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“ESPLORATORI DELL’INFINITO” DI RICHARD CARLSON (1954)

“ESPLORATORI DELL’INFINITO” DI RICHARD CARLSON (1954)


Tit. Orig.: Riders to the Stars
Tit. Germ.: R 3 Uberfallig
Tit. Francia: Chasse aux etoiles
Tit. Belgio: Sterrenjacht
Tit. Messico: El Cohete Conquistador
Regia: Richard Carlson
Int.: William Lundigan, Herbert Marshall, Richard Carlson, Martha Hyer, Dawn Addams, Robert Karnes, King Donovan
Durata: 82′    USA   Colore    1954
VHS: V.O.

Soggetto

Un gruppo di uomini altamente qualificati, scelti anche perché single, tra cui il Dr. Richard Stanton (William Lundigan) e il Dr. Jerry Lockwood (Richard Carlson), vengono reclutati per un progetto segreto. Essi subiscono una serie di rigorosi test fisici e psicologici durante i quali Stanton si sente attratto dalla bellissima Dott.ssa Jane Flynn (Martha Hyer), una delle addette ai test. Infine, ai quattro candidati rimasti viene rivelata la finalità del progetto.

Il padre di Stanton, il Dr. Donald Stanton (Herbert Marshall), è a capo del progetto: lui e i suoi colleghi stanno lavorando sulla possibilità di realizzare voli spaziali con equipaggio. Hanno scoperto che anche il miglior acciaio di qualità diventa fragile nello spazio. Poiché le meteoriti non sono soggette allo stesso problema, gli scienziati vogliono recuperarne alcune, prima che entrino nell’atmosfera, per scoprire come il “guscio esterno”, le protegga. Per far ciò hanno bisogno d’inviare astronauti nel cosmo, qualcosa che non è mai stato fatto prima. Stanton, Lockwood, e Walter Gordon (Robert Karnes) accettano il pericoloso incarico, mentre un quarto lo rifiuta.

Esploratori dell'InfinitoTre razzi monopilota sono inviati fino a duecento miglia nello spazio a intercettare uno sciame di meteore. Gordon tenta di catturarne una che però è troppo grande e la sua nave si disintegra in un’esplosione. Lockwood che soffre di un esaurimento nervoso per essere stato lasciato dalla donna che amava (Dawn Addams) e che per questo si è buttato anima e corpo nell’impresa, avvista con il visore il corpo del collega che galleggia nello spazio e ormai ridotto a uno scheletro. In preda al delirio spara tutti i razzi di testa e di coda e si perde nel cosmo.

Stanton manca lo sciame principale, ma una meteora ritardataria incrocia il suo cammino. Decide di catturarla nonostante gli avvertimenti della base di controllo da terra che sta usando troppo carburante con il pericolo di esaurirlo in fase di rientro. Dopo aver catturato il bolide, inizia a scendere e riesce a sopravvivere a un atterraggio di fortuna con la meteora intatta e viene ricompensato con un bacio dalla dottoressa Flynn. A un primo esame pare che il bolide sia composto di carbonio puro cristallizzato, cioè la struttura del diamante.

esploratori dell'infinito

Il film fu sceneggiato da Ivan Tors e Curt Siodmak ne trasse il romanzo Cacciatori di Meteore uscito in Italia nel n° 26 della collana “I Romanzi del Cosmo” (Ponzoni editore), datato 15 aprile 1959. La pellicola è inoltre uno dei tre film della casa cinematografica A-Films, fondata da Ivan Tors e Richard Carlson. Le altre due pellicole furono Il mostro magnetico e Attacco alla base spaziale U.S..

Esploratori dell’infinito è stato il primo film da regista dell’attore Richard Carlson, che interpreta anche uno degli astronauti. Ricordato per i suoi ruoli di spicco nella serie televisiva I Led Three Lives e per i film Destinazione… Terra (1953) e Il mostro della Laguna Nera (1954) Carlson ha diretto pellicole a basso budget durante gli anni ’50 e ’60. Il suo collaboratore in Esploratori dell’infinito è stato Herbert L. Strock, che ha co-prodotto il film ed è stato lui stesso regista di film B-Movie di quel periodo, come Gog (1954) e I Was a Teenage Frankenstein (1957).

