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… E LA TERRA PRESE FUOCO (1961)

… E LA TERRA PRESE FUOCO (1961)

Cinque anni di silenzio sono molti per un regista che nel campo del cinema di fantascienza, assieme a George Pal, Jack Arnold e Ray Harryhausen, ci ha dato le opere migliori di questo periodo. L’ottimo realizzatore de L’astronave atomica del dottor QuatermassI vampiri dello spazioIl mostruoso uomo delle nevi, torna nel campo della Science Fiction con la pellicola forse più curata e più matura tra tutte quelle da lui realizzate. Il film doveva essere inizialmente prodotto dalla Hammer per la televisione in quattro puntate da un’ora ma, dato che il progetto non andò in porto, Val Guest lo realizzò con un’altra distribuzione. La sceneggiatura, sempre di Guest, era stata realizzata ben sette anni prima e, ogni volta, doveva costituire la prossima regia ma ogni volta il progetto veniva posposto.

… E LA TERRA PRESE FUOCO

Tit. Orig.: The Day the Earth Caught Fire
Tit. Germ.: Der Tag, an dem die Erde Feuer fing
Tit. Francia : Le jour où la Terre brulera
Tit. Alt. : Le Jour Ou La Terre Prit Feu
Produzione: Val Guest production
Produttori: Val Guest, Wolf Mankowitz
Distribuzione: British Lion Film (Regno Unito), Universal International (Stati Uniti)
Regia: Val Guest
Musica: Stanley Black, Monty Norman
Fotografia: Harry Waxman
Int.: Edward Judd, Janet Munro, Leo McKern, Michael Goodliffe, Arthur Christiansen, Reginald Beckwith, Robin Hawdon, Bernard Braden, Gene Anderson, Renée Asherson, Austin Trevor, Edward Underwon, Ian Ellis, Robin Hawdon
Durata: 99’ Gran Bretagna   b/n con sequenze iniziali e finali in sepiathone (virate in giallo o arancione) 1962
VHS: Avo Film – Cosmo Video – AB Video DVD: Sinister Film
NOTE: Distribuito nel Regno Unito dal 1961. Il suo budget fu di 200.000 sterline

 

...e la Terra prese fuocoLa pellicola è in cinemascope bianco e nero per quasi tutta la sua durata, tranne che per il prologo e per l’epilogo che sono virati in giallo per evidenziare il caldo che sta investendo la Terra. Sia nella sua riedizione, sia nell’edizione in videocassetta, è stato difficile far capire agli studi di stampa e di riproduzione di mantenere questa caratteristica, si trattava nel caso del supporto in pellicola, di usare un positivo colore, e questo costava di più. Nella sua versione in videocassetta la caratteristica non è stata affatto capita per cui tutto il film è in bianco e nero, anche se ha mantenuto quasi totalmente il formato Scope (o Widescreen, se preferite).

In realtà il colore della prima edizione italiana non era, pare, quello giusto perché, nell’edizione originale, la colorazione era in arancione, cosa che è stata mantenuta anche nel DVD italiano che, ovviamente, proveniva direttamente da quello originale.

STRALCIO DEI DIALOGHI DEL FILM

Il giornalista Pete Stenning (un ottimo Edward Judd), sta camminando lungo le strade assolate ed infuocate di una Londra semideserta. Si dirige verso il giornale per il quale lavora: il Daily Express. Entra negli uffici della redazione e cerca di inserire un foglio di carta in una delle macchine da scrivere, ma il rullo è semifuso per il grande calore (siamo oltre i sessanta gradi) per cui, tramite la sua ragazza, Jenny Craig, (Janet Munro) che lavora al centralino, si fa passare la copisteria e, a un sudato e svogliato impiegato, detta un ultimo articolo:

Pete: “Sono passati trenta minuti dall’esplosione delle bombe correttive. Nelle prossime ore il mondo saprà se questa è la fine od un altro principio, se questa è la rinascita o la fine dell’umanità. Per l’ultima volta il fratello ha preso le armi contro il fratello, alimentando così l’ultimo grande incendio. La Terra, che doveva vivere in eterno, fu percorsa da un grande vento e trascinata verso l’oblio… se pensiamo che appena diciannove giorni fa…

Il film passa ora in bianco e nero e ci racconta la storia di due esplosioni nucleari di immane potenza avvenute in luoghi diversi, ma nello stesso momento cominciano a verificarsi strani fenomeni: un’eclissi con dieci giorni d’anticipo, piogge torrenziali nella Francia meridionale, in Sicilia, in Libia e perfino nel deserto australiano. Una fitta nebbia di calore si alza su quasi tutta l’Europa.

