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ADOLESCENTE DELLE CAVERNE

ADOLESCENTE DELLE CAVERNE

Articolo tratto dal libro di Giovanni Mongini della Serie Chi li ha visti?
numero 3 edito dalla Edizioni Scudo.

Tit. Orig: Teenage Caveman
Tit. Alt: Prehistoric WorldOut of the Darkness I Was a Teenage Caveman
Titolo G.B.: Out of the Darkness
Regia: Roger Corman
Int.: Robert Vaughn, Leslie Bradley, Darrah Marshall, Jonathan Haze, Robert Shayne, Frank De Kova
Musica composta da: Albert Glasser
Sceneggiatura: Robert Wright Campbell
Produttore: Roger Corman
Durata: 65’ USA 1958
Dvd: V.O.

Note: Il film è stato presentato in TV con il titolo Adolescente delle Caverne in versione originale e sottotitolato.

Estratto Dei Dialoghi Del Film

Voce fuori campo: “In principio era il caos e le tenebre eterne. Poi una voce disse: ‘Sia la Luce’ e le tenebre furono separate dalla luce. Furono create le acque e le terre. Fu creato il Sole per regolare il giorno, la Luna per regolare la notte e le stelle per illuminare le tenebre. Sulla Terra cominciarono a crescere piante e frutti. Furono creati gli animali, erano prolifici e si moltiplicarono. E infine giunse… l’uomo.”

Alcuni uomini trasportano un cervo fino all’insediamento dove ci sono altri uomini, donne e bambini. Una donna chiede a uno di loro dove sia il ragazzo e se è oltre il fiume, l’uomo si avvia in quella direzione. Lo vede e, quando arriva vicino al ragazzo, questi lo minaccia con una rudimentale lancia.

Sciamano (Leslie Bradley): “Conosci la legge?

Figlio dello Sciamano (Robert Vaughn): “.”

Sciamano: “Ma ti sei spinto oltre il fiume.”

Figlio: “Solo di poco. Ci sono tante cose. Animali con spalle alte come la mia testa. Piccole creature dappertutto.”

Sciamano: “È proibito.”

Figlio: “Perché?

Sciamano: “È la legge.”

Figlio: “La legge ci tiene lontani dalle montagne oltre la pianura, dalle creature che popolano il fiume, dalle creature della foresta, dai frutti che crescono sugli alberi. Che legge è questa?

Sciamano: “Una legge buona. Nella pianura ci ammaliamo e moriamo disidratati.”

Figlio: “Perché cacciamo in un luogo con alberi secchi, e pochi animali, con tutti gli animali che ci sono laggiù?

Sciamano: “Quel luogo è proibito più di tutti. Promette grandi cose ma è solo un luogo dove morire. Ci sono ombre gelide, e fango che uccide. Gli animali più terribili che tu abbia mai visto e altre cose nefaste.”

Figlio: “Tu li hai visti. Quindi sei stato oltre il fiume.”

Sciamano: “Sì. Una volta. Solo una volta. Ho dubitato anche io. Ed è per questo che ti dico: “Rispetta la legge e stanne lontano.””

Figlio: “L’altra cosa…

Sciamano: “Ha un nome. “Il dio dal tocco che uccide”.”

Figlio: “Come è fatto?

Sciamano: “È ora di tornare.”

I due si dirigono verso l’accampamento.

Anziano uomo della tribù (Charles Thompson): “Al calar della notte, faremo i simboli per la caccia.”

Un uomo con la barba nera (Frank DeKova) si avvicina ad una ragazza bionda.

Uomo con barba nera: “Non otterrà mai i diritti dell’età adulta. Cosa…

Il figlio dello Sciamano arriva e l’uomo con la barba nera se ne va. Alla ragazza viene ordinato, da una donna, di entrare nella caverna. Il figlio dello Sciamano resta solo e si avvicina a degli uomini seduti.

Figlio: “Perché fai quello che fai? Perché tieni vivo un fuoco così piccolo?

Custode del fuoco (Robert Shayne): “È il primo dei tre grandi doni fatti all’uomo.”

Figlio: “Perché stai qui seduto a custodirlo? Ce n’è in abbondanza qui e può dartelo la pietra pirica?

Custode del fuoco: “È il primo dei tre grandi doni fatti all’uomo.”

Il figlio dello Sciamano si rivolge all’uomo seduto a fianco del Custode del fuoco che sta girando una ruota.

Figlio: “Perché veneri una cosa che gira?

Custode della ruota: “È il secondo dei tre grandi doni fatti all’uomo.”

Il giovane sta allontanandosi quando l’uomo con la barba nera gli si avvicina e chiede:

Fai spesso domande ai custodi dei doni?

Figlio: “No.”

Uomo con barba nera: “So perché lo fai. Un tempo anche io ero così. Perché custodire un piccolo fuoco? Perché far girare un’inutile ruota? Soprattutto perché costruire per poi distruggere?

Figlio: “Sì perché lo fa?

Il giovane si rivolge al terzo custode.

Figlio: “Perché costruisci e poi distruggi?

Custode: “È il terzo dono fatto all’uomo e la prima grande lezione.”

Figlio: “Dice sempre la stessa cosa, come gli altri due.”

Uomo con barba nera: “Lo impone la legge.”

Figlio: “Ma cosa significa?

Uomo con barba nera: “Solo un uomo forte e coraggioso potrà scoprirlo. Nulla può essere imparato in questo luogo. Nulla qui può insegnare nulla.”

La sera, davanti ad un bel fuoco, lo Sciamano e suo figlio vanno verso un anziano che dice:

Anziano della tribù: “Prima della caccia, ci saranno due Sciamani. Gli Sciamani sono i sogni del popolo, sono i messaggeri di dio, fungono da prova per il popolo. Gli Sciamani sono il male, e la morte, e le tenebre e i padroni del fuoco. Gli Sciamani sono la luce del popolo. E la gloria, e la vita. Si facciano i simboli.”

Padre e figlio entrano nella caverna.

Figlio: “Da quando siamo Sciamani? Abbiamo messo cinque volte la nostra vita nei tumuli funebri. Perché di tutto il clan, siamo noi gli Sciamani?

Sciamano: “Noi abbiamo il dono di avere visioni e l’abilità di raffigurarle. Questi doni devono servire la legge.”

Figlio: “E i simboli porteranno davvero gli animali nelle nostre mani?

Sciamano: “Fai molte domande, ultimamente.”

Figlio: “Ho molti dubbi.”