Per creare una sensazione più autentica per la storia, è stata utilizzata la ripresa in tempo reale di un veicolo spaziale WAC Corporal, inoltre, una sequenza autentica mostra due ratti bianchi in un razzo oltre la forza di gravità… una delle più sorprendenti riprese mai fatte all’epoca.

Esploratori dell’infinito è stato girato a colori nei cinema forniti dalla Color Corporation of America, ma le stampe usate per la distribuzione televisiva erano in bianco e nero. I film della Turner Classic trasmettevano invece la versione a colori. In Italia, nei cinema, è uscito solo a colori, nonostante il Davinotti lo classifichi in bianco e nero; purtroppo, come al solito, pare che la colonna sonora italiana sia andata perduta.

Cinque anni dopo, l’attore William Lundigan avrebbe continuato a occuparsi del futuro nella serie televisiva spaziale Men into Space (1959-60), che, volendo, potrebbe essere considerato un sequel o almeno un’appendice delle idee esplorate in Esploratori dell’infinito.

Intervistato al Berlino Film festival del 1998, dove il film era stato presentato in retrospettiva, Herbert L.Strock ha affermato di aver accettato di prendere in mano il lavoro di modifica di Esploratori dell’infinito come un favore verso il suo buon amico Carlson, che ha descritto come “scrittore, produttore, regista, redattore di film, un ragazzo brillante.” Strock ha dichiarato inoltre che quando Carlson ha iniziato a superare il budget, peraltro modesto del film: “a causa della mia esperienza editoriale, sono riuscito a ripristinare il budget e mantenere un film che scorreva.”

Strock diresse anche le scene in cui appariva Carlson, dal momento che il regista riteneva che non sarebbe stato efficace e obiettivo nel dirigere la propria interpretazione.

In Italia la pellicola è girata nel circuito cinematografico, ma non è mai apparsa, in italiano su qualsiasi supporto.

 * * *

Commenti

Richard Carlson dirige questo entusiastico film a basso budget che tenta di introdurre lo spettatore a quella grande avventura che può essere il viaggio spaziale! Si è sempre occupato di apparire all’orizzonte della scienza e della fantascienza: è stato il migliore amico dei ragazzi nel 1950, introducendo lo spettatore a nuove e interessanti idee e esperienze di vita. Il film è datato, sì, ma lo spirito pionieristico e il senso dell’esplorazione scientifica sono sempre prevalenti. Onore a Richard Carlson per aver dato questo genere di film per tutti coloro che sognano la scienza e lo spazio e l’esplorazione dell’ignoto può essere gratificante e soddisfacente. 5 stelle su 5.

(Lambert Crawn)

Film divertente. Troppo ambizioso per il suo budget, ma ha un tono documentaristico diverso da molte altre immagini di fantascienza del periodo. So che il regista/attore Carlson e il produttore Ivan Tors sono stati profondamente attenti e interessati alla scienza e alla tecnologia e le loro produzioni insieme hanno sempre unito un po’ di fatto scientifico con un po’ di fantascienza. Dean Jagger non era in questo film, ma c’era l’attore veterano Herbert Marshall.”

(Michael Jay14/ 07/09)

Questo è un dramma spaziale classico del 1950. Un thriller di avventura sui primi giorni dell’esplorazione dello spazio con un poco di fantascienza. Assomiglia al film WW2, una pellicola di guerra aerea dove i nostri eroi si avventuravano nei cieli a combattere contro il nemico, solo che, in questo caso, il nemico sono le meteore e non gli ME 109.”