...E la Terra prese fuocoPeter Stenning è un giornalista semialcolizzato, cinico e stanco della vita da quando, rientrato dal lavoro, nel quale era diventato una celebrità, aveva sorpreso la moglie a letto con un altro. Questo gli ha fatto perdere ogni interesse per tutto ciò che lo circonda.

L’unico amico che gli è rimasto vicino è il suo collega Bill McGuire (Leo McKern), il giornalista scientifico del giornale. Cercando di malavoglia di cercare di scoprire le cause di questi eventi misteriosi, Stenning s’imbatte in Jenny che riesce a dargli le informazioni che lui stava disperatamente cercando. Pur promettendo alla ragazza di non dire nulla a nessuno, Stenning si precipita nel bar vicino al giornale e ne trascina fuori l’amico Bill.

Pete: “Stamattina, quando ero al parco, ne ho sentita una nuova…
Bill: “E cioè?
Pete: “Cos’è la nutazione della Terra?
Bill: “La nutazione?! È una lieve oscillazione dell’asse terrestre causata dalla forza di attrazione…
Pete: “È cambiata.
Bill: “…del Sole e della Luna all’equatore e c’è anche una legge… (S’interrompe di colpo rendendosi conto di quello che l’amico gli ha detto e lo guarda sbalordito).”
Pete: “C’è una piccola novità a proposito dell’asse: la sua inclinazione è aumentata di undici gradi.
Bill: “Da chi lo hai saputo?
Pete: “Lascia perdere da chi…Che significa?
Bill: “Che avevo ragione io.
Pete: “Ah, rallegramenti.
Bill: “Hanno modificato l’inclinazione dell’asse… quegli irresponsabili, stupidi bastardi ce l’hanno fatta!

È necessario, adesso, fare una precisazione: quando il film uscì tutti coloro che ne riportarono la trama furono d’accordo nell’evidenziare l’assurdità del fenomeno. Come era possibile che delle esplosioni atomiche, se pur temporanee, potessero cambiare l’inclinazione dell’asse terrestre e, addirittura, lo vedremo, farla uscire dalla sua orbita? Se il secondo evento è estremamente difficile, direi persino impossibile (basta non dare retta all’alieno venusiano del film Stranger from Venus di Burt Balaban), nel primo caso, ci crediate o no, l’ipotesi non era poi tanto fuori dal seminato perché, e io sono stato il primo a stupirmi, era già accaduto in passato e accadrà ancora. Grazie a Wikipedia posso darvene la dimostrazione mentre mi cospargo il capo di cenere per aver scritto, all’epoca che “la trama era assurda”. Certo, per ovvie ragioni cinematografiche le cose sono state esagerate, è ovvio, ma impossibili? Beh, ci penserei due volte:

A causa del terremoto e del conseguente maremoto (tsunami) che si sono verificati il 26 dicembre 2004 nel sud-est asiatico, la Terra ha subito sicuramente cambiamenti di direzione e di velocità di rotazione, così come sempre succede quando si hanno eventi di deformazione in porzioni consistenti della massa terrestre (quali sono appunto i terremoti).