Sciamano: “Fai domande solo a me?

Figlio, annuendo: “Gli altri non mi rispondono.”

Sciamano: “Ora ti dirò una cosa. La legge vieta di mettere in dubbio i segni, i doni e i misteri degli dei.

Lo Sciamano si avvicina alla parete della caverna, prende in mano una ciotola e inizia a tracciare segni sulla roccia.

Figlio: “Un’ultima domanda: il dio dal tocco che uccide… tu l’hai visto?

Sciamano: “No.”

Figlio: “Come sai che è terribile?

Sciamano: “Gli Sciamani che mi hanno preceduto mi hanno mostrato le sue sembianze.”

Figlio: “Mostrale anche a me.”

Sciamano: “È più grande di un uomo ma non grande come i grandi animali. Nessuna lancia riesce a perforare la sua pelle. Le zampe sono simili a quelle delle grandi creature della palude, sono prensili e si muovono come gli arti di un uomo. Laggiù, oltre il fiume egli comanda, ed è temuto da tutti. La legge ci è stata data per proteggerci. È difficile non avere dubbi ma… se non seguiamo la parola e la legge, la morte ci colpirà, non dubitare più.

Figlio: “Dubito ancora.”

Padre e figlio escono dalla grotta e l’anziano della tribù annuncia:

Anziano della tribù: “I simboli sono stati fatti. Quando il fuoco torna nel cielo, gli adulti cominceranno a cacciare.”

I cacciatori si avviano per la caccia. Un orso sta avanzando verso di loro. lo Sciamano li guida e lancia la sua arma contro l’orso che l’aggredisce ma i cacciatori uccidono l’animale. Tornano alla caverna con l’orso e lo Sciamano ferito che viene subito soccorso. Il figlio dello Sciamano esce dalla grotta e l’uomo dalla barba nera gli si avvicina.

Uomo con barba nera: “Un altro ferito durante la caccia. Questa volta sangue del tuo sangue. Un solo uomo coraggioso potrebbe procacciarsi carne a sufficienza per tenere il fuoco acceso per molti giorni. La legge vieta di andare oltre il fiume. La legge è strana, difficile da comprendere.”

Figlio: “La parola dice che colui che va oltre il fiume troverà la morte.”

Uomo con barba nera: “Tutti abbiamo paura. Ti sei mai chiesto cosa c’è oltre la pianura infuocata? Oltre il fiume? E ancora più in là, oltre l’immensa foresta verde? Se le mie gambe mi ci portassero, andrei a scoprirlo.

I due si separano e l’uomo con la barba nera, zoppicando, si accosta al custode del fuoco.

Uomo con barba nera: “Cosa dice la legge di colui che dubita di essa?

Custode del fuoco: “Che deve essere punito.”

Uomo con barba nera: “Come?

Custode del fuoco: “Per un certo periodo nessuno gli deve parlare.”

Uomo con barba nera: “E se la legge viene violata e il male colpisce il clan?

Custode del fuoco: “Morte.

Uomo con barba nera: “.”

I giovani della tribù si allenano nel combattimento; li raggiunge il figlio dello Sciamano che afferra la lancia di uno di loro.

Figlio: “La carne della bestia pelosa non durerà a lungo. Vi sarà una nuova battuta di caccia nella foresta degli alberi spogli abitata solo da creature mortali. Pochi passi oltre il fiume, c’è carne in abbondanza! Aspettate!”

I giovani stanno andandosene.

Giovane 1: “La terra sprofonda, laggiù.”

Figlio: “Sonderemo il terreno con una lancia.”

Giovane 2: “C’è fumo dappertutto, e fuoco tra le rocce.”

Giovane 3: “Ci sono animali grandi come grotte.”

Figlio: “Loro sono grandi e noi siamo piccoli. Non ci vedranno.”

Giovane 2: “E il dio dal tocco che uccide?”

Figlio: “L’hai visto?

Il giovane scuote la testa.

Figlio: “L’ha mai visto qualcuno del clan?

Giovane 1: “Ne parlò l’uomo dalla barba grigia.”

Figlio: “Tanti anni fa, quando era bambino. Temete il sogno infantile di un vecchio?

Giovane 2: “La legge…”

Figlio: “È antica, ma non per questo è vera, chi di voi intende seguirmi?

Giovane 2: “Neanche gli adulti partono col buio.”

Figlio: “Partiremo alle prime luci dell’alba. Gli uomini sono tutti riuniti?

Giovane 1: “Solo gli stolti.”

Giovane 3: “Io resto qui per seppellirti, ammesso che il clan trovi il tuo cadavere.”

Figlio: “Andate via.”

All’alba il figlio dello Sciamano e altri tre giovani partono e giunti al fiume iniziano a sondarlo con le lance per attraversarlo; ci riescono e quindi si inoltrano nella foresta.

Giovane: “Uccidiamo le prede e torniamo.”

Figlio: “No. Sono qui per verificare l’autenticità delle antiche leggende, della legge.”

Altro giovane: “Siamo venuti per cacciare, non per distruggere la parola.”

Figlio: “Io sono venuto per donare questa terra al clan.”

Continuano a camminare nella foresta. Suoni animaleschi li fanno tremare.

Giovane: “I grandi animali!

Altro giovane: “O il dio.”

Il figlio dello Sciamano spezza un rametto e lo usa come un fischietto. All’improvviso appare un enorme rettile da un lato e un dinosauro dall’altro che iniziano a lottare. Tutti i giovani li guardano spaventati e si danno alla fuga, però due di loro si attardano e uno cade nel fiume proprio nel punto in cui la terra sprofonda. Chiede aiuto agli altri che cercano in tutti i modi di tirarlo a riva, ma inutilmente.

Giovane, rivolto al figlio dello Sciamano: “Hai ceduto alla terra un membro del clan.”

I due giovani rimasti fanno ritorno al clan. Il figlio dello Sciamano non si dà per vinto e torna indietro. Nella foresta ci sono dei dinosauri e altri animali come armadilli e serpenti. Il figlio dello Sciamano accende un fuoco vicino ad una roccia per cuocere un animaletto catturato, mentre una grande creatura si fa largo fra la boscaglia avvicinandosi al ragazzo che, a tutta prima, tenta di allontanarla con il fuoco poi fugge, ma sbatte contro un tronco d’albero e sviene. Alla caverna lo Sciamano si risveglia e chiede del figlio, ma la moglie lo informa che non è lì.