(Uomini contro le meteore! Kevin Coulombe 26/01/07)

 Affascinante in retrospettiva perché illustra le idee del 1950 circa il progetto, allora fantastico, del viaggio spaziale. La pellicola, distribuita dalla United Artists, Esploratori dell’infinito (1954) parla di astronauti che vengono spediti nello spazio in tre razzi separati nel tentativo di catturare una meteora e riportarla indietro sulla Terra per poterla esaminare. Herbert Marshall interpreta il ruolo dello scienziato che dirige la missione e vuole catturare una meteora prima che entri nell’atmosfera terrestre. La sceneggiatura è di Curt Siodmak, uno specialista del fantastico, dalle sue storie o sceneggiature sono stati ricavati altri film come L’uomo lupo (1941) e Ho camminato con uno zombi (1943). Esploratori dell’infinito, che spesso assume un tono documentaristico e include filmati reali compiuti dagli Stati Uniti prima ancora che tutto passasse sotto l’egida della NASA, è un esempio interessante del suo genere tanto da essere stato incluso in una retrospettiva al Berlino Film Festival del 1998.

(Dennis Harwell)

Esploratori dell’infinito è un tipico film di fantascienza dei primi anni cinquanta, dove l’accento sulla tecnologia e il dialogo tra i personaggi diventano discussioni dettagliate sulle questioni scientifiche. Mentre il pubblico, pur avendo un grande interesse per l’argomento, questi film spesso hanno sacrificato il dramma nel loro perseguimento dell’autenticità come Uomini sulla Luna (1950) prima di lui. Tuttavia, riesce a dare al pubblico alcuni spunti interessanti. Il fatto che il dottor Stanton sia disposto a sacrificare il proprio figlio per la sua ricerca è un subplot inquietante e il personaggio di Richard Carlson, che in un primo momento sembra essere l’eroe del film, mostra segni di instabilità emotiva quando la sua donna, una modella di professione (Dawn Addams) rifiuta la sua offerta di matrimonio prima del decollo. Il film diventa anche sorprendentemente triste nel finale quando gli astronauti incontrano il mortale sciame di meteore.

(Angela Cowens)

Esploratori dell'Infinito
Appunti

Il Corporal WAC o WAC è stato il primo razzo sonda sviluppato negli Stati Uniti ed è stato progettato e costruito congiuntamente dalla Douglas Aircraft Company e dal Guggenheim Aeronautical Laboratory. Il primo modello del Corporal WAC è stato lanciato il 16 settembre 1945 dalla Range Missile Range di White Sands vicino a Las Cruces, New Mexico. Dopo che un razzo V-2  (presenti anche loro del film come i mezzi che i tre astronauti usano per andare nello spazio e due dei tre sono stati ripresi nella pellicola con l’aggiunta di filtri colorati perché, in realtà, le sequenze erano in bianco e nero per cui si adduce nel film  la scusante erano stati aggiunti per ragioni tecniche di ripresa) raggiunse i 111 km (69 mi) il 10 maggio, un lancio successivo, sempre a White Sands raggiunse 80 chilometri,  il 22 maggio 1946, il primo razzo progettato dagli Stati Uniti per raggiungere il bordo dello spazio (Una definizione dello spazio e i suoi limiti data dagli Stati Uniti all’epoca e fu in quella occasione che fu ripresa a bordo del Corporal, la scena dei topolini bianchi che si vede nel film). Il 24 febbraio 1949 un razzo tedesco V-2 che agiva come primo stadio, portò un Corporal WAC ad accelerare fino a 8.290 chilometri all’ora, diventando così il primo oggetto che superò di oltre cinque volte la velocità di suono. Alcuni Corporal WAC sopravvivono nei musei, tra cui uno presso il National Air and Space Museum e l’altro nel White Sands Missile Range Museum.

Regia e attori

Richard Carlson. È nato ad Albert Lea nel Minnesota (USA) il 29 aprile 1912 ed è morto per cirrosi epatica il 24 novembre del 1977. Laureatosi con lode, divenne lettore della locale università. Abbandonò poi l’incarico accademico per il teatro di posa (mise in scena come regista e protagonista il Riccardo III di Shakespeare) e scrisse una commedia in tre atti rappresentata a New York nel 1937. Nel 1938 fu chiamato ad Hollywood e nel 1954 esordì nella regia cinematografica con la sua casa di produzione. È apparso anche in uno degli episodi del serial tv Avventure in fondo al mare (Village of guilt del 1964).

Filmografia: 1940: Al di là del domani, 1953: Il labirinto, 1953: Destinazione… Terra, 1954: Il mostro della Laguna Nera, 1954: Il mostro magnetico, 1954: Esploratori dell’infinito (Anche Regia), 1957: The strange case of the cosmic rays, 1960: Il delitto del faro, 1967: La forza invisibile, 1969: La vendetta di Gwangi.