Il problema e l’importanza di queste variazioni sta nella loro entità. Di ciò si sono occupati recentemente due ricercatori americani (B.R. Chao della NASA e R.S. Gross del Caltech) in un articolo apparso nel numero di gennaio 2005 (vol.86, n.1, pag.1-2) della rivista EOS Transactions dell’American Geophysical Union. Queste variazioni vanno aggiunte a quelle che la Terra esibisce normalmente. Si tratta di traiettorie caratteristiche descritte con varie periodicità dall’asse di rotazione terrestre, dette precessioni e nutazioni, e da variazioni di velocità di rotazione della Terra intorno al proprio asse, dette LOD (Length Of the Day) perché provocano un cambiamento nella durata del giorno. Secondo i due ricercatori americani, il terremoto-tsunami di Sumatra avrebbe provocato una diminuzione della lunghezza del giorno pari a 2.68 milionesimi di secondo ed uno spostamento dell’asse di rotazione terrestre di circa 2.5 centimetri, in direzione 145°E, corrispondente a un’inclinazione di alcune frazioni di milionesimo di grado. La cosa quindi non deve preoccupare anche perché, si tratta di variazioni del tutto trascurabili rispetto a quelle normalmente osservate.”

Bene, possiamo tornare al film. La notizia desta ovviamente scalpore e preoccupazione. Il governo inglese, d’accordo con le altre potenze, cerca di tenere ancora la cosa sotto controllo sottacendo poi quello che è il pericolo più grave per il pianeta.

Tra poco sapremo di cosa si tratta ma adesso ascoltate, o meglio leggete il discorso del Primo Ministro alla nazione, degno del miglior Cover-Up.

Ho ritenuto necessario parlare a tutti voi se non altro per smentire le molte irresponsabili supposizioni provocate da una generale carenza di fatti concreti. Vi è stato realmente uno spostamento nella direzione dell’asse terrestre, ma questo non significa catastrofe. È stato già provato da eminenti geologi e astronomi che l’inclinazione dell’asse terrestre ha già subito altre variazioni nel tempo, tuttavia la Terra ha continuato regolarmente a girare, quindi che influenza può esercitare sulla nostra vita quotidiana? Certo ci sono state delle variazioni nel normale decorso delle stagioni. Quanto è accaduto ha indubbiamente ravvicinato alcune regioni alla zona polare e altre ne ha allontanate. Comunque io nutro la più fondata certezza che gli scienziati di tutto il mondo sapranno trovare la soluzione adatta a tutti quei problemi che, probabilmente, dovremo fronteggiare. So che molti di voi sono convinti che gli attuali sconvolgimenti siano stati provocati dagli effetti congiunti delle esplosioni nucleari, posso invece dirvi che la maggioranza degli scienziati di tutto il mondo esclude che tale relazione esista. Comunque verrei meno al mio dovere se non ammettessi che altri scienziati sono di opinione contraria. Ma da qualunque parte sia la ragione o il torto, le quattro grandi potenze mondiali hanno firmato un accordo per la sospensione di ogni ulteriore esperimento, collaudo o fabbricazione di armi nucleari. Vi chiedo quindi di attendere gli eventi con calma e serenità ricordandovi che, almeno qui in Gran Bretagna, non abbiamo avuto mai ideali condizioni climatiche.

Quando, finalmente, il Governo Russo ammette che un pericolo ben più grave minaccia l’umanità e che cioè che la Terra è uscita dalla sua orbita e si sta avvicinando al Sole, Bill calcola, basandosi sull’aumento della temperatura, che ai terrestri restano circa quattro mesi di vita dopodiché, come lui stesso dichiara:

Nell’universo aleggerà un odore di umanità arrostita”.

Il Primo Ministro cambia atteggiamento, il Cover-up decade completamente e, in un messaggio alla nazione, egli mette chiaramente le carte in tavola.

Sarebbe sciocco, da parte nostra, minimizzare la gravità della situazione o negare il pericolo che incombe sul mondo intero. Vi comunico che, per fronteggiare tale situazione, è stato deciso un piano approvato all’unanimità da tutti i governi di tutte le nazioni. A mali estremi, estremi rimedi, si dice e gli scienziati di tutto il mondo ritengono necessario tentare di fermare il movimento della Terra verso il Sole. Quindi, quattro bombe nucleari, le più potenti che ci siano, verranno fatte esplodere simultaneamente in Siberia ad una distanza di cento miglia l’una dall’altra. Si sta facendo il possibile affinché l’esperimento avvenga al più presto, affinché il continuo aumento di temperatura non ne impedisca l’attuazione. Nessuno, ripeto nessuno, è in grado di prevedere gli effetti di queste esplosioni simultanee, ma un fatto comunque è certo: se aspettiamo gli eventi il nostro pianeta è fatalmente destinato a perire. Con questo tentativo noi ci rimettiamo nelle mani dell’Onnipotente.

