscono una minaccia e devono essere eliminati. Coloro che li hanno creati vorrebbero distruggerli ma Violet, la mutante, (Milla Jovovich) difende la sua razza con ogni mezzo.

Chip Factor, un inedito di Michael K. Harris è un film del 2007 nel quale cinque stranieri disperati s’iscrivono a  uno studio di ricerca di 72 ore per fare qualche soldo in più, ma ben presto scoprono che lo “studio” è un esperimento per sviluppare un chip di controllo mentale che li farà più intelligenti e più forti in pochi secondi. Solo, non sapevano che alcuni effetti collaterali possono includere la demenza, la pazzia e l’omicidio.

It Came from Over Yonder, fortunatamente un inedito del 2008 e diretto da Hardric Demsley, ci fa sapere che Joe Farmer ha un problema: sembra che ci siano alcuni strani avvenimenti nel suo pascolo di mucche. Joe chiama in aiuto il detective Nilbert Futzman e il suo team di investigatori (il dr. Patty Pyerson, uno studioso di escrementi, Nazioni Unite, Peter Panskey, un esperto di UFO e Ellen Burley, una persona dotata di poteri psichici) per aiutarlo a risolvere il mistero. Ciò che ne deriva è un’avventura di proporzioni idiote che alza il record dell’idiozia a nuove e incommensurabili altezze sempre e totalmente idiote!

Limitless – Senza Limiti (Limitless – 2011)) di Neil Burger è tratto  dal romanzo Territori oscuri, di Alan Glynn e, ancora una volta, ci occupiamo dell’ampliamento delle facoltà mentali: Eddie Morra è uno sfortunato scrittore newyorchese che incontra molte difficoltà nello scrivere il suo nuovo libro. Le cose si complicano ulteriormente quando anche la fidanzata finisce per lasciarlo. Tuttavia, la sua vita compie una radicale svolta quando incontra per caso il suo ex cognato che gli fa provare un farmaco sperimentale, l’NZT-48, in grado di sbloccare e amplificare le potenzialità della propria mente. In poco tempo Eddie diventa schiavo della medicina, che gli fa avere un’apparentemente inarrestabile ascesa: scrive il suo nuovo libro in soli quattro giorni e riesce ad arricchirsi grazie a delle astute mosse finanziarie. Tuttavia, dovrà fare i conti con inquietanti effetti collaterali, mentre il magnate della finanza Carl Van Loon cercherà di sfruttare le sue potenzialità.

Battle: New York, Day 2, inedito dello stesso anno e diretto da Andrew Bellware, ci presenta Laura Sommers. Il suo problema è che sente delle voci nella testa per cui si consulta con uno psichiatra. La terapia viene improvvisamente interrotta quando New York è scossa da un’invasione aliena. Laura si risveglia in una città abbandonata. Un vagabondo, Neil, trova Laura e la porta in salvo. È mentalmente uno squilibrato e cerca di spiegare il pericolo che stanno correndo, sembra saperne più di quello che dovrebbe sull’invasione, ma almeno la tiene fuori dalla vista dei veicoli alieni e dagli attacchi mentali di zombie da loro controllati: i resti della popolazione umana. In un magazzino buio una banda di sopravvissuti lotta per rimanere inosservata. Laura e Neil si uniscono al gruppo per combattere gli zombie e, insieme, cominciano a capire il piano di battaglia degli alieni. Il resto della popolazione della città è stato asservito. Gli unici che hanno mantenuto la loro umanità sono quelli con squilibri nella chimica del cervello, cioè i pazienti mentali. Laura deve combattere gli zombie per raggiungere Alpha, il controller, e rendere così la città sicura per i sopravvissuti. Ma le voci nella sua testa sono sempre più forti.

Dredd (3D) di Pete Travis, girato nel 2012, è tratto dall’omonimo personaggio dei fumetti ideato nel 1977 da John Wagner e Carlos Ezquerra. In un imprecisato futuro l’America è diventata una landa desolata. Sulla sua costa orientale, che va da Boston a Washington DC, è situata Mega City One, una vasta metropoli dominata da violenza e criminalità. Le uniche forze dell’ordine sono i poliziotti urbani, chiamati “Giudici”, che sono in grado di esercitare all’istante i poteri di giudice, giuria e giustiziere. Conosciuto e temuto da tutti, Dredd è l’ultimo giudice che ha deciso di sfidare la città per liberarla dal suo ultimo flagello: una pericolosa droga che permette di sperimentare la realtà a una frazione della sua velocità normale. Durante una normale giornata di lavoro a Dredd viene assegnata una ragazza da addestrare e valutare: Cassandra Anderson, una novellina dotata di poteri psichici. Un orribile delitto li porta a recarsi in un quartiere all’interno del quale nemmeno i giudici più esperti sono soliti andare. Un quartiere controllato da Ma-Ma, una ex prostituta entrata nel business della droga, e dal suo clan. I due catturano un uomo di Ma-Ma e questo sarà il motivo scatenante di una spietata guerra contro i giudici. Dredd e Anderson dovranno impegnarsi seriamente per riuscire a sopravvivere.