William Lundigan (1914-1975). Era un atleta che ha giocato a calcio, pallacanestro e tennis all’Università di Syracuse (NY). Fu scoperto da Charles R. Rogers, responsabile della produzione della Universal Studios. Era così incuriosito da una voce che sentiva leggere una pubblicità alla Stazione WFBL a Syracuse, che aveva dato istruzioni perché venisse portato a New York e testato per eventuali possibilità nel campo del cinema. Lundigan faceva il lavoro di annunciatore perché suo padre era il proprietario dell’edificio che ospitava la WBFL. Successivamente nella sua carriera Lundigan ha avuto successo come ospite dei programmi CBS Climax (1954) e Shower of Stars (1954). Per il loro sponsor, la Chrysler Motors. ha viaggiato come ambasciatore di buona volontà per l’azienda, percorrendo oltre 100.000 miglia su strada e visitando 560.000 persone in 90 settimane.

Filmografia: Esploratori dell’infinito (1954), Scienza e fantasia (Seri TV, 1 episodio, 1955), Men Into Space (Seri TV, 6 episodi 1960), The Underwater City (1961).

Herbert Marshall (1890 – 1966). Il futuro di Herbert Marshall, per il quale aveva studiato, era quello di essere un contabile, ma il suo interesse si rivolse presto verso il palcoscenico. Perse una gamba durante la prima guerra mondiale e gli fu messa una gamba in legno. Questo però non gli impedì di perseguire la sua vocazione. Trascorse 20 anni sui palcoscenici di Londra prima di arrivare al cinema. Dopo un approccio con il cinema muto lo troviamo nel suo primo film: The Letter (1929), dopo aver lavorato in altri film, nel 1932, Marshall, fece uno dei suoi ruoli più calorosamente umani e romantici nel meravigliosamente erotico Venere bionda (1932), con l’affascinante Marlene Dietrich. È stato negli anni ’50 che la sua figura si è prestata a fare la parte di uno scienziato in Esploratori dell’infinito e Attacco alla base spaziale U. S., entrambi del 1954, e il poliziotto comprensivo in L’esperimento del dottor K del 1958.

Martha Hyer (1924-2014). Martha Hyer era nata il 10 agosto 1924 a Fort Worth, Texas. Una volta terminata la scuola d’obbligo, Martha ha interpretato, nel 1946, Il segreto del medaglione (1946). Lentamente, Martha cominciò a raccogliere ruoli sempre più importanti. Dopo il 1958 le apparizioni di Martha sugli schermi statunitensi scomparvero. Ha fatto una manciata di film stranieri, tornando ad apparire negli Stati Uniti di tanto in tanto, ma niente rispetto al ritmo che aveva negli anni Cinquanta. Il suo ultimo film è stato nel 1973 in The Day of the Lovers. Nel 1966 si sposò con il produttore Hal B. Wallis e rimase con lui fino alla sua morte nel 1986.

Filmografia: Viaggio al pianeta Venere (1953), Esploratori dell’infinito (1954), Il mistero dei tre continenti (1960), Base Luna chiama Terra (1964).

Dawn Addams (1930-1985). La sua bellezza era notevole, non così, la sua recitazione, il suo talento era limitato. Così almeno è stato detto. Dawn Addams, era la figlia di un ufficiale della R.A.F. È deceduta di tumore nel 1985.

Filmografia: Esploratori dell’infinito (1954), Il mostro di Londra (1960), Il diabolico dottor Mabuse (1960), Vampiri amanti (1970)

 

L'Autore

Giovanni Mongini

Tra i maggiori specialisti mondiali di cinema SF (Science Fiction) è nato a Quartesana (Fe) il 14 luglio 1944 e fino da ragazzino si è appassionato all'argomento non perdendosi una pellicola al cinema. Innumerevoli le sue pubblicazioni. La più recente è il saggio in tre volumi “Dietro le quinte del cinema di Fantascienza, per le Edizioni Della Vigna scritta con Mario Luca Moretti.”

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