Sciamano: “E dov’è?”

Moglie: “Oltre il fiume.”

Sciamano: “Quando?

Moglie: “Tempo fa.”

Sciamano: “Da quanto tempo è andato via? Chi lo sa?

Moglie: “Tutti. Ha portato altri con sé.”

Lo Sciamano esce barcollando dalla caverna.

Uomo con barba nera: “Tuo figlio ha violato la legge, è andato oltre il fiume. Il tuo sangue porterà la morte fra noi, come fu predetto in passato.”

Lo Sciamano rivolge uno sguardo interrogativo ad uno dei due che sono tornati.

Giovane: “Ci ha guidati oltre il fiume. Abbiamo visto cose terribili. Grandi bestie lottare. La terra si è presa uno di noi.”

Sciamano: “Chi?

Giovane: “Il biondo.”

Sciamano: “E mio figlio?

Giovane: “L’abbiamo lasciato là.”

Sciamano: “L’avete lasciato?

Giovane: “Non ci ha voluti seguire.”

Uomo con barba nera: “È morto. Ma il male verrà comunque tra noi. Lo ha mandato lui.”

Sciamano: “No! Io lo troverò e lo riporterò indietro. Quando sarò forte.”

Lo Sciamano traccia un segno sul terreno. Nel frattempo il figlio dello Sciamano si risveglia e ricomincia a camminare per la boscaglia cercando qualcosa che possa essere usato come arma. Si fabbrica un arco ed una freccia con cui uccide un cervo. Lo Sciamano si è ripreso e sta andando a cercare il figlio, attraversando il fiume. Alcuni cani affamati sentono l’odore del cervo e seguono il figlio dello Sciamano che, per non essere aggredito, lascia la sua preda, ma uno dei cani lo attacca e la sua unica arma è un coltello. Arriva il padre che lo salva e lo riporta al clan.

Uomo con barba nera: “Noi viviamo seguendo la parola. Senza di essa moriamo, colui che viola la legge deve essere condannato a morte. Questo giovane ha violato la legge, e gli dei del male porteranno la morte come nei tempi passati. Gli anziani custodi della legge sanno che ciò corrisponde al vero. Il figlio dello Sciamano deve morire.”

Tutti gridano: “A morte.”

Sciamano: “Tutti noi abbiamo dubitato della verità. La parola ci dice che la legge è verità. Lui ha violato la legge, ma gli dei non sono arrivati, contrariamente a quanto detto.”

Uomo con barba nera: “Il male è vicino a noi! Il clan cesserà di esistere!

Sciamano: “Io dico di aspettare che arrivi.”

Uomo con barba nera: “E io dico di tenerlo lontano uccidendo il colpevole. La parola della gente è verità.

Sciamano: “Trattiamo il colpevole come se fosse morto, fino all’età adulta.”

Uomo con barba nera: “Si faccia quel che dice lo Sciamano.”

Nonostante ci sia stato l’accordo con lo Sciamano, l’uomo con la barba nera ne aggredisce il figlio per ucciderlo ma l’anziano della tribù li ferma. Tutti i presenti se ne vanno e il figlio dello Sciamano, rimasto solo, cammina per un po’ fino a un laghetto dove la ragazza bionda fa il bagno. Il figlio dello Sciamano suona uno strano piffero e chiede alla ragazza di ascoltarne il suono che lui ha udito oltre il fiume; lei dice che lo ha udito in sogno. Il ragazzo si chiede quante cose strane ci siano oltre il fiume.

Ragazza: “No! Se violi la legge di nuovo il popolo ti darà la morte. Non dovrei parlarti fino ai riti che faranno di te un uomo adulto. Non dubitare più.”

Figlio dello Sciamano: “Dubiterò sempre.”

Qualcuno grida che sta arrivando qualcosa dalla pianura.

Uomo con barba nera: “Portate le donne nella caverna! Prendete le armi!”

Il figlio dello Sciamano e la ragazza si chiedono cosa sia.

Figlio dello Sciamano: “Una bestia proveniente dalla pianura infuocata.”

Ragazza: “E la parola dice che nulla può vivere nella pianura, o oltre di essa.”

Uomo con barba nera: “È il male che arriva!

Figlio dello Sciamano: “Non dalla pianura.”

Uomo con barba nera: “Che cos’è allora?

Figlio dello Sciamano: “L’antica leggenda ne parla.”

Uomo con barba nera: “Di Cosa? Una creatura metà uomo metà bestia. È coperto di pellame, con braccia e gambe!

Il clan: “È il male! Uccidiamolo!”

Figlio dello Sciamano: “Aspettate! Si muove. Non è una bestia, è un uomo sopra un animale!

Uomo con barba nera: “Nessun uomo sta sopra un animale.”

Figlio dello Sciamano: “È davanti ai tuoi occhi!

Uomo con barba nera: “Uccidiamolo! Porterà malattia e morte!

Figlio dello Sciamano: “Credi a ciò che vedi! Ci sono uomini simili a noi oltre la pianura!

Uomo con barba nera: “Non è simile a noi! È un animale! Vedete i peli?

Figlio dello Sciamano: “Parlagli, non ucciderlo!

Il popolo grida di ucciderlo e gli lanciano contro bastoni e lance.

Uomo con barba nera: “Vuole uccidere il clan, portando pestilenza e morte!

L’uomo cade dall’animale.

Uomo con barba nera: “A morte la bestia! A morte! A morte!

Lo Sciamano, suo figlio e l’anziano della tribù soccorrono l’uomo caduto, mentre altri rincorrono l’animale per ucciderlo.

Uomo con barba nera: “Fatti da parte!

Figlio dello Sciamano: “No! Quest’uomo ha molto da insegnarci. Ascoltiamolo! Impariamo! Per quanto ancora terremo i nostri occhi lontano dalla verità?

Uomo con barba nera: “Tu sei marchiato! Il male cerca il male. Il male protegge il male!

Figlio dello Sciamano: “Qui nulla va contro la legge o la parola! Questo è un uomo coraggioso, che ha osato cercare i suoi simili!

Uomo con barba nera: “Fatti da parte, ragazzo.

Figlio dello Sciamano: “No.”

Uomo con barba nera: “Prendetelo e uccidetelo!

Lo Sciamano e l’uomo con la barba nera si guardano in modo truce; l’uomo con la barba nera sta per uccidere l’uomo a terra che, con un ultimo sforzo, parla.

Uomo della pianura: “Pace.”