 Epilogo

La pellicola torna ad essere virata in giallo (Arancione per il DVD).

Pete sta finendo di dettare l’articolo e, mentre lui parla, la macchina da presa inquadra le rotative del giornale. Due prime pagine sono già pronte. La prima porta il titolo: La Terra è salva, la seconda: La Terra è condannata.

Pete: “…e così l’uomo ha seminato il vento e ha raccolto le tempeste, forse tra poche ore non esisterà traccia del passato né speranza del futuro quale avrebbe potuto essere. Tutte le opere dell’uomo saranno distrutte nel grande fuoco dal quale egli fu creato? Ma, forse, nella luce incandescente in cui egli ha gettato il mondo esiste un essere superiore che potrà salvarlo anche se lui non si è dimostrato degno di vivere…E se ancora esiste un futuro per l’uomo, per quanto insensibile egli sia e orgoglioso e avido di potere, che possa egli viverlo nell’amore perché questa è l’unica forza che può salvarlo e allora egli potrà di nuovo dire: come è dolce la luce del giorno, come è piacevole rivedere il Sole…

Le ultime parole di Pete sono sottolineate da un suono di campane a festa… forse il mondo è salvo.

Come abbiamo detto, e ci fa piacere ribadirlo, il film, al di là dell’assurdità scientifica della storia, in parte presunta, è ben realizzato, ottimamente recitato e curiosamente ambientato, per una volta, dalla parte del pubblico. Non ci sono eroi o scienziati che salvano l’umanità, o se ci sono noi non sappiamo nemmeno chi siano. Noi viviamo la storia accanto alla gente di tutti i giorni, persone che seguono e subiscono gli eventi fino, in certi casi, a diventare delle belve umane come quando si ribellano per la mancanza d’acqua e nasce immediatamente la borsa nera per il prezioso liquido.

Anche Val Guest lascia la fantascienza quasi totalmente, ed è un peccato perché questi valenti artigiani hanno dato molto al cinema di fantascienza. Da loro e grazie a loro, stanno per arrivare i futuri registi perché proprio guardando questi film e ricordandoli, diventeranno quello che sono.

Gli attori

Edward Judd nacque il 4 ottobre 1932 a Shanghai, in Cina, da famiglia inglese dove cominciò a recitare in una compagnia giovanile. All’età di sedici anni andò in Inghilterra e il suo debutto cinematografico avvenne nel 1948. Negli anni ’50, dopo aver ottenuto una certa fama in una compagnia inglese, continuò la sua carriera cinematografica che venne associata ad alcuni noti film di fantascienza che lo videro protagonista. È morto il 24 febbraio 2009 a Mitcham, nel Surrey (Inghilterra) a causa di un enfisema. Fece la sua prima apparizione nel campo della fantascienza nel ruolo di un soldato nel film X contro il centro atomico del 1956, poi farà una breve apparizione nel serial L’uomo invisibile del 1959 e, dopo il film di Guest, lo troviamo come ottimo interprete nella pellicola di Nathan Juran, con gli effetti di Ray Harryhausen, Base Luna chiama Terra, peraltro tratto da un romanzo di Herbert George Wells. Lo ritroviamo poi nel 1966 nell’inedito Invasion e, sempre nello stesso anno, accanto a Peter Cushing nel film di Terence Fisher S.O.S. I mostri uccidono ancora. Nel 1968 eccolo nel film La donna venuta dal passato, quindi nel televisivo Frankenstein di James Ormerod del 1984.

Janet Munro, come da dichiarazione di Caroline Munro, non era sua parente. Janet è stata una donna sfortunata: arrivava sul set di … E la Terra prese fuoco con delle vistose ecchimosi che il marito alcolizzato le procurava picchiandola, per cui si truccava sempre da sola per farsi vedere il meno possibile. Il suo rifugiarsi nell’alcool fu anche la sua rovina. Janet morì a soli 38 anni in circostanze alquanto misteriose. Il rapporto che è circolato parlava di essere rimasta soffocata a morte in un hotel di Londra mentre beveva un tè. La causa immediata della morte fu miocardite acuta; la causa di fondo era cardiopatia ischemica cronica. La realtà fu una vita infelice, triste, con due aborti e tutto questo le causò una seria dipendenza dall’alcool di cui però cercava di liberarsi per amore delle due figlie. Per quanto riguarda il cinema di fantascienza, Janet lo incontra nel 1958 con I mostri delle rocce atomiche e in un episodio della serie Disneyland del 1959 intitolato I captured the King of Leprechauns.

Leo McKern nacque da Vera Martin e Norman Walton McKern. All’età di quindici anni perse, in seguito a un incidente, l’occhio sinistro. Da giovane studiò come apprendista ingegnere. Più tardi si arruolò nell’esercito australiano e combatté nella Seconda Guerra Mondiale, durante la quale, a Sydney nel 1944, fece la sua prima esperienza teatrale. Si trasferì in seguito in Inghilterra, dove sposò l’attrice Jane Holland nel 1946. Divenne presto un attore stabile all’Old Vic di Londra e al Shakespeare Memorial Theatre (Royal Shakespeare Theatre) di Stratford-upon-Avon dove, nonostante l’occhio di vetro e l’accento australiano, riscosse un discreto successo. Nel 1949 interpretò Forester in Pene d’amore perdute all’Old Vic, ma il ruolo che gli donò maggior successo fu quello di Iago nell’Otello di Anthony Quayle del 1952. Debuttò al cinema nel 1952, con il film Assassinio nella cattedrale, tratto dal dramma teatrale omonimo di Thomas Stearns Eliot. Da non dimenticare la stupenda e comicissima interpretazione dell’acerrimo nemico di Sherlock Holmes, l’esimio professor Moriarty nel film di Gene Wilder Il fratello più furbo di Sherlock Holmes (1975). Il diabete e altri problemi di salute lo costrinsero a ritirarsi dalla scena teatrale nel 2000. Morì due anni più tardi, il 23 luglio 2002; oggi riposa nel cimitero crematorio di Haycombe a Bath, nel Somerset.

(Wikipedia)

Filmografia: X contro il centro atomico (1956), Il ruggito del topo (1959), … E la Terra prese fuoco (1961), L’uomo venuto dal Kremlino (1968), La maledizione di Damien (1978), Ladyhawke (1985).

Note, commenti, curiosità

Val Guest disse che c’era una mancanza di entusiasmo per realizzare il film e riuscì a convincere i Lions britannici a finanziarlo solamente mettendo i suoi profitti provenienti da Expresso Bongo come garanzia. Dopo di questo la finanza britannica accettò di finanziare il film. Non tutte le pellicole avevano l’inizio e la fine colorati in arancio-giallo per suggerire il caldo del sole, solo alcune. Il film è stato girato con lenti anamorfiche da 35 mm usando il processo francese Dyaliscope.

Nel suo commento al DVD nel 2001, il regista Val Guest dichiarò che il suono delle campane della chiesa che si ode alla fine della versione americana (e in quella italiana) è stato aggiunto dal distributore Universal per suggerire che le bombe correttive avevano avuto effetto e che la Terra era salva. Val Guest ipotizzò che il motivo delle campane sia stato ispirato dalla pellicola del 1953 La guerra dei mondi, che termina con il gioioso suonare delle campane della chiesa dopo l’emergenza (e un’esplosione nucleare). Guest ha sempre sostenuto che la sua intenzione era sempre stata quella di realizzare un finale ambiguo

Il film è stato girato a Londra e nell’Inghilterra del sud est. Le riprese principali comprendevano la Fleet Street, il parco di Battersea, l’edificio del tesoro di HM a Westminster e il palazzo di Brighton.

Monty Norman, accreditato nella scrittura di Beatnik Music in un paio di scene, avrebbe conosciuto un anno più tardi la celebrità quando il suo tema James Bond fu usato nella sequenza dei titoli di 007 Licenza di uccidere.

E la terra prese fuoco Michael CaineTre anni prima di Zulu, un allora sconosciuto Michael Caine interpretava un agente di polizia che deviava il traffico in un ruolo non accreditato

Val Guest, coadiuvato dalla fotografia di Waxman che fa uso di un gran numero di filtri, gira il film con taglio documentaristico per rendere più verosimile e angosciante la drammatica ipotesi della fine del mondo. Il risultato è positivo, anche se il film non è esente da qualche moralismo spicciolo presentando gli organi d’informazione come dei crociati nella lotta per la verità. A questo riguardo, è interessante notare che il direttore del giornale che combatte per il diritto di cronaca è Arthur Christiansen (nei panni di sé stesso), già direttore di Val Guest ai tempi in cui questi lavorava nella stampa. Non mancano, naturalmente, la prevedibile storia d’amore tra i due protagonisti – lui (Edward Judd) un giornalista stanco e alcolizzato, lei (Janet Munro) una dinamica impiegata del Ministero dell’Aeronautica – e qualche buon effetto speciale, primo fra tutti l’evaporazione del Tamigi sotto l’ondata di caldo.

(Mymovies)

Il regista gestisce anche un po’ di fantasia visiva: il film è stato girato in ampio schermo anamorfico e la storia è sempre perfettamente equilibrata con gruppi di persone, riprese della città o impostazioni dettagliate come quelle dall’elicottero. Sebbene gli effetti speciali del film non siano particolarmente degni di nota, le matt-paint e l’inserimento di luoghi reali di Londra offrono sequenze di realismo: forti piogge schizzano sulle finestre, spesse e inaspettate nebbie attraversano la città; un violento ma anche avvincente uragano s’infrange sulla costa britannica, mentre il regista incorpora sapientemente questi elementi per descrivere inondazioni e disastri meteorologici in tutto il mondo. Lo stile visivo del film è diretto e classico, ma ogni scena è resa con un grande grado di realismo e senso del drammatico. “

(Doug Cummings)

Il regista e il suo redattore Bill Lenny hanno lavorato con filmati d’archivio. C’è una rapida ripresa di una pompa antincendio tratta da L’astronave atomica del dottor Quatermass, ma è inserito perfettamente.”

(Paul A. Green)

Se … E la Terra prese fuoco avesse mostrato convinzioni più risolute, i censori avrebbero richiesto delle modifiche. Così com’era la BBFC (British Board on Film Censorship) ritenne il film adatto a un pubblico di soli adulti, in parte a causa delle recenti notizie di stampa secondo le quali l’URSS stava per effettuare un test con una bomba da 100 megatoni…In tale contesto […] consentire la libera visione del film a tutti avrebbe sfiorato la sconsideratezza.

(Tom Howard da Brit Invaders a cura di I. Q. Hunter e Chiara BarboLindau -Torino 2005)

L’inquadratura finale di … E la Terra prese fuoco è più sentimentale, più positiva e più gradevole per il pubblico. Con una panoramica verticale a salire verso la guglia della cattedrale di Saint Paul, quell’icona della resistenza in tempo di guerra, ci riporta indietro alla sopravvivenza britannica e precedenti minacce all’integrità nazionale. Le campane che suonano nei titoli di coda e il commento in sottofondo di Stenning (com’è bello per gli occhi rivedere il Sole – La frase esatta è: “Come è dolce la luce del giorno, come è piacevole rivedere il Sole…” N.d.R.), scrupolosamente apolitico e quasi simile a un sermone aggiunge una vaga nota religiosa che rafforza il modesto utopismo al quale il film si ispira. Il finale è pertanto inconcludente, ma non è tanto un finale aperto, come in: Gli uccelli, bensì un finale dispettosamente socchiuso: non vediamo il mondo sopravvivere, ma si può presumere che ciò avvenga.” (Il finale positivo, lo ripetiamo, con le campane che suonano, è stato aggiunto dalla distribuzione americana. Nelle intenzioni del regista Val Guest doveva restare aperto come è nella edizione inglese. Per cui il finale positivo in realtà non esiste, N.d.R.).

(Brit Invaders, a cura di I.Q. Hunter e Chiara Barbo – Lindau -Torino 2005)    

Bloopers da Bloopers

Peter il protagonista scende da un taxi per andare all’ufficio meteorologico ma piove a catinelle, ma quando entra nell’atrio e perfettamente asciutto.

Peter e il suo collega Bill sono al bar e Peter tiene fra le mani un bicchiere con i gomiti sul tavolo e in tre diverse inquadrature si può notare che la camicia che gli spunta da sotto la giacca c’è e non c’è (braccio sinistro).

Nell’ufficio del direttore del giornale si tiene una riunione e Bill spiega i motivi dei cambiamenti meteorologici in atto sulla terra, però non spiega i cambiamenti di posizione del ventilatore che sta sul tavolo alla sua destra.

Nei titoli di testa italiani l’arredatore Scott Slimon è diventato Scotto Slimon!

All’inizio del film Pete telefona a Jenny. La donna infila il jack nella presa del centralino, tenendo la cornetta bassa. Allo stacco sta già tenendo la cornetta all’orecchio, mentre completa l’operazione col pannello del centralino.

A circa 5′ Bill Maguire parla al telefono, prima tenendo la cornetta per la parte inferiore, poi dopo lo stacco tenendola invece per la parte centrale.

Circa 6′, Stenning è appena tornato al giornale e si accende una sigaretta. In una inquadratura gli penzola dal lato destro della bocca, in quella immediatamente seguente da quella sinistra.

Peter va al centro meteorologico e l’usciere gli dice che l’ufficio stampa è al secondo piano mentre l’ufficio del signor Hollroy è al primo. Peter va diretto al primo piano da Hollroy, poi viene cacciato, scende con le scale… e si ritrova all’ufficio stampa! Ma allora è al secondo o al pianterreno?

A circa 29′, Pete parla con la centralinista, sul prato del luna park. Lei si tocca i capelli, cosa che non stava facendo nell’inquadratura precedente.

Quando Bill dice che “anche i satelliti artificiali erano fantascienza”, sta toccando il mappamondo con entrambe le mani. Stacco, e non lo sta facendo più.

A circa 43′, Pete telefona a Jenny mentre costei si sta lavando i capelli, in topless, ripresa da dietro. C’è però uno specchio, nell’angolo in basso a destra, che rimanda l’immagine della donna da davanti: costei non è in topless, ma ha sul busto una specie di copertura per il seno e la pancia, creata in modo che non si noti da dietro.

A circa un’ora di film trapela la notizia super segretissima: l’asse di rotazione terrestre ha aumentato la sua inclinazione di 11°. Non si capisce come mai dovrebbe essere segreta quando chiunque, senza neanche bisogno del telescopio (basta un goniometro e la stella Polare) se ne può accorgere.

Un giornale tedesco inquadrato titola Kontrolliert die Bombe… che è grammaticalmente errato, non significa niente.

Quando Bill predice che ci vorranno 4 mesi per la distruzione dell’umanità, il capo dice “ci limiteremo a riportare le notizie“. In una inquadratura agita forsennatamente la mano con la matita, ma in quella precedente non lo sta facendo.

Conto alla rovescia finale per lo scoppio delle bombe: ogni secondo, scandito dalla voce alla radio, ne dura in realtà quasi due!

Tratto dal numero 9 di Chi li ha visti? – Omaggio a Val Guest – Ed. Scudo – 2018

L'Autore

Giovanni Mongini

Tra i maggiori specialisti mondiali di cinema SF (Science Fiction) è nato a Quartesana (Fe) il 14 luglio 1944 e fino da ragazzino si è appassionato all'argomento non perdendosi una pellicola al cinema. Innumerevoli le sue pubblicazioni. La più recente è il saggio in tre volumi “Dietro le quinte del cinema di Fantascienza, per le Edizioni Della Vigna scritta con Mario Luca Moretti.”

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