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I POTERI DELLA MENTE (1)

I POTERI DELLA MENTE (1)

L’argomento poteri paranormali, come la capacità di prevedere eventi, quasi sempre funesti, con immagini che appaiono all’improvviso nella nostra mente o semplicemente toccando un oggetto, per parlare solo dei due sistemi più eclatanti, è stato spesso al centro di testi letterari e di film i quali, per ovvie ragioni spettacolari e commerciali, ne hanno esasperato l’effetto e il problema.

La parapsicologia, la disciplina che studia questi fenomeni, cerca non solo di darne una spiegazione ma addirittura tenta, per ora senza successo, di farne una scienza comprovata e utilizzabile per fini pacifici e militari.

Molti episodi potrebbero essere citati, alcuni non hanno avuto riscontro mentre altri hanno riempito le cronache dei giornali e sono sempre stati poi denigrati dai cultori della cosiddetta “Scienza Ufficiale” i quali, come fecero molti loro colleghi secoli addietro, ne negano l’esistenza e nemmeno si provano a studiarla con rigore scientifico e obbiettività. Se non ci fossero state menti aperte e pionieristiche nel campo della medicina alla quale meglio si applica ciò che andiamo dicendo, non ci sarebbe stata l’anestesia, i raggi X, la conoscenza interna del corpo umano e delle sue funzioni e tante, tante altre iniziative e metodi di procedura ritenuti oggi indispensabili ma un tempo accusati di eresia o possessione diabolica.

Lo stesso fenomeno ufologico, per fare un esempio più alla portata, è contestato da molti scienziati o astronomi i quali, senza nemmeno esaminare tutti i lati del problema, li negano a priori perché, dicono, è impossibile che esseri di altri mondi possano essere giunti sul nostro pianeta, le distanze sono enormi e ci vorrebbero anni o secoli per poter viaggiare da una stella all’altra; in questo non aiuta certamente la ricerca ufologica e tutta quella massa di ciarlatani e pseudo contattisti di cui è fin troppo satura e anche se bisogna dire che indubbiamente la risposta è valida non la si deve considerare completa; basterebbe aggiungere a questo assioma la semplice precisazione: almeno secondo le nostre conoscenze attuali. Non si deve ipotecare ciò che non si conosce: il futuro è fluido, nasconde nelle sue pieghe anche la vita e la morte di una razza, le sue conquiste e le sue sconfitte, renderlo assoluto e pragmatico vuol dire negare ogni e qualsiasi forma di progresso, vuol dire mortificare idee e ricerche le quali, ancora oggi, abbattono barriere che prima si pensavano irraggiungibili.

La storia dei fenomeni ESP fa parte della storia dell’uomo e molte sono state le segnalazioni, le leggende che ne hanno parlato inizialmente come fenomeni di stregoneria o di possessione e che sono costati spesso la condanna a morte per coloro che mostravano una “sensibilità, che andava al di fuori dei canoni cosiddetti normali. Ancora una volta la Chiesa, con la sua consueta apertura mentale e sociale, ne fece dei mostri, degli inviati del demonio o demoni loro stessi e li condannò al rogo e ad altre amenità del genere dopo che una lunga tortura li aveva obbligati ad abiurare questi doni e chiedere perdono ad un Dio che gli inquisitori stessi servivano ignorandone i veri insegnamenti.

L’inizio ufficiale dello studio obbiettivo e scientifico dei fenomeni ESP si può far risalire agli esperimenti condotti da Joseph Banks Rhine negli anni trenta e condotti presso il laboratorio di parapsicologia della Duke University nella Carolina del Nord. Lo studioso, che lavorava con la moglie Luisa, condusse molti esperimenti di divinazione delle carte e confermò che molti soggetti erano più bravi di altri a indovinare di quale carta si trattasse, ma la nuova generazione di studiosi era molto più interessata a stabilire se e quali individui fossero effettivamente dotati di particolari poteri e trovarono gli esperimenti di Rhine troppo semplicistici per cui pensarono che questo tipo di test fosse adatto ad un solo tipo di soggetti mentre altri avrebbero potuto dimostrare le loro eventuali doti “Psi” (Psychic Ability) con test di diversa natura. Questo diverso orientamento trovò fertile terreno negli anni sessanta con lo studio e l’uso di droghe e allucinogeni e con le conseguenti rivelazioni negli stati di coscienza allucinatoria ed i sogni e questo perché fin dall’antichità si era sempre ritenuto che i sogni, o una parte di essi, avessero significati profetici e facoltà paranormali e queste ricerche portarono ad una incredibile scoperta: il sessanta per cento di tutti i casi ESP rilevati era avvenuto durante  il sonno e proprio a questo tipo di fenomenologia si dedicarono Montague Ullman e Stanley Krippner nel 1962 al Centro Medico Maimonides di Brooklyn. Tra i più interessanti test ci furono quelli compiuti sullo psicologo William Erwin che si sottopose agli esperimenti di Ullman sulla telepatia ottenendo dei risultati incredibili riconoscendo poi da sveglio immagini che gli erano state inviate con il pensiero mentre dormiva da un’altra persona distante da lui.

Stati di allucinazione poteri della mente

Stati di allucinazione

Tra i ricercatori che lavorarono con Ullman e Montague vi fu Charles Honorton il quale fu il promotore del nuovo ramo di ricerca sull’ESP. La sua tesi partiva dal punto che il “Psi” fosse un senso molto debole e che avesse bisogno di essere stimolato e allenato perché restasse vigile nella mente umana e per potere fare questo bisogna eliminare tutto il rumore psichico e fisico non essenziale e tutto questo si trova, in condizioni ottimali durante il sogno ed uno dei metodi di studio di questa fenomenologia, anche se in chiave ben più drammatica e fantastica apparve nel film inglese Stati di allucinazione (Altered States) di Ken Russell, datato 1980. Qui il protagonista Jessup (William Hurt) compie esperimenti e ricerche sull’origine della vita e viene a conoscenza di una droga che ha la possibilità di farlo regredire, però ciò avviene non solo psichicamente ma anche fisicamente ed è sua moglie a recuperarlo prima che lui si annulli totalmente. Jessup compie i suoi esperimenti dentro ad una capsula e totalmente immerso nell’acqua, in perfetto silenzio ed equilibrio gravitazionale Nel nostro caso la regressione a uomo delle caverne avviene incredibilmente anche dal punto di vista fisico trasformandolo in una sorta di uomo primitivo ma, lo sappiamo, il cinema ha le sue esigenze.

Alla morte prematura di Honorton nel 1992 successe Robert Morris che ne continuò gli esperimenti all’Università di parapsicologia di Edinburgo. Il meticoloso scienziato impiegò ben dieci anni per pianificare dettagliatamente i suoi esperimenti e per poter ottenere risultati più obbiettivi e perfetti possibili eliminando ogni minima possibilità di un qualunque tipo di interferenza.

Testando più di cento soggetti Morris pubblicò i suoi primi risultati preliminari ottenendo un indice di successo del cinquanta per cento e, tanto per capirci, la possibilità di ottenere risultati così rilevanti è di una su quattordici milioni di volte. Molti scettici hanno contrastato il lavoro di Morris e di altri scienziati ma è indubbio, mentre gli studi stanno seriamente proseguendo, che qualcosa c’è e vale la pena di essere studiato. In fondo le funzioni della mente umana sono quanto di più misterioso possa esservi ancora sul nostro pianeta.

Ora, lungo una linea futuristica, fantastica e ipotetica si muove il cinema fantastico e di fantascienza ed uno dei suoi temi  più ricorrenti è sempre stato quello della mente e dei suoi poteri, del mutante inteso come diverso, come una forma evolutiva logica della bestia uomo o come una casualità almeno per ora inspiegabile.

Per tracciarne una storia che non sia troppo lunga e complicata è opportuno saltare tutti quei film dedicati ai supereroi ed ai loro poteri, tanto grandi e in fondo tanto assurdi che ben poco hanno a che fare con cosiddetti poteri mentali e paranormali così come è opportuno, in questo caso, ignorare quasi completamente anche i soggetti che parlano di poteri in mano ad alieni o creati da strane invenzioni, liquidi o droghe anche se queste ultime, in certi casi, hanno questa possibilità, scientificamente riscontrata, di affinare i sensi in maniera estrema e in questo caso qualcuno lo citeremo

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Partendo quindi da questa preselezione e restando sul nostro mondo tutto sembra essere iniziato con The Basilisk del 1914 per la regia di C.M. Hepworth. Un film muto ovviamente girato in bianco e nero e successivamente colorato a mano che, in quaranta minuti ci racconta, pare per la prima volta, di un uomo dotato di poteri mentali. La storia, della quale non sappiamo molto sembra più appartenere all’horror che alla fantascienza ma in mancanza di dati più precisi abbiamo l’obbligo della citazione. Un anno dopo questa pellicola inglese tocca all’Italia con I fratelli delle tenebre, una produzione Pasquali di Torino, all’epoca patria del cinema e in prima linea nel campo fantascientifico. Si trattava di un film dovuto alla regia di Umberto Paradisi diviso in quattro parti il cui argomento verteva su una setta detta appunto I fratelli delle tenebre la quale invia un suo agente dotato di poteri medianici per impadronirsi della formula per la fabbricazione dei diamanti artificiali.

Nel 1921 è la volta della Francia. Il film, ancora muto, si intitola Gustave est Medium, una produzione Gaumont diretta da Louis Fuillade la quale, in trentatrè minuti, sembra centrare meglio degli altri l’argomento dei poteri ESP perché Gustave (George Biscot), il protagonista, scopre di avere dei poteri eccezionali e si fa assumere presso una ditta di traslochi. Per lui è sufficiente schioccare le dita per far sì che i mobili più pesanti si spostino e si sistemino da soli nel furgone.

Ecco, finalmente, nel 1924, gli Stati Uniti con Between Friends della Vitagraph per la regia di J.Stuart Blackton un film ancora una volta muto ma dalla rispettabile lunghezza di quasi due ore che parla proprio dell’argomento che più ci interessa: grazie ai suoi poteri telepatici un uomo previene una catastrofe.

Locandina film La notte ha mille occhi poteri della mente

Locandina film La notte ha mille occhi

Passano così gli anni mentre il cinema incontra il sonoro e il colore per cui il prossimo film che ci interessa è del 1935. Si tratta de L’uomo che vide il futuro (The Clairvoyant) di Maurice Elvey, un’ottima e complessa pellicola interpretata da un grande attore come Claude Rains (1889 -1967), versatile protagonista della cinematografia americana (L’inafferrabile signor Jordan, L’uomo invisibile, L’uomo lupo, Il fantasma dell’Opera, Mondo perduto, Shangri La) e di quella italiana (Il pianeta degli uomini spenti di Antonio Margheriti) e da Fay Wray, immortalata per sempre nella storia del cinema come l’eroina e amore perduto di King Kong del 1933. In questo film Rains interpreta Maximus, un illusionista ciarlatano che finge di saper leggere il pensiero e organizza spettacoli per gente credulona. Poi, un giorno e all’improvviso le cose cambiano ed egli diventa possessore di quel potere che sembra un grande dono grazie al quale ottiene fama e gloria ma che si rivela in seguito essere una terribile condanna… Poco da dire fino al 1948, l’anno dell’arrivo de La notte ha mille occhi (Night has a Thousand Eyes) di John Farrow, tratto da un ottimo romanzo di Cornell Woolrich nel quale troviamo un uomo che possiede la facoltà, o la maledizione di prevedere il futuro e gli eventi funerei, pur di salvare la figlia del suo più caro amico sacrificherà la sua vita. È opportuno rilevare che durante il susseguirsi del tempo i film del genere aumenteranno sensibilmente fino a raggiungere una ragguardevole percentuale dagli anni ’80 in poi quando l’argomento dei poteri paranormali diventerà non solo più conosciuto ma certamente più studiato e farà stabilmente  parte di quei misteri affascinanti che circondano la vita dell’uomo.

Detto questo spostiamoci fino al 1951 per parlare de La grande passione (I’ll Never Forget You), film a colori diretto da Roy Ward Baker e interpretato da Tyrone Power e da Michael (Ultimatum alla Terra) Rennie: è la storia di uno scienziato americano inconsapevolmente dotato di poteri paranormali che è molto attento alla cultura ed alla società del XVIII Secolo. Egli, da un diario di un suo antenato vissuto duecento anni prima apprende che questi soffriva di visioni e, per un misterioso caso del destino, si trova all’improvviso nei panni di quell’uomo e nella sua epoca nella quale ha sì delle visioni, delle immagini, ma provengono dal futuro al quale egli in realtà appartiene. Ritorna ai tempi moderni e trova in una donna la stessa fanciulla che aveva amato duecento anni prima. Il film è un remake de La strana realtà di Peter Standish nel quale però non si fa accenno diretto a poteri paranormali

Nel 1953 appare sugli schermi uno dei più famosi e raffinati film ambientato nel mondo dell’occulto e dei poteri ESP. Si tratta de Gli invasati (Haunting) di Robert Wise, un asciutto bianco e nero che parla di uno studioso di parapsicologia che riunisce in una villa ritenuta infestata delle persone dotate di poteri paranormali. Questo costerà la vita a una delle partecipanti, forse colpita dai misteri e dalla misteriosa forza della magione o forse uccisa dalla sua debole mente paranoica. Dopo questa vittima tutti abbandonano la casa lasciandola al suo mistero. Il film ha avuto un remake nel 1999 con Haunting – Presenze (Haunting) di Jan De Bont dove anche qui, con la scusa di uno studio sull’insonnia, uno scienziato porta dentro una casa disabitata ormai da un secolo tre soggetti dai latenti e particolari poteri. Una di loro, Nell, si trova a lottare contro le misteriose presenze che infestano la vecchia dimora. Come spesso accade, malgrado il rutilante uso del colore e gli effetti speciali computerizzati il film è nettamente inferiore all’originale.

Entrambe le pellicole dovevano il loro soggetto ad un romanzo di Shirley Jackson e la storia è stata in parte scopiazzata da Stephen King con il suo romanzo Rose Red portato poi sul piccolo schermo nel 2001 in una miniserie intitolata appunto Rose Red (Stephen King’s Rose Red) dove una scienziata riunisce in una casa ritenuta infestata sei persone dotate di poteri paranormali allo scopo di scoprire e di poter dimostrare che il mondo dell’aldilà esiste e che può essere provato. Le forze che si scatenano nella magione dimostrano come i suoi visitatori siano stati avventati ad entrarvi e come sia ora difficile se non impossibile uscire da quella casa malvagia.

Locandina film Dopo la vita poteri della menteStephen King ha attinto a piene mani per questa sua storia anche da un altro romanzo: Hell House di Richard Matheson da cui è stato tratto il film Dopo la Vita del quale tra poco parleremo

Vale invece la pena di dedicare una citazione ad un film che molti appassionati hanno conosciuto solo come un juvenilia fantascientifico. La cosa non è del tutto esatta perché Tobor (Tobor the Great) di Lee Solhem parla sì di un nuovo tipo di robot che dovrebbe sostituire l’uomo come avanguardia nel volo nello spazio, ma quando delle spie assolutamente sovietiche rapiscono lo scienziato e il nipote l’automa riesce ad individuare il ragazzino grazie alle onde mentali da lui emesse e sono le percezioni extrasensoriali, la trasmissione del pensiero che lo scienziato, creatore del robot, auspica come nuovo sistema di comunicazione tra uomini e macchine.

Ma continuiamo a procedere, ogni volta che ci è possibile, in ordine cronologico: eravamo nel 1953 e passiamo ora all’anno successivo con Die Hexe di Gustav Ucicky, tratto dal romanzo di Fred Andreas: Quick. Qui la storia s’impernia su una giovane donna dotata di poteri paranormali che, mentre si dirige a Venezia dalla natia Austria in viaggio di nozze, vede durante una trance e con gli occhi della mente la futura uccisione di un bambino.

Arriviamo così con un balzo nel 1963 per parlare di una pellicola Italo-francese intitolata Metempsycho (Le Manoir Maudit) di Anthony Krystye, pseudonimo sotto il quale si nasconde il nostrano Antonio Boccacci. Il film è molto di maniera ma ci interessa perché rientra pienamente nella nostra ricerca infatti grazie ai suoi poteri psichici una ragazza riesce a captare gli omicidi che vengono perpetrati in un vecchio maniero. Scoprirà l’assassino grazie anche all’aiuto del padre.

Ben più importante è invece La stirpe dei dannati (Children of the Damned) di Anton M. Leader un ottimo film inglese il cui soggetto è liberamente tratto da I Figli dell’Invasione di John Wyndham dal quale fu tratto, nel 1960, il bellissimo Il villaggio dei dannati di Wolf Rilla ed il suo omonimo remake del 1995 girato con la mano sinistra da John Carpenter. In questo caso e molto intelligentemente, regista e sceneggiatori non hanno preso i poteri di cui sono dotati bambini dalla loro provenienza aliena ma da una ben più logica diversità genetica, ma ecco la storia: Sei bambini di varie nazionalità dimostrano di avere grandi poteri mentali. Sono il risultato di una mutazione, forse come l’uomo sarà nel suo futuro. I governi dei loro paesi vogliono sfruttare a proprio uso e consumo i loro poteri, ma i fanciulli si riuniscono in una chiesa abbandonata rifiutando e combattendo ogni forma di manipolazione fino a che, forse per un incidente, forse per loro stessa volontà, non vengono uccisi in un angosciante finale dalle armi dei soldati che avevano circondato la zona.

In the Year 2889 di Larry Buchanan, datato 1966 tratta un argomento che ritroveremo spesso nella cinematografia di fantascienza: quello del mutante con poteri particolari causati dalla radioattività e da consequenziali mutazioni genetiche. Uno dei tanti sistemi che usò il cinema per presentare i pericoli del nucleare. Questo è un post nucleare ante litteram. Le radiazioni della guerra atomica hanno infatti creato dei mutanti cannibali e dotati di poteri telepatici. La lotta con i superstiti “normali” sarà dura e sanguinosa. Invece, sempre nello stesso anno, arriva un serial, anzi un miniserial inglese in sei episodi che tocca, per meglio dire sfiora, il nostro argomento; si tratta di The Master per la regia di John Braybon e John Frankau. Qui la vicenda comincia quando Nicky, Judy e il loro cane Jokey si smarriscono nell’isola di Rackall. I tre incontrano lì una strana comunità che è soggiogata da un dispotico vecchio che ha ben 150 anni e che viene chiamato “Il Padrone” Questo strano e diabolico individuo aiutato da un impassibile cinese, sta tramando di impadronirsi del mondo usando un raggio laser altamente distruttivo sulle maggiori città della Terra. Egli ha una mente molto sviluppata e controlla la gente per mezzo dei suoi poteri telepatici per cui capta immediatamente che anche Nicky è un telepate come lui e decide di fare del ragazzo il suo successore…

Ben diverso e importante è il film inglese che ci porta l’anno successivo. Si tratta de Il killer di Satana (The Sorcerers) di Michael Reeves che diresse anche Il Castello dei Morti Vivi e morì suicida nel 1969. L’interprete è il grande Boris Karloff nei panni di un anziano scienziato il quale costruisce una macchina che amplia i poteri mentali costringendo l’involontaria cavia ad essere sotto costante controllo ed a fare ciò che egli vuole assorbendo le sensazioni delle azioni da lui compiute. La moglie dello studioso prende il controllo sulla vittima: un giovane e lo costringe a compiere dei barbari omicidi e la sensazione che la donna ne trae è quella stessa di come fosse lei a compierli. Lo scienziato cerca di fermarla e, con un grande sforzo mentale, ne riprende il controllo costringendo il giovane al suicidio, ma, nello sforzo, muoiono anche loro con lui. Si tratta, in questo caso, come poi per altri, di poteri mentali indotti in modo pseudoscientifico dal solito scienziato più o meno pazzoide di turno ma questa variante, come quella dei poteri mentali indotti da un casuale incidente, sta proliferando sempre di più nella cinematografia di fantascienza.

Non dimentichiamo mai che anche un classico come Il pianeta proibito (Forbidden Planet) di Fred Mcleod Wilcox è in debito con il Cinema ESP perché il potere intellettivo dello scienziato Morbius (Walter Pidgeon) viene aumentato dalla misteriosa ed avveniristica macchina dei Krell, la grande civiltà misteriosamente scomparsa sul quarto pianeta della stella Altair.

Proveniente indirettamente dal successo della Serie X-Files che, in verità ha molto a che spartire con i fenomeni paranormali, ecco arrivare Millennium del quale sono stati girati, in tutto, sessantasei episodi. La cosa ci riguarda perché si tratta delle vicende di un agente dell’FBI che è in grado di penetrare nelle menti degli assassini e, in questo modo vedere il loro delitti. Entra a far parte di un’organizzazione segreta chiamata Millenium il cui scopo è fermare con ogni mezzo lecito o illecito questi criminali. Nello stesso anno un altro film si impone sugli schermi statunitensi conoscendo da noi solo un breve passaggio, una sorte ingiusta perché la pellicola aveva molte frecce al suo arco: il produttore, prima di tutto; quel George Pal che fece portare sullo schermo kolossal dell’epoca come Uomini sulla Luna, Quando i mondi si scontrano, La guerra dei mondi, L’uomo che visse nel futuro di cui fu anche abilissimo regista e Bayron Haskin a cui dobbiamo due film da ricordare: La Guerra dei Mondi e S.O.S. Naufragio nello Spazio ed uno da dimenticare: Dalla Terra alla Luna. Anche il cast era di tutto rispetto: oltre ad uno spaesato George Hamiton c’era il mai dimenticato Michael Rennie (Ultimatum alla TerraIl mondo perdutoCyborg 2087), Richard Carlson (Destinazione… Terra, Il mostro della Laguna Nera, Il mostro magnetico, Esploratori dell’infinito, ecc…), Earl Hollman (Il pianeta proibito) il quale doveva essere il vero protagonista della pellicola, ma l’agente di Hamilton non volle conoscere ragioni e lo impose come protagonista e infine Gary Merrill, (L’isola misteriosa),  oltre ad una nutrita folla di altri abili caratteristi. Sveliamo il mistero dicendo che stiamo parlando de La forza invisibile (The Power) tratto dal romanzo di Frank M. Robinson. Qui, siamo nel pieno dell’argomento: una supermente cerca di eliminare degli scienziati che stanno lavorando a un progetto per creare degli uomini più resistenti al dolore. Di questi omicidi viene accusato un giovane scienziato (George Hamilton) il quale, dopo varie peripezie, trova finalmente il vero colpevole ed ingaggia con lui una lotta mentale che lo vede vincitore

Passiamo al 1968 parlando di un filmetto minore come è stato Something Weird di Herschell Gordon Lewis il quale ci narra come un incidente provocato dall’elettricità sfiguri un uomo lasciandogli una orrenda cicatrice sul volto ed un terribile potere telepatico.

Nello stesso anno ancora il regista Herschell Gordon Lewis, sotto il cui nome si nascondono almeno un’altra decina di pseudonimi, gira, assieme a James F. Hurley The Psychic (Copenhagen’s Psychic Loves) altro film minore nel quale un individuo acquista dei poteri mentali, ma anche se questo per lui significa entrare a far parte della gente che conta non sono non acquista amici, anzi, finisce con il perdere le sue facoltà.

Più interessante, e sempre dello stesso anno, è Tris d’assi (The Champions), un serial in trenta episodi imperniato su tre agenti speciali che lavorano per la Nemesis un’organizzazione che combatte il crimine in tutte le sue forme. La loro particolarità è nata grazie ad un incidente aereo avuto in Tibet. I tre, due uomini e una donna, sono stati salvati e curati da strani personaggi che li hanno anche aiutati ad affinare poteri particolari latenti nella mente e nel corpo

Estremamente curiosa, e con questo siamo nel 1969, è questa pellicola di origine danese intitolata Manden der Taenkte Ting di Jens Ravn, tratto dal romanzo The Man who Tought Life di Valdemar Holst. Questo film parla di un uomo che può cambiare le idee della gente e gli oggetti semplicemente concentrandosi, ma è incapace di creare qualcosa di più grande di un topo. Si fa visitare da un abile chirurgo affinché, grazie ad un’operazione al cervello, possa acquisire il pieno potere. Il medico rifiuta decisamente l’intervento ed allora lui, chiamando tutte le sue forze e con la rabbia della vendetta, materializza un duplicato del medico, ma più affascinante e privo di scrupoli rispetto all’originale. La copia deruba il dottore della fidanzata e copia la sua abilità, ma quando compie l’operazione si sbaglia ed il suo creatore muore; Ma ben più importante è il sequel di un famoso film dell’epoca, quel Pianeta delle Scimmie che vide le avventure di un’astronauta, George Taylor (Charlton Heston) capitato su una Terra del futuro dominata dalle scimmie. Pur essendo inferiore al primo L’altra faccia del pianeta delle scimmie (Beneath the Planet of the Apes) di Ted Post  deve considerarsi un prodotto più che dignitoso: Taylor (Charlton Heston) ha raggiunto con Nova (Linda Harrison) la Zona Proibita quando, misteriosamente, scompare. La ragazza torna indietro e incontra Brent (James Franciscus), un altro astronauta che ha percorso la stessa rotta di Taylor. Inseguiti dalle scimmie i due si rifugiano nella Zona Proibita ed incontrano degli esseri deformi e dotati di poteri telepatici che adorano come un dio una bomba atomica ancora innescata. La scena della “Preghiera della Bomba” dove i telepati si tolgono la maschera per rivelare i loro volti devastati dalle radiazioni è veramente suggestiva. Poi le scimmie attaccano il loro rifugio e nella battaglia che ne segue Nova e Brent rimangono uccisi e Taylor mortalmente ferito, ma l’astronauta ha ancora la forza di far esplodere la bomba distruggendo ogni cosa.

Nel 1971 il genere giallo thriller abbraccia il cinema di fantascienza con il film Revenge! di Jud Taylor che annovera nel suo cast una sempre più brillante Shelley Winters destinata a migliorare ulteriormente con il passare degli anni (Quattordici o guerra – Furore nelle strade, Il Clan dei Barker, Tentacoli, Elliot il drago invisibile, Stridulum, L’amico venuto dallo spazio);qui interpreta il ruolo di una donna psicolabile  che ha deciso di operare una sua vendetta personale ed imprigiona un uomo in una gabbia, tenendolo prigioniero anche se ha sbagliato vittima, ma tutto finisce bene grazie ad una ragazza dotata di poteri ESP che localizza il posto dove la povera pazza si trova.

Raffinato ed angosciante, e siamo nel 1972 è il film di Robert Mulligan Chi è l’altro? (The Other), tratto dal romanzo di Thomas Tryon The Others e Thomas Tryon altri non è che Tom Tryon  1926 – 1991) l’attore (Ho sposato un mostro venuto dallo SpazioUn tipo lunatico). La storia è presto detta: Niles è un ragazzino dotato di poteri particolari che la nonna gli ha insegnato ad affinare. Aveva anche un fratello gemello, Holland, ma è morto per tutti, tranne che per lui. Con Holland, Niles parla e gioca ed i delitti commessi a scapito del nuovo fratellino e della madre non sono commessi da lui, ma da Holland. Almeno così lui dice…La nonna, anche lei dotata di poteri paranormali, si accorge della pazzia che pervade il nipote e cerca di fermarlo senza riuscirci.

Per finire in bellezza l’anno è nostro dovere citare Sesto senso (The Sixt Sense) un serial televisivo in venticinque episodi imperniato su un parapsicologo e la sua assistente che si occupano di casi anomali e misteriosi cercando di capirli e di risolverli.

Di ben minore levatura è la pellicola messicana 5 Supermen contro i nani venuti dallo spazio (Los Campeones 5 Supermen – 1973) di Fredrich Curiel che ci presenta cinque persone dotate di poteri superiori, ma al servizio della giustizia e che devono combattere contro una banda criminale nelle quale ci sono dei nani dotati di forza erculea. Pur traditi da una fanciulla i cinque sgomineranno comunque la banda. Da dimenticare.

La televisione italiana dedica finalmente qualcosa al nostro argomento e lo fa nello stesso anno con Esp di Daniele D’Anza. Quattro puntate andate in onda tra il maggio e giugno di quell’anno.

La storia si ispira ad un personaggio realmente esistito. Nel 1980 lo sceneggiato fu replicato e le puntate intitolate: Tragica scoperta, Per scommessa aiuta la polizia, Accadde trent’anni fa, La sedia senza segreti. La storia:Croiset (Paolo Stoppa) è un uomo che si accorge di possedere poteri paranormali grazie ai quali egli può vedere e prevedere fatti che accadono ad individui che lui nemmeno conosce, ma non è facile far accettare queste sue peculiarità alla gente.

Passiamo al 1974 e al già annunciato Dopo la vita (The Legend of Hell House) di John Hough, il quale, come abbiamo detto, è tratto dal romanzo di Richard Matheson Hell House. La sceneggiatura del film è dello stesso autore e questa ne è la storia: Un vecchio miliardario vuole sapere se esiste una vita oltre la vita e con questo proposito assume tre persone allo scopo di indagare su questo grande quesito tramite un’accurata ricerca scientifica e i poteri paranormali di cui due di loro sono dotati e per fare questo li fa andare in una casa notoriamente riconosciuta come infestata. Così, nella famigerata “Villa Inferno” un tempo proprietà del malvagio Emeric Belasco, si snoda una vicenda di terrore che vedrà i quattro ospiti (lo scienziato è accompagnato dalla moglie) alle prese con il mondo degli spiriti che sfugge ad ogni ipotesi paranormale e ad ogni tentativo di ricerca scientifica.

Purtroppo, nelle sue sequenze finali, quando il sensitivo rimasto affronta l’entità malvagia di Belasco e si scopre che il suo spirito è ancora incazzato come una biscia solo per il fatto di essere stato di bassa statura in vita, si scivola nel ridicolo e nemmeno si apprezza il muto cameo di Michael Cough nel ruolo del malvagio e mummificato ex proprietario della villa. Il tutto, lo ripetiamo, è stato successivamente e quasi totalmente copiato da Stephen King.

Restiamo nel 1974 e passiamo in Italia per “Un fiocco nero per Deborah” di Marcello Andrei che per poter vendere il film sul mercato americano annovera nel cast Bradford Dillman e Gig Young per cui la pellicola resta recitativamente decorosa e ci parla di Deborah, una donna che non è in grado di avere figli ma possiede dei poteri che le permettono di predire le cose che verranno. Poi sogna un orribile incidente e dice di essere incinta, ma il marito non le crede fino a che non ne sarà proprio lei la vittima. Ancora del 1974, come vedete i soggetti sull’argomento stanno progressivamente aumentando,  parliamo de  I tre della Squadra Speciale (Nemesis) di Cyril Frankel e dato che la storia riguarda tre agenti dotati di poteri paranormali impegnati a sventare una minaccia di guerra tra la Russia e gli Stati Uniti, da questo e dal titolo originale capiamo che si tratta di una pellicola ispirata ad una serie televisiva: quel Tris d’assi che abbiamo citato in precedenza.

Nel 1975 Germania ed Austria si uniscono per dar vita ad un film composto da tre episodi. Si tratta di Sensoria, conosciuto in Italia anche come Parapsycho (Spektrum der Angst) di Peter Patzak. Noi siamo particolarmente interessati agli ultimi due episodi dove troviamo un pittore che è dotato di poteri telepatici e li usa sulle donne costringendole ai suoi voleri e nell’altro una giovane sposa subisce il potere mentale di un uomo misterioso.

Ancora un connubio tra thriller e fantascienza, e non sarà l’ultimo, nella pellicola americana dello stesso anno: Mysteria (The Premonition) di Robert Allen Schnitzer nel quale il volto devastato dal vaiolo di Richard Lynch si presta ad interpretare con convinzione il ruolo del malvagio amante di una donna la quale, dopo essere scampata all’incendio della propria casa ed aver passato cinque anni in manicomio, si mette alla ricerca della propria figlia che è stata adottata da una coppia di coniugi, ma l’uomo la uccide e, con i suoi poteri mentali, perseguita la madre adottiva facendole apparire il fantasma della donna. Un poliziotto lo ucciderà.

Il film di cui parliamo adesso è opera di un regista diventato poi famoso nel campo della cinematografia erotico-macabra, sue sono pellicole come Il Diabolico Dottor Satana, Sinfonia Per Un Sadico, Le Amanti Del Dr. Jekyll, Delirium, Besame Monstruo, Il Trono Di Fuoco, Paroxismus, Il Conte Dracula, Las Vampiras, El Muerto Ace Las Maletas, El Doctor Mabuse,  Dracula Contro Frankenstein Le Demone, La Hija De Dracula, El Doctor No Ha Muerto, Un Silencio De Tumba, El Castillo Rojo, La Maledicion De Frankenstein, Los Ojos Del Dr. Orloff, Al Otro Lado Del Espejo, Sospiri, etc… Si tratta, molti lo avranno capito, di Jesus o Jess Franco il quale firma inizialmente il film con uno dei suoi tantissimi pseudonimi Dan L. Simon. La pellicola, di produzione Franco-Belga, appare in Italia con il titolo I piaceri erotici di una signora bene (La Fille au sexe brillant), ma è conosciuta all’estero anche come Shining Sex o Erotikill, Loves of IrinaJacula e tanti altri. La storia è tanto originale quanto scombinata: Grazie ai suoi poteri extrasensoriali una donna controlla una ballerina di cabaret e le fa uccidere dei nazisti che l’hanno tempo addietro torturata e seviziata. Risulterebbe esistere pure una versione alternativa dove appaiono addirittura gli extraterrestri.

È del 1976 uno dei migliori film del genere. Si tratta del drammatico ma profondo e raffinato Carrie lo sguardo di Satana (Carrie) di Brian De Palma. Una pellicola che, oltre al meritato successo che ebbe, acquisì anche la benemerenza di lanciare definitivamente il suo regista e la sua interprete Sissy Spacek, nonché altri giovani e valenti attori come John Travolta, William Katt (Ralph Supermaxieroe) e Nancy Allen (Robocop 1, 2 e 3). La storia, peraltro tratta da un romanzo di Stephen King, parla di Carrie (Sissy Spacek), una ragazza tenuta praticamente segregata dalla madre (Piper Laurie) che, spaventata dai poteri paranormali della figlia e in preda a follia religiosa, ritiene che la ragazza sia preda del demonio. In più Sissy è maltrattata anche dalle sue compagne di scuola e quando si cerca di aiutarla promuovendola reginetta di una festa, un orribile scherzo scatena i suoi poteri che distruggono praticamente la scuola ed uccidono la madre. Unica superstite è una ragazza (Amy Irving) che aveva cercato di aiutarla e che vive ancora in preda agli incubi.

Nel 1999 abbiamo avuto il sequel televisivo del film: Carrie 2: la furia (The Rage: Carrie 2) di Katt Shea. La Irving riprende il suo personaggio in una storia ambientata vent’anni dopo i fatti narrati nel primo film. Qui abbiamo Rachel, una studentessa disadattata che arranca all’ultimo anno di liceo, ma quando la polizia ferma un ragazzo della scuola per indagare su alcune bravate che essi avrebbero compiuto, si trova accusata ingiustamente da loro di aver fatto la spia e le si prepara contro uno scherzo atroce, ma è pericoloso far arrabbiare Rachel ed i suoi poteri…In realtà più che un sequel potrebbe anche considerarsi un rifacimento in tono minore del Carrie originale.

Delicato, profondo ed oscuro è questo film sempre del 1976 intitolato Cuore di vetro (Herz Aus Glas) di Werner Herzog, una pellicola tedesca soffusa di fantastico e nella quale si parla di un lontano villaggio della Bavaria nel quale un mastro vetraio muore portandosi nella tomba il segreto della fabbricazione dello stupendo vetro – rubino, un cristallo color rosso sangue. Gli altri vetrai cercano di scoprire il segreto della formula tentando perfino il sacrificio virginale. Un vecchio mandriano ha dei poteri sugli eventi che accadranno: riesce a prevederli. Gli abitanti del villaggio lo scacciano ed egli dall’alto di un monte di una misteriosa regione, vede il tempo scorrere inesorabile…

Torniamo sul classico con Gli occhi di Laura Mars (Eyes of Laura Mars) di Irvin Kershner con Faye Dunaway nel ruolo di Laura Mars, una fotografa di successo che scopre di essere in grado di “vedere” dei delitti mentre stanno avvenendo come se li guardasse attraverso gli occhi dell’assassino…La cosa rischierà di costarle molto cara.

Apriamo il 1977 con il preciso dovere di avere l’obbligo di citare brevemente Incontri ravvicinati del terzo tipo (Close Encounters of the Third Kind) di Steven Spielberg almeno solo per il fatto che gli alieni hanno preso contatto con i terrestri ed hanno loro comunicato il luogo dove avverrà l’atterraggio e l’atteso incontro. La zona è un luogo deserto del Wyoming, sulla cima del Picco del Diavolo. Il segreto però è stato tradito da alcune persone dotate di particolari poteri che hanno captato mentalmente i messaggi alieni e cercano disperatamente di raggiungere il posto dove avverrà lo storico incontro. Uno solo, Roy, un tecnico del telefoni (Richard Dreyfuss) riesce ad arrivarci e ad assistere da vicino all’evento mentre alla sua amica Jillian (Melinda Dillon) basta poter riabbracciare il suo bambino (Cary Guffey) che gli alieni le avevano portato via. Roy sale sulla grande astronave e riparte con loro, evidentemente questa affinità mentale, questo contatto, è proprio ciò che gli alieni cercavano altrimenti non avrebbero scartato tutti i volontari pronti a partire con loro e scelto solo Roy. Restiamo nello stesso anno per parlare di un piccolo classico del genere particolare di cui stiamo parlando. Infatti non possiamo ignorare la pellicola australiana Patrick (Patrick) di Richard Franklin il cui protagonista, il Patrick del titolo, è in coma da parecchi anni. Grazie alle cure di un’infermiera la sua mente ritorna alla realtà rivelando dei potenti poteri mentali e per merito di questi poteri egli difende la ragazza dai suoi superiori che non vedono di buon occhio il suo operato sul paziente.

Nel 1980 che in realtà ben poco a che vedere con il precedente è Patrick vive ancora di Mario Landi è uno splatter ancora imperniato su un malato in coma che usa i suoi poteri mentali per uccidere e con una Carmen Russo tra gli interpreti che meglio avrebbe fatto a restare nell’ambito degli spettacoli televisivi. La pellicola non ha praticamente nulla da spartire con il suo dignitoso precedente.

Pur restando in Italia torniamo al 1977 per citare Sette Note in nero di Lucio Fulci (17/06/27 – 13/03/96) a cui dobbiamo pellicole che sono diventate un’icona del cinema thriller-horror-splatter: Aenigma, L’aldilà, Black Cat, La casa nel tempo, Conquest, Demonia, La dolce casa degli orrori, I Guerrieri dell’anno 2072, Paura nella città dei morti viventi, Quella villa accanto al cimitero, Zombi 2, Zombi 3, ecc… In questo film abbiamo una bambina in possesso di poteri ESP grazie ai quali, pur essendo in gita a Firenze, capta il suicidio della madre a chilometri e chilometri di distanza; crescendo questi poteri rimarranno latenti in lei ed infatti, una volta diventata donna e sposata con un uomo ricco, subisce ancora due percezioni involontarie e, in una di esse “vede” un omicidio ed una donna che viene murata in quello che verrà poi individuato come un casale di campagna di loro proprietà. Il cadavere ritrovato risulta essere una vecchia fiamma del marito il quale viene così accusato di omicidio. La donna riesce a dimostrarne l’innocenza, ma la storia non è affatto finita perché il vero colpevole, che è proprio il marito, viene da lei definitivamente scoperto e lui non può certo permettere che si sappia la verità…

Bene, la nostra storia procede l’anno successivo con un film che farà da battistrada ad altre pellicole similari imperniate su individui dotati di poteri e ricercati da organizzazioni più o meno governative per poterne creare degli altri o sfruttare le loro facoltà per quasi sempre pessimi progetti. In questo caso parliamo di Fury (The Fury), ancora di Brian De Palma, che era in effetti molto portato a realizzare film su questo argomento. Tratto dall’omonimo romanzo di John Farris il film inizia con il rapimento del figlio di Pete Sanders (Kirk Douglas) che viene portato via da una organizzazione misteriosa. Pete si serve quindi  di Gillian (Amy Irving) e dei suoi poteri paranormali per poterlo rintracciare perché anche il figlio possiede questi poteri. L’organizzazione che l’ha rapito fa capo a Childress (John Cassavetes) che vuole poter sfruttare i poteri di questa gente, ma le forze di Gillian e del figlio di Pete lo fermeranno.

Un poco sullo stile di Carrie abbiamo The Initiaton of Sarah, diretto da  Robert Day, un regista abbonato alla’avventura fantastica. Suoi, infatti, sono film come Il primo uomo nello spazio, Lo strangolatore folle, Tarzan il magnifico, Le tre sfide di Tarzan, La dea della città Perduta, Tarzan e il grande fiume, Tarzan nella valle dell’oro e La macchina della violenza. Ma torniamo alla nostra Sarah perché il mondo ha sempre ignorato la sua calma e la sua timidezza e solo la sorella Patti sa che lei è dotata di poteri di telecinesi. Al college Patti si unisce ad una comunità religiosa femminile di giovani snob mentre Sarah entra in un’altra comunità che viene snobbata ed umiliata dalla prima. A capo di questa comunità dove è entrata Patti c’è Erika, molto interessata ai poteri di Sarah e, quando durante un rito di iniziazione lei guida le sue adepte, ecco che Sarah interviene con i suoi poteri eliminando Erica e sacrificando sé stessa. Ma un altro classico del genere ci attende e si tratta dell’ottimo Il tocco della medusa (The Medusa Touch) di Jack Gold che riunisce sotto di sé un cast poderoso composto da Richard Burton, Lino Ventura, Lee Remick e Harry Andrews e, ancora una volta, inizia come se fosse un poliziesco qualsiasi per poi sfociare nel catastrofico. È la storia di un uomo (Richard Burton) il quale, come si scopre poi, è dotato di forti poteri mentali ed è in grado di provocare disastri. Una psicologa (Lee Remick) cerca di fermarlo colpendolo in testa con un soprammobile e mandandolo in coma. Il Commissario di polizia che ha condotto le indagini (Lino Ventura) scopre però che la mente dell’uomo è più che mai viva e continua a mietere vittime.

Demolition (Demolition) di Kevin Dobson, film australiano del 1978 ci parla di un nuovo metodo che viene sperimentato per tener desta l’attenzione dei camionisti durante dei lunghi percorsi. Si tratta di una vibrazione acustica che produce però un pericoloso effetto collaterale: un annebbiamento della coscienza al quale segue una perdita totale della memoria. È ovvio che una tale invenzione faccia gola ai servizi segreti britannici che cercano di impossessarsene per usarla come arma mentale. Della consegna del micidiale nastro viene incaricato un ex agente segreto il quale, assolutamente inconsapevole di ciò che sta trasportando attraverso mille pericoli, si renderà pure conto che anche la donna da lui amata fa parte del complotto.

Ecco, ora con l’avvento del 1980 inizia il lungo proliferare di pellicole che parlano del nostro argomento e considerate che molte le abbiamo scartate per le ragioni dette in precedenza. È ovvio invece che non possiamo tralasciare un film che rientra in pieno nel genere e che avuto, più o meno, due sequel; ne parliamo subito infatti perché si tratta di Scanners (Scanners) di David Cronenberg nel quale, a causa degli esperimenti di uno scienziato, alcune donne hanno partorito dei figli con poteri telepatici e, tra questi, ci sono anche i suoi figli (Stephen Lack e Michael Ironside) che si trovano in lotta tra loro e si sfideranno, alla fine, in un grande duello mentale.

Il sequel è datato 1990, si intitola Scanners 2 – Il Nuovo Ordine (Scanners II The New Order) ed è diretto da Christian Duguay con una rutilante e convincente frase di lancio scritta sui cartelloni pubblicitari: 5 secondi e vi invadono. 10 secondi il dolore comincia. 15 secondi e gridate pietà!. Il film non ha molta attinenza con il primo perché pur parlando di mutanti dotati di poteri mentali, la storia s’impernia su uno di loro che  scopre di essere in grado di leggere nelle menti altrui ed un poliziotto corrotto sfrutta questo suo potere per fare carriera…ma il mutante se ne accorge.

Il terzo film è del  1991, si intitola ovviamente Scanner III (Scanners 3: The Takeover) ed è ancora di Christian Duguay ed anche questo non è collegato agli altri se non ad un continuo prolificare ed evolversi degli Scanners durante gli anni. La storia comincia con un medico ricercatore, proprietario di un centro farmaceutico che ha adottato due ragazzi, fratello e sorella, entrambi dotati di poteri extrasensoriali. Il controllo dei loro poteri diventa ogni giorno più difficile e, mentre il fratello entra in un tempio buddista per imparare a controllare la mente, la sorella s’impadronisce di un farmaco per cercare di calmare il dolore che le frequenti emicranie le procurano. Il farmaco sembra avere i risultati sperati, ma accresce i poteri della ragazza e mina il suo equilibrio intellettivo trasformandola in un essere scellerato e spietato che vuole dominare il mondo con l’aiuto di altri scanners che lei stessa libera. Ora tocca al fratello fermarla.

L’argomento, come poi accade in tutte le cose, può avere anche un lato ironico e divertente. Ecco perché, nel 1981, appare la commedia di Ken Shapiro intitolata Gelosissimamente… tuo (Modern Problems) con Chevy Chase nel ruolo di un controllore di volo estremamente geloso e piantato dalla moglie che, alla stregua di Scott Carey, il protagonista di “Radiazioni BX : Distruzione Uomo”, passa attraverso una misteriosa nuvola radioattiva ed acquisisce così  capacità telecinetiche. Ciò che sembra un grande potere gli procurerà, invece, solo dei guai…

Entity (The Entity) di Sidney J. Furie, datato 1982, scivola un poco al di fuori del nostro genere ma la cosa interessante è che è comunque la libera interpretazione di un fatto che sarebbe veramente accaduto quando, anni prima, una misteriosa ed invisibile entità s’impossessò di una donna stuprandola violentemente. Si chiamava Doris Bither, e dichiarò di essere stata più volte aggredita da una entità invisibile. Era una donna madre di quattro figli, avuti da quattro padri diversi, abitante presso una casa di Culver City, vicino a Santa Monica, California. Il suo caso, fu studiato soprattutto nell’estate 1974. All’epoca poco più che trentenne, con un passato affettivo tormentato, la signora Doris Bither si rivolse all’equipe della nota Università della California di Los Angeles (UCLA), affermando di essere ormai da mesi aggredita in casa da una (o più) entità invisibili; si si sentiva toccata, quindi aggredita, picchiata e, una volta, persino stuprata. Ne furono documentati anche vari i referti medici, in merito a vari lividi sul suo corpo. Il tutto fu corredato da altri fenomeni, presunti paranormali, quali, ad esempio, un inspiegabile cattivo odore, lampi di luce, o ancora il frequente abbassamento della temperatura ambientale e sporadici fenomeni di psicocinesi. Scettici e critici dell’epoca la schedarono subito come il solito caso della donna frustrata in cerca di attenzione, guarda caso in una città nota al cinema. Tuttavia, il caso Bither fu effettivamente studiato dai ricercatori dell’UCLA, da nomi molto stimati nell’ambiente della parapsicologia, come la dottoressa Thelma Moss (morta nel 1997), Kerry Geynor e il dottor Barry E. Taff. Con strumenti di rilevazione di attività elettromagnetica, più una serie abbondante di foto istantanee (polaroid e non), il caso fu dapprima classificato come probabile attività di tipo paranormale, ovviamente non accettato dalla comunità scientifica, presumibilmente di una “entità” o “esistenza” fantasma di tipo poltergeist. Celebre (anche sul web) rimane la foto della Bither, seduta sul letto, con a fianco un lungo arco luminoso fluttuante, autenticata come vera e mai ritoccata, dalla redazione scientifica Popular Photography. Dopo mesi di collaborazione e di ricerca, dopo l’uscita del libro di Frank De Felitta nel 1978 e, a maggior ragione l’uscita del film di Sidney J. Furie, la Bither decise però di ritirarsi dalle interviste e di trasferirsi. Denunciò, comunque, che i fenomeni sarebbero perdurati anche negli anni successivi, sebbene con intensità minore. Doris Bither morì successivamente nel 1999. Tuttavia uno dei suoi figli, Brian Harris, fu trovato dai giornalisti e intervistato più volte nel corso degli anni, ma degli allora fenomeni paranormali egli riconfermò semplicemente tutto ciò che i ricercatori documentarono ufficialmente, ricordando tristemente quella tetra e fatiscente casa di Culver City, vecchià più di cento anni e con la cantina sotterranea a due livelli. A oggi, il caso è archiviato senza delle conclusioni ufficiali. (Da Wikipedia)

Nel film un medico (Ron Silver) ritiene che la protagonista sia soggetta a delle turbe mentali e che sia lei stessa a procurarsi dolore e lesioni (ed ecco il riferimento a ciò che ci interessa), invece un gruppo di ricercatori dediti all’esoterismo fa di tutto per catturare la misteriosa entità, ma anche i tentativi più tecnologici falliscono e la donna si assoggetta al suo destino.

Poco da dire su Il messaggero della morte (The Sender) di Roger Christian: in una clinica psichiatrica c’è un ricoverato particolare e la sua particolarità non è data dal fatto che soffre di manie suicide, no, lui ha il potere di trasmettere telepaticamente le sue turbe mentali…

È più interessante, anche se scontato Extrasensorial per la regia di Alberto De Martino che annovera tra gli interpreti quel Cameron Mitchell (1918 -1994) protagonista di molti film del genere In questo film troviamo un uomo afflitto da incubi paurosi nei quali si trova protagonista di efferati delitti. Si viene a sapere poi che il vero assassino di questi omicidi realmente accaduti è suo fratello gemello, anche lui dotato di poteri telepatici. Lo scontro tra i due è inevitabile, mentre risulta ben fatto questo ennesimo accoppiamento tra il thriller ed il fantastico che porta il titolo de L’ora che uccide (The Killing Hour) ma conosciuto in Italia anche come “La follia dei dannati” di Armand Mastroianni. Come vi avevamo preventivato la storia è abbastanza standard: Una ragazza, tramite i suoi poteri psichici, è in grado di “vedere” un assassino mentre commette degli omicidi. Naturalmente diventa un pericolo per il Serial Killer.

Lasciamo questo 1982 ed inauguriamo il 1983 con un grande film tratto da un romanzo di Stephen King: La zona morta (The Dead Zone) del bravo David Cronenberg nel quale a causa di un incidente un uomo (Christopher Walken) resta in coma per cinque anni e, quando si risveglia ha acquisito la facoltà di prevedere il futuro. Questo potere gli crea solo dei guai specialmente quando si rende conto che il futuro candidato alla presidenza degli Stati Uniti (Martin Sheen), sarà un pazzo che scatenerà la terza guerra mondiale. Nel tentativo di fermarlo egli si arma per sparargli, ma viene colpito a sua volta e mortalmente  per cui il suo piano di ucciderlo fallisce, ma il candidato si è fatto scudo con un bambino ed esiste una fotografia che lo prova, quindi non sarà mai eletto, anzi si ucciderà. Questo legge il moribondo toccandogli la mano e muore felice.

Il film ha generato nel 2002 un serial TV che ha toccato con successo gli ottanta episodi per sei stagioni. Si intitola, ovviamente La zona morta (The Dead Zone) e Christopher Walken è stato decentemente sostituito da John Cassar. La collocazione temporale è quella dal risveglio del protagonista in poi e scopre il suo potere grazie al quale  è in grado di “vedere” avvenimenti futuri e correggerne le conseguenze. .

Andiamo adesso per prima cosa in Francia per occuparci di Demon dans l’ile di Francis Leroi nel quale una donna è il medico di una piccola isola sulla quale accadono degli strani incidenti. Molte sono le teorie che vengono formulate per spiegare questa catena di sciagure, si dice che sia anche colpa di un ormone umano, ma la verità è che si tratta di un ragazzino dotato di poteri paranormali. Detto questo ce ne andiamo in Giappone per citare almeno un film d’animazione e cioè Nanà Supergirls (Nanako S.O.S.) di Akira Shigino un serial TV di trentanove episodi imperniato su una piccola protagonista che possiede poteri paranormali che la perdita della memoria e la sua ingenuità fanno in modo cge vengano usati a fin di bene.

Nell’anno di Orwell ritorna invece Stephen King con il film Fenomeni paranormali incontrollabili (Firestarter) di Mark L. Lester, tratto da un suo romanzo.

La protagonista è la allora piccola Drew Barrymore, già vista in E.T. che dopo i suoi noti problemi di etilismo è diventata un’attrice di tutto rispetto. Qui riveste il ruolo di una bambina che possiede il potere di provocare incendi ed anche il padre possiede a sua volta dei poteri. I due sono ricercati dalla CIA che vorrebbe usarli per i loro scopi. Per salvare la piccola il padre muore e la ragazzina distrugge con i suoi poteri tutti i malvagi. Viene poi presa ed addottata da una famiglia dove trascorrerà normalmente il resto della sua vita…almeno così eravamo a portati a credere fino a che, nel 2001 non è stato prodotto il film L’incendiaria (Firestarter 2: Rekindled). La Barrymore non ha voluto girare il sequel e il suo posto è stato preso da Marguerite Moreau: Sono passati dieci anni dagli ultimi avvenimenti e la bambina, diventata donna, possiede ancora i suoi pericolosi poteri, facoltà che agenti governativi senza scrupoli vorrebbero adoperare a loro uso e consumo. Ora lei è stanca di fuggire e vuole affrontare, una volta per tutte, i suoi tormentatori…

Dreamscape-Fuga-Nellincubo Sempre del 1984 è Dreamscape, fuga nell’incubo (Dreamscape) di Joseph Ruben, interessante pellicola che ci trasporta nel mondo dei sogni. Infatti, voi non lo sapevate, ma si può entrare nei sogni e manipolarli per aiutare coloro che soffrono di incubi permanenti o che hanno delle turbe mentali. Questo è quello che si cerca di fare in un istituto di ricerca. Il capo della CIA (Christopher Plummer) vuole assassinare il Presidente degli Stati Uniti (Eddie Albert) da tempo sofferente di incubi e paga uno degli uomini dotati di poteri psichici in grado d’inserirsi nei sogni. Lo scienziato creatore del metodo di cura (Max Von Sydow), ha scoperto il complotto e viene ucciso, così tocca all’altro volontario (Dennis Quaid) entrare nei sogni del Presidente per fermare l’attentatore e salvarlo.

Un altro potere ESP poco citato nella cinematografia ma apparso spesso nelle cronache dei giornali è quello che si manifesta in Shadey di Philip Saville, una pellicola inglese datata 1985 che parla di un uomo in grado di impressionare il nastro magnetico della telecamera con avvenimenti che devono ancora accadere. Si mette in contatto con un magnate in modo da poter approfittare del suo dono ed avere così la possibilità di guadagnare soldi in modo da potersi far operare per cambiare sesso, ma la visione che ne segue è quello di sé stesso ceduto ai militari per i loro fini…

Restiamo nello stesso e torniamo a un film di animazione giapponese, si tratta di Cosmo Police Justy di Motosuke Takahashi. La citazione è necessaria non solo perché entra di diritto nel genere ma presenta un incipit che secondo alcuni scienziati farà parte del nostro futuro: I poteri extrasensoriali sono diventati una facoltà nel futuro e, ovviamente, come vi sono persone ESP oneste, esistono anche i criminali e, per combatterli, la polizia ha reclutato proprio individui dotati di questi poteri. Tra questi agenti uno dei migliori è Justy Kaizad il quale è stato costretto ad uccidere un pericolosissimo criminale davanti agli occhi della figlia la quale, per il trauma, subisce un blocco nella crescita mentale. Sentendosi responsabile dell’accaduto Justy decide di tenerla con sé, ma vi sono molti altri criminali che vorrebbero vedere Justy morto e, per ottenere questo, sequestrano un’astronave passeggeri i quali verranno liberati solo quando la bambina verrà consegnata loro perché il loro diabolico piano è quello di risvegliarle il ricordo della morte del padre; poi, per la serie: cose già viste e soggetti ripresi più volte, citiamo solo di sfuggita Misfits (Misfits of  Science), un serial in sedici episodi nuovamente imperniato su tre uomini che possiedono poteri paranormali e che lavorano per un’organizzazione segreta e a favore della legge.

L'Autore

Giovanni Mongini

Tra i maggiori specialisti mondiali di cinema SF (Science Fiction) è nato a Quartesana (Fe) il 14 luglio 1944 e fino da ragazzino si è appassionato all'argomento non perdendosi una pellicola al cinema. Innumerevoli le sue pubblicazioni. La più recente è il saggio in tre volumi “Dietro le quinte del cinema di Fantascienza, per le Edizioni Della Vigna scritta con Mario Luca Moretti.”

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