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I FIGLI DELLO SPAZIO (1958) DI JACK ARNOLD

I FIGLI DELLO SPAZIO (1958) DI JACK ARNOLD
Tit. Orig.: The Space Children
Tit. Francia. : Les Enfants de l’Espace
Tit. Belgio. : Les Enfants de l’Espace
Tit. Germ.: Kinder des Weltraums
Produzione: Paramount Pictures, William Alland Productions
Produttore: William Alland
Distribuzione: Paramount Pictures
Regia: Jack Arnold
Soggetto: Tom Filer basato sul romanzo The Egg di Tom Filer
Sceneggiatura: Bernard C. Schoenfeld
Musica: Van Cleave
Fotografia: Ernest Laslzo
Int.: Adam Williams, Peggy Webber, Michael Ray, Johnny Crawford, Jackie Coogan, Sandy Descher, Johnny Washbrook, Richard Shannon, Larry Pennell, Peter Baldwin, Ty Hardin, Russell Johnson, David Bair, Johnny Crawford, Eilene Janssen, Jean Engstrom.
Durata: 69′     USA    1958
DVD: Sinister Film
NOTE: Distribuito in USA il 18 giugno 1958

 

ESTRATTO DEI DIALOGHI DEL FILM

ManifestoRitorna Jack Arnold in questa sua escursione nel mondo della fantascienza che sta volgendo verso la fine. Ritorna al mare (l’oceano in questo caso) e al deserto o quantomeno la distesa sabbiosa e rocciosa attorno ad esso.

Dave Brewster (Adam Williams) è un tecnico missilistico che è stato trasferito in una base vicino all’Oceano Pacifico per collaborare al lancio del Thunderee, un missile dotato di testata atomica che dovrà essere collocato in un’orbita segreta dalla quale potrà colpire e distruggere ogni obbiettivo necessario. La sua famiglia è in macchina con lui: la moglie Anne (Peggy Webber) e i figli Bud (Michel Ray, ma nella versione italiana è Bill) di dodici anni e il fratello minore Ken (Johnny Crawford) di dieci.

I quattro stanno percorrendo la spiaggia che li porterà alla base quando Bill e Ken vedono un raggio di luce scendere dal cielo, contemporaneamente la macchina si ferma. I due ragazzi non riescono a far vedere il fenomeno ai genitori perché essi sono impegnati a cercar di capire cosa possa essere successo al veicolo. La macchina riprende ad andare e così tutti arrivano alla base. Là i ragazzi fanno conoscenza con dei loro coetanei mentre Dave va al comando per fare conoscenza con il Colonnello Manley (Richard Shannon). Capo della base è il Professor Wahrman (Raymond Bailey), lo scienziato che ha progettato il Thunderer. Il lancio riveste una grande importanza politica e strategica perché altre nazioni sono impegnate in questa sorta di gara bellica.

Intanto, i ragazzi sulla spiaggia si sentono chiamati da una forza misteriosa e in mezzo alla sabbia e alle rocce trovano una forma aliena, una specie di cervello luminescente che sembra parlare particolarmente con Bill e dargli ordini per una misteriosa missione. Dave viene a sapere dell’esistenza di questa creatura, ma non è in grado di parlarne con nessuno; anche Joe Gamble (Russell Johnson), patrigno di uno dei ragazzi, un uomo violento e sempre ubriaco, viene colpito da un lampo di luce mentre cerca di malmenare il figlio adottivo Buster (Alan Roberts).

Dave cerca di parlare della cosa al Colonnello e a Wahrman ma viene colpito da un attacco di afonia e sviene mentre sta cercando di scrivere l’accaduto. Un altro scienziato, Hank Johnson (Jackie Coogan: c’è chi lo conosce come lo zio Fester della vecchia serie La famiglia Addams, ma noi lo ricordiamo come il monello dell’omonimo film di Charlie Chaplin), mentre segue la figlia, Frieda (Vera Marshe), capita nella grotta dove è nascosta la creatura la quale è diventata molto più grossa e luminosa e viene investito da un lampo accecante che gli fa dimenticare l’accaduto.