L’uomo con la barba nera lo uccide. Lo Sciamano ed il figlio, addolorati per la morte dell’uomo, si allontanano.

Figlio dello Sciamano: “Hai chiuso gli occhi di fronte alla verità. Invocava la pace.”

Sciamano: “I miei occhi erano aperti, ma la tua morte non avrebbe portato benefici.”

Figlio dello Sciamano: “Poteva darci delle risposte forse riguardo alla verità della legge.”

Sciamano: “Una legge è vera di per sé. Dobbiamo trovare un’altra legge.”

Figlio dello Sciamano: “Lo faremo?

Sciamano: “Proveremo.

Anziano della tribù: “La parola ci ha guidati a lungo. Solo il tempo può cambiarla. Fate un tumulo e seppellite quest’uomo.”

Uomo con barba nera: “Un tumulo per una cosa malvagia?

Anziano della tribù: “Obbedite!

Sciamano: “Oggi un uomo è stato ucciso. Sembrava un uomo, ma chi può sapere cosa era? Gli dei del male assumono strane sembianze. Gli dei non versano sangue! Era un uomo della pianura infuocata!”

Uomo con barba nera: “Ma quel luogo è bandito dalla legge. E ogni creatura che lo attraversa deve essere bandita.”

Sciamano: “Siamo qui per cambiare la legge!”

Uomo con barba nera: “Cambiare la parola dei nostri padri? È un pensiero pericoloso anche quell’uomo ha corso un pericolo. Dobbiamo rimanere ciechi di fronte alla verità svelata dalla sua venuta?”

Sciamano: “Oltre la pianura ci sono altri clan! Altri popoli!”

Uomo con barba nera: “Rimangano dove sono.”

Sciamano: “No! Cerchiamoli! Trasmettiamo loro gli insegnamenti dei nostri padri. Impariamo qualcosa da loro.”

Uomo con barba nera: “Parole malvage.”

Anziano della tribù: “Aspetta! Abbiamo poco cibo. Dove troveremo cibo a sufficienza per il viaggio?” Sciamano: “Nella foresta, oltre il fiume.

Uomo con barba nera: “Tu violeresti la legge due volte?

Sciamano: “Io? Cento volte! La legge era giusta, la parola buona. Indicava la strada al clan. Ma l’arrivo di quest’uomo ha cambiato la legge.”

Uomo con barba nera: “No! E chi dice queste parole deve perdere i suoi poteri di Sciamano. Rivendico io i poteri! Non è forse così?

Custode del fuoco: “Se un uomo di potere viola la legge, chi lo sfida prende il suo posto.”

Uomo con barba nera: “Lo abbiamo sentito tutti. Lo Sciamano ha rinnegato la sua fede con le sue parole.

Sciamano: “Vuoi incitare il clan ad uccidere anche me? Se alla fine mi sarò sbagliato, gli conferirò io stesso il mio potere.”

Anziano della tribù: “L’arrivo di oggi ha fatto vacillare la legge. Ma la parola deve ancora vietare di attraversare la pianura. I nostri padri vissero al riparo della grande roccia e noi faremo lo stesso.” Sciamano: “Ma quell’uomo…”

Anziano della tribù: “Così dice la legge.”

Lo Sciamano si allontana e raggiunge il figlio.

Sciamano: “Vogliono proteggersi.”

Figlio dello Sciamano: “Proteggersi? Vivere e morire in un unico luogo.”

Sciamano: “E tu? Ho combattuto, non sono più lo Sciamano. Rispetterò la legge e così farai tu. È l’unico modo di preservare il clan. Presto la luce della notte prenderà posizione in cielo. Raggiungerai l’età adulta e non sentirai più il silenzio.”

Figlio dello Sciamano: “Mi stai rivolgendo la parola.”

Sciamano: “Solo questa volta. Oggi qualcuno ha compiuto un male peggiore del tuo.”

Arriva il buio.

Anziano della tribù: “Il Sole è passato in cielo e ha segnato il volgere di un anno. Un membro del clan è diventato uomo.”

L’anziano si rivolge al figlio dello Sciamano: “Rispetterai la parola? Rispetterai la parola?”

Figlio dello Sciamano: “Sì.”

Anziano della tribùRispetterai la legge?

Figlio dello Sciamano: “.”

Anziano della tribù: “Un membro del clan è diventato uomo!

Dal bosco la paurosa creatura si sta avvicinando.

Anziano della tribù: “Vieni. Guarda i simboli lasciati dagli dei.” (Scopre un sasso) “Questo era un messaggio divino. Giunse infuocato e provocò una profonda ferita sulla terra. Toccare le cose divine può darti la morte!”

Figlio dello Sciamano: “Nessuno l’ha mai toccato?

Anziano della tribù: “La legge lo vieta. Ora hai visto i simboli di dio. Vai a prendere posto tra gli adulti del clan.”

L’uomo con la barba nera si rivolge al figlio dello Sciamano: “Hai risposto bene durante il rituale, ma io sentivo che non eri sincero, non rinuncerai ai tuoi sogni.

Figlio dello Sciamano: “Hai preso il posto di mio padre. Vuoi cacciare anche me?

Uomo con barba nera: “Spero che tu rispetti la legge. Ma i sogni di un uomo coraggioso sono difficili da contrastare.”

Figlio dello Sciamano: “Ogni volta che andremo nella caverna per il rituale, rimani di fronte a me.” Uomo con barba nera: “Perché?

Figlio dello Sciamano: “Perché tu sei un uomo che ambisce ad essere il capo di un piccolo clan. Io non voglio comandare. Io voglio progredire, ampliare i miei orizzonti. Due uomini così, un giorno combatteranno tra loro. E uno dei due morirà per mano dell’altro.”

Il figlio dello Sciamano raggiunge la ragazza bionda.

Ragazza: “Ho pensato che potremmo trovarci un posto solo per noi. Potresti scavare uno spazio sulla roccia della caverna. Sarebbe una cosa buona.”

Figlio dello Sciamano: “.”

Ragazza: “Costruirai un giaciglio per coricarci, sollevato rispetto al terreno, così che il freddo non ci tormenti durante il sonno.”

Figlio dello Sciamano: “.”

Ragazza: “Quando inizierai?

Figlio dello Sciamano: “Ora. Oltre il fiume ci sono calde pelli di animali, potremo usarle per il nostro giaciglio. Vi sono piante morbide, ideali per un giaciglio, e tutto profuma di vento, di fresco.” Ragazza: “Dobbiamo rimanere qui. Costruisci un giaciglio per noi due sul sentiero.”