Nel 2013 ci incontriamo con un inedito che s’intitola 95ers: Time Runners, conosciuto anche come  93ers Echoes e diretto da Thomas Gomez Dhuran. Qui veniamo a conoscenza che l’agente speciale Sally Biggs ha un segreto. Lei può riavvolgere il tempo per pochi secondi e ogni volta che vuole. E questo è abbastanza per fare di lei una celebrità all’ FBI e controllare quasi tutto nella sua vita. Ma, in fondo, ha paura del dolore che viene dalle cose che nessuno può controllare. I suoi peggiori timori si realizzano quando suo marito, uno scienziato, scompare misteriosamente. Apparizioni paranormali iniziano a circondarla. Degli sconosciuti, in possesso di tecnologie terrificanti, conoscono il suo segreto e la vogliono morta. Il suo unico indizio è il fantasma del marito che lei segue su un campo di battaglia che non ha mai saputo esistesse. Deve scoprire la verità terribile che lega tutti questi misteri insieme, prima che il tessuto del suo essere e di quelli che ama di più decada.

Lucy (Lucy) di Luc Besson, una co-produzione tra la Francia e gli Stati Uniti del 2014, è stato un film di successo malgrado le critiche negative. In effetti fila via liscio ed è gradevole da vedere: Lucy, una giovane studentessa spensierata che vive a Taiwan, viene ingannata dal suo fidanzato e convinta a consegnare una valigetta a un contatto d’affari. Prima che possa anche solo comprendere la situazione nella quale è rimasta irretita, Lucy viene catturata e presa in ostaggio dallo spietato Mr. Jang. Quando i suoi gorilla impiantano chirurgicamente nella ragazza un pacchetto carico di una potente sostanza sintetica – così potente che, molto probabilmente, se fuoriuscisse la ucciderebbe – il suo terrore si trasforma in disperazione. Insieme a una manciata di altri riluttanti portatori, Lucy viene mandata all’aeroporto con lo scopo di volare in tutto il mondo come recipiente per il trasporto di un materiale che, per i suoi rapitori, è di inestimabile valore. Quando la sostanza chimica viene accidentalmente liberata all’interno e assorbita dal corpo di Lucy, comincia l’inimmaginabile: la sua capacità cerebrale viene schiusa a livelli sbalorditivi e precedentemente solo ipotizzabili. Mentre tenta di comprendere e fare propri gli incredibili cambiamenti della sua mente e del suo corpo, Lucy comincia a sentire intorno a lei tutto: lo spazio, l’aria, le vibrazioni, la gente, addirittura la gravità e a sviluppare tratti superumani come la telepatia, la telecinesi, una conoscenza allargata e un incredibile controllo sulla materia. Il film parla della possibilità di usare il cento per cento delle capacità della nostra mente e non il dieci per cento, come è normale negli esseri umani. Lo sfruttamento del 10% del cervello è in realtà una credenza assai diffusa, secondo la quale le capacità intellettuali degli umani non sarebbero sfruttate a pieno: gran parte del cervello umano non sarebbe utilizzata; se utilizzata, consentirebbe all’individuo di godere di capacità straordinarie. Alcuni arrivano a sostenere che nell’ipotetico 90% di massa inutilizzata si nasconderebbero importanti capacità psicocinetiche e psichiche in generale, oltre alla possibilità di sviluppare percezioni extrasensoriali.

The Half Dead del 2015 e girato da Timothy Boyle è un film australiano che inizia con un terribile incidente d’auto che sconvolge la vita di Julie Madsen, la quale si risveglia in un ospedale psichiatrico dopo 15 anni con una strana capacità mentale. Lì incontra altri come lei, solo che coloro che sono morti ritornano… mezzi morti!

Stesso anno per The Lazarus Effect (The Lazarus Effect) di David Gelb, il quale parte da un presupposto interessante, ma poi si perde nella banalità: un gruppo di ricercatori universitari, di cui fanno parte Frank e la fidanzata Zoe, ottengono dei buoni risultati riportando in vita i morti grazie a un siero sperimentale chiamato Lazarus. L’esperimento ha successo su un cane appena morto, per cui il gruppo vuole rivelare le proprie ricerche, ma il rettore dell’università sospende gli esperimenti e confisca il materiale. Nonostante la battuta d’arresto, il team vuole continuare gli esperimenti e la possibilità gli verrà offerta dalla morte di Zoe in un terribile incidente. Frank convince gli altri a tentare l’esperimento su un essere umano, Zoe appunto, e sembra che tutto riesca nel migliore dei modi finché comincia a capitare qualcosa di strano a Zoe.

L'Autore

Giovanni Mongini

Tra i maggiori specialisti mondiali di cinema SF (Science Fiction) è nato a Quartesana (Fe) il 14 luglio 1944 e fino da ragazzino si è appassionato all'argomento non perdendosi una pellicola al cinema. Innumerevoli le sue pubblicazioni. La più recente è il saggio in tre volumi “Dietro le quinte del cinema di Fantascienza, per le Edizioni Della Vigna scritta con Mario Luca Moretti.”

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