82ma mostra del cinema – Frankenstein
A Venezia sbarca in concorso con corredo di regista e stars il ‘Frankenstein’ di Guillermo del Toro prodotto da Netflix. Il regista che a Venezia ha vinto il Leone d’Oro nel 2017 con l’horror melanconico e poetico, ‘La forma dell’acqua’, ha impiegato quasi dieci anni per arrivare alla fine del progetto con un costo di 210 milioni di dollari che direi si vedono tutti negli effetti speciali e negli altri comparti artistici della pellicola.

Il tema è quello del diverso riproposto dal cineasta in gran parte della sua produzione cinevideofilmica – ‘Pinocchio’ compreso -. Del Toro che nel suo palmares ha all’attivo ben quattro premi Oscar ripercorre con discreta fedeltà la storia originale e anche se l’idea iniziale era di suddividere in due parti la storia – prima la versione dello scienziato Victor Frankenstein parossisticamente interpretato da un Oscar Isaac apertamente sopra le righe e poi quella della Creatura indistruttibile e immortale impersonata con angelico distacco da un bravissimo Jacob Elordi che al pari di Karloff ha passato ore nel trucco di make up – le tre ore di proiezione non risentono né dei tagli né della durata. Comunque è probabile che prima poi uscirà una versione director’s cut per gli appassionati e i cinefili incalliti.

Spettacolare l’inizio sulla banchisa artica così come alcuni dei momenti topici della nascita della creatura costruita usando i pezzi di soldati uccisi in battaglia mentre in omaggio alla grande saga filmica originale un tocco gentile è dato dal rapporto con l’eremita cieco e uno poetico al rapporto della creatura con la futura sposa del fratello dello scienziato interpretata da Mia Goth. Da citare nei panni di Henrich Harlander, il mecenate finanziatore degli esperimenti dello scienziato un aristocratico interpretato da Christoph Waltz con il secondo fine di cercare una cura alla sua malattia.

Sergio Giuffrida
Classe 1957, genovese di nascita, catanese d'origine e milanese d'adozione. Collabora alla nascita della fanzine critica universitaria 'Alternativa' di Giuseppe Caimmi, e successivamente alla rivista WOW. Dai primi anni Novanta al novembre 2021 è stato segretario del SNCCI Gruppo Lombardo. Attualmente è nel board di direzione con Luigi Bona della Fondazione Franco Fossati e del WOW museo del fumetto, dell'illustrazione e del cinema d'animazione.