Anziano della tribù: “Cosa fa?

Sciamano: “Costruisce un giaciglio per sé e la sua donna.”

Uomo con barba nera: “Perché? Nella caverna c’è posto per tutti.”

Il figlio dello Sciamano e la ragazza sono nel giaciglio.

Figlio dello Sciamano: “Mi hai trattenuto in questo giaciglio a lungo.”

Ragazza: “Sì.

Figlio dello Sciamano: “Ma i miei dubbi rimangono. Qualcuno deve violare la legge. Deve trovare la verità! Per tutti e per sempre.”

Ragazza: “No!

Figlio dello Sciamano: “Ciò che il clan teme maggiormente è il dio dal tocco che uccide, io lo troverò e lo ucciderò. Dammi del cibo subito. Fa’ quel che ti dico.”

Ragazza: “Ti ascolto sempre, ma ora no. Perché devi essere tu a violare la legge?

Figlio dello Sciamano: “Tutti rispettano la legge per preservare sé stessi. Tutti aspettano che sia un altro ad osare, nessuno corre i rischi che una vita migliore richiede. Nessuna donna si aspetta che sia il proprio uomo a morire. Così gli anni passano e il clan rimane ammassato nello stesso luogo. Non c’è altro da dire. È tempo di agire.”

Il figlio dello Sciamano prende arco e frecce e il cibo preparato dalla sua donna e dopo averla abbracciata si allontana. La ragazza informa lo Sciamano della decisione del figlio. Lo Sciamano è deciso a riportare indietro il figlio e ne parla con la moglie.

Moglie: “Violare la legge due volte gli darà la morte, e se anche tu…”

Sciamano: “Metti da parte del cibo. Partirò presto.”

Quando giunge il momento, lo Sciamano e la moglie si avviano verso l’uscita della caverna e questo insospettisce l’uomo con la barba nera che, di lì a poco, vede la moglie dello Sciamano parlare con la ragazza bionda e allontanarsi.

Uomo con barba nera: “Ferme! Ragazza! Perché te ne stai seduta con lo sguardo verso il fiume?”

Le due non rispondono e continuano a camminare.

Uomo con barba nera: “Udite! Quante volte sarà violata la legge? Quante volte il giovane Sciamano andrà oltre il fiume, a disturbare le forze del male? Anche oggi ha attraversato il fiume proibito ed è entrato nella terra del dio dal tocco che uccide! E ora ha spinto anche suo padre a violare nuovamente la legge. Io dico… Prendete i vostri bastoni e i vostri coltelli, seguiteli verso il fiume. Uccideteli entrambi o moriremo tutti… per mano del male che porteranno!

Gli uomini del clan si armano e si dirigono verso il fiume. Il figlio dello Sciamano sta attraversando la foresta, mentre il padre lo sta inseguendo. I membri del clan, guidati dal nuovo Sciamano arrivano al fiume.

Uomo con barba nera: “Procedete! Oltre il fiume, nella foresta!

Uomo biondo (Ed Nelson): “Come possiamo servire la legge se noi stessi la violiamo?

Uomo con barba nera: “Lo facciamo per salvarla e mantenerla! Non c’è alcun male in questo.”

Uomo biondo: “Chi si occuperà delle donne e dei bambini se troveremo la morte?

Uomo con barba nera: “La morte colpirà tutti noi, se non troveremo il giovane Sciamano e suo padre e non li uccideremo. Colui che è mosso dal bene uscirà illeso da questo luogo.

Tutti seguono l’uomo con la barba nera nel fiume, diretti all’altra sponda. Il figlio dello Sciamano vede delle orme sul terreno e le segue, imbattendosi in una strana creatura e sta per lanciare una freccia quando, alle sue spalle, arriva il padre.

Sciamano: “Indietreggia lentamente.”

Figlio dello Sciamano: “Sei venuto per riportarmi indietro?

Sciamano: “Intendevo farlo. Ora voglio battermi per la tua causa. Indietreggia.”

Figlio dello Sciamano: “No. Questo è il dio che tutti temono. Se muore, non ne avranno più paura. La legge sarà abolita e una nuova strada verrà aperta. Guarda, si muove come l’uomo della pianura infuocata.

Sciamano: “Ti sta attaccando! Colpiscilo! Vedi? Vedi?

I membri del clan sono arrivati fino a loro e vedono il mostro.

Tutti: “Uccidiamolo!

Uomo con barba nera: “Guardate. È cosa buona. L’ammazzeremo davanti al dio dal tocco che uccide. Saprà che vogliamo preservare la legge!

All’improvviso un gruppo di cani famelici li attacca; l’uomo con la barba nera si rifugia sulle radici di un albero. Il figlio dello Sciamano si avvicina con fare amichevole alla creatura.

Figlio dello Sciamano: “Non è cosa malvagia.”

Dal suo rifugio l’uomo con la barba nera scaglia un masso uccidendo la creatura, mentre il figlio dello Sciamano lo uccide con una freccia.

Figlio dello Sciamano: “Non è cosa malvagia.”

Sciamano: “Non è un dio. La parola diceva che non si poteva uccidere, ma rimane immobile.”

Uomo biondo: “Le bestie sono morte, ora dovete morire voi due.”

Sciamano: “No. Le bestie sono morte. La legge è morta. È morto anche il dio dal tocco che uccide.” Uomo biondo: “Un dio… morto?

Il figlio dello Sciamano solleva le pelli che coprono la testa dell’essere e vede la faccia di un vecchio:

Non è un dio è un uomo. Un altro tipo di uomo. Uno venne dalle montagne e alcuni vivevano qui.”

Addosso all’uomo, il figlio dello Sciamano, trova un libretto.

Figlio dello Sciamano: “Un simbolo.”

All’interno del libretto, una foto di due uomini che si stringono la mano.

Figlio dello Sciamano: “Deve essere il modo in cui un uomo saluta un altro uomo. Senza armi.”

Altre foto con vedute di città americane.

Figlio dello Sciamano: “Che simboli sono questi?

Sciamano: “Non ne ho nessuno simile nella mia mente. Sono fatti in un modo a me sconosciuto.”

Trovano altre foto dell’era atomica.

Figlio dello Sciamano: “E questi? Sono anch’essi simboli?

Sciamano: “Forse.”

Figlio dello Sciamano: “Un giorno saranno conosciuti. È una cosa prodigiosa. Lo portiamo alla caverna e lo seppelliamo?

