Fantascienza, Spiritualità e Teologia
Inauguro con questo pezzo uno spazio dedicato a riflessioni più profonde che uniscono il mondo del fantastico e della fantascienza con temi quali il divino, la metafisica e la spiritualità in genere.
Tutto nasce dall’eterna domanda fondamentale: Chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo?
Quesito sicuramente senza risposta almeno sotto il profilo ultimo visto che dal punto di vista della fenomenologia fisica i passaggi sono acclarati, studiati, specificati e compresi ormai nel dettaglio. Ricordo ancora una domanda di un mio studente di un liceo classico che in una controversia con un amico in classe mi chiese quando si può considerare formato l’individuo che verrà, quesito al quale senza esitare risposi ‘subito dopo il crossing-over meiotico’, ovvero dopo lo scambio di materiale genetico tra lo spermatozoo maschile e l’ovulo femminile. Cosa in sostanza veritiera anche se oggi si è scoperto l’ovulo femminile ha un potere di scelta (quindi non vale la regola precedente chi primo arriva meglio alloggia) e quindi ‘sceglie’ l’ovulo da far entrare. Psicologi dell’infanzia vi diranno che la formazione della psiche dell’individuo viene plasmata nei primi anni di vita mediata da forme di apprendimento istintive che contribuiscono a creare l’adulto che verrà. Peraltro anche secondo varie scuole esoteriche l’IO che ci caratterizza e modella prende dimora nel nostro corpo solo verso i tre anni di età e sempre in questi primi anni di vita studi e ricerche sul fenomeno della reincarnazione attestano fenomeni inspiegati di ricordi di vite precedenti all’interno dello stesso ceppo di popolazione. Il percorso di vita è poi naturalmente diverso da persona a persona specie secondo le moltissime sfumature geniche che vedono la gamma sessuale (e quindi emozionale) umana più varia e sfumata dell’arcobaleno di un prisma di luce. Tuttavia con buona pace degli estimatori di Matusalemme o del Conte di Cagliostro e degli innumerevoli avidi quanto ridicoli dittatori e capetti di cui la storia è tristemente piena – ieri come oggi -, il percorso della nostra esistenza giunge fatalmente al fin della sua licenza: anche se adesso ricerca, medicina e prevenzione rendono l’aspettativa di vita doppia rispetto a quella dei tempi di Dante e l’introduzione dell’AI potrebbe addirittura offrirci una sorta di immortalità virtuale basata sugli algoritmi dei nostri modi di pensare (come peraltro sempre più spesso ipotizzato dall’immaginario collettivo fantascientifico letterario, fumettistico, cinematografico, televisivo e gaming).
Dunque – parafrasando le 5 W delle regole del giornalismo d’indagine – sappiamo il chi (Who), il dove (Where), il quando (When) e il come (What) ma ci sfugge il perché (Why).
Si introduce così la riflessione sulla nostra funzione nell’Universo, sul/i nostro/i creatore/i e sul divenire stesso di un sistema di fatto inconoscibile anche secondo le logiche della fisica o della scienza contemporanea… salvo ovviamente accettare il tutto per fede derivante da qualsivoglia religione.
Tutta questa premessa solo per introdurre un’affermazione risolutiva proposta in appendice ad un racconto di Philip Kendred Dick Fede nei nostri Padri, (Faith of Ours Fathers, 1967) letto sul Millemondi 29 del marzo del 2001 dedicato al fantastico.
Racconto peraltro incentrato sulla follia del controllo totale, della dittatura e ovviamente del complottismo dal quale si evince che Dio è una sorta di Giano bifronte in cui coesistono bene e male senza alcuna distinzione di moralità o etica quali siamo abituati a pensare. Alla fine di questa novelette allegorica (ma non troppo), l’autore confessa che pur non essendo credente (non a caso la divinità presenta anche una matrice meccanico-materialistica) trova assai pertinente e corretta la risposta data nell’840 d.c. da Giovanni Scoto Eriugena che alla domanda del re dei Franchi, Carlo il Calvo, su Dio, rispose con una semplicità che oggi definiremmo heinsenberghiama: ‘Non sappiamo cos’é Dio. Dio stesso non sa che cosa é, perchè è nulla. Dio letteralmente non è perché trascende l’essere’. Una visione zen così precisa che lo stesso Dick, uso a droghe psichedeliche, non poteva non ammetterne la nitida precisione.
Per chi volesse approfondire l’argomento originario ho inserito le cover di alcuni volumi del Teologo e Filosofo Irlandese editi in italiano
Sergio Giuffrida
Classe 1957, genovese di nascita, catanese d'origine e milanese d'adozione. Collabora alla nascita della fanzine critica universitaria 'Alternativa' di Giuseppe Caimmi, e successivamente alla rivista WOW. Dai primi anni Novanta al novembre 2021 è stato segretario del SNCCI Gruppo Lombardo. Attualmente è nel board di direzione con Luigi Bona della Fondazione Franco Fossati e del WOW museo del fumetto, dell'illustrazione e del cinema d'animazione.