Altri incidenti funestano le ore precedenti il lancio: una cisterna con del carburante esce fuori strada a causa di un assale e dei freni che si sono improvvisamente rotti e mentre Bill sta osservando la scena. Una guardia cerca disperatamente di telefonare mentre altri due bambini, George ed Helen (Louis Tower e Gloria Anne Halper), osservano la scena mangiando un gelato. Tutti questi avvenimenti sembrano strani a Wahrman il quale, poco prima di recarsi al bunker di lancio, assiste da lontano all’incredibile scena di un gruppo di bambini che passa un cancello chiuso con il lucchetto sotto gli occhi di una guardia.

Wahrman va in infermeria per parlare con Dave che, rimessosi, si sta rivestendo.

Wahrman: “Il dottore vi aveva consigliato di passare qui la notte.

Dave: “Voglio assistere al lancio. Desiderate qualcosa?

Wahrman: “Cosa avete detto al dottore del vostro malessere?

Dave: “La verità, che sono svenuto.

Wahrman: “E la perdita della voce?

Dave: “Non me ne sono ricordato…e cos’è poi…non era importante.

Wahrman: “La paralisi totale dei muscoli della gola non è importante? Un uomo di scienza è come un palombaro d’’alto mare: egli non deve aver paura di immergersi dove l’acqua è buia, se ha speranza di scoprire un barlume di verità. Questa mattina, Brewster, cosa volevate dirci a proposito dei bambini? Io ne ho tratto alcune deduzioni le quali però non quadrano. Ricordo benissimo ciò che avete detto.

Dave: “Che cosa ho detto?

Wahrman:” Che il lancio del Thunderer fallirà. La logica deduzione è che ci sia una spia fra di noi, ma qualche minuto fa, davanti alla centrale elettrica, ho visto l’incredibile, l’impossibile…e le spie non agiscono in maniera impossibile. Attraverso il controspionaggio si ricostruiscono le loro azioni, ma ciò che ho visto fare a dei bambini poco fa è qualcosa per cui non c’è un nome, a meno che non sappiate darglielo voi.

Dave: “Non posso dirvi nulla.

Wahrman: “Capisco…in altre parole la vostra voce vi verrebbe a mancare se tentaste di rivelarmi che una forza ancora ignota agli uomini è stata capace, attraverso i bambini, di spezzare una barra di uno sterzo, togliere la memoria ad un uomo, la voce ad un altro, di far passare dei bambini attraverso un cancello chiuso…

Dave: “Non capisco…a voi non succede niente mentre dite queste cose…

Wahrman: “Perché parlo con qualcuno che già conosce la verità… però, che succederebbe se cercassi di dirla a qualcun altro? (Si avvicina al telefono ed alza il ricevitore) Giusto per soddisfare la mia scientifica curiosità…

Il telefono non funziona. Dave porta il professore alla grotta ed i due sono ora davanti alla colossale creatura aliena. Wahrman le si avvicina e le parla.

Wahrman: “Ho superato la metà della mia vita. Il peggio che potrebbe accadermi è morire. Sono pronto a correre questo rischio se potrò sapere perché sei qui, perché ti servi dei bambini per compiere la tua opera…Ho passato la mia vita alla ricerca della verità e della conoscenza cercando di fare di questo mondo un posto migliore, un posto dove quei bambini a cui tu comandi possano vivere in pace anziché nel timore. Io sono un loro amico perciò, ti prego, dimmi cosa vuoi da loro, cosa vuoi che essi facciano…

Il cervello resta fermo, immobile, solo in quel momento lo scienziato capisce il perché.

Wahrman: “Non c’è nessun uomo su questa Terra che abbia la saggezza e l’innocenza di un fanciullo…

I due abbandonano la grotta e giungono appena in tempo alla base per vedere l’ogiva del missile esplodere al momento del lancio. Per quanto riguarda il missile dobbiamo notare che la rampa ed il razzo stesso sono uno sfondo disegnato, ma che, comunque, il disegno ricalca quasi esattamente il missile Vanguard che veniva usato all’epoca dalla marina americana, le poche volte che funzionava, per mettere in orbita satelliti scientifici.

Wahrman e Dave guidano il Colonnello Manley e i suoi uomini alla grotta davanti alla quale ci sono i bambini che ne impediscono l’ingresso. Arrivano anche le madri, disperate mentre il gigantesco cervello esce dalla grotta e sparisce nel cielo in un raggio di luce (purtroppo tremolante perché mal fatto). Tutti i protagonisti riuniti, nel solito finale alla Arnold, guardano il cielo dove l’alieno è tornato.

Manley: “Io non capisco…il Thunderer è stato distrutto… perchè? Perché?

Bill: “Per forza, perché il mondo non era ancora preparato a esso.

Wahrman: “Il mondo?! Che significa il mondo?

Bill: “I fanciulli, in tutto il mondo, hanno fatto lo stesso… in tutti i paesi…

Manley: “I missili esplosivi sia a Mosca che a Praga, a Londra… sono tutti annientati?

Bill: “Sì…

Wahrman: “Bill, sai se tornerà un’altra volta?

Bill: “Non lo so…Non lo so…

Anne: “Il mondo ha ancora una possibilità di salvarsi…

Per ribadire il concetto il film si conclude con una frase dei Vangeli.

In verità vi dico…a meno
che non diventiate puri
come fanciulli voi non
entrerete nel regno
dei cieli…

(S. Matteo – 18 –31)

Il soggetto, tratto da un racconto di Tom Filer, ricorda in qualche suo punto Destinazione…Terra, mentre un film di là a venire potrà vantare qualche cosa più di una semplice fonte d’ispirazione. Si tratta de La protesta del silenzio (Silent Voice, 1987) di Mike Newell, ma anche di E.T. di Steven Spielberg, con il suo dolce rapporto tra l’alieno e un fanciullo. Jack Arnold lavora adesso per la Paramount, ma accanto a sé si ritrova William Alland in un ultimo, ben riuscito sodalizio ambientato in quei luoghi dove tutto ha avuto inizio e dove tutto finisce: l’acqua e il deserto…

Attori

I figli dello spazioAdam Williams (1922-2006): nato il 26 novembre a Wall Lake, Iowa, come Adam Berg, è stato attore e scrittore, conosciuto per Intrigo internazionale (1959), Il grande caldo (1953) e Prigioniero della paura (1957). Era sposato con Marilee Phelps. È morto il 4 dicembre 2006 a Los Angeles, California. Aveva iniziato la sua carriera dopo aver svolto il servizio militare durante la seconda guerra mondiale come pilota della Navy Cross e per la sua opera fu decorato.

I figli dello spazioRaymond Bailey (1904-1980): è il classico esempio del detto: Se non ci riesci la prima volta… Infatti, dopo la scuola superiore, Bailey andò a Hollywood con l’intento di diventare una star del cinema, ma presto trovò che la cosa era più dura di quanto avesse supposto per cui intraprese una carriera finanziaria e lavorava come agente di borsa e banchiere. Poi ritentò a Hollywood per la seconda volta ma, ancora, non ebbe successo. Quindi, diventò un marinaio, lavorando su diversi carghi e viaggiando in tutto il mondo. Ha anche lavorato in una piantagione di ananas alle Hawaii e ha provato le sue doti di recitazione nel teatro locale. Infine, decise ancora una volta di tornare a Hollywood nel 1938, e riuscì ad ottenere diverse piccole parti nei film e che, alla fine, si sono evoluti in ruoli da vero caratterista. Anche se, inizialmente, Il suo primo incarico a Hollywood fu come un operaio, ma fu licenziato per aver scherzato in una scena durante un filmato. Quando la televisione divenne importante Bailey aveva già fatto richiesta per dei ruoli ed è proprio lì che ottenne la sua parte più popolare nella famosa commedia The Beverly Hillbillies (1962), guarda caso nel ruolo del banchiere Milburn Drysdale, i cui pugni “erano più stretti dei pantaloni di Elly May”. Prima di entrare nel cast di The Beverly Hillbillies, nel 1962, poteva essere visto senza il suo toupet in molte delle sue interpretazioni Dopo la fine dello spettacolo, ha interpretato alcuni ruoli cinematografici. Era lo zio di William Sylvester che interpretò, oltre al film Gorgo di Eugene Lourié, e quello breve ma ben più famoso del dottor Dr. Heywood R. Floyd nel film 2001: odissea nello spazio di Stanley Kubrick (1968)

Filmografia essenziale: Tarantola, (1955), L’uomo che visse due volte (1956), Radiazioni BX distruzione uomo (1957), I figli dello spazio (1958).

Note, curiosità, commenti

Il cervello alieno fu ideato dall’artista degli effetti speciali Ivyl Burks e utilizzava 3.300 dollari di lampade al neon per creare l’effetto del bagliore.

Il critico cinematografico di The Appeal Commercial, John Beifuss, ha riesaminato il film commentando:

Mentre gli altri film di Jack Arnold sono trattati piuttosto approfonditamente su Wikipedia, I figli dello spazio viene liquidato con due frasi:  è un film del 1958 diretto da Jack Arnold. Il film è stato trasmesso come episodio della serie Mystery Science Theatre 3000 nel 1998 durante la stagione 9.”

Dopo Destinazione…Terra, Il mostro della Laguna Nera e Radiazioni BX: distruzione uomo, questo è probabilmente il meno conosciuto dei film di Jack Arnold, ma è una magnifica esecuzione di scienza cinematografica, iconografica, per il produttore William Alland. Mentre questo film è il meno elaborato delle pellicole precedenti è pur sempre ricco di idee e il suo messaggio è più duro. I rischi ecologici e i danneggiamenti all’ecosistema sono già stati rivelati in pellicole precedenti, ma qui il pericolo viene spiegato. Ci sono anche bambini che combattono i loro genitori proprio nel momento in cui degli adolescenti davano segni di ribellione nelle loro famiglie. Come nel film Ultimatum alla Terra, si tratta di extraterrestri (e sceneggiatori) che non sono molto soddisfatti della proliferazione nucleare.

Le abilità telepatiche dei bambini non sono così malvagie come nel film Il villaggio dei dannati ma gli elementi della storia sono certamente simili. Il libro di John Wyndham (The Midwich Cuckoos e cioè I figli dell’invasione nella versione italiana), era stato pubblicato negli Stati Uniti nel 1957, cioè solo un anno prima del film di Arnold e la cosa potrebbe risultare sospetta (in Italia fu pubblicato per la prima volta nel 1959 da Mondadori nel numero 200 e poi nel 497 di Urania, quindi nel n. 493 degli Oscar, e nel n. 51 dei Classici Urania, all’interno del n. 5 de I Massimi della Fantascienza e nel n. 118 di Urania Collezione).

Esiste anche un altro elemento di riflessione e cioè che quel “altri gruppi di bambini agiscono nello stesso modo in altre parti del mondo”, spalla a spalla contro i genitori e i militari mi ha fortemente ricordato The Midwich Cuckoos. Naturalmente, però, un alieno invisibile, non era un bene per la fantascienza dell’epoca. Persino un film ben più blasonato come Il pianeta proibito dovette cadere sotto le fauci del produttore che, a un certo punto, volle che si vedesse per bene… insomma, volevano che gli alieni si vedessero! Una faccenda che è poi proseguita oltre ogni limite e che il computer, oggi, ha reso ancora più esasperante. La fantascienza non potrebbe essere fantascienza senza il mostro della settimana! Ora, quale mostro poteva essere più alieno di un gigantesco, pulsante e incandescente cervello? I film precedenti avevano descritto i cervelli come corporei, immersi in acquari o a bagnomaria che causavano caos telepatici e splendevano puramente per effetto cinematografico piuttosto che per qualsiasi ragione logica. Il nostro cervello in questione è molto brillante perché, presumo, viene dallo spazio, s’illumina e cresce simile a un rivale di Fluido mortale, peraltro nato nello stesso anno. Questa creatura è meno agile, ma non senza poche sorprese nella manica… che non ha.

I figli dello spazioTra i bambini del film, Sandy Descher aveva già avuto un ruolo memorabile nella filmografia di fantascienza come la bambina trovata dispersa e in stato di shock nel deserto e che poi urlava “Eccole, eccole!” (Them, Them! –  Loro, loro! Nella versione originale) in Assalto alla Terra. Sandy Descher è nata il 30 novembre 1945 a Burbank, California. È conosciuta anche per L’ultima volta che vidi Parigi (1954) e L’uomo dal vestito grigio (1956). Fu scoperta a Jackson Hole, nel Wyoming, mentre era in vacanza con i suoi genitori. Il direttore Gordon Douglas, che stava girando il film L’indiana bianca (1953) in una località vicina, la vide in una sala da pranzo di un lodge e chiese se poteva utilizzarla nel suo film. I suoi genitori declinarono dicendo che dovevano viaggiare ma accettarono il biglietto da visita di Douglas. Gli avevano telefonato al loro ritorno in California. Era molto piccola quando girò la famosa sequenza nel film di Gordon Douglas dove le facevano annusare quello che doveva essere acido formico (in realtà era una sorta di mistura dall’odore vomitevole per poter provocare in lei la giusta reazione). Quando girò la scena, alcune riprese, di spalle, furono effettuate con una nana. Non si spaventò affatto a vedere le formiche, anche perché aveva ben presente che erano dei pupazzi mossi da persone dall’interno, lo si vedeva benissimo. Dopo un periodo trascorso alla Metro Goldwin Mayer, il suo agente la fece entrare alla Paramount e poi nel cast de I figli dello spazio. Trovò molto bello lavorare con Jack Arnold che si comportò in modo molto gentile con il piccolo gruppo. Ricorda ancora oggi, che è oltre la settantina, madre di due figli e nonna, come si prese una cotta innocente per Michael Ray, il protagonista. Ricorda anche che il grande cervello, visto dal vero, non era per niente impressionante, al contrario di quello che è avvenuto con la pellicola. Una cosa di gomma con dentro delle lampade che cambiavano d’intensità. Un’altra cosa che ricorda è che la grotta dove era stata nascosto il cervello alieno era totalmente finta, fatta di gomma, cartapesta e legno, ma era dipinta molto bene.

Si tratta, in conclusione di un piccolo film dell’era atomica, ma presumibilmente più originale, che riuscì a realizzare quello che anche Klaatu voleva nel suo Ultimatum alla Terra. Questo dovrebbe bastare per battere classici molto più famosi, sempre di Arnold o anche di altri, peraltro (Negli USA) già usciti in Blu-Ray, ma, purtroppo I figli dello spazio non ha mai reso molto in DVD. (Black Hole & Giovanni Mongini)

Tratto dal numero 7 di Chi li ha visti? – Omaggio a Jack Arnold – Ed Scudo – 2018

L'Autore

Giovanni Mongini

Tra i maggiori specialisti mondiali di cinema SF (Science Fiction) è nato a Quartesana (Fe) il 14 luglio 1944 e fino da ragazzino si è appassionato all'argomento non perdendosi una pellicola al cinema. Innumerevoli le sue pubblicazioni. La più recente è il saggio in tre volumi “Dietro le quinte del cinema di Fantascienza, per le Edizioni Della Vigna scritta con Mario Luca Moretti.”

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