Sciamano: “Lasciamolo in questo luogo che fu suo. Il popolo ha visto che una nuova legge è nata. Ci sarà cibo, verranno costruite cose con ruote, e il clan conoscerà altri uomini e altri luoghi. Prenderemo questa cosa prodigiosa e forse qualcuno in qualche luogo saprà dirci le parole dei simboli.”

Figlio dello Sciamano: “O forse qualcuno di noi troverà il modo di capirli.”

Sciamano: “Sì. Lasciamo qui quest’uomo non sarà solo.”

Tutti i presenti si allontanano, tornando verso la caverna.

Voce fuori campo: “Io, assieme ad altri 23 uomini, stavo compiendo una spedizione scientifica, quando le bombe cominciarono a cadere. Il potere letale delle armi nucleari si sparse per il mondo. Ritorsione dopo ritorsione, ogni traccia del lavoro umano fu cancellata dalla faccia della terra. Tra i pochi esseri viventi che sfuggirono all’esplosione, alcuni diventarono inesplicabilmente enormi e assunsero le forme dei dinosauri della preistoria altri assunsero forme completamente nuove e folli. Io e i miei compagni, in parte protetti da tute antiradiazione, vivemmo fino ad un’età mai raggiunta fino ad allora. Di tutti i milioni di abitanti della terra, un gruppo esiguo sfuggì alla morte per fortuna o ingegno. Dopo l’olocausto, i più saggi tra loro, stabilirono una lunga lista di tabù. E la legge prese la forma di una religione. È strano guardarli vivere la vita dell’uomo di Cro-Magnon senza sapere perché. Provammo a metterci in contatto con loro, ma ci temevano e le nostre radiazioni uccisero chi si avvicinava troppo. Ora sono rimasto solo io, indebolito dall’età e dalle radiazioni. Ora un altro uomo pensa alla verità della legge e dubita di essa. Forse l’uomo oserà tentare ancora. Mi sento molto solo, e sono molto stanco.”

Uomini e donne in fila su un sentiero stanno andando da qualche parte.

Voce fuori campo: “Tutto questo accadde molto tempo fa e come sapete l’uomo incontrò altri uomini. Imparò a fondere i metalli, inventò esplosivi, macchine attivate da ruote e canne di fucile. Furono costruite torri e furono distrutte. Quante volte succederà ancora? E se succederà un’altra volta sopravviverà qualcuno, o sarà…

LA FINE?”

Note, curiosità e commenti

Il film fu prodotto dalla American International Pictures e dalla Malibu Productions, diretto da Roger Corman e girato nel 1958 ad Arcadia e nel Bronson Canyon, in California, con un budget stimato in 70.000 dollari. Inizialmente il titolo era Prehistoric World, poi la Aip lo cambiò in Teenage Caveman e questo cambiamento non piacque affatto a Corman che anni dopo, in una intervista, dichiarò: “Non ho mai diretto un film chiamato Teenage Caveman”.

Roger Corman: “Come ho dichiarato più volte, non ho mai girato un film dal titolo Teenage Caveman. Io girai Prehistoric World e fu la AIP a cambiare il titolo però ricordo ancora l’inizio della prima recensione del “Los Angeles Time”: A dispetto del titolo da quattro soldi Teenage Caveman è un film sorprendentemente bello. Il giorno dopo la AIP ripristinò il titolo originale.” “Quando girai quel film l’idea mi coinvolgeva talmente che ho pensato diverse volte a un remake con un budget leggermente più ampio… Chiesi a Bill (Beach Dickerson) di “doppiare” la parte di un orso che si aggira nell’insediamento. Doveva scendere lungo un sentiero ripido, fermarsi, guardare a valle e poi proseguire. Non dissi nient’altro. Non mi pareva di dover dare molte indicazioni o di dover provare con un orso. Così Beach scese con passo felpato fino al punto stabilito, si fermò e si portò la zampa alla fronte per ripararsi gli occhi mentre scrutava giù a valle. Gridai: Stop! Beach, un orso non si porta la zampa alla fronte per ripararsi gli occhi dal Sole. Rifallo e limitati a guardare. La zampa non serve.” (Roger Corman, Come ho fatto 100 film a Hollywood senza mai perdere un dollaro)

Il protagonista del film, Robert Vaughn, disse a sua volta in un’altra intervista che considera Teenage Cavemanil peggior film che io abbia mai fatto”.

Il film fu successivamente inserito nella serie televisiva Mystery Science Theater 3000.

L’attore Beach Dickerson, che aveva lavorato regolarmente con Corman nelle produzioni degli anni precedenti, interpretò in questo film ben quattro ruoli, di cui solo uno principale (il ragazzo biondo della tribù) e gli altri da semplice comprimario o addirittura da comparsa.

Il film è stato rifatto nel 2002 con il titolo di Adolescente delle caverne (Teenage Caveman) per la serie di film direct-to-video, prodotta dalla Cinemax, denominata Creature Features (Le creature del brivido in Italia).  L’unica cosa che avevano in comune, però, era il titolo, in quanto la storia risulta completamente diversa.

Teenage Caveman aveva un titolo commercialmente perfetto per lo sfruttamento da parte della Aip. Spesso si era soliti inventare il titolo prima e poi girare un film che avesse a che vedere con il titolo stesso… più o meno. Detto questo, l’adolescente delle caverne del titolo, cioè Robert Vaughn, sembrava essere un trentenne (in realtà aveva 26 anni). Naturalmente, quello che stava succedendo era che Roger Corman e l’Aip stavano sfruttando il successo ottenuto da Herman Cohen, un altro produttore dell’Aip, quando girò I Was a Teenage Werewolf (1957) e La strage di Frankenstein (I Was a Teenage Frankenstein, 1957). Molte altre pellicole adolescenti nel titolo furono rapidamente girate, anzi, Corman aveva appena finito di girare Teenage Doll, un film non di fantascienza o horror in questo caso, ma su bande composte da ragazze.

teenage cavemanTeenage Caveman aveva uno script originale. Lo sceneggiatore R. Wright Campbell lo strutturò come una classica storia concettuale. Usò il tema familiare di sostenere una scoperta della conoscenza sulla superstizione e sulla tradizione. Nel finale, quando il personaggio principale scopre il mondo in cui sta vivendo, il film riesce ingegnosamente a trasformare le aspettative del pubblico. Così facendo, la storia si trasforma da quello che in origine sembrava essere un dramma preistorico in un film post-olocausto. È una trovata unica e ingegnosa. Infatti, possiamo dire che la prima versione del Pianeta delle scimmie (1968) di Franklin J. Schaffner e di The Village di M. Night Shyamalan (2004) si sono ispirati a questo espediente. Purtroppo, le idee del film rimangono molto superiori a quelle della effettiva realizzazione su pellicola. È un’idea di serie A che è rimasta intrappolata in un film di serie Z. Il film era estremamente economico. I dinosauri sono interpretati da lucertole; ci sono alcuni costumi d’orso e l’olocausto è rappresentato da mostre di mostri da altri film Aip, tra cui Il mostro del pianeta perduto (1955) e The She Creature (1956). Quando gli uomini delle caverne sono attaccati dai cani si nota distintamente il trucco che si stacca. La direzione di Roger Corman è particolarmente anonima e il film è stato girato frettolosamente con la cinepresa che veniva posizionata per la maggior parte delle riprese dove capitava (MORIAThe Science Fiction, Horror and Fantasy Film Review).

Corman non solo ha voluto riciclare scene provenienti da film precedenti (Sul sentiero dei mostri), ma ha voluto riciclare i suoi attori. Ad esempio, non solo Beach Dickerson ha interpretato il ragazzo dai capelli biondi che è stato risucchiato dalle sabbie mobili, ma anche l’uomo delle pianure ardenti e l’uomo nel costume da orso. Probabilmente è anche l’uomo che entra nell’accampamento a cavallo. A differenza di altri film di serie B, ci sono dei nomi conosciuti in questa pellicola. Non solo Robert Vaughn, probabilmente meglio noto per aver interpretato Napoleon Solo in televisione (The Man from UNCLE), ma anche il pericoloso perverso Frank DeKova. E poi: Jonathan Haze, uno dei preferiti di Cormann; Ed Nelson, che lavorerà quasi sempre al cinema e alla televisione; Robert Shayne, che avrebbe interpretato l’ispettore di polizia nel serial Le avventure di Superman. In effetti, sarebbe stato più plausibile aver avuto un vero adolescente, o qualcuno che sembrava esserlo sul serio, ma, nello stesso anno che Robert Vaughn ha interpretato questo ruolo nel film di Corman, Steve McQueen interpretò un personaggio da adolescente in Fluido mortale e aveva 28 anni. Un po’ meglio andò con il 21enne Gary Conway, che interpretò il personaggio principale nel film La strage di Frankenstein, o il ventenne Michael Landon, che interpretò invece il protagonista del film I Was a Teenage Werewolf (BoyScoutKevin).

Beach Dickerson: “Credo che nessun altro al mondo sia morto in tre scene e poi sia andato a un suo funerale nello stesso film. Dovevo fare la parte di uno che affonda nelle Sabbie risucchianti, come le chiamavano nel film, che in realtà erano un pezzo di terreno ricoperto di impurità, dall’aspetto vagamente tropicale, in un arboreto a Pasadena. Dopo questa scena andammo a Bronson a filmare il funerale e Roger mi disse: “Cosa ci fai fuori dalla scena?”, e io: “Roger, è il mio funerale. Tutta la tribù piange la mia morte”. E lui: Non ti riconoscerà nessuno. Vai a suonare un tam-tam funebre”. Poi mi chiese di fare “l’uomo delle pianure riarse” che arriva al galoppo nel territorio della tribù, cade da cavallo e muore. “E lo stuntman?” Chiedo. “Mettete a Beach il costume dello straniero” Grida Roger, e quelli mi bardano che sembro il generale Grant, con una coperta di pelliccia d’orso e un gran parrucca nera. Poi passiamo alla scena della caccia al grande orso.” Chi fa l’orso?” Chiedi a Roger. “Tu.” Mi risponde, e mi portano questo enorme vestito di pelliccia. “Come diavolo si fa a fare la parte di un orso?” “Che ne so!” Mi dice per tutta risposta. “Roger, è folle! Non sono uno stuntman, sono solo un povero disgraziato attore.” “Non creare problemi. Fallo e basta.” Roger Corman parla sempre chiaro così, dopo aver ripetuto un paio di volte la scena scendo dal dirupo con la testa a ciondoloni tra le zampe, e c’erano quaranta gradi in quella maledetta pelliccia, e stavo crepando mentre scendo lui grida: “Orso, alzati!! E io mi tiro su. “Orso, ringhia!”, e così ringhio. E ancora: “Cattivo, devi essere cattivo!” Io ringhio più forte e fendo l’aria con i miei terribili artigli. “Più cattivo, ti voglio più cattivo!” Grida lui. Sto impazzendo dentro quella pelle, ringhio e frusto l’aria e lui urla alle comparse: “Okay, gente, ammazzate quel maledetto orso”, e così una trentina di loro mi saltano addosso, mi buttano a terra e mi cavano la pelliccia a forza di botte.” (Roger Corman: Come ho fatto 100 film a Hollywood sena mai perdere un dollaro)

Regia

Roger Corman. Uno dei nomi più rappresentativi ed eclettici sia come regista sia, soprattutto, come produttore. È nato a Detroit il 5 aprile 1926. Poliedrico regista di western, gialli, fantascienza e, soprattutto, orrore. Suoi, infatti, sono i film tratti dai racconti di E. A. Poe e di H.P. Lovecraft: I vivi e i morti, I racconti del terrore, I maghi del terrore, Il pozzo e il pendolo, La tomba di Ligeia, La maschera della morte rossa, Sepolto vivo e La vergine di cera.
Attualmente dirige una nuova casa di produzione e distribuzione, anche questa di sua proprietà come lo furono la New Line e la World. Filmografia come regista: 1955: Il mostro del pianeta perduto, 1955: Le donne della palude, 1956: Il conquistatore del mondo, 1956: Il vampiro del Pianeta Rosso, 1956: L’attacco dei granchi giganti, 1957: La leggenda vichinga, 1957: La guerra dei satelliti 1957: Adolescente delle caverne, 1957: La donna vespa, 1960: I vivi e i morti, 1960: La piccola bottega degli orrori, 1960: L’ultima donna della Terra, 1960: Creature from haunted sea, 1961: Il pozzo e il pendolo, 1961: Sepolto vivo, 1961: I racconti del terrore, 1962: I maghi del terrore, 1962: La vergine di cera, 1963: L’uomo dagli occhi a raggi X, 1963: La città dei mostri, 1964: La maschera della morte rossa, 1991: Frankenstein oltre le frontiere del tempo.

Attori

teenage cavemanRobert Vaughn (1932 -2016). Robert Francis Vaughn è nato all’Ospedale Charity di New York. Era figlio di genitori di spettacolo, Marcella Frances (Gaudel) e Gerald Walter Vaughn. Suo padre era un attore radiofonico e sua madre teneva dei concerti. Robert ha cominciato a farsi conoscere dal pubblico grazie alla parte sostenuta e per la quale prese una nomination all’Oscar nel film I segreti di Filadelfia (1959). L’anno successivo era uno dei magnifici sette nell’omonimo film (1960). Fu grazie al suo ottimo lavoro sostenuto in tre anni di televisione che il produttore Norman Felton gli offrì il ruolo di Napoleone Solo in Organizzazione U.N.C.L.E. (1964). Furono quattro anni (1964-1968) di lavoro in una serie che divenne una delle più famose serie televisive degli anni ‘60 e ha reso Vaughn una stella televisiva internazionale, ma ha voluto comunque intraprendere di nuovo una carriera nel cinema e lo ha fatto subito dopo la fine della serie nel 1968. Da co-protagonista in Bullitt (1968) con Steve McQueen. Ha recitato in Il ponte di Remagen (1969) e Il cervello di Mr. Soames (1970), prima di fare un cambiamento ritornando alla televisione, questa volta in Inghilterra. Ha svolto il ruolo principale nella serie Gli invincibili (1972) e ha soggiornato in Inghilterra per la prima metà degli anni ‘70. È tornato negli Stati Uniti nella seconda metà degli anni Settanta e si è imbarcato in una grande successo di ruoli di miniserie televisive che lo hanno portato a ricevere un premio Emmy nel 1978 per Washington: Behind Closed Doors (1977) e una nomination l’anno successivo per Backstairs a La Casa Bianca (1979). Gli anni settanta si sono rivelati un momento importante nella vita di Robert. Nel 1974, sposò l’attrice Linda Staab e completò la sua tesi sulla black list durante la McCarthy Red Scare, pubblicata nel 1972 come Solo vittime: uno studio di Blacklist. Durante gli anni ‘80 ha mescolato la televisione con il film. Ruoli in film quali S.O.B. (1981), Superman III (1983), Delta Force (1986) e Il giorno della luna nera (1986). In televisione, è apparso in molte serie di successo, in particolare in A-Team (1983) e Navy (1983). Ha continuato con una vasta gamma di progetti, Gli anni ‘90 hanno visto la stessa varietà di ruoli sia in film, sia in serial: Così gira il mondo (1956), La tata (1993) e Law & OrderI due volti della giustizia (1990). Ha avuto un ruolo nel remake del 1998 del film, I magnifici sette (1998). Robert è morto di leucemia acuta l’11 novembre 2016 a Ridgefield, Connecticut. La sua ultima apparizione in Gold Star (2016), è uscito nell’anno della sua morte.

Beach Dickerson: (1924-2005) Nato a Glenville, Georgia, USA. È stato attore e produttore, noto per La creatura del mare fantasma (1961), Cafè Europa (1960) e Il serpente di fuoco (1967). Aveva investito bene i suoi guadagni. Le sue proprietà erano affittate nella zona di Los Angeles del Laurel Canyon a decine di attori tra cui Corbin Bernsen, Jennifer Aniston e Tea Leoni. Ha fatto anche l’aiuto regista e produttore nel corso degli anni.

Jonathan Haze (1929-) È un attore americano, produttore e specializzato in thriller e horror. È noto per il suo lavoro nei film di Roger Corman e specialmente per il ruolo di Seymour nel classico di Corman, La piccola bottega degli orrori (1960). La carriera di Haze copri più di 200 film in sei decenni. Nato a Pittsburgh in una famiglia di spettacolo, il cugino di Haze è stato un leggendario batterista jazz e band leader Buddy Rich. Haze ha iniziato la sua carriera nella produzione di scenografie per suo cugino Buddy, finalmente diventando manager di stage per Josephine Baker. Spostatosi a Los Angeles Haze va a lavorare nella produzione cinematografica e quindi diventa un attore quasi esclusivo per il produttore/regista Roger Corman e per i suoi film a basso budget. Il leggendario ragazzo dai capelli ricci fece il suo debutto nel film di Corman, Monster of the Ocean Floor (1954), e ha continuato su scala costante in ruoli minori o di ragazzi duri e malvagi. Ha interpretato un borseggiatore in Swamp Women (1955), un ex condannato in Five Guns West (1955) e un uomo contaminato da radioattività in Il Mostro del pianeta perduto (1955), primo film di Corman nel genere sci-fi. La sua versatilità sullo schermo fu notata, Haze ha avuto poi ruoli più importanti come Gunslinger (1956), Il Conquistatore del mondo (1956), Naked Paradise (1957), Carnevale Rock (1957), Il vampiro del pianeta rosso (1957) e Bayou (1957) (Poor White Trash). Dopo aver lavorato come un vichingo nell’incredibile Le vichinghe e il serpente marino (1957), Haze ha ottenuto il suo primo ruolo da protagonista nel dramma Stakeout della Warner Brothers su Dope Street (1958), diretto da Irvin Kershner. Haze interpreta un adolescente medio che, insieme a due amici, trova 250.000 dollari di eroina e decide di entrare nel commercio di droga. La piccola bottega degli orrori (1960), tuttavia, ha catapultato Haze tra gli attori di culto. Haze ha lavorato di fianco a Miller e Nicholson nuovamente nel film di Corman, liberamente tratto da Edgar Allan Poe, La vergine di cera (1963), che ha interpretato con Boris Karloff. Ha scritto la sceneggiatura per la commedia sci-fi Invasion of the Star Creatures (1962) e ha lavorato alla produzione per film come Sepolto vivo (The Premature Burial – 1962), Medium Cool (1969) Another Nice Mess (1972) e Corman’s The Born Losers (1967)

L'Autore

Giovanni Mongini

Tra i maggiori specialisti mondiali di cinema SF (Science Fiction) è nato a Quartesana (Fe) il 14 luglio 1944 e fino da ragazzino si è appassionato all'argomento non perdendosi una pellicola al cinema. Innumerevoli le sue pubblicazioni. La più recente è il saggio in tre volumi “Dietro le quinte del cinema di Fantascienza, per le Edizioni Della Vigna scritta con Mario Luca Moretti.